freccia ascendente

Perché si infiamma il colon ascendente?

Con il nome di colon ascendente si intende il tratto iniziale del colon, situato al di sotto del fegato e della cistifellea, che forma una caratteristica piega chiamata anche flessura epatica.

Quando il nostro colon è in salute, oltre a svolgere la funzione per cui è maggiormente conosciuto, ovvero quella di eliminare gli scarti prodotti dalla digestione tramite il processo dell'evacuazione, interagisce con il cervello, svolge un'azione difensiva contro gli agenti patogeni esterni e, da ultimo ma non meno importante, reagisce alle sollecitazioni che possono derivare da stati emotivi come ansia e paura.

Cosa è la corda colica?

Colon ascendente: quanto diventa se è infiammato?

Perché si indurisce il colon ascendente?

Quando si verifica una neoplasia?

Tuttavia nei soggetti più sensibili, stressati o sottoposti in modo costante ad emozioni come panico o agitazione, questa catena di reazioni “normali” e proprie di tutti gli individui possono portare ad una disfunzione molto spiacevole: la colite, nota anche con i nomi più comuni di colon spastico o sindrome del colon irritabile.

La colite non è una vera e propria malattia, ma piuttosto una disfunzione che si manifesta con gonfiore addominale, pancia gonfia, meteorismo, flatulenza, meteorismo e stanchezza cronica (conseguenza di un sistema immunitario più debole ed esposto alle infenzioni) e che, in genere, colpisce già a partire dai trent'anni, in particolare le donne.

intestino irritato

Cosa è la corda colica?

La corda colica è un rigonfiamento, che di solito viene rilevato dal medico durante l'esame tattile dell'addome, molto doloroso e dovuto principalmente ad una grande quantità di feci presente all'interno dell'intestino e che il paziente non riesce ad evacuare. È tipica della sindrome del colon irritabile, ma può anche manifestarsi in presenza di coliti spastiche, di diverticolosi e di processi infettivi.

A meno che non ci siano dietro altre cause, come tumori o blocchi intestinali, può essere risolta con l'assunzione quotidiana di magnesio, che però dev'essere prescritto dal medico curante e non preso di propria iniziativa, anche perché ha un potente effetto lassativo.

Colon ascendente: innervazione

Le arterie che si trovano all'interno del colon ascendente provengono dalla mesenterica superiore, una grossa arteria che nasce dall'aorta e a livello della prima vertebra lombare (situata al di sotto del tronco celiaco), e dalla mesenterica inferiore, altra grossa vena che parte dall'aorta e che invece si trova tra la terza e la quarta vertebra lombare, quindi al di sotto della mesenterica superiore. Queste arterie, che sono tre, sono chiamate arteria colica destra, arteria colica sinistra e arcata di Riolano (o arteria colica media).

Colon ascendente: quale sarebbe lo spessore normale?

Lo spessore normale del colon ascendente, quando non è infiammato, varia dai 6 ai 7 centimetri.

Colon ascendente: quanto diventa se è infiammato?

Se il colon ascendente si infiamma, dando origine al colon inspessito (noto anche come rcu o rettocolite ulcerosa), può superare anche il diametro normale dei 6-7 centimetri, arrivando al punto da espandersi a dismisura e da provocare, nei casi più gravi, anche la morte del paziente. Questa patologia però, fortunatamente, può essere tenuta sotto controllo tramite l'assunzione di antibiotici e di anti-infiammatori.

L'intervento chirurgico diventa invece indispensabile nel caso del megacolon tossico per permettere al paziente di sopravvivere e di non andare incontro ad un decesso precoce.

Rettocolite ulcerosa: ci si può accorgere anche solo palpando la zona?

No, nel caso della rettocolite ulcerosa, per arrivare ad una diagnosi che sia il più possibile precisa, è necessario effettuare altri esami, molto più approfonditi, come la colonscopia.

Colon ascendente: le ragioni che causano il rigonfiamento di questo tratto del colon

Oltre al colon irritabile e alla rettocolite ulcerosa, altre cause che possono portare ad un rigonfiamento del colon ascendente sono la stipsi, la diverticolite, i polipi del colon (benigni, ma ritenuti già delle forme precancerose, in quanto in alcuni casi, se non trattati in modo tempestivo, possono evolversi in cancro maligno), il morbo di Crohn, il cancro del colon e la colite ischemica.
Il primo segnale evidente di un disturbo di quest'area del colon è una diffusa sensazione di pesantezza e di bruciore, che oltre alla sindrome del colon irritabile, è comune a tutti i tipi di coliti.

Perché si indurisce il colon ascendente?

Il colon ascendente diventa duro in seguito alla presenza della sindrome del colon irritabile: in genere, durante un consulto presso un colonproctologo o un gastroenterologo, è il primo sintomo che viene rilevato durante la diagnosi in studio. Attenzione: i tessuti irrigiditi del colon possono essere anche il primo segnale della presenza del morbo di Crohn, una patologia cronica dell'intestino che può colpire qualsiasi tratto dell'apparato gastrointestinale, compreso il colon ascendente.

Per questo motivo, prima di effettuare “diagnosi casalinghe”, in caso si avverta che le pareti del colon siano più dure e si notino cambiamenti nelle abitudini intestinali, è fondamentale prendere appuntamento presso il proprio medico, che è l'unico in grado di fornire una diagnosi precisa e di prescrivere una terapia adatta al caso.

Sindrome da colon irritabile: che tipo di dolore si percepisce e dove è localizzato?

I pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, o colite spastica, percepiscono un forte dolore soprattutto nella parte inferiore dell'addome. In alcuni casi questo dolore, pur non essendo pungente e violento come quello provocato dalle coliche, può essere accompagnato anche da una sensazione di gonfiore e accompagnato da altri fenomeni, come la flatulenza e il meteorismo.

Colon ascendente: cosa può provocare l'insorgenza di un tumore?

Un tumore al colon ascendente può essere provocato sia da una predisposizione genetica (se nella propria famiglia sono presenti parenti in linea diretta, come nonni o genitori, che hanno contratto il cancro al colon, le probabilità di contrarre questa patologia a propria volta saranno molto più alte), sia da una dieta troppo ricca di grassi animali e povera di fibre.

Altre cause che possono concorrere allo sviluppo di un tumore al colon ascendente sono l'età (chi ha più di 64 anni ha più probabilità di ammalarsi rispetto a chi ne ha 44), il fumo, la presenza della rettocolite ulcerosa, del morbo di Crohn o di altre patologie gravi e di natura cronica a livello dell'apparato gastrointestinale, lo sviluppo di polipi e un pregresso tumore dell'intestino da cui si è stati poi dichiarati guariti dal proprio medico.

Il cancro al colon ascendente è uno dei meno diffusi in Italia (16%), ma come nel caso degli altri tipi di tumore che possono colpire l'apparato gastrointestinale, presenta una delle percentuali di sopravvivenza più basse (11%). Sono pochi infatti i pazienti che, dopo aver contratto un tumore al colon ascendente, risultano ancora in vita dopo cinque anni, anche se negli ultimi anni il tasso di mortalità si è ulteriormente ridotto grazie alle campagne di prevenzione e all'aumento delle richieste dello screening.

Differenza tra polipo sessile e adenocarcinoma

Il polipo sessile è un'escrescenza piatta e anomala che può svilupparsi sia all'interno del colon ascendente, sia all'interno degli altri tratti dell'apparato gastrointestinale, come il sigma e il colon retto. Questo polipo, come quello peduncolato, non produce sintomi e, in genere, viene rilevato durante gli esami di routine, come l'endoscopia.

Di solito è benigno, ma dato che può evolversi in un adenocarcinoma, è consigliabile farlo rimuovere non appena se ne riscontra la presenza. L'adenocarcinoma invece è un tipo di tumore maligno che può interessare diversi organi, come ad esempio il colon e il pancreas. Questo cancro è uno dei più letali finora conosciuti dalla scienza, in quanto si espande tramite i tessuti delle ghiandole che sono presenti in tutto l'organismo umano.

Quando si verifica una neoplasia?

Una neoplasia (formazione di un tumore maligno) si verifica quando un gruppo di cellule cresce in modo compulsivo e disorganizzato, in genere in un organo o in un tessuto, rispetto alle cellule normali. Questa condizione persiste fino a quando non interviene la cessazione dello stimolo che ha indotto il processo, che di solito avviene o con la rimozione della massa tumorale, o con la guarigione del paziente tramite la radioterapia e la chemioterapia o, nei casi peggiori, con il decesso del paziente.

Neoplasia: quando si arriva all'asportazione?

Se la neoplasia al colon raggiunge altri organi del corpo, come ad esempio il fegato o i polmoni, in quel caso si può arrivare all'asportazione totale (colectomia totale) o parziale (emicolectomia) del colon, o se il cancro è stato preso nelle sue fasi iniziali, alla resezione locale (in questo caso il chirurgo rimuove solo le cellule tumorali presenti all'interno dei tessuti).

La rimozione delle neoplasie può essere preceduta o seguita da un ciclo di chemioterapia o dalla radioterapia.


uova al tegamino disegnate

Se hai la colite puoi mangiare le uova?

Le uova possono essere un’ottima scelta per chi soffre di colite ma solo se cucinate in forma molto digeribile. Le uova alla coque o in camicia sono piuttosto digeribili così come in forma soda, mentre sono da evitare assolutamente le uova cotte al tegamino o le frittate.
Lo sanno bene gli sportivi che vanno in palestra, che inseriscono quasi ogni giorno questi alimenti nella loro dieta.

uova e colite
Quando l’intestino presenta una colite si riscontra un’alterazione della motilità intestinale unite a dolore addominale, e disagio durante la defecazione. Sintomi che variano dai crampi, agli spasmi, alla nausea, al dolore addominale, stitichezza o anche le scariche di diarrea che spesso si verificano in virtù di un consumo esagerato di proteine animali derivate dall'uovo.

Seguire un’alimentazione adeguata eliminando determinati alimenti è fondamentale per migliorare la condizione di chi soffre di colite spastica. Il consumo di uova dovrà essere limitato, potrebbe sembrare strano ma proprio l’albume dell’uovo risulta essere poco digeribile, in quanto ha difficoltà ad essere attaccato dai succhi gastrici, e tende di conseguenza ad irritare le mucose intestinali. Per questo motivo è bene cuocere perfettamente l’albume, eliminando il fattore antivitaminico presente nella chiara che è termolabile.

Oltre a limitare il consumo di uova, è fondamentale cercare di scegliere le cotture più adatte se si soffre di colon infiammato. È noto che un uovo consumato lievemente bollito, come se cotto alla coque lascia lo stomaco in 2 ore, se fresco dopo 2 ore, e se sodo o fritto dopo 3 ore. Meglio optare per un uovo sodo piuttosto che al tegamino, evitando di soffriggere le uova usando l’olio o burro, ulteriori grassi che potrebbero peggiorare le condizioni.

Sono risapute le innumerevoli proprietà benefiche dell’uovo crudo, ma attenzione alla sua freschezza. Per riuscire a consumare un uovo crudo è fondamentale che l’uovo sia assolutamente fresco per evitare spiacevoli fastidi. Oltre a prendere come riferimento le date che devono essere impresse per legge sul guscio dell’uovo, è possibile ricorrere alla prova di galleggiamento dell’uovo per riconoscere la sua freschezza.

A differenza dell’uovo di gallina quello di quaglia contiene il doppio del colesterolo rispetto alle uova di gallina. Ecco che per soffre di colon irritabile è bene cercare di contenere anche il consumo di colesterolo, di conseguenza è decisamente meglio consumare uova di gallina piuttosto che di quaglia.

uova e colite
Diversi studi hanno dimostrato che non esiste una consistente differenza a livello nutrizionale tra le uova allevate a terra o in batteria, ma la vera differenza la fa se derivano da agricoltura biologica, perchè no anche per un discorso etico. Va riconosciuto però che aldilà degli studi scientifici condotti che è preferibile consumare uova allevate esclusivamente a terra.

Chi soffre di colite può consumare le uova moderatamente, massimo due-tre uova a settimana sarebbero concesse per chi soffre di colon irritabile. Le uova però al contrario di ciò che molti credono non sono un alimento completo, dato che mancano di carboidrati, calcio e vitamina C.
Ma rappresentano un ottimo alimento per la quantità di proteine contenute, una proporzione di 13% del peso totale, presenti nell’albume e nel tuorlo. Mentre l’albume contiene ovoalbumina, il tuorlo contiene proteine fosforate, lipoproteine e lecitina.

Alimento ideale per chi sta cercando di costruire e mantenere la propria muscolatura, sia per l’elevata presenza di proteine ma anche per le ridotte calorie, solamente 70 Kcal per ogni uovo, mentre contiene circa 220 mg di colesterolo, circa l’80% del fabbisogno giornaliero.

uova e colite
Smettere di consumare uova per chi soffre di colite non è un rimedio efficace, dato che il suo consumo non è strettamente legato alla comparsa dei fastidiosi sintomi. In gravidanza il consumo di uova deve essere monitorato, e si dovrà prestare attenzione soprattutto alla cottura dell’uovo, evitandole assolutamente crude ma prediligendo cotture più durature.
Il consumo di uova crude è sconsigliato a chi soffre di colon irritabile, quindi nel caso in cui si cerchi di realizzare un tiramisù è fondamentale evitare di consumare uova crude necessarie alla preparazione del dolce. Optando per ricette di tiramisù senza uova, o in generale per preparare torte di compleanno senza uova.


Esistono svariate ricette di dolci piuttosto valide e gustose che consentono di preparare ottime torte senza l’utilizzo di uova, magari aiutandosi per la preparazione di ricette con il bimby, ma senza aggiungere le uova agli impasti.

Asparagi con uova: il piatto nemico dei colitici

Sicuramente una delle ricette assolutamente gustosa ma praticamente sconsigliata a chi soffre di colon irritabile sono gli asparagi con le uova. Questa ricetta rappresenta il connubio tra due alimenti che non dovrebbero essere consumati insieme, dato che gli asparagi sono vietati per i colitici e le uova in questo caso non sarebbero cotte perfettamente per questa ricetta.

Giusto per puntualizzarlo, anche se non sarebbe necessario, le uova di pasqua sono assolutamente bandite per chi soffre di colite dato che il cioccolato è estremamente irritante. Che sia fondente, bianco o con le nocciole è una terribile sorpresa per il nostro colon.


zenzero cibo irritante

Lo zenzero aiuta lo stomaco o irrita il colon?

Lo zenzero è forse il tubero che ha raggiunto la notorietà maggiore negli ultimi anni, grazie alla sua grande diffusione in cucina. Scoprire come utilizzarlo e le giuste quantità possono rivelare anche la reale o presunta efficacia in termini di irritabilità del colon.

Quando si parla di zenzero, si definisce una pianta orientale la cui radice è un potente rimedio naturale per curare specifici disturbi. Questo si può affermare con certezza, in quanto molti studi hanno analizzato le proprietà curative. Esso contiene molti preziosi componenti come gingerolo, shogaolo, paradolo e zingerone. In particolare, si ritiene che il gingerolo fornisca la maggior parte degli effetti benefici di questa radice dal gusto aspro e piccante.

Proprietà dello zenzero
Consumo del ginger
Dosi consigliate ginger
Zenzero e colon irritabile, cosa dice la ricerca
Sintomi allergia allo zenzero
Benessere zenzero per intestino e gravidanza
Ricetta acqua allo zenzero

Proprietà dello zenzero

Il gingerolo inibisce l’infiammazione, ovvero la risposta immunitaria di un organismo normale. I medici ritengono che essa sia alla base di condizioni particolari, ad esempio cancro, diabete e malattie cardiocircolatorie. Ovviamente, anche il colon irritabile è considerata una infiammazione cronica dell’intestino.

zenzero cibo irritanteLa sindrome dell’intestino irritabile pare si possa alleviare con il gingerolo. Esso stimola il metabolismo e allevia il mal di stomaco, regolarizza un intestino pigro ed è una manna in caso di stomaco gonfio e dolorante. Anche se il gusto è molto difficile per il palato dei bambini e delle persone sensibili, è utile per alleviare la nausea da viaggio, detta anche cinetosi. Esso è una condizione del cervello che ha una specie di corto circuito, in quanto il corpo è fermo ma si è in movimento. La vista manda quindi immagini che si muovono, ma le proprie gambe sono ferme. La sovra esposizione di stimoli provoca questa sensazione di nausea e vomito.

Consumo del ginger

Ci sono tanti modi per assumere questa sostanza: la radice fresca si può conservare in un luogo fresco e asciutto e grattugiare all’occorrenza (bisogna però tagliare l’estremità ossidata ad ogni utilizzo e pelare la buccia legnosa), ma esiste anche il prodotto già confezionato. In questo caso, si trova in polvere per condire i piatti; candito per chi lo vuole sempre a portata di mano, o ancora sotto forma di tisana. In realtà, la tisana allo zenzero di note marche può essere associata al limone o alla curcuma, in modo da essere ancora più efficace contro infezioni, allergie e patologie derivanti dalla stagione fredda.

È molto gettonata soprattutto per chi è affetto da sindrome influenzale febbrile stagionale: associando il succo dell’agrume si ha una bevanda calda molto depurativa e dalle potenti proprietà antibatteriche disintossicanti, antimicotiche e antivirali. Stimola la digestione e dà un notevole apporto di vitamina C e minerali, a patto che si gusti in purezza, ovvero senza dolcificanti o zucchero. L’unico tollerato è il miele, in quanto anch’esso ha proprietà simili. Si raccomanda inoltre di gustare la bevanda anche nella versione fredda o a temperatura ambiente, soprattutto la mattina a digiuno allo scopo di assimilare una bevanda basica e alcalinizzare l’organismo.

Ma cosa succede utilizziamo curcuma e zenzero insieme? Si farà il pieno di sostanze antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Esse aumentano l’effetto antinfiammatorio all’interno del corpo, agiscono come antibatterici e antivirali perché fanno da rinforzo alle difese immunitarie naturali dell’organismo umano, favorendo il benessere e, pare, riuscendo a debellare le cellule cancerogene. Tuttavia, la curcuma non deve essere assunta da chi soffre di calcoli biliari, quindi, in caso di malattie epatiche è sempre bene chiedere il parere di un esperto. La radice di ginger è molto utile anche per mantenere la flora batterica intestinale in buone condizioni, oltre che rafforzare il sistema immunitario.

Dosi consigliate ginger

Per quanto riguarda lo zenzero, è sempre meglio non eccedere nelle dosi, dato che se assunta in quantità eccessiva questa spezia può provocare degli importanti malesseri gastrointestinali. Addirittura è meglio evitare questa radice in caso di cure antinfiammatorie o assunzioni di anti coagulanti.

Alcuni studiosi hanno constatato le proprietà curative di questa radice orientale, visto che migliora l’attività gastrica e riesce a raddoppiare la velocità di svuotamento dello stomaco. Così facendo, si previene l’indigestione e soprattutto la dispepsia.  Tuttavia, è sempre sconsigliabile non eccedere qualora la spezia venga assunta nella forma candita e zuccherata, in quanto può causare problemi di glicemia e, grazie al suo gusto dolce, confonde e fa perdere la cognizione della quantità e provocare un intenso bruciore alla parete gastrica e quindi peggiorare una infezione in corso.

Zenzero e colon irritabile, cosa dice la ricerca

Non esistono dei dati certi per constatare l’efficacia, però lo zenzero è molto usato per la sindrome dell’intestino irritabile. Uno studio del 2014 ha raccolto i dati di 45 pazienti con colon irritabile, e sono stati assegnati in modo casuale a tre gruppi: placebo, 1 g di zenzero e 2 g di zenzero al giorno per 28 giorni. Il risultato è che lo zenzero è ben tollerato, però ha avuto lo stesso effetto del placebo. Insomma, non è sconsigliato assumere la tisana allo zenzero se si soffre di colon irritabile, però è meglio non esagerare e limitarsi a una sola durante la giornata.

Sintomi allergia allo zenzero

Bisogna inoltre fare attenzione a una rara condizione, ovvero l’allergia allo zenzero. Questo disturbo può provocare controindicazioni e fastidi vari, per questo se ne raccomanda sempre un consumo moderato e attento, anche se fa bene.

I sintomi principali dell’allergia allo zenzero sono soprattutto cutanei, ovvero dermatite, dermatite da contatto, eczema ed eczema disidrotico. Tuttavia, come la maggior parte delle allergie alimentari, si può presentare con prurito e gonfiore alla bocca e agli occhi, difficoltà a respirare e disturbi intestinali come diarrea, dolori addominali e nausea. In caso in cui la spezia sia in polvere, attenzione a non inalarla se si è notata una certa sensibilità, in quanto può provocare disturbi respiratori.
Qualora si soffrisse di pancia gonfia a causa dell'assunzione eccessiva di zenzero, sarà auspicabile seguire una dieta che permetta di sgonfiarla.

 

Benessere zenzero per intestino e gravidanza

Una fake news sul ginger è che è fortemente controindicato in gravidanza e allattamento. La tisana si può assumere tranquillamente per attenuare le nausee mattutine, mentre  il preparato è considerato moderatamente sicuro in caso si voglia allattare al seno. Per non stressarsi, è sufficiente assumerne piccole quantità, specialmente se si utilizza la radice fresca. Pare infatti che la stessa possa stimolare la produzione di latte materno.

Meglio però non esagerare, in quanto essa può provocare emorragie, aborti spontanei, blocco intestinale. A chi è affetto da ulcere e altre patologie gastrointestinali, è addirittura sconsigliato mangiare questa spezia se fresca.  Oltre al limone, anche le arance possono essere gli agrumi ideali da consumare con la radice, specialmente se si soffre di colite. Non bisogna credere a coloro i quali affermano con certezza che le arance aumentino i problemi.

Ai soggetti particolarmente sensibili si può consigliare l’uso di un estrattore e fabbricare il proprio estratto allo zenzero e arancia eliminando la polpa, la principale causa di gonfiori e fastidi, senza però rinunciare alle vitamine e ai benefici di questa combinazione. Attenzione, perché le arance vanno diminuite in condizioni particolari, ovvero in gravidanza e allattamento. Ovviamente, la radice di zenzero dovrà essere pelata e pulita, oltre che immersa in acqua fredda per ammorbidirla e le arance dovranno essere pelate e prive di semi e della parte bianca tra la polpa e la buccia, molto amara in quanto protettiva e repellente naturale di insetti.

Per prevenire morbo di Crohn e coliti ulcerose o intestinali i dietisti consigliano i frutti rossi e l'avocado: noto che una dieta ricca di frutta e verdura, con pochi carboidrati e pochi grassi, è associata a un tipo di flora intestinale meno soggetta alle infiammazioni rispetto a un regime alimentare con più grassi. La priorità assoluta va a tutti i cibi miracolosi, ovvero quelli ricchi di fibre e polifenoli perché disinfiammano, comprese spezie e radici come curcuma e zenzero.

Ricetta acqua allo zenzero

Una ricetta che può accontentare tutti e liberarsi dalle tossine e impurità con controindicazioni minime è quella dell’acqua allo zenzero. Il segreto è bollire 1 litro e mezzo d’acqua per 15 minuti e berne un bicchiere al mattino a digiuno e il resto, lontano dai pasti, durante il giorno.

Per mantenere l’acqua calda si può ricorrere a un buon thermos che mantenga la temperatura almeno per 10 ore. Si può assumere semplicemente così, o aggiungendo un cucchiaino di zenzero grattugiato, lasciandolo nell’acqua senza filtrarlo.


tiroide e nervosismo

La tiroide può dipendere dal nervosismo ?

La tiroide, organo situato alla base della gola, nella regione anteriore del collo, è definito come un organo impari. La sua forma ricorda quella di una farfalla situata alla base del collo, davanti a laringe e trachea.Nello specifico si tratta di una ghiandola endocrina che svolge una funzione fisiologica estremamente importante influenzando lo sviluppo vertebrale e cerebrale, contribuendo allo sviluppo della pelle, dell’apparato pilifero e partecipando alla regolazione del metabolismo corporeo.

tiroide e nervosismoLa tiroide è composta di due lobi, uno sinistro ed uno destro, che tra di loro sono congiunti grazie alla presenza dell’istmo, una porzione trasversale. Per quanto riguarda le dimensioni ciascun lobo, in un adulto sano, misura all’incirca cinque centimetri e l’intera tiroide raggiunge un peso di circa venti grammi.

Esistono i cosiddetti autoanticorpi tiroidei. Si tratta di anticorpi che si sviluppano nel momento in cui il sistema immunitario di un soggetto reagisce in maniera scorretta contro alcune componenti presenti all’interno della ghiandola tiroidea provocando un disturbo della funzionalità tiroidea oppure tiroidite, infiammazione cronica della tiroide. Per monitorare le patologie tiroidee è necessario fare alcuni specifici test che devono essere fatti su indicazione del proprio medico in alcuni casi, come quando sia stato riscontrato un aumento delle dimensioni della tiroide, il gozzo, o altri problemi relativi alla funzionalità tiroidea.

Molto importante, quando si parla di tiroide, è sottolineare come la condizione di nervosismo può generare molti scompensi nell’organismo e tra le ghiandole che ne risento di più, vi è la tiroide. Ci sono dei periodi in cui si è particolarmente nervosi oppure affaticati ed è importante sapere che, oltre ai normali malesseri stagionali o ad un affaticamento dovuto a lunghi periodi di stress, queste percezioni di stanchezza e spossatezza possono essere causate anche dalla tiroide, che a volte può condizionare il manifestarsi di una colite.

Nervosismo ed affaticamento da colite possono essere considerati, infatti, dei veri e propri campanelli di allarme che possono andare ad indicare da una parte una funzionalità ridotta della ghiandola, che si chiama ipotiroidismo, e dall’altra una produzione eccessiva di ormoni tiroidei che si chiama ipertiroidismo.

Perché la tiroide si ingrossa?

Le possibili cause responsabili di un netto aumento volumetrico della tiroide sono varie ed allo stesso tempo molto numerose. Può succedere che la ghiandola tiroidea si ingrossi durante il periodo della gravidanza oppure nella prima metà del ciclo mestruale. Molte altre volte capita che la tiroide si ingrossi come segno caratteristico e particolare di alcune specifiche malattie. Tra queste, ad esempio, la carenza di iodio, minerale fondamentale per una corretta sintesi degli ormoni tiroidei.

Ancora, il cosiddetto nodulo solitario, in cui la tiroide appare ingrossata a causa della presenza di un singolo nodulo di grandi dimensioni. Il gozzo può essere anche un gozzo multinodulare ovvero dettato da piccoli ammassi di cellule tondeggianti che si formano sulla base del collo. Conosciute sono anche le cosiddette tiroiditi. Si tratta di veri e propri processi infiammatori della tiroide la quale aumenta di volume a causa di un locale accumulo di liquidi. Ancora, nei casi più gravi, si può trattare di un cancro alla tiroide. In questo caso la massa nodulare si presenta piuttosto dura ed i vari linfonodi satelliti aumentano di consistenza e di volume. I noduli tiroidei sono delle anomale protuberanze della ghiandola tiroidea che nella maggior parte dei casi non hanno una natura maligna bensì benigna. Possono essere di dimensioni diverse e presentarsi anche in modi diversi.

Le cause di tali noduli possono essere varie ma la causa principale è la carenza di iodio. I noduli alla tiroide, spesso asintomatici, altre volte possono comportare una compressione circostante alla tiroide andando a determinare difficoltà di tipo respiratorio o senso di costrizione e difficoltà nella deglutizione.

Per controllare, prevenire ed eventualmente curare i problemi alla tiroide, necessarie sono talvolta le ecografie per la tiroide. A volte vengono fatte le analisi del sangue, da farsi rigorosamente a digiuno. Gli esami utili per diagnosticare ipotiroidismo o ipertiroidismo sono il dosaggio dell’ormone, l’analisi del TSH, le analisi degli anticorpi anti-tireoglubina. I prezzi delle analisi alla tiroide sono variabili a seconda dell’esame che viene prescritto. Bisogna pagare un ticket che ammonta a somme differenti come, ad esempio, 9,50 euro per la triodotironina libera e per la toxorina libera e 8,44 euro per il TSH, ovvero l’ormone tireotropo.

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale prevede un codice di esenzione ticket per la tiroidite autoimmune che è il codice 056. Tutti i pazienti affetti da questa patologia hanno il diritto di non pagare alcune prestazioni che sono utili a tenere sotto controllo e a diagnosticare la propria malattia. In regime di esenzione il paziente potrà effettuare analisi come anamnesi, valutazione e visite successive alla prima, diagnostica ecografica del capo e del collo, ecografia di ghiandole salivari, collo per linfonodi e tiroide-paratiroidi.

Ci si può operare per curare la tiroide?

La risposta è affermativa e l’intervento alla tiroide, effettuato in anestesia generale, consiste nell’asportazione completa o parziale della tiroide. L’intervento è poi seguito da un ricovero di qualche giorno.

La tecnica dell’agoaspirato funziona?

L’agoaspirato della tiroide è una procedura di esecuzione piuttosto semplice eseguita con una go molto sottile eseguita da un endocrinologo. E’ una pratica piuttosto veloce ed indolore e il suo scopo è quello di ottenere materiale da poter poi sottoporre ad un esame microscopico. Importante da sapere, soprattutto per le donne, è che è fondamentale godere di una funzionalità tiroidea nella norma per poter favorire una funzione ovulatoria regolare. La tiroide, infatti, può influire sulla fertilità attraverso diversi meccanismi.

La domanda che ci si pone, quindi è se la tiroide possa compromettere la fertilità. Prima di tutto gli ormoni tiroidei modulano la ciclicità mestruale, influenzando ad esempio la prolattina. Talvolta possono comportare il blocco dell’ovulazione dunque influire negativamente sulla possibilità di rimare incinta. I problemi di tiroide possono essere problemi anche ereditari. E’ bene notare anche un altro aspetto consistente nella forte necessità di diminuire il sale nella propria dieta per evitare eccessi di iodio.

Si può vivere una vita normale con la tiroide compromessa?

La risposta è affermativa ma perché si possa vivere una vita normale è importantissimo che si segua la dieta corretta e che si assumano con regolarità i farmaci prescritti.


uomo con acidità di stomaco

Come non far venire l'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è una sgradevole sensazione di malessere e bruciore che può essere avvertita fino all'altezza del collo. Le cause scatenanti possono essere numerose: vediamo di conoscere le più frequenti e come rimediare al disturbo.

Cosa provoca l'acidità nello stomaco
I sintomi più comuni
Le conseguenze dell'acidità
La migliore dieta per riprendersi
La cura contro l'acidità di stomaco

Cause dell'acidità di stomaco

La maggior parte delle volte l'acidità di stomaco dipende da uno stile di vita poco salutare, da cattive abitudini alimentari oppure è connesso ad altre patologie.

A tutto ciò si aggiungono, neppure tanto di rado, stati di ansia e stress prolungati, che finiscono inevitabilmente per influire sullo stomaco, la cui componente emozionale viene troppo spesso colpevolmente trascurata.

Sintomi dell'acidità di stomaco

Il primo sintomo con cui il disturbo si manifesta è una sgradevole e persistente sensazione di bruciore allo stomaco, che può arrivare ad irradiarsi fino all'altezza del collo.

In molti casi la risalita dei succhi gastrici può comportare il cosiddetto reflusso gastroesofageo (che peggiora quando si cambia posizione) e dare origine, anche, ad altri sintomi, come bocca acida ed acidità di gola, che a loro volta possono provocare l'erosione dello smalto dentale, rigurgiti di cibo, asma, raucedine e mal di gola; la cattiva digestione può far gonfiare la pancia fino a renderla simile ad una palla e provocare la spiacevole sensazione di avere un nodo alla gola, come se una morsa la stringesse impedendoci di respirare e deglutire normalmente.

Conseguenze dell'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è indubbiamente un disturbo fastidioso, che soprattutto se accentuato e prolungato nel tempo, può compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre.

In certi casi, accettare un semplice invito a pranzo o a cena o fare uno spuntino al bar, diventa un sacrificio.

Dall'acidità di stomaco infatti, deriva il reflusso gastroesofageo, mentre il continuo stato di sofferenza che colpisce la bocca dello stomaco, dà malesseri continui come nausea, in certi casi vomito, e sensazione di rigurgito.

uomo con acidità di stomaco

Dieta: cosa mangiare e cosa evitare in caso di acidità di stomaco

Seguire quotidianamente un regime alimentare sano ed equilibrato è la base imprescindibile della salute dell'intero organismo, stomaco compreso, ma se l'acidità dovesse presentarsi, è bene sapere che esistono cibi in grado di alleviarla e persino guarirla, mentre altri sono tassativamente da evitare.

Rientrano nella prima categoria i cosiddetti cibi anti-acidità:

  • carote
  • camomilla
  • zenzero (ma solo in modica quantità)
  • patate
  • banane
  • finocchio
  • melone
  • cavoli
  • riso
  • sedano
  • prezzemolo
  • avena

Da non consumare tutti quegli alimenti che aumentano l'acido nello stomaco:

  • pomodori
  • alcolici
  • caffè (sì invece al caffè d'orzo in sua sostituzione, calmante e lenitivo)
  • menta
  • latte intero (sì a quello scremato, ma senza esagerare)
  • cioccolata
  • fritture
  • insaccati
  • pane fresco
  • pepe e peperoncino
  • frutta secca
  • bibite gassate
  • agrumi
  • aceto
  • grassi
  • zuccheri raffinati

Per quanto riguarda gli oli, si consiglia di utilizzare solo l'extravergine d'oliva rigorosamente a crudo.

Per contrastare l'acidità di stomaco, oltre alla dieta giusta, è inoltre necessario seguire buone abitudini, ovvero mangiare poco e spesso durante la giornata, mangiare lentamente, non mischiare carboidrati e proteine, preferire la frutta lontano dai pasti principali.

Rimedi per l'acidità di stomaco

Cosa prendere per stare meglio quando si ha l'acidità di stomaco?

Innanzitutto ci si può orientare sui gastroprotettori naturali, quegli alimenti cioè che riescono a tamponare l'iper-acidità prodotta e ad esplicare una forma di protezione sulle mucose dello stomaco.

Essi sono: latte di mandorle, artiglio del diavolo (in erboristeria), aglio (antinfiammatorio), alloro, passiflora, ananas e melissa.

Allo stesso modo è possibile aiutare la digestione con tisane, infusi ed altri piccoli trucchi.

Provate con:

  1. Tisana ai semi di finocchio e rosmarino, da preparare lasciando in infusione due cucchiaini di semi di finocchio e un cucchiaino di rosmarino per 10 minuti in mezzo litro di acqua bollente. Bevetene una tazza dopo i pasti principali
  2. Tisana al carciofo, da fare lasciando per 10 minuti in infusione cinque grammi di foglie di carciofo (le trovate in erboristeria) essiccate in 250 ml di acqua bollente. Bevete dopo i pasti
  3. Decotto di acqua calda e bucce di limone, da preparare lasciando bollire in acqua per qualche minuto la buccia di mezzo limone (usate solo limoni da coltivazione biologica). Filtrate e bevete la bevanda calda (più o meno 38°)Un trucco per favorire ed accelerare la digestione?
  4. Ponete all'altezza dello stomaco una borsa dell'acqua calda.

L'acidità di stomaco, soprattutto quando è forte, può dare nausea e senso di vomito, che potete evitare attuando qualche piccola strategia.

Innanzitutto evita di sostare in ambienti con odori pungenti e/o sgradevoli, prova a mettere il viso davanti ad un ventilatore o affacciati alla finestra e mastica un po' di zenzero; se tutto non ciò non dovesse servire, non ti resta che vomitare (fa male trattenere il vomito), dopodiché ti sentirai sicuramente meglio.

Come curare e come eliminare l'acidità di stomaco

Il modo migliore per non incorrere nel fastidioso disturbo dell'acidità di stomaco è mangiare in modo regolare ed equilibrato, eliminando dalla dieta tutti quei cibi che potrebbero favorirla, soprattutto se si è predisposti.

Il problema può durare qualche giorno, qualche settimana, ma tende in genere a ripresentarsi se non si agisce sulle cause che lo scatenano.

Per lenire e curare l'acidità di stomaco si può ricorrere a rimedi naturali e a farmaci.

Fra i rimedi "della nonna" più noti, oltre a quelli sopra elencati, c'è il bicarbonato di sodio, da unire al succo di limone.

In un bicchiere di acqua mettete due cucchiai di succo di limone e la punta di un cucchiaino di bicarbonato, dopodiché, dopo aver mescolato, bevete immediatamente.

In tal modo aiuterete la digestione e calmerete il senso di bruciore.

Antiacido e gastroprotettori sono i farmaci d'elezione nella terapia contro il bruciore di stomaco; fra i più comuni ed utilizzati ci sono: Citrosodina, Maalox, Maalox TC, Maalox Plus, Gastrogel.

Prima di assumere uno qualsiasi dei medicinali elencati, chiedete consiglio al vostro medico.


locandina antica della coca cola

Coca cola: gli effetti a lungo termine che non conosciamo

Un miliardo di lattine vendute ogni giorno nel mondo fanno di Coca Cola una  delle bibite più apprezzate. In lattina, in bottiglia in vetro oppure nel formato  famiglia, Coca Cola è divenuto il marchio formato famiglia che scandisce  momenti di festa, pause dal lavoro ed impellenti bisogni dissetanti. Tuttavia,  proprio la sua popolarità divide. La segretezza dei suoi ingredienti ha portato alla creazione di falsi miti che sono divenuti virali sul Web, di luoghi comuni.
Ma, dietro a presunte campagne di diffamazione contro uno dei colossi  statunitensi dal fatturato stellare, si nascondono nelle scomode verità che  lʼazienda ha cercato di insabbiare con cospicue donazioni?

La Coca Cola fa male allʼintestino?

La segretezza iniziale di alcuni ingredienti contenuti nella famosissima  bevanda gassata dal colore scuro ha stimolato la curiosità di ricercatori ed  esperti che, negli anni, si sono chiesti se tale segretezza volesse proteggere gli  interessi di unʼazienda o scongiurare il calo di fatturato nel caso in cui i dati  sulla pericolosità per la salute della Coca Cola divenissero dati attendibili e  comprovati. Recenti studi hanno condotto gli esperti ad asserire come lʼeffetto  dellʼassunzione della bevanda scura dopo 10 minuti equivalga al consumo di  dieci cucchiai di zucchero. Ovviamente, il gusto di dieci cucchiaini di zucchero  sarebbe impietoso, ma lʼacido fosforico (al quale vengono imputati numerosi  effetti dannosi sullʼorganismo) rende la bevanda gradevole ed unica nel gusto.

locandina antica della coca cola

La sua unicità è il suo maggior pregio ma anche lʼindice di ingredienti poco  salutari?

La caffeina contenuta nella Coca-Cola è altamente eccitante. E' responsabile dell'aumento la pressione sanguigna e quindi può portare, nel tempo e con un abuso della bevanda o un uso quotidiano, a problemi cardio-vascolari. Lʼacido fosforico crea un ambiente acido che, come ben conosciamo da recenti studi, è lʼhumus perfetto per il  proliferare di tumori, tra i quali figura quello allʼintestino. Inoltre, visto che il  nostro corpo corrisponde ad una macchina quasi perfetta essa in presenza di  unʼacidificazione fuori norma, tende a riportare il corpo ad un Ph normale e,  per farlo, sottrae minerali e quindi calcio alle ossa. Capirete bene come ciò  provochi effetti dannosi, il primo dei quali sarebbe proprio lʼaumento  dellʼincidenza di fratture tra i giovani sportivi che assumono Coca Cola  quotidianamente.

Uno studio recente del “Journal Of Public Health” ha inoltre gettato ombre  scurissime su un altro effetto collaterale legato al consumo non sporadico di  Coca Cola. Chi beve spesso Coca Cola presenta il Dna maggiormente  segmentato nei globuli bianchi. Ciò evidentemente crea squilibri interni tali da  esporre i consumatori incalliti a cancro e diabete (dovuto anche alla grande  quantità di zucchero che la bevanda contiene). Inoltre, un consumo eccessivo  di Coca Cola porterebbe ad un invecchiamento precoce, clonando lʼeffetto del fumo, anche su soggetti del tutto sani.
Per quanto riguarda il contenuto di caffeina, però, esistono gli scettici. La  Coca Cola, infatti, conterebbe dai 30 ai 35 mg di caffeina, molto meno di  quella reperibile in una comune tazzina di caffè. Eʼ per tale ragione che  bisogna discernere le verità scientifiche dalle normali campagne di diffamazione ed odio contro una multinazionale che fattura e per giunta  scomoda per altre aziende del settore.
Recentemente è possibile consumare, inoltre, la versione considerata meno  dannosa della Coca-Cola, ossia quella Light. Ma siamo certi che sia veramente  tutto oro quel che luccica? La Coca Cola Light, infatti, contiene aspartame, un  noto dolcificante. Recenti studi hanno stabilito come il dolcificante possa  provocare, nel tempo e con um ampio consumo della bibita, il lupus e danni
irreversibili al sistema nervoso. Siete ancora sicuri di voler rinunciare a qualche  caloria, considerando, per giunta che lʼaspartame sarebbe persino 200 volte  più dolce dello zucchero?

La ricetta nascosta e gli ingredienti segreti

Non è sicuramente una leggenda il fatto che la ricetta segreta della Coca Cola  (il secondo segreto più atteso dopo i Segreti di Medjugorje) si trovi chiusa in  una cassaforte della sede centrale di Atlanta. Per anni, vi sono stati dibattiti  attorno al famoso ingrediente 7x che poi si è scoperto essere
nientepopodimeno che lʼestratto della pianta di coca privato delle sostanze  psicotrope. In effetti, già il nome ci riporta alla cocaina e se vi state chiedendo  se inizialmente la Coca Cola la contenesse non posso deludervi. La Coca Cola  inizialmente conteneva cocaina. La bevanda nacque nel 1886 dallʼidea del  farmacista John Pemberton. La cocaina al suo interno doveva avere scopi  terapeutici contro emicrania ed impotenza. Ma ovviamente gli effetti furono  tuttʼaltri e successivamente si mantennero estratti delle foglie e della noce di  coca, privati totalmente delle sostanze psicotrope.
Dopo secoli di mistero sul contenuto effettivo della Coca Cola e soprattutto  sulle quantità degli ingredienti, recentemente il Web ha illuminato consumatori  e detrattori della bevanda made in Usa.

La prima ricetta avrebbe contenuto:

fluido di estratto di foglie di coca nella misura di tre bicchierini, 85 g di acido  citrico, 30 grammi di caffeina, 30 grammi di zucchero, 1 litro di succo di lime,  28 grammi di vaniglia e 42 g di caramello più ovviamente il famoso ingrediente  segreto 7x formato da: 227 grammi di alcol, 20 g di olio di arancia, 10 gocce di  noce moscata, 5 gocce di coriandolo, 10 gocce di olio di neroli e 10 gocce di di cannella.
Quando lʼuso iniziale della coca venne vietato, si continuò ad utilizzare la cola  e perciò il nome originale è rimasto invariato. Insomma, chi acquistò dopo Pemberton la ricetta più copiata (senza successo) degli Stati Uniti,  promettendo un riserbo epocale, è divenuto uno dei magnati degli Stati Uniti e  ha reso la multinazionale una delle più influenti nel mondo, con specifiche  piantagioni dalle quali attingere.

Rossa come Babbo Natale

Lʼattrattiva che perdura nel tempo di Coca Cola è dovuta anche a campagne  marketing e pubblicitarie azzeccate e pensate per le famiglie, tali da  rassicurarle su eventuali effetti collaterali della bevanda richiestissima.

Soprattutto in Usa, resta una delle bevande preferite. Negli ultimi anni ha perso  una piccola percentuale di fatturato, dopo lʼinvito di Michelle Obama a non  consumare bibite gassate perché causa di obesità (una delle principali cause  di morte negli Stati Uniti).  Ma è nato prima Babbo Natale o la Coca Cola? Nonostante si creda che sia  stata lʼazienda a creare lʼimmagine di Babbo Natale che tutti noi conosciamo,  ossia paffuto, bonario e soprattutto rosso Coca Cola, questa è solo una mezza  verità. Lo troviamo già in abito rosso nelle campagne pubblicitarie precedenti  quella aggressivissima della Coca Cola del 1931, grazie a Thomas Nast e Luis  Prang. Tuttavia il marchio Coca Cola e le sue campagne hanno contribuito a  delineare lʼimmagine moderna di Babbo Natale cosi come tutti adesso lo  immaginiamo e ritraiamo. In effetti, prima della figura introdotta da Coca Cola  nel lontano 1931, Babbo Natale era, sì, vestito di Rosso ma aveva un aspetto  inquietante. Spesso lo si ritraeva addirittura sotto forma di elfo. Nel 1930 fu  Fred Mizen a disegnare il babbo Natale dalle guance rosa e paffute che tutti  noi conosciamo e comparì proprio nella pubblicità di Coca Cola. Fu il  protagonista indiscusso delle campagne pubblicitarie di Coca Cola dal 1931 al 1964. Il protagonista era questʼuomo buono ed in carne che sorrideva,  distribuiva regali ai bambini e poi si prendeva una pausa rinfrescante  sorseggiando Coca Cola. Proprio lʼabbinamento di una figura familiare e che  simboleggia amore e protezione con la nota bevanda ha determinato un aumento esponenziale delle vendite. Successivamente furono le pitture di  Sundblom a farla da padrone e vennero persino esposte dopo il ʼ64 in veri e  prestigiosi musei del mondo. Nel 2001, infine, proprio un suo disegno divenne il  prototipo per creare il Babbo Natale animato dello spot Coca Cola di allora.
Tutti i gadget legati al Babbo Natale di Coca Cola sono ancora richiestissimi  dagli appassionati.

La faccia scura di Coca Cola. Dallo scandalo contaminazioni  allʼutilizzo come esplosivo

Gli utilizzi di Coca Cola sono divenuti, negli anni, i più disparati. Inoltre,  lʼazienda è stata al centro di scandali veri e presunti, alcuni dei quali sono  divenuti delle bufale virali sul Web. Alcuni utilizzi “assurdi” della bibita gassata  sono ormai certi e comprovati. La Coca Cola, ad esempio, viene utilizzata per  eliminare il sangue dal selciato dopo un incidente.
La Coca Cola, inoltre, ha unʼincredibile effetto pulente. Può essere utilizzata  per eliminare le incrostazioni del water, per togliere le macchie di ruggine o per  pulire oggetti corrosi che sembravano irrecuperabili.
Tra gli scandali più noti, citiamo le feci umane rinvenute in alcuni lotti di lattine  prodotte in un impianto in Irlanda Del Nord. Esse non arrivarono, ovviamente,  ai rivenditori, tuttavia ci vollero ore per ripulire gli impianti e la notizia rimbalzò sulle prime pagine di mezzo mondo.
Tra le bufale, invece, più note cʼeʼ da annoverare lo scandalo riguardante la  Coca Cola contaminata da HIV a causa della perdita di sangue di un  dipendente infetto. Persino la stessa azienda dovette smentire  categoricamente la notizia che, a causa della velocità di diffusione sui Social  Network, stava minando lʼimmagine del colosso USA.
Ma unʼaltra bufala divertente riguarda anche la presunta morte di un ragazzo  dopo aver bevuto Coca Cola Light ed ingerito una Mentos, diffusasi dopo gli  incredibili esperimenti (comodamente visualizzatili su YouTube) di ragazzi e  curiosi. Lʼesperimento consiste nellʼinserire una mentos in una bottiglia di Coca  Cola. Ciò provoca unʼesplosione molto scenica che dunque si è prestata per dimostrazioni video. Tuttavia, molti non sanno che la reazione avviene  unicamente in quanto la Coca Cola è gassata (avremmo la stessa reazione  inserendo la mentos in una bottiglia di acqua gassata o Sprite), ma ovviamente  i video non avrebbero avuto cosi tante visualizzazioni se non legati alla bibita  più chiacchierata e misteriosa del mondo. Ma qual è il meccanismo dʼazione?

ape su coca colaIn pratica la gomma arabica della mentos interferisce con lʼaspartame della  Coca Cola Light provocando lʼesplosione. Ed è anche lʼelevata densità della  Mentos a farla scendere velocemente nella bottiglia, aumentando la  spettacolarità del fenomeno.

Sono stati effettuati, ancora una volta sul Web, degli esperimenti con Coca  Cola e gas propano. Dopo aver inserito del gas propano in una comune  bottiglia di Coca-Cola, la si capovolge. Lʼeffetto è incredibile. La bottiglia  schizza in aria ad una velocità impressionante, inondando tutto ciò che si trova  al di sotto di essa (Youtuber compreso!).

Del resto, la Coca Cola, come accennato poco fa, è anche un potente antiruggine. Basta mettere a bagno in essa gli oggetti incrostati oppure  strofinare un poʼ di Coca Cola con un panno su di una superficie rugginosa per  eliminarla. Viene persino utilizzata per lucidare gli oggetti in rame. Perché già  accade? La Coca Cola è acida e la ruggine è unʼossidazione che quindi  reagisce con gli acidi, ma non preoccupatevi: non può distruggerci lo stomaco  in quanto esso è più acido di lei!

La Coca Cola può causare la colite?

Come tutte le bibite gassate, la Coca Cola non è indicata in pazienti che  soffrono di colite. La colite è unʼinfiammazione del colon, che provoca sintomi  alquanto fastidiosi quali borborigmi, stipsi o diarrea, flatulenza e dolori  addominali. Ovviamente anche la Coca Cola aumenta la presenza di gas nellʼintestino e tende a gonfiare. Eʼ proprio la sua gassosità a renderla  deleteria nel caso di questa patologia, oltre alla grande quantità di zucchero.
Molto meglio bere tisane al finocchio o grandi quantità di acqua se non si vuole  rischiare di peggiorare gli invalidanti fastidi provocati dalla colite, causati da coca cola e diarrea.

Solo la Coca Cola fa male?
Abbiamo in breve descritto i vari aspetti ombrosi dellʼassunzione di Coca Cola.
Ma sono tantissime le bibite in commercio che scienziati, medici ed esperti non  considerano affatto salutari. La Diet Soda farebbe ancor più male della famosa  bibita di Pemberton. Studi recenti hanno mostrato una correlazione su larga  scala dellʼaumento dellʼincidenza di linfomi e leucemia e lʼutilizzo quotidiano di  Diet Soda. Una Diet Soda al giorno, infatti, potrebbe provocare persino il
cancro al seno. Tutta colpa, ancora una volta, del nemico aspartame. Il buono  e caro Esta Thè, in effetti, presenta ben 10,5 g di zuccheri in 100 ml che  diventano quantità enormi di zuccheri, soprattutto per i bambini, in lattine o  bottiglie. Si supera di gran lunga, in questo caso, il fabbisogno giornaliero di  zucchero del nostro organismo, rischiando il diabete e favorendo lʼobesità nei  bambini. Altresì la Fanta, proprio come la Coca Cola, non sarebbe salutare per  lʼorganismo. La causa sta proprio nei dolcificanti sintetici contenuti al suo  interno, perchè potrebbero favorire i sintomi della gastrite e della diarrea. Il consumo spasmodico di Fanta potrebbe addirittura danneggiare la  parte del cervello che ci consente di ricordare ed imparare.
Insomma, ci possiamo fidare solo dellʼacqua quando il caldo la fa da padrone?

Direi che il primo consiglio risiede nella moderazione. Lʼabuso è sempre  dannoso e critico, anche quello della rossa e misteriosa Coca Cola.


Il the fa bene al mal di pancia?

A chi non è mai capitato di soffrire di mal di pancia e forti fitte allo stomaco? Il mal di pancia è un sintomo molto soggettivo e per questo non è facile dare delle precise indicazioni su quali siano le cause.
Non è un caso se molti soggetti quando i dolori durano nel tempo, hanno difficoltà nel riconoscere un male alla pancia da una colite.

Può presentarsi in diversi modi e localizzarsi in distinte zone. Anche le cause del mal di pancia possono essere molteplici. La principale diagnosi, oltre alla stitichezza, è quella di colon irritabile.

Per riequilibrare l’intestino pigro in caso di forti dolori allo stomaco o di diarrea è utile l’assunzione di fermenti lattici per la capacità che hanno di ripristinare la funzionalità intestinale.

Come scegliere i migliori fermenti lattici? Innanzitutto è bene precisare che si può scegliere di assumerli regolarmente, indipendentemente dall’insorgere di particolari condizioni che li richiedano. In generale si consiglia di assumere integratori di probiotici polivalenti, che contengono più specie di batteri. Tra quelli più completi che si possono trovare in farmacia vi sono l’Enterolactis Plus, il Solgar Acidophilus o il Syngut, un integratore alimentare simbiotico.

Il primo punto sul quale focalizzarsi è la prevenzione.

Come si può prevenire il mal di pancia?

Diminuire le tensioni quotidiane è in vetta nella classifica dei migliori modi per prevenire il mal di pancia. Importante è anche alimentarsi correttamente, evitando le grandi abbuffate e di mangiare troppo velocemente.

Nel caso in cui non si riesca proprio ad evitare il disturbo, però, è utile conoscere quali sono i rimedi contro il mal di pancia. Oltre all’uso dei farmaci, consigliatissima è l’assunzione di bevande calde quali minestre, brodo o the. Per gli stati di nausea, ad esempio, è molto efficace la camomilla che, soprattutto se accompagnata con un cucchiaino di miele, ha proprietà antispasmodiche e rilassanti.

Naturalmente i rimedi devono essere diversificati in base alle cause. In caso di indigestione o acidità di stomaco, ad esempio, si può utilizzare il bicarbonato di sodio per uso alimentare. Una buona tisana al finocchio è invece consigliata nel caso in cui il dolore addominale si localizzi nell’intestino.

Con i crampi addominali sconsigliatissima è l’assunzione di latte. Il latte è una bevanda difficilmente digeribile soprattutto se non si è abituati a berlo con regolarità. In età adulta, la perdita di quell'enzima che ne permette l’assimilazione, impedisce che il latte venga facilmente digerito.

A causare la dissenteria è spesso l’intolleranza al lattosio. Se il lattosio non è correttamente digerito comporta fermentazione dalla flora batterica intestinale producendo conseguentemente gas e diarrea.

Cosa bere con il mal di pancia

Se si ama il latte lo si può comunque consumare a colazione o merenda, evitandolo la sera. A colazione si può decidere anche di bere del caffè, anche se va prima capito se questo prodotto tipico da bar, faccia bene o faccia male. Quali sono i benefici del caffè a colazione? Innanzitutto, come è noto, è un’ottima fonte di attivazione che attraverso la caffeina aiuta a svegliarsi. Stimolando il sistema nervoso ha anche la proprietà di alleviare i sintomi del mal di testa. E’ bene ricordare che è sempre meglio consumarlo amaro e non eccederne durante l’arco della giornata.

Preferibile al normale caffè è il caffè d’orzo. Il caffè d’orzo non è un vero e proprio caffè ma è piuttosto un suo surrogato che sebbene venga preparato con modalità molto simili a quelle del caffè, è prodotto esclusivamente con orzo.

Non contenendo alcuna traccia di caffeina, Il caffè d’orzo non produce effetti sul sistema nervoso ed ha un diverso valore nutrizionale.

Per la stimolazione di milza, fegato ed intestino è molto importante il ferro, un minerale che serve a favorire la produzione di globuli rossi ed emoglobina.

Ci si chiede quali siano gli effetti che tale sostanza ha sul nostro corpo. Il ferro è ad esempio molto utile contro lo stress e garantisce un rafforzamento delle difese immunitarie.

La sua mancanza è causa di anemia, debolezza, mal di testa, stress e predisposizione alle infezioni. E’ proprio per questa ragione che è importante assumere alimenti che contengano ferro.

Quali sono gli alimenti ricchi di ferro?

I legumi sono alimenti ricchi di ferro così come il pesce, la carne ed in parte anche le verdure. Per la gioia dei più golosi è un alimento molto ricco di ferro anche il cioccolato fondente che ha effetti benefici sull’organismo.

Molti necessitano di assumere il loro fabbisogno di ferro attraverso integratori di ferro liquido che rappresentano un aiuto per evitare carenza di ferro e conseguente comparsa di patologie. E’ sempre bene ricordare che una corretta valutazione sull'utilità delle boccette di ferro spetta esclusivamente al medico.

Spesso si sente dire che bere tanta acqua fa bene alla salute. Le motivazioni sono diverse ma quella principale è che una regolare assunzione di acqua aiuta l’organismo nello svolgimento di molte funzioni vitali, depurandolo e facendo sì che aumenti l’energia in circolo.

Molti apprezzano la tisana allo zenzero ritenendola una bevanda miracolosa. Già da tempo, partendo dalla tradizione della medicina orientale, si ritiene uno degli effetti principali dello zenzero sia quello di “spegnere il fuoco nello stomaco”.

Lo zenzero ha una reale attività benefica sulla digestione poiché grazie alla presenza di alcune sostanze ha la capacità di ridurre la formazione di aria nell’intestino e nello stomaco.

Un’altra bevanda molto apprezzata è il the, gustato tanto caldo quanto freddo. Vi sono tanti buoni motivi per bere il the tra cui la prevenzione delle carie, la riduzione del rischio di malattie cardiache, l’aumento della forza muscolare e il rafforzamento di alcune funzioni celebrali. Il tea time può essere considerato un periodo molto favorevole per il nostro colon.

tè servito durante il tea timeSpesso ci si chiede se sia meglio consumare tè caldo o freddo.

Che sia consumato caldo o freddo il the ha sostanzialmente gli stessi benefici. L’effetto dissetante di un buon the freddo in estate, ad esempio, è impagabile così come lo è il calore di un the caldo accompagnato da biscotti durante il periodo invernale. La scelta, pertanto, non dipende tanto dalle distinte proprietà quanto dai gusti e dalle esigenze di ciascuno.

Quando si soffre di mal di pancia o dissenteria molto spesso si decide di utilizzare i rimedi della nonna. Si pensi ad esempio al rimedio naturale consistente nel bere gocce di olio. Si dice che l’olio ingerito abbia molte proprietà benefiche ma è bene anche conoscerne le dovute controindicazioni ed essere in parte scettici su alcuni rimedi poco funzionanti.

 


bambina con vomito e diarrea

Vomiti in inverno

I primi freddi invernali ed i conseguenti cali di temperatura causano ogni anno numerose malattie e disturbi. Secondo un luogo comune le difese immunitarie sarebbero rese molto più deboli proprio a causa delle basse temperature. Se si abbandona tale convinzione e ci si focalizza su alcuni studi scientifici, però, si scopre che il tanto temuto gelo non può essere considerato causa diretta bensì indiretta di patologie come il raffreddore o le infezioni.

Tutti si ammalano, sia i grandi che i più piccini, ma è bene sapere che ad essere maggiormente colpiti sono i bimbi poiché il loro sistema immunitario risulta essere più debole a causa del fatto che viene per la prima volta a contatto con nuovi sconosciuti germi.

Vi sono bambini che esposti agli stessi fattori di rischio dei loro coetanei tendono ad ammalarsi più facilmente. Di fronte a tali situazioni ci si chiede quali siano le ragioni e alcuni studiosi affermano che uno dei fattori che fa aumentare il numero di malattie annuali tra i bambini è la socializzazione precoce da intendersi come un modo affrettato di entrare in relazione con gli altri.
Ogni anno molti bambini devono fare i conti con casi di gastroenterite, ovvero un’infiammazione di stomaco ed intestino. In età pediatrica questa infiammazione si diffonde frequentemente e rapidamente in tutti gli ambienti in cui i bambini vivono in stretto contatto tra di loro come le scuole. Ecco perché parlare del contagio dei bambini a scuola è molto importante per potersi focalizzare sul fattore prevenzione.

bambina con vomito e diarreaQueste malattie soprattutto a scuola tra i bambini vengono trasmesse per contatto tramite l’uso dei medesimi oggetti come giochi, libri o vari oggetti di cancelleria. Anche semplicemente toccarsi o stringersi la mano dopo aver starnutito è causa di trasmissione di germi e batteri.

La scuola, e più nello specifico le aule scolastiche, sono in vetta alla classica dei luoghi dove ci si ammala di più insieme ad altri spazi molto affollati come gli uffici di lavoro o i mezzi di trasporto pubblici.
Una malattia molto comune durante il periodo invernale è quindi la gastroenterite che colpisce soprattutto bambini con una età compresa tra gli 0 ed i 6 anni presentandosi con specifici sintomi come gli attacchi di vomito. La causa, per lo più virale, è legata soprattutto al contagio da virus che generano vomito come il rotavirus.

Quando si parla di rotavirus ci si riferisce ad un virus che porta ad infezioni, causa di malessere gastrointestinale come vomito e diarrea, entrambi sintomi che possono persistere dai 3 agli 8 giorni.
È bene sapere che il vomitino e la diarrea, disturbi molto spesso sottovalutati, possono anche essere causa di problemi di disidratazione. L’eccessiva perdita di liquidi corporei è particolarmente pericolosa soprattutto nei più piccoli.

Il bimbo potrebbe assumere un determinato aspetto ed avere particolari comportamenti.

Quando un piccolo è eccessivamente disidratato, infatti, tenderà a piangere con poche lacrime, lamentarsi molto ed avere sempre sonno. Un altro elemento allarmante è il pannolino asciutto per diverse ore. Quando si parla di diarrea è bene sapere che l’assunzione di antibiotici può costituirne tanto la cura quanto la causa. Per la diarrea nei bambini causata da virus, meglio nota come influenza intestinale, gli antibiotici sono da ritenersi del tutto inefficaci. La cura adatta è quella a base di integratori salini, utili per contrastare i problemi di disidratazione.

Un altro modo per contrastare il problema è condurre una buona dieta che sia soprattutto a base di vitamine e sali minerali. Una dieta perfetta per bambini comprende una giusta dose giornaliera di minerali e vitamine, una buona prima colazione che dia la forza adatta per affrontare al meglio la giornata, l’assunzione di molta frutta e verdura e una merenda pomeridiana che non sia eccessivamente calorica.

L’alimentazione sana deve iniziare dalla culla ed è bene che il bambino venga abituato sin da piccolo ad alimentarsi correttamente associando ad una dieta sana ed equilibrata una giusta dose di attività fisica. Consumare frutta e verdura di stagione sta alla base di una buona salute e aiuta anche a guarire dai sintomi della gastroenterite i cui tempi di convalescenza, che variano dai 3 agli 8 giorni, possono essere attenuati se si consuma il giusto cibo.

In inverno è preferibile consumare frutti dolci e maturi, mangiare banane, arance, mandarini o clementine evitando frutta che non sia di stagione. La frutta, secondo il parere di alcuni esperti, può essere sconsigliabile quando consumata con basse temperature poiché in inverno, per meglio sopportare le temperature fredde della stagione, il nostro corpo necessita di proteine e grassi e non di zuccheri.

Nei neonati il rigurgito è un disturbo piuttosto frequente. Si tratta della fuoriuscita di saliva e latte dalla bocca del bambino che si manifesta o durante la poppata o durante la successiva digestione. Tende a comparire nei primissimi giorni di vita per scomparire attorno ai 12 massimo 18 mesi. Esistono tre tipi di reflusso tra i quali uno di tipo fisiologico, uno di tipo cronico ed un ultimo sintomatico.

La causa di questo fenomeno è da ricondursi all’immaturità dell’apparato digerente ed al fatto che capita spesso il bimbo assuma con molta foga il latte materno. Accade quindi che non riuscendo lo stomaco a lavorare in modo adeguato si generi nel pargoletto un rigurgito ed un successivo ruttino.

Per ovviare al problema nel caso in cui tale sintomatologia si presenti troppo frequentemente è opportuno contattare il pediatra e se necessario sospendere il latte materno optando per altri tipi di cibo. È possibile che un bambino debba trovarsi anche ad affrontare problemi di diarrea o di stitichezza. I problemi di diarrea, molto frequenti durante l’infanzia, sono da ricondursi ad una infezione quasi sempre di tipo virale che colpisce le cellule che rivestono l’intestino danneggiandole. L’opposta stitichezza colpisce i bebè prevalentemente dopo lo svezzamento poiché le feci perdono la loro continua idratazione dovuta al latte materno.

Che fare in questi casi? La prima accortezza é la dieta che deve essere sempre ricca di fibre vegetali, assieme alla sana abitudine di abituare il bambino a sedersi sul vasino ad una certa ora del giorno.

 


donna con diarrea

Diarrea liquida e colite

Diarrea liquida gialla: da cosa dipende?
La forma e consistenza delle feci
Frequenza delle scariche
Quanto dura il malessere?
Come far passare la diarrea
Sognare di fare cacca liquida

I COLORI DELLA DIARREA

Diarrea liquida gialla: da cosa dipende?

La diarrea liquida gialla è un fenomeno che si presenta raramente negli adulti, mentre nei bambini, soprattutto in quelli molto piccoli, si verifica con frequenza.

Negli adulti, le feci acquose e con un colore molto giallo stanno a significare che alcuni grassi ingeriti, come quelli saturi, sono transitati più velocemente del previsto dall’intestino o non sono stati completamente digeriti e poi assimilati.
Si tratta quindi o di un evento temporaneo legato all’alimentazione e pertanto non ci sono ragioni di preoccuparsi, al di là della necessità impellente di andare in bagno, o da squilibri biliari. In tal caso bisogna analizzare le possibili cause per poi eventualmente fare un lavoro sul fegato.

Se però la diarrea gialla dovesse persistere, è opportuno consultare il proprio medico o naturopata, perché in casi estremi potrebbe indicare la presenza di malattie rare come la tubercolosi o problematiche più serie come il cancro al colon.

Nei bambini invece, soprattutto nei neonati, la diarrea gialla compare in seguito all’assunzione del latte materno: dato che la flora intestinale non è ancora ben sviluppata, può succedere che le feci appaiano gialle con dei puntini bianchi (presenza di caseina).
In questo caso il fenomeno, a meno che non indichi la presenza di malattie infettive, in genere tende a risolversi con il tempo e con lo sviluppo completo dell’apparato digerente del bambino.

donna con diarrea

Diarrea liquida verde: da cosa dipende?

Rarissima negli adulti (se presente però, spesso è dovuta ad un’infezione da salmonella, allo stress o da squilibri nella produzione di bile da parte del feato), la diarrea liquida verde è invece frequente nei bambini e nei neonati.
Anche in questi casi però non bisogna preoccuparsi, perché le feci verdi acquose nei bambini dipendono quasi esclusivamente dalla bile.
Dato che il corpo del bambino, non essendo ancora completamente sviluppato, non è in grado di metabolizzarla, la bile viene espulsa tramite le feci.
Questa condizione, a meno che non indichi la presenza di patologie, in genere si risolve nel giro di pochi giorni.

DIARREA LIQUIDA: CAUSE

Colite microscopica

La diarrea liquida, soprattutto se cronica, può essere provocata dalla colite microscopica, un’infiammazione che si può rilevare effettuando un’analisi in laboratorio sul rivestimento del colon prelevato durante la colonscopia.

Questa patologia, come altre che colpiscono le vie biliari e l’intestino, ha origini sconosciute, anche se alcuni medici sospettano che sia di tipo autoimmune come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Attualmente a livello medico non esistono cure per contrastarla in modo efficace, tranne la somministrazione di farmaci anti-diarrea e l’esclusione del lattosio dalla dieta del paziente. In ambito naturopatico invece, attraverso un’anamnesi fatta a 360° sulla persona che consideri abitudini alimentari, stile di vita, cronostoria farmacologica e domande ad hoc su aspetti emotivi e psicosomatici vissuti, spesso è possibile migliorare il quadro sintomatico, se non normalizzarlo completamente.

Paura e senso del pudore

Dietro una colite diarroica molte volte c’è un bagaglio emozionale represso enorme, il quale non essendo stato risolto sul piano psichico, si manifesta sul piano fisico. Ma l’obiettivo finale del nostro sistema mente-corpo è sempre lo stesso in realtà: la GUARIGIONE.
In questo video spiego nel dettaglio cosa si può nascondere dietro la tua colite con diarrea..

Virus

Un’altra causa della diarrea liquida, più comune rispetto alla colite microscopica, è la presenza di virus: spesso questi agenti patogeni sono i principali responsabili degli attacchi di diarrea e di vomito, soprattutto in caso di influenza intestinale, tali da far correre verso il gabinetto. I più comuni sono il Rotavirus e il Clostridium difficile.

diarrea e vomito

Anche in questi casi, attraverso un’importante assunzione di probiotici specifici come Bifidobacterium longum, Enterococcus faecium e Saccharomyces boulardii, è possibile in un lasso di tempo ragiovenole e senza l’uso di antibiotici, ristabilire una condizione fisiologica di salute intestinale.

Sindrome del tratto intestinale accelerato: che cosa è?

La sindrome del tratto intestinale accelerato è una condizione che si manifesta soprattutto nei bambini piccoli. Può essere riconosciuta soltanto dal numero delle fuoriuscite liquide e dalla frequenza delle scariche, in quanto per il resto il bambino appare in buona salute e non presenta altri sintomi come vomito, nausea o simili. Imparare come trattenere queste scariche impellenti è il modo per superare l’ostacolo numero uno di questo disturbo intestinale.

Negli adulti la presenza della manifestazione patologica è associata spesso ad uno stato ansioso o a problemi di assorbimento a livello intestinale.
Quest’ultima condizione può essere riscontrata soprattutto nei soggetti che hanno un’intolleranza al lattosio, ovvero che non sono in grado di assimilare il latte né tanto meno i suoi derivati.

Consistenza della diarrea

Se la diarrea è come acqua, vuol dire che l’intestino crasso non è stato in grado di riassorbire l’acqua o, nei casi più gravi, addirittura sta eliminando acqua che si trova all’interno di esso.
La condizione, riscontrabile sia negli adulti sia nei bambini, se si prolunga nel tempo, può portare ad uno stato di disidratazione. Per questo motivo, non appena si verifica la prima scarica di questo genere, è opportuno consultare il pediatra o il medico/naturopata.

È più grave a seconda di quanto è più liquida o dipende dal colore?

Anche se la diarrea in sé non basta a giudicare la gravità della patologia, spesso il colore (e non la consistenza) è più grave, in quanto può segnalare la presenza di malattie come tumori, sindrome del colon irritabile, o altre disfunzioni.

Riassumendo:
Feci verdi: squilibri biliari, acidità o eccesso nel consumo di proteine;
Feci chiare o bianche: ridotta attività epatica e biliare, possibile epatite, cirrosi epatica;
Feci esagerate (quantità): insufficienza pancreatica, diabete;
Feci con ggrumi bianci: calcolosi biliare, parassitosi;
Feci con muco o pus: colite ulcerosa, tumori, eccesso nel consumo di latticini, insufficienza biliare;
Feci gialle: squilibrio biliare, colite;
Feci arancioni: presenza di batteri, colite o irritazione alle vie urinarie.

Diarrea a spruzzo

La diarrea a spruzzo, che spesso fa anche molto rumore, è tipica dei bambini, mentre negli adulti è meno frequente ed è spesso accompagnata da un bruciore persistente nella zona anale. Di solito indica la presenza di malattie intestinali di varia natura (forme di colite in primis) oppure intolleranze ad un alimento specifico.

Frequenza delle scariche

In caso di fuoriuscita di feci acquose, si possono verificare tra le tre e le sei scariche al giorno.
La diarrea cronica invece si riconosce subito perché può perdurare non solo per giorni, ma addirittura per mesi.

gabinetto ambientato su muro rosso
Si può avere diarrea liquida senza dolore?

Sì, come si può avere mal di pancia senza diarrea. Se la si ha molto sciolta, ma non si soffre di alcuna malattia, spesso indica che siamo sottoposti ad uno stress molto elevato, che può essere causato dal lavoro, soprattutto se particolarmente intenso, oppure da una relazione molto difficile e conflittuale. Si parla di diarrea da stress e può durare sin quando non si migliora l’equilibrio psicofisico interiore.

EFFETTI SECONDARI

Mal di pancia

Si tratta di un sintomo molto soggettivo, ma talvolta può essere accompagnato da diarrea o, nei casi più gravi, da stitichezza cronica.

Feci molto puzzolenti

Si manifestano soprattutto nei neonati e nei bambini, anche se a volte può capitare anche negli adulti. La causa più immediata è l’assunzione esagerata di alcuni tipi di cibi, come i broccoli per esempio, che possono dare un odore sgradevole alle feci.
Se però il disturbo persiste, può essere anche il segnale di difetti nell’assorbimento del cibo a livello intestinale, o anche di intossicazione intestinale, con presenza di cadaverine e putrescine dato l’elevato consumo di proteine di origine animale.

feci puzzolenti
Bruciore all’ano

Se si avverte bruciore nella zona dell’ano, oppure si fanno sforzi continui per cercare di defecare e le fuoriuscite sono liquide, è possibile che siano presenti fistole, emorroidi, ragadi o disordini ormonali.
Inoltre è un segno classico di presenza di vermi e parassiti intestinali.

Alterazione dell’appetito

Insieme alla febbre, alla disidratazione e ad un senso diffuso di stanchezza, l’alterazione dell’appetito è spesso il primo segnale di allarme di un’influenza intestinale in corso.

E se vomito, cosa significa?

Significa che potresti soffrire di malattie dell’apparato digerente, come ad esempio la gastroenterite, o semplicemente di reflusso gastroesofageo.
Da non trascurare la componente psicosomatica: così come vomitiamo il cibo, possiamo “vomitare” un qualcosa o una situazione presente nel nostro vissuto, legato in particolare a fatti o persone che rifiutiamo fortemente facciano parte della nostra vita.

Se ha il sangue, c’è da preoccuparsi?

Se si riscontrano tracce di sangue nella diarrea, si deve sospettare un principio di dissenteria, un’influenza intestinale oppure l’inizio di un’influenza colerica. Ma ancora più probabile può trattarsi di problemi alle emorroidi, o un inizio di rettocolite ulcerosa.

Quanto può durare?

Di solito la diarrea dura mediamente da dodici ore a pochi giorni. Se però la diarrea è continua e persistente, è meglio richiedere il consulto di un medico o di un naturopata, perché potrebbe indicare la presenza di patologie come la sindrome dell’intestino irritabile, un’intolleranza particolare oppure una banale infezione da virus e batteri.

Diarrea da una settimana: è normale?

No, non è normale, anzi: se è così prolungata, può dare origine a problemi di disidratazione oltre ad un senso di stanchezza e di debolezza generale.
In questi casi mi raccomando alla reidratazione: bere molta acqua al giorno, o meglio ancora succhi di frutta naturali e minestre di verdura per reintegrare vitamine e sali minerali persi.

Diarrea estiva

Nella bella stagione viene provocata soprattutto da parassiti presenti nel cibo mal conservato, andato a male o privo di sufficienti garanzie igieniche, nonché dal consumo di bibite troppo ghiacciate, gelati, frutta avariata o acqua troppo calda/fredda.
Al contrario, quando la temperatura scende, non è raro che la pancia fredda accentui episodi diarroici.

Chi colpisce la diarrea?

La diarrea può colpire sia i bambini sia gli adulti. Nei più piccoli però questo disturbo intestinale ha un’insorgenza maggiore, in quanto può essere causato da diversi fattori, soprattutto di tipo alimentare o patologico.

Quando andare dal pediatra?

Quando le scariche durano per più di una settimana e sono continue. Come abbiamo già visto, la diarrea persistente, anche nei bambini, può essere il segnale della presenza di un’intolleranza al latte vaccino.
Quest’intolleranza, di solito, si verifica durante il primo anno di vita, poi tende a scomparire. Per risolvere il problema, in questo caso è sufficiente sostituire il latte vaccino con un alimento alternativo, come il latte vegetale.

stop a latte e derivati

Per quanto riguarda il latte artificale, nonostante sia consigliato dagli specialisti in allergie, non è molto diffuso proprio a causa della sua scarsa reperibilità e del costo spesso troppo elevato per le famiglie.

COME FAR PASSARE LA DIARREA

Farmaci diarrea: quali sono i migliori e quali le differenze

Il Monuril, a dispetto di quello che si crede, non è un rimedio adatto per far passare la diarrea: questo farmaco infatti, che spesso viene prescritto per curare la cistite, può aggravare invece i fenomeni diarrotici.

Il Tiorfix invece è utile per bloccare la diarrea acuta nei bambini al di sotto dei tre mesi di età.

Per quanto riguarda invece il Diosmectal, pur essendo efficace per contrastare la diarrea acuta e cronica sia nei bambini sia negli adulti, se preso sull’arco di un periodo troppo lungo può provocare feci dure.

Attualmente il metodo farmacologico più conosciuto per contrastare la diarrea, è l’Imodium: questo medicamento, che si trova sotto forma di capsule, viene usato da più di quarant’anni per contrastare tutte le forme di diarrea nonché per rimettere in sesto il naturale funzionamento del corpo.

Metodi naturali

Esistono molti rimedi naturali per la diarrea. I più conosciuti, nonché i più apprezzati, sono fitocomplessi a base di piante contenenti tannini ad azione astringente e disinfettante a carico dell’apparato intestinale e delle vie urinarie. Ricordo il mirtillo nero (vaccinum myrtillus), il (thea sinensis), la vite rossa (vitis vinifera) e i semi di pompelmo.

Rimedi per farla passare subito

Per far passare subito la diarrea, è utile mangiare per un giorno intero riso in bianco, oppure bere a più riprese acqua di riso (bollire 40 g di riso in un litro d’acqua per circa mezz’ora, poi toliere il riso e bere l’acqua rimasta).

acqua di riso
Raccomando inoltre di evitare alimenti ricchi di fibre, bevande gasate, caffè e alcolici, e di mettersi a riposo.

Rimedi con efficacia più lenta

Oltre alle tisane, dei rimedi naturali efficaci contro la diarrea, ma che necessitano di più tempo per agire sul disturbo, sono i vari prodotti omeopatici o gli alimenti che contengono probiotici, come alcuni tipi di yogurt.

Cosa mangiare per stare meglio

Se la problematica persiste nel tempo il consiglio è di fare un test completo delle intolleranze alimentari, nel frattempo eliminare da subito il latte ed i suoi derivati.
E’ importante reidratarsi per compensare i liquidi persi con tè, tisane, brodini e zuppe di verdura.
La dieta sarà semplice, a base di riso bianco (o acqua di riso come spiegato prima), frutta (mele, pere, banane, albicocce, pompelmi), verdure come carote, zucchine e patate, e un equilibrato apporto di proteine.
Può essere utile bere più volte al giorno acqua con del limone spremuto.


emozione di arrabbiatura

Come gestire le emozioni forti

L'uomo contemporaneo spesso prova disagio nel vivere e controllare le proprie emozioni, soprattutto quelle negative, le difficoltà di gestione possono degenerare in disturbi fisici o psichici. Sono tanti i sentimenti che una persona prova nel corso della vita, è importante riuscire a mantenere le proprie emozioni stabili per reagire consapevolmente evitando reazioni eccessive, è deleterio per la salute ed il benessere psico-fisico vivere un surplus di emozioni per un lungo periodo, allo stesso modo può essere nocivo reprimere le proprie sensazioni e castrare le pulsioni positive.

Essere anaffettivi è disumano non siamo degli automi, l'emotività ci fa sentire vivi influenzando i comportamenti umani: ogni azione trova fondamento nella razionalità e nella sfera emozionale. Le reazioni emotive sono definite "reattività autonomica" perché si sviluppa una risposta automatica nei confronti di stimoli che provengono da situazioni impegnative.

È fondamentale elaborare le proprie reazioni emozionali per affrontarle con assennatezza, senza lasciarsi travolgere da esse, così si evitano condizioni patologiche e disturbi psicologici, questo perché le emozioni tendono ad essere somatizzate con effetti di deterioramento del corpo: la rabbia può provocare danni al fegato; la tristezza nuoce alla pelle; lo stress causa disturbi gastrointestinali. Per gestire i sentimenti in maniera adeguata è bene mantenere la serenità per non essere trascinati da un vortice di reazioni incontrollabili, in genere quando si vive troppo emotivamente una situazione si avverte: aumento del battito cardiaco, affanno o respiro accelerato, sudorazione eccessiva, senso di nausea, tensione muscolare.

emozione di arrabbiaturaQuando si ha l'impressione di non controllare le proprie reazioni, si deve partire dall'esaminare le risposte del corpo che segnalano che si sta vivendo male la situazione. Si deve quindi riorganizzare la mente, concentrandosi su una respirazione profonda, regolare e calma che favorisce il rilassamento muscolare, si allevia così la tensione; per gestire le emozioni intense negative sono utili le tecniche di visualizzazione: bisogna semplicemente immaginare un'esperienza rilassante che consente di controllare le reazioni emotive improvvise.

Nel caso di pensieri ricorrenti inopportuni che determinano uno stato di malessere psicologico si deve intervenire sul senso di negatività avviando una trasformazione positiva, così si avvia la distrazione della mente ed alla fine l'emozione svanisce. Frequentemente i comportamenti disadattivi sorgono come conseguenza di uno stato ansioso ma anche dalla volontà di evitare emozioni negative, spesso il cattivo rapporto con la sfera emotiva e la prevalenza di negatività provoca forme depressive.

Chi è più fragile spesso trova rifugio in sostanze tossicodipendenti e nell'alcol per cercare di soffocare le emozioni negative approdando temporaneamente in un illusorio stato di euforia che anestetizza corpo e mente, alcune persone abusano di droghe per vivere emozioni forti finendo per aggravare lo stato di malessere psicologico e mal di vivere che spesso accompagna i più giovani e sensibili. La preoccupazione di controllare le reazioni emotive condiziona i comportamenti e le modalità di relazionarsi con gli altri, è importante seguire dal punto di vista congnitivo comportamentale la pragmatica delle emozioni che prevede che esse non devono essere castrate in maniera catartica, ma condivise ed analizzate per affrontare in modo risolutivo la vita.

 Emozioni primarie e secondarie

Non tutte le emozioni umane sono uguali ma risentono delle tappe dello sviluppo cognitivo comportamentale, secondo lo psicologo cognitivo Michael Lewis le emozioni nascono da delle disposizioni biologiche innate, si parla in tal caso di emozioni primarie, ma la vera esperienza emotiva chiama in causa un'interpretazione e valutazione della situazione con coinvolgimento dei processi cognitivi e della consapevolezza di se stessi (emozioni secondarie). Le emozioni primarie sono reazioni innate frutto dell'evoluzione e sorgono dalla relazione diretta con un oggetto (felicità, rabbia, sorpresa, interesse, tristezza, paura), vengono sperimentate dal neonato come forma di adattamento nei confronti dell'ambiente.

Invece le emozioni secondarie, specifiche della specie umana, compaiono entro i 2 anni, quando il bambino acquista l'autoconsapevolezza riconoscendo la propria immagine allo specchio. Gli studi comportamentali sostengono che il bambino in questa fase prova le prime forme di socializzazione e di adattamento comportamentale visto che queste emozioni chiamano in causa l'idea che ognuno ha di sé coinvolgendo anche le relazioni sociali; rientrano in questa classificazione stati emotivi come: l'autostima, il senso di autoefficacia, la vergogna, l'invidia, la colpa, l'orgoglio, il rimpianto. Le reazioni innate si instaurano in risposta agli stimoli e sono presenti fin dalla nascita, non necessitano di autoconsapevolezza, in momenti successivi dello sviluppo psicologico sorgono le emozioni secondarie che sono più complesse e si insaturano con il raggiungimento di una prima forma di autocoscienza e di introspezione.

Gli studi evoluzionisti condotti da Charles Darwin e Robert Plutchik hanno esaminato le emozioni primarie intese come una funzione importante per l'adattamento ed i processi biologici, mentre le secondarie dipenderebbero da una combinazione delle prime. Anche gli studi transculturali di Paul Ekman hanno confermato che le emozioni primarie sono associate a livello delle espressioni facciali e sarebbero universali poiché comuni a tutte le culture umane.

Effetti fisici e psichici

Le emozioni incidono sul livello di stress e sul corpo, la psicosomatica studia il legame tra le emozioni che non si riescono ad esprimere e l'insorgenza di malattie. I soggetti che si trovano ad affrontare un eccesso di emozione nel lungo periodo, devono lavorare interiormente per evitare che causino effetti collaterali che si palesano a livello fisico con disturbi che possono interessare uno specifico distretto anatomico oppure organo. Grazie alle nuove tecniche di imaging, le neuroscienze hanno permesso di verificare scientificamente che le emozioni sono dei veri eventi fisiologici, con precisi sbocchi di scarico in varie aree del corpo.

Le grandi emozioni sfociano a livello somatico con produzione di ormoni, citochine, neurotrasmettitori che dialogano con recettori posti sul sistema endocrino, su quello nervoso fino a connettersi con ill sistema immunitario. Le emozioni costituiscono un ponte tra la psiche ed il corpo, quando si manifesta un accumulo di emozioni possono sorgere malattie psichiche e fisiche; si evidenziano modificazioni a livello somatico perché nell'emisfero destro del cervello si fissano le emozioni negative fino ad una certa soglia, superata la quale si creano alterazione delle funzioni cerebrali. L'attivazione di una condizione patologica dipende dal superamento di tale soglia e dallo stato di salute dello stesso organo interessato dallo scarico emozionale, tanto più intensa è l'emozione negativa provata maggiore sarà la manifestazione patologica.

La cattiva gestione di emozioni profonde può causare: dermatiti, problemi gastrointestinali (tra cui la colite provocata dallo stress oppure da un costante stato ansioso, per migliorare la sintomatologia cronica è bene imparare a rilassarsi); mal di testa; disturbi osteoarticolari, causati dalla paura verso il futuro; problemi alla schiena, che esprimono una mancanza di sostegno psicologico; problemi cardiocircolatori relazionati alla sfera emotiva della gioia e dell'amore; problemi del sistema immunitario; problemi emotivi che si evidenziano con attacchi di panico, depressione, fobie, irascibilità, disturbi d'ansia; problemi comportamentali (anoressia, bulimia, fame nervosa, obesità).

Come vivere l'amore

Tra sentimenti forti il primo posto è occupato dall'amore che deve essere vissuto al meglio avendo una piena consapevolezza delle diverse emozioni che esso comporta, senza mai perdere il rispetto per sè stessi. Dal punto di vista cerebrale si registra il coinvolgimento di diverse aree del cervello che rilasciano la dopamina e l'adrenalina; a livello somatico, l'amore fa avvertire una sensazione di caldo e l'interno del corpo viene pervaso da una scarica energetica che colpisce vari distretti anatomici della parte alta del corpo culminando negli organi sessuali. L'amore, quando è spinto dalla passione, fa avvertire un senso di vuoto allo stomaco, si parla delle cosiddette "farfalle nello stomaco", e le gambe perdono solidità dando la sensazione di camminare sospesi per aria. Per non subire gli effetti negativi e di dipendenza emotiva di una relazione è importante puntare sulla qualità delle emozioni: una relazione matura deve far prevalere delle emozioni positive e quando sorgono quelle negative devono essere superate coscientemente. Un amore sano non viene vissuto egoisticamente oppure ossessivamente, è poi malsano far durare legami privi di stabilità e sentimenti per paura di perdere per sempre l'altro e di ritrovarsi a single. Il vero amore è fatto di: complicità, condivisione, attaccamento emotivo e sentimenti affettuosi, spesso per amore si fanno gesti eclatanti come proposte di matrimonio romantiche o scenate di gelosia fuori controllo.

L'organizzazione delle nozze genera stress, i preparativi vengono affrontati con un forte carico di tensioni emotive soprattutto dalle future spose, anche la fine di un matrimonio può avere degli strascichi nocivi suscitando ostilità, rancore, odio.

Forme di distrazione per controllare le emozioni

Per essere emotivamente equilibrati nella vita quotidiana bisogna fare tesoro delle esperienze vissute personalmente e di quelle delle persone care, prendendo ad esempio questo vissuto si può uscire da situazioni troppo stressanti che causano un malessere psico-fisico. Chi si trova ad affrontare emozioni troppo intense deve ritornare consapevolmente alla normalità attraverso la ricerca di piacevoli distrazioni, che fungono da valvola di sfogo per far fluire i pensieri cattivi e per gestire le proprie emozioni. Tra le forme di distrazione utili per risollevare l'umore e per scaricare lo stress ci sono attività pratiche quali: la pittura, fare shopping, vedere un film divertente, ascoltare della musica allegra, leggere un libro, il karaoke, telefonare ad amici, andare a ballare oppure a cena in buona compagnia, praticare uno sport, fare una lunga passeggiata in mezzo alla natura. Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto ad uno psicologo per avviare un percorso terapeutico per acquisire una maggiore consapevolezza della propria emotività, ma anche per controllare le proprie reazioni oppure per superare eventuali disagi e malesseri che impediscono un normale approccio alla vita.