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Il caffè fa male alla colite ? Ecco le alternative più sane

Il caffè fa male alla colite ? Ecco le alternative più sane

Il caffè, prodotto ottenuto dalla macinazione di alcuni particolari semi, è una bevanda nota a tutti. Quali sono le sue origini? Le origini del caffè risalgono al Medioevo, quando nel sudovest dell’Etiopia si scoprì l’esistenza della pianta di Coffea. Circa la sua vera nascita vi sono varie leggende che sono state tramandate nei secoli ma non si sa a quale delle tante attribuirne davvero la nascita.

Sono in molte le persone a ritenere che esista una vera e propria patologia nota come dipendenza da caffè. Più che dipendenza da caffè bisognerebbe parlare di dipendenza da caffeina, un principio attivo estratto dalla pianta del caffè. Si tratta di una vera e propria forma di dipendenza psico-fisica che induce ad essere caffeinomani e dalla quale è difficile uscire. Prima di assumere questa bevanda bisogna sempre tenere presente che il rapporto tra assunzione di caffè e colite è molto stretto. Il caffè e la caffeina, infatti, possono provocare problemi di colite. Il motivo che vi è alla base è l’aumento della peristalsi, ovvero la velocizzazione della contrazione muscolare a livello intestinale.

Ma cosa si intende quando si parla di colite?

La colite, anche conosciuta come sindrome del colon irritabile, è un disturbo piuttosto diffuso consistente in un’infiammazione a livello del colon che può sorgere a causa di svariate ragioni, come delle infezioni di natura batterica oppure virale.

Più facile che si tratti di ulcerosa o di spastica?

Prima di tutto è importante che se ne dia una corretta definizione. La colite ulcerosa, causata solitamente da un’esagerata attività del sistema immunitario, consiste in un’infiammazione del rivestimento interno del colon.
La colite spastica, invece, si afferma come risultato di un’unione di sintomi di natura gastrointestinale, ed è così definita in quanto caratterizzata sa spasmi di origine nervosa. E’ un particolare tipo di colite che rispetto a quella ulcerosa si presenta meno frequentemente.

Tornando al caffè spesso ci si chiede anche se per la salute intestinale sia meglio il caffè al bar o quello di casa. La prima considerazione opportuna per rispondere a questa domanda è che il caffè del bar risulta essere molto concentrato e, grazia a questa sua caratteristica, funziona come una purga per chi ha il colon indebolito.

Una marca vale l’altra?

La risposta è ovviamente negativa in quanto la qualità del caffè è strettamente dipendente con il processo di torrefazione ovvero quel generico processo di arrostimento mediante il quale si disidrata una sostanza sottoponendola ad elevate temperature.

La torrefazione influenza quanto può fare bene o male?

La risposta è sì. La torrefazione è una fase particolarmente delicata, lunga e complessa e le differenti qualità di caffè utilizzate poi per la preparazione delle miscele cambiano proprio in base alla torrefazione.

Se bevo un caffè Borbone sto peggio che se bevo una tazzina di Lavazza?

In questo caso non è possibile dare una risposta precisa in quanto si tratta di due ottimi marchi di caffè e di due aziende che lavorano con estrema serietà ed attenzione. Che si stia male o peggio dopo aver bevuto una tazzina di caffè Borbone oppure Lavazza, è un fattore del tutto soggettivo dipendente dalle capacità digestive del singolo individuo.

tazza di caffè e tanti chicchi

E’meglio il caffè in cialde o preparato con la macchinetta?

I pro e i contro sono differenti, sia che si tratti della macchinetta sia che si tratti delle cialde. Per poter fare un’opportuna differenza bisogna valutare con attenzione fattori come la salute, la convenienza in termini di costi e l’igiene. Da accurate ricerche condotte su un campione piuttosto vasto di persone è emerso che il caffè in capsula fa meno male di quello preparato con la moka. Lo si afferma partendo dal presupposto che il quantitativo di caffeina in una tazza di caffè è strettamente correlato col tempo in cui l’acqua che filtra rimane a contatto con la polvere di caffè. Quindi più è lungo il tempo e maggiore sarà la quantità di caffeina.

Meglio americano o italiano?

Ovviamente non esiste una risposta esatta ed univoca. Che sia meglio un caffè italiano o americano dipende molto dai gusti. Certo è che ogni italiano è solito credere che il caffè del suo paese sia in assoluto il migliore ma in realtà c’è da sapere che il vero caffè americano non è semplicemente, come molti lo definiscono, un espresso allungato con acqua calda, ma è un caffè ottenuto utilizzando un metodo di lavorazione totalmente differente.

Quando si sceglie la tipologia di caffè da assumere è giusto ricordare che il caffè solubile senza zucchero va lievemente meglio in termini di salute ma che comunque non bisogna ugualmente considerarlo come una bevanda che faccia bene.
Molti, soprattutto a colazione, decidono di optare per un buon cappuccino. E’ giusto o sbagliato considerarlo meno dannoso di un caffè? La risposta è che è del tutto errato considerarlo migliore poiché oltre a contenere una normale porzione di caffè contiene anche il latte che fa male soprattutto se montato e assunto in elevate quantità. Anche il tè, utilizzato talvolta come un’alternativa, può fare male alla salute anche se in misura minore rispetto al caffè.

Sono davvero tante le persone che, durante la giornata, sono solite assumere molto caffè. Gli italiani, in media, possono essere definiti come i caffeinomani per antonomasia. La verità è che bisognerebbe ridurre da 3 caffè al giorno a 3 caffè a settimana ma questo risulta essere particolarmente difficile. Come spiegato in precedenza non è il caffè in quanto tale ad essere dannoso per la salute ma la caffeina in esso contenuta. Così oltre la caffè ci sono anche altre bevande che la contengono come la tanto apprezzata, ma acerrima nemica del colon CocaCola.

Anche se i pareri circa le proprietà negative del caffè sono tra loro discordanti, è importante chiarire che il caffè, che piaccia o meno, fa male e che per tale ragione è davvero opportuno che lo si riduca fino a riuscire ad eliminarlo dalla propria dieta anti colite.

Esistono alternative al caffè che fanno bene?

La risposta è affermativa e tra queste alternative vi sono l’orzo che è un prodotto decisamente più leggero, il caffè decaffeinato del quale è pure opportuno non abusarne, il caffè al ginseng oppure il caffè verde.
Tra le proprietà del caffè bisogna ricordare che c’è chi lo usa come lassativo convincendosi dell’idea che sia liberatorio oppure chi lo prende perché ha bisogno di abbassare la pressione. C’è anche chi si sveglia convinto di non poterne assolutamente fare a meno o chi adora berlo prima o dopo una sigaretta creando un connubio che di certo non può essere considerato perfetto per la salute.

Quali sono i valori nutrizionali del caffè?

Un altro fattore importante da prendere in considerazione prima di assumere una dose di caffè è sapere quali siano i suoi valori nutrizionali. Una tazzina di caffè, corrispondente a circa 180 ml di bevanda, ha i seguenti valori nutrizionali. Contiene 2 kcal, circa 0,21 g di proteine, 0,07 g di carboidrati e 4 mg di sodio.

Il tonno fa male alla colite? Per chi soffre di colite è opportuno anche tenere presente altri alimenti come tonno, pomodori oppure bibite gassate.

Cosa succede allora se si abusa di caffè?

Si possono riscontrare problemi di pancia gonfia per i quali l’argilla ventilata è talvolta utile per placare. Si possono riscontrare casi di diarrea o continui bruciori di stomaco.

 

Posted in: Intolleranze Alimentari

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