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Depressione da colite : come l’intestino può rendere tristi

Depressione da colite : come l’intestino può rendere tristi

Cos’è la depressione? nonostante se ne senta parlare molto spesso, tanto da definirla come la malattia del secolo, non tutti sanno di che cosa si tratti realmente.

Esistono varie forme di depressione tra cui la depressione normale, la depressione nevrotica conosciuta anche come distimia, la depressione maggiore o endogena, la depressione secondaria e quella mascherata. Oltre alle tipologie appena citate vi è anche una diversa forma di depressione nota come la depressione da colite.

Nello spiegare di cosa si tratta possiamo innanzitutto affermare che questa diventa una vera e propria malattia nella malattia, creando una sorta di circolo vizioso molto simile a quello di un cane che si morde la coda da solo. Potremmo addirittura dire scherzosamente che una depressione da colite non è nulla altro che una colite che si morde il colon. A volte di fronte a problemi del genere capita di essere eccessivamente preoccupati ed intristirsi a causa di una malattia che non passa. Eppure è bene riuscire sempre a rassicurare sé stessi con la consapevolezza che anche la colite si può curare con azioni pratiche e non semplicemente pregando che passi.

ragazzo depresso

Com’è possibile capire se si è o meno depressi?

Sul web, ed esattamente su alcuni siti ufficiali e specializzati, è possibile compilare dei questionari specifici, noti come test della depressione. Si tratta di una serie di domande volte a comprendere se una persona sia o meno affitta dalla sindrome depressiva.

Ad ogni domanda è apposto un elenco di possibili risposte, organizzate secondo uno schema del tipo A, B, C. Alcune delle domande più frequenti presenti all’interno di tali depressione test sono, ad esempio, da quanti giorni non esci con opzioni del tipo da oltre tre giorni, da 1-2 giorni oppure da poche ore.
Ancora molto tipico è quante ore dormi al giorno, quesito a cui seguono risposte come 9 o più ore, 7-8 ore, meno di 7 ore. A chi si sottopone a questo tipo di test viene chiesto anche con quanti amici con cui ti sentivi sino a 10 anni fa sei ancora in contatto oggi e le possibili risposte potrebbero essere: con il 10%, con almeno il 30%, con oltre l’80%.
Un’altra domanda tipica, infine, riguarda un fattore importantissimo ovvero il peso di un soggetto. Per questo viene formulata in termini di quali sia stata la variazione del peso negli ultimi 5 anni.

Per un conteggio finale è necessario calcolare quale sia la maggioranza delle lettere totalizzate. Se la risposta maggioritaria fosse A si potrebbe comprendere di essere dei soggetti con una forte predisposizione alla depressione.

Quali sono i sintomi della depressione?

Per guardare correttamente ai sintomi ed alle conseguenze di una forma depressiva è importante tenere sott’occhio tanto gli aspetti psicologici quanto quelli fisici.

Tra questi, ad esempio, i segnali più evidenti sono che molto spesso ci si lascia andare e non si segue più alcuna dieta partendo sempre dalla convinzione che per quanti potrebbero essere gli sforzi il problema comunque non passerebbe mai.
Si guarda tanta televisione, si tende ad un generale isolamento non parlando con gli altri ed anzi tentando anche di allontanarli ad un eventuale tentativo di avvicinamento.

Nei casi più estremi, soprattutto se il soggetto colpito presenta un carattere già “difficile”, è probabile che questo male possa rovinare i rapporti sociali e incrinare delle amicizie di lunga data. Nelle relazioni affettive lo stato di agitazione e stress può favorire delle incomprensioni che potrebbero determinare persino la fine di un fidanzamento o di un matrimonio. A tal proposito avevamo già scritto un articolo su come fare a far funzionare un rapporto d’amore con la colite.

Di effetti direttamente o indirettamente legati a questo malessere ne esistono moltissimi.
Nel caso ad esempio delle conseguenze sulla pancia e perdita di peso le ripercussioni possono essere davvero disastrose. Capita spesso, infatti, che una depressione poco o mal curata possa addirittura sfociare in disturbi di tipo alimentare. L’ansia, soprattutto quella repressa, ha inoltre una grandissima capacità di influire fortemente sulla colite e sull’acutizzarsi del disturbo.

Perché ci si sente depressi di fronte a problemi di colite?

Alcuni dei motivi potrebbero essere, ad esempio, che talvolta ci si sottopone a tante cure inutili e prive di un vero e proprio successo oppure sembra che queste siano state utili e che i dolori al colon siano passati ma poi si hanno delle serie ricadute.
A volte, anche se potrebbe sembrare apparentemente esagerato, si arriva addirittura a pensare al suicidio. Tutto ciò poiché a lungo andare diviene un vero e proprio circolo vizioso e tutti i mali che ne conseguono sono addirittura capaci di far balenare in una persona tale idea atroce.

Una delle conseguenze più note e comuni a molti che ne soffrono sono i famosissimi attacchi di panico. Di cosa si tratta? di un intollerabile momento ed episodio di ansia che al massimo dura un 15-20 minuti ed è caratterizzato da sentimenti di ansia, paura e terrore. Molto importante nel considerare quanto detto fino ad ora e quanto seguirà è anche il fattore età. Se si anziani, ad esempio, è molto più difficile cadere in una depressione causata da colite in quanto si tende molto di più a preoccuparsi per altri tipi di acciacchi e comincia a pensare molto più insistentemente al pensiero della morte.

Risulta molto spiacevole è quando si raggiunge tale stato in giovane età. Le conseguenze che una tale situazione può provocare infatti, sono sicuramente non di scarsa importanza. Si pensi, ad esempio, ad un giovane universitario che si trovi ad affrontare un problema di tipo depressivo. Sicuramente la sua condizione creerà delle notevoli conseguenze sui tempi e le modalità di studio.

E’ questa la ragione per cui risulta essere davvero molto importante il capire come uscire dalla depressione da colite. Fondamentale è focalizzarsi sul fatto che la sindrome da colon irritabile deriva molto spesso da un problema di autostima.

Il corpo, infatti, parla molto spesso attraverso il colon irritabile e chi ne soffre vive frustrazione e stati di ansia che possono molto spesso sfociare in veri e propri atteggiamenti depressivi. Come già detto in precedenza il problema del colon irritabile è risolvibile e dalla colite si può guarire ma bisogna saper avere il giusto approccio con la situazione partendo sempre dal presupposto che alla base del problema vi è una grande insicurezza a livello psicologico.

Un requisito fondamentale per superare lo stato depressivo è sicuramente una grande forza di volontà nel voler uscire dallo stato logorante in cui si versa. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di tentare di rinsaldare la rete sociale avvicinandosi dapprima alle persone di cui ci si fida maggiormente. Si tratta in questo caso di una terapia interpersonale che dovrebbe anche essere associata ad un percorso di psico-educazione.

La voglia di cambiare tentando di non scoraggiarsi mai e di non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita è fondamentale così come importante sarebbe rendersi il più attivi possibile, migliorare la qualità della propria vita e viaggiare molto.
Molto utile è anche la fitoterapia. Di che cosa si tratta? E’ una disciplina olistica che sfrutta l’utilizzo di erbe, piante officinali, Fiori di Bach ed olii essenziali, il cui scopo è quello di aiutare a contrastare i disturbi dell’umore.

Ci interessiamo ora anche a quali sono i consigli per combattere la depressione da colite senza farmaci. Molti, ad esempio, decidono di chiedere consiglio ad un neurologo o di utilizzare metodi che risultano essere ancora più semplici. Tra questi, ad esempio, vedere un film in compagnia dei propri amici oppure sforzarsi di cantare, ballare o divertirsi. La depressione, infatti, può essere sconfitta con impegno quotidiano e trovando forza in se stessi. Vinta la depressione da colite e risolto il problema a livello gastro intestinale, inoltre, si può anche ritornare ad avere il sorriso di chi può finalmente mangiare ancora una pizza in compagnia.

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La vitamina D per la depressione può far bene?

La risposta è affermativa in quanto la carenza di vitamina D nell’organismo è in grado di creare gravi conseguenze psicologiche. La vitamina D è un ormone che regola i neurotrasmettitori.

 

Posted in: Psicosomatica

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