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Colite e latte e derivati: rimedi a queste intolleranze

Colite e latte e derivati: rimedi a queste intolleranze

ragazza-beve-latteIl latte vaccino è uno degli alimenti a rischio per chi soffre di colite e di colon irritabile. La conseguenza immediata più diretta tra latte di capra o di vacca e colite spastica è di solito una spiacevole dissenteria.
Le motivazioni che giustificano il fatto che latte e dei suoi derivati rientrino tra cibi da evitare in caso di colite sono tante. Cercheremo di riassumerle con precisione durante questo articolo, dando quante più spiegazioni scientifiche e mediche circa un’intolleranza alimentare sempre più diffusa

  •  Il latte vaccino contiene una bassissima percentuale di vitamine (da un mezzo a un decimo rispetto a quello materno), La vitamina C è invece presente in abbondanza nel latte materno, mentre è quasi assente in quello derivato da vacca.

Basti pensare ad un dato empirico semplicissimo, che cela dentro di sé una verità sconcertante: l’uomo è l’unico mammifero che continua a fare del latte un suo alimento anche dopo aver superato ampiamente la fase svezzamento!
Si noti come la pastorizzazione ed il normale trattamento del latte alterano comunque le vitamine (C,E, K e tutte quelle del gruppo B) e gli enzimi, fattori di crescita e fattori anti-rigidità. Per questo quando si sente sempre più spesso parlare di rimedi per colite a base di latte di soia, latte di riso e persino di latte zymil. La preziosa bevanda materna diviene importantissima per la salute dei bimbi, anche in funzione di prevenzione di diarree, ma molto difficile da digerire per un individuo adulto, quando sostituita con un surrogato pastorizzato in vendita nel supermercato. I maggiori esperti mondiali di intolleranze a cibi e bevande ne sono certi:
“Fino a due anni i bambini dovrebbero essere alimentati con latte materno. Dopo i due anni, dimenticate ogni tipo di latte!”.
Questa vera e propria bomba e stata fatta recentemente esplodere dal celeberrimo dottore Benjiamin Spock, padre della moderna pediatria. Il suo libro “Baby and child care” ha venduto ben 40 milioni di copie in tutto il mondo, affermandosi come il vangelo dello svezzamento e della cura di neonati e bambini. Nel testo viene posto un focus particolare sul legame “colite e latte”, sottolineando come questa bevanda “appartentemente naturale” possa causare pericolose forme di intolleranze intestinali.
A conferma della differenza in termini di effetti positivi sul colon tra il latte di mamma e quello confezionato vi sono diverse prove scientifiche, difficili da mettere in discussione.
E’ noto ad esempio come solo nel latte materno siano presenti sostanze che immunizzano il neonato dalle infezioni (soprattutto quelle respiratorie e intestinali), oltre alla quantità di fosforo necessaria per il suo sviluppo cerebrale. Una gara impari quindi che le multinazionali del latte come la Neslè cercano di battere a suo di pubblicità e cattiva informazione. Non è un mistero come proprio la Neslè cerchi da anni di spingere molte popolazioni povere dell’Africa a preferire il latte industriale a quello materno, già dalla fase di svezzamento. I bambini africani diventano cavie di una bugia mediatica che vuole il latte Neslè più sano e migliore dal punto di vista nutrizionale rispetto quello proveniente da seno materno. I rimedi a questa cattiva informazione esistono e consistono nella lotta etica da parte di medici e nutrizionisti per consigliare ai pazienti secondo coscienza e mai guidati da interessi utilitaristici.

  • Il latte vaccino, dovendo servire ai vitelli, che hanno una velocità d’accrescimento fisico notevolmente superiore a quella umana (raddoppiano il proprio peso dopo appena 47 giorni dalla nascita, mentre il neonato umano lo raddoppia in 180 giorni), contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte umano. Tale notevole quantità di proteine nel latte di mucca costituisce, quindi, una autentica overdose proteica per un essere umano che tradotta in altri termini significa: pesantezza intestinale e bassissima digeribilità. Giusto per dirla in termini del signor Zymil.

Si è cosi accertato che quando le proteine superano il normale fabbisogno del mammifero che assume un determinato latte, l’eccesso proteinico determina un sovraccarico per il fegato e le reni, che hanno il compito di eliminare i prodotti del metabolismo proteico.
Arriviamo ad un punto molto dolente dei sostenitori di una dieta a base di latte, che poco conoscono gli alimenti che fanno male ad intestino e colon e pochissimo sanno di colite e rimedi.

  • Il calcio tanto reclamizzato nel latte vaccino è in genere male assorbito dall’uomo, perché e associato con una percentuale (relativamente) troppo alta di fosforo (fattore inibente) e alla caseina.

Nonostante ciò, nei paesi occidentali “sviluppati” mangiamo cosi tanto cibo da riuscire a fare un’overdose quotidiana di calcio, il quale va a depositarsi sulle pareti delle arterie provocando, insieme alll’azione congiunta del colesterolo, l’indurimento delle stesse oppure forma calcoli renali, o si accumula nelle articolazioni, dando vita a manifestazioni artritiche.
Facendo un salto un po’ più a est, dove problemi come colite e colon irritato sono molto rari, si considera che un cinese medio assume appena 15 mg di calcio al giorno.
Si noti come l’uomo cinese abbia meno carie e osteoporosi dell’americano medio, che ne ingurgita ben 800 mg. di calcio, durante lo stesso arco di tempo.
Per dare un’informazione più completa e convincere altri soggetti di come il latte e derivati non facciano così bene alla salute dello stomaco, abbiamo deciso di riportare il contenuto di calcio di alcuni alimenti. In modo da responsabilizzare il consumatore di latte e renderlo consapevole dei rischi di salute verso cui va incontro in maniera inconsapevole. Diciamolo una volta per tutte: il latte non è un rimedio naturale per il sistema immunitario e la sua piena efficienza, anche perchè il prezioso calcio può essere benissimo trovato “altrove”.

Prodotti Calcio contenuto (mg/100g o 100 ml)
Prodotti a base di latte
Latte intero 119
Latte scremato 125
Emmenthal 1145
Mozzarella di vacca 160
Grana Padano 1169
Verdura e legumi
Spinaci surgelati, Foglie di rapa, Cicoria da taglio 170
indivia 93
fagioli in scatola 31
Tofu 159
Frutta
ficchi secchi 186
arance 9 (succo circa 100)
Pesce
mandorle 240
acciughe o alici fresche 148
polpo 144

 

  • Il problema dei latticini e degli altri sottoprodotti animali è molto importante, poiché essi apportano all’organismo le stesse tossine della carne (purine, colesterolo), talvolta in dosi ancor più elevate.

Il dottore S. Morini, allergolo presso l’ospedale Regina Margherita di Roma, afferma che le sostanze allergizzanti sono in prevalenza quelle del latte vaccino, che deve essere escluso pertanto dalle diete di chi presenta allergie alimentari. Una dieta per colon irritabile non dovrà contenere quindi né latte e né i suoi terribili derivati.

  •  Il latte vaccino è legato alla caseina che impedisce l’assorbimento del calcio, inoltre la maggioranza dei consumatori di latte e di formaggi fa uso di prodotti pastorizzati, omogeneizzati o comunque lavorati e tutte queste tecnologie degradano il calcio rendendolo difficilmente assimilabile.

Per avere calcio a sufficienza sarà importante mangiare verdura a foglia verde, frutta, frutti secchi, che ne contengono abbastanza per i bisogni umani.
Una dieta a base di verdura (lattuga sì, insalata iceberg un po’ meno..) è il segreto per curare la colite anche in fase di prevenzione.

  • Nel latte umano i grassi sono prevalentemente polinsaturi (acidi utili contro l’arteriosclerosi), mentre nel latte vaccino prevalgono i grassi saturi (causa di colesterolemia e arteriosclerosi). Nel latte vaccino vi è una prevalenza di caseina, mentre nel latte umano prevale la lattoalbumina

Un’indagine durata 30 anni in Scandinavia ha dimostrato gli innegabili legami tra l’assunzione di latte vaccino e l’insorgere dell’artrite, oltre che colite. Il formaggio, a parte la carne, è molto probabilmente il peggiore alimento oggi esistente, l’alimento più negativo per la salute umana, è un deposito finale (una sorta di discarica) di tutti i farmaci somministrati alle mucche, degli additivi di dubbia innocuità, dei diserbanti che passano nel corpo delle mucche, e poi nel latte, a mezzo dei foraggi e delle granaglie che vengono dati per alimento. Un finto cibo, realmente privo di benefici.
Il consumo esagerato di latte e derivati in questi ultimi decenni (in pratica dal secondo dopoguerra) sembra essere indissolubilmente legato alle cosiddette malattie della civiltà. Ormai, l’abbiamo detto anche in precedenza, a tutti i livelli (a cominciare dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità) si riconosce che l’overdose proteica che abbiamo fatto nell’ultimo cinquantennio non ha portato altro che a una preoccupante proliferazione delle malattie degenerative, che sono poi quelle che affliggono l’uomo moderno, “ricco” e industrializzato, rivelandosi in assoluto le principali cause di mortalità. Il legame colite e latte è ormai dato inconfutabile, termometro di una società moderna, assuefatta dal cibo artificiale e da una routine scandita dalle cattive abitudini alimentari.

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