FODMAP

La dieta FODMAP per la gestione della SIBO

La Small Intestinal Bacterial Overgrowth (SIBO) è una condizione complessa che richiede un approccio integrato per la sua gestione. Uno degli aspetti chiave della strategia di trattamento è l’alimentazione, con la dieta a basso contenuto di FODMAP che emerge come una possibile soluzione per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita per chi soffre di SIBO.

Cos'è la dieta a basso contenuto di FODMAP?

La dieta a basso contenuto di FODMAP è un approccio nutrizionale mirato a ridurre il consumo di carboidrati fermentabili che possono provocare sintomi gastrointestinali in persone affette da disturbi come la SIBO. L'acronimo FODMAP rappresenta Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols - categorie di carboidrati che possono essere difficili da digerire per alcune persone, soprattutto quando si soffre di disturbi gastrointestinali come la SIBO.

L'efficacia provata della dieta FODMAP è testimoniata da tanti articli a carattere scientico, come questo pubblicato su PUBMED

È importante notare che la dieta FODMAP è spesso seguita in tre fasi: eliminazione, reintroduzione e personalizzazione. La prima fase implica l'eliminazione rigorosa di cibi ad alto contenuto di FODMAP, mentre le fasi successive coinvolgono la reintroduzione graduale per identificare i cibi ben tollerati.

Obiettivi della dieta:

  1. Minimizzare la fermentazione: riducendo l'assunzione di carboidrati ad alto contenuto di FODMAP, si mira a diminuire la fermentazione batterica nell'intestino tenue, alleviando così i sintomi della SIBO.
  2. Mantenere l'equilibrio batterico: limitare l'apporto di carboidrati fermentabili può contribuire a mantenere un equilibrio sano della flora intestinale, essenziale per il benessere generale.

Alimenti consentiti e vietati:
Alimenti consentiti:

  • Carni magre, pesce e uova.
  • Formaggi a basso contenuto di lattosio.
  • Verdure a basso contenuto di FODMAP come spinaci, zucchine e carote.
  • Frutti a basso contenuto di FODMAP come banane, mirtilli e arance.
  • Cereali senza glutine come riso e quinoa.

FODMAPAlimenti vietati o limitati:

  • Alimenti ad alto contenuto di lattosio come latte e yogurt.
  • Frutti ad alto contenuto di FODMAP come mele, pere e ciliegie.
  • Verdure ad alto contenuto di FODMAP come aglio e cipolla.
  • Legumi e legumi secchi.
  • Dolcificanti ad alto contenuto di FODMAP come fruttosio e xilitolo.

Pianificazione del pasto: la pianificazione dei pasti nella dieta a basso contenuto di FODMAP richiede attenzione e creatività. È importante sperimentare con porzioni e combinazioni alimentari per individuare ciò che funziona meglio per ciascun individuo. La consulenza di un dietologo o naturopata nutrizionista può essere essenziale per sviluppare un piano alimentare bilanciato e adatto alle esigenze personali.

Di seguito sono elencati alcuni esempi di alimenti da evitare e quelli da integrare durante la fase di eliminazione:

Alimenti da evitare (alto contenuto di FODMAP):

  • Frutti:
    • Mele
    • Pere
    • Ciliegie
    • Pesche
    • Nettarine
    • Anguria
    • Mango
    • Albicocche

 

  • Verdure:
    • Aglio
    • Cipolla
    • Porri
    • Asparagi
    • Funghi
    • Cavolfiore
    • Verza
    • Carciofi

 

  • Latticini:
    • Latte
    • Yogurt (ad alto contenuto di lattosio)
    • Ricotta
    • Panna

 

  • Legumi:
    • Ceci
    • Lenticchie
    • Fagioli neri
    • Piselli

 

  • Cereali:
    • Frumento
    • Segale
    • Orzo

 

  • Zuccheri:
    • Fruttosio
    • Miele
    • Sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio
    • Sorbitolo
    • Mannitolo
    • Xilitolo

Alimenti da integrare (basso contenuto di FODMAP):

  • Carne e proteine:
    • Carne magra (pollo, tacchino, manzo)
    • Pesce
    • Uova
    • Tofu

 

  • Latticini:
    • Lattosio basso o privo di lattosio
    • Formaggi a basso contenuto di lattosio (cheddar, feta)

 

  • Frutti:
    • Banane
    • Mirtilli
    • Arance
    • Ananas
    • Uva
    • Kiwi

 

  • Verdure:
    • Spinaci
    • Zucchine
    • Carote
    • Cetrioli
    • Pomodori
    • Fagiolini

 

  • Cereali e carboidrati:
    • Riso
    • Quinoa
    • Avena senza glutine
    • Grano saraceno
    • Amaranto

 

  • Zuccheri:
    • Zucchero
    • Sciroppo d'acero
    • Zucchero di canna
    • Stevia (senza polioli)

Consigli importanti:

  • Bevi molta acqua per mantenere una corretta idratazione.
  • Limita o evita l'alcol durante la fase di eliminazione.
  • Sperimenta con piccole porzioni per valutare la tua tolleranza individuale.

Conclusioni: la dieta a basso contenuto di FODMAP rappresenta un importante strumento nella gestione della SIBO, aiutando a ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita. Tuttavia, è fondamentale che ogni individuo riceva un'adeguata consulenza medica e nutrizionale per garantire che la dieta soddisfi le sue esigenze specifiche.

La personalizzazione della dieta, combinata con altri approcci terapeutici, può portare a una gestione efficace e duratura della SIBO.


SIBO

Small Intestinal Bacterial Overgrowth (SIBO): dalle cause ai rimedi

La Small Intestinal Bacterial Overgrowth, comunemente conosciuta come SIBO, è una condizione medica complessa che coinvolge un'eccessiva crescita batterica nell'intestino tenue. Questa problematica può provocare una serie di sintomi spiacevoli e interferire con la corretta assunzione di nutrienti. In questo articolo, esploreremo la SIBO dalla sua descrizione e storia medica ai sintomi, cause e, infine, ai rimedi che possono portare a una soluzione permanente.

Descrizione

La SIBO, o "Small Intestinal Bacterial Overgrowth" (Sovraccrescita Batterica dell'Intestino Tenue), è una condizione caratterizzata dalla presenza e proliferazione eccessiva di batteri nell'intestino tenue, la parte del tratto gastrointestinale che segue lo stomaco e precede l'intestino crasso. Normalmente, l'intestino tenue contiene solo una quantità limitata di batteri, mentre la maggior parte di essi si trova nell'intestino crasso.

Nella SIBO, i batteri migrano dalla parte inferiore dell'intestino tenue, dove dovrebbero essere presenti solo in quantità ridotte, verso la parte superiore in una quantità anormalmente elevata. Questa sovraccrescita batterica può interferire con il normale processo di digestione e assorbimento dei nutrienti, causando sintomi e problemi di salute.

Storia Medica

La SIBO è stata riconosciuta come entità clinica fin dagli anni '50, ma è diventata oggetto di maggiore attenzione e studio solo negli ultimi decenni. Il concetto di sovraccrescita batterica nell'intestino tenue è stato inizialmente proposto da un medico statunitense di nome William Dickey nel 1974. Egli ha osservato che alcuni pazienti con sindrome dell'intestino irritabile (IBS) presentavano anormalità nell'algoritmo del respiro che suggeriva un'eccessiva crescita batterica nell'intestino tenue.

Successivamente, negli anni '80 e '90, altri ricercatori hanno contribuito a chiarire meglio la patofisiologia della SIBO e a sviluppare test più accurati per la sua diagnosi. Si è scoperto che la SIBO può essere associata a una serie di condizioni sottostanti, come anomalie anatomiche intestinali, disturbi della motilità intestinale e condizioni che compromettono le difese dell'ospite contro i batteri intestinali.

Sintomi della SIBO: navigando tra le manifestazioni cliniche

I sintomi della SIBO possono variare da lievi a gravi e includono gonfiore addominale, flatulenza, diarrea, dolore addominale e perdita di peso non intenzionale. Alcuni pazienti possono anche sperimentare sintomi sistemici come fatica, mal di testa e alterazioni dell'umore.
La diversità dei sintomi rende la diagnosi una sfida, ma gli specialisti possono utilizzare test specifici per confermare la presenza di SIBO.
Questa varietà di manifestazioni sottolinea l'importanza di una valutazione completa quando si sospetta la SIBO.

L’importanza di una diagnosi corretta

La diagnosi del sovraccrescimento batterico intestinale (SIBO, acronimo di Small Intestinal Bacterial Overgrowth) può essere complessa e coinvolge diversi approcci. Alcuni dei metodi comuni utilizzati per diagnosticare il SIBO includono:

  1. Test del respiro all'idrogeno: Questo è uno dei metodi più comuni per diagnosticare il SIBO. Il paziente beve una soluzione contenente zuccheri fermentabili e, successivamente, viene monitorata la presenza di idrogeno nell'aria espirata. Se ci sono batteri nell'intestino tenue che fermentano questi zuccheri, verrà prodotto idrogeno e il suo livello nell'aria espirata aumenterà.
  2. Test del respiro al metano: Analogamente al test dell'idrogeno, questo test misura la presenza di metano nell'aria espirata. Alcuni pazienti possono avere una predominanza di batteri che producono metano invece di idrogeno.
  3. Coltura del liquido duodenale: Questa procedura prevede il prelievo di un campione di liquido dal duodeno (la prima parte dell'intestino tenue) e la coltura per determinare la presenza e la quantità di batteri.
  4. Endoscopia con aspirato duodenale: Durante un esame endoscopico, un sottile tubo flessibile con una telecamera viene inserito attraverso la bocca per raggiungere il duodeno. Durante questo procedimento, può essere prelevato un campione di liquido per ulteriori analisi.
  5. Test diagnostici basati sulle feci: Alcuni test fecali possono essere utilizzati per rilevare segni indiretti di sovraccrescita batterica nell'intestino tenue.

La scelta del test dipende dalla disponibilità, dalle preferenze del medico e dalle caratteristiche specifiche del paziente. È importante che la diagnosi di SIBO venga effettuata da un professionista sanitario qualificato, poiché i sintomi del sovraccrescimento batterico possono sovrapporsi ad altre condizioni gastrointestinali e solo un approccio clinico accurato può garantire una diagnosi corretta.

Eziologia della SIBO: decifrare le radici del problema

L'eziologia della SIBO è multifattoriale e coinvolge diversi elementi che contribuiscono alla proliferazione eccessiva di batteri nell'intestino tenue. Le valvole ileocecali, che normalmente impediscono il ritorno dei batteri dal colon all'intestino tenue, possono presentare disfunzioni, consentendo così la colonizzazione batterica indesiderata. La motilità intestinale rallentata, spesso riscontrata in condizioni come la sclerosi sistemica, può favorire la stagnazione dei batteri, facilitando la loro crescita.

Le cause della SIBO sono diverse e possono includere disfunzioni delle valvole intestinali, disturbi del sistema immunitario, motilità intestinale rallentata o alterazioni anatomiche. Alcuni fattori di rischio comprendono precedenti interventi chirurgici intestinali, malattie croniche come la fibrosi cistica e condizioni che influenzano l'acidità dello stomaco.

Possibili cause della SIBO: scavando nelle origini del problema

  1. Disturbi anatomici: alterazioni anatomiche, come aderenze o diverticoli intestinali, possono creare ambienti favorevoli alla crescita batterica.
  2. Disfunzioni immunitarie: alterazioni del sistema immunitario possono compromettere la capacità del corpo di controllare la crescita batterica nell'intestino tenue.
  3. Interventi chirurgici precedenti: pazienti con una storia di interventi chirurgici intestinali potrebbero essere più suscettibili alla SIBO a causa delle modifiche nella morfologia intestinale.
  4. Malattie sistemico-immunitarie: condizioni come la malattia di Crohn o la sclerosi sistemica possono influire sulla funzione intestinale, creando un ambiente favorevole alla SIBO.
  5. Alterazioni dell'acidità stomacale: riduzioni dell'acidità gastrica, spesso associate all'uso prolungato di farmaci antiacidi, possono favorire la sopravvivenza di batteri nell'intestino tenue.

Le cause della SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) sono principalmente legate a fattori fisici, come problemi anatomici, disfunzioni delle valvole intestinali, disturbi della motilità intestinale e alterazioni del sistema immunitario. Tuttavia, alcuni studi e osservazioni cliniche suggeriscono che lo stress e i fattori psicologici possono influenzare la funzione gastrointestinale, compresa la SIBO, anche se non sono considerati fattori primari nella sua insorgenza.

La connessione tra stress, ansia e disturbi gastrointestinali è nota ed è spesso associata a un'alterazione della motilità intestinale e a cambiamenti nella flora batterica intestinale. Lo stress può influire sulla regolazione del sistema nervoso autonomo, che ha un ruolo nella funzione intestinale. La SIBO potrebbe essere complicata o exacerbata da uno stato di stress cronico, ma è importante notare che lo stress da solo non è considerato una causa diretta della SIBO.

Alcuni studi indicano che le persone con disturbi gastrointestinali funzionali, come il colon irritabile, possono essere più suscettibili alla SIBO. Questi disturbi funzionali spesso hanno una componente psicosomatica e sono collegati a stress, ansia e altri fattori emotivi.

In conclusione, mentre lo stress può influenzare il benessere gastrointestinale e potrebbe avere un impatto sulla SIBO, non è considerato una causa diretta di questa condizione. È importante affrontare sia gli aspetti fisici che quelli psicologici nella gestione complessiva dei disturbi gastrointestinali, lavorando in collaborazione con professionisti della salute quali gastroenterologi, nutrizionisti e, se necessario, psicologi o terapisti specializzati in disturbi gastrointestinali.

Comprendere le possibili cause della SIBO è fondamentale per una gestione efficace della condizione. Un'approfondita anamnesi medica e test diagnostici specifici possono aiutare a identificare le radici del problema, consentendo così una strategia di trattamento mirata e personalizzata. Consultare uno specialista rappresenta una tappa cruciale per affrontare la SIBO in modo completo.

Cure e Rimedi Naturali per Contrastare la SIBO

La gestione della SIBO spesso richiede un approccio completo, combinando terapie convenzionali con rimedi naturali e modifiche dello stile di vita.
Ecco alcuni suggerimenti
e trattamenti che possono essere considerati per affrontare la SIBO in modo integrativo:

  1. Antibiotici Specifici:
    • Gli antibiotici come la rifaximina sono spesso prescritti per ridurre l'eccessiva crescita batterica nell'intestino tenue.
    • L'approccio con antibiotici mirati può aiutare a eliminare i batteri in eccesso senza danneggiare la flora intestinale sana.
  2. Modifica della Dieta:
    • Adottare una dieta a basso contenuto di FODMAP (carboidrati fermentabili) può ridurre i substrati nutrienti disponibili per i batteri nell'intestino tenue.
    • Alimenti fermentati, come il kefir e il kimchi, successivamente possono contribuire a ripristinare un equilibrio sano della flora intestinale.
  3. Probiotici:
    • L'uso di probiotici (sotto stretto consiglio di un medico naturopata) può favorire la crescita di batteri benefici nell'intestino, contribuendo a ristabilire l'equilibrio microbico.
    • Scegliere formulazioni di probiotici specifici per la SIBO e monitorare attentamente la risposta del corpo è cruciale.
  4. Oli Essenziali:
    • Oli essenziali come il mentolo e il timolo hanno dimostrato proprietà antimicrobiche e possono essere utilizzati sotto la guida di un professionista per supportare la gestione della SIBO.
  5. Erbe Medicinali:
    • Erbe come l'origano, l'aglio e la berberina possono avere effetti antimicrobici e antinfiammatori, contribuendo a controllare la crescita batterica e migliorare la salute intestinale.
  6. Integratori Alimentari:
    • Integratori come la L-glutammina possono supportare la riparazione della mucosa intestinale danneggiata, mentre enzimi digestivi possono migliorare la digestione e l'assorbimento dei nutrienti.
  7. Terapie di Supporto:
    • La terapia nutrizionale intravenosa (IV) può essere considerata per migliorare l'assorbimento dei nutrienti, soprattutto in casi in cui la SIBO ha compromesso l'assimilazione adeguata degli alimenti.
  8. Modifiche dello Stile di Vita:
    • Ridurre lo stress attraverso tecniche di gestione dello stress come la meditazione e lo yoga può favorire il benessere generale e supportare la salute intestinale.
  9. Dieta: La modifica della dieta, con un'attenzione particolare alle diete a basso contenuto di carboidrati fermentabili (FODMAP) e la correzione di eventuali problemi di motilità intestinale, possono essere cruciali.

È importante sottolineare che la gestione della SIBO dovrebbe essere personalizzata, tenendo conto delle specificità di ciascun individuo. Prima di iniziare qualsiasi regime di trattamento, è consigliabile consultare uno specialista o un professionista della salute integrativa per una valutazione completa e una guida mirata. Integrare terapie naturali con il monitoraggio medico costante può contribuire a una gestione efficace e a lungo termine della SIBO.

 

I migliori e più efficaci rimedi naturali

Certamente, ci sono diversi integratori naturali che possono essere considerati come parte di un approccio integrativo per la gestione della SIBO. Tuttavia, è importante sottolineare che l'uso di integratori dovrebbe sempre essere supervisionato da un naturopata professionista della salute, preferibilmente uno specialista della medicina integrativa. Ecco alcuni integratori naturali che potrebbero essere presi in considerazione:

  1. Berberina:
    • La berberina è un composto naturale presente in alcune piante medicinali, noto per le sue proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie. Può essere utilizzato per supportare la gestione della SIBO.
  2. Olio di Origano:
    • L'olio essenziale di origano contiene composti come il carvacrolo e il timolo, che possono avere proprietà antimicrobiche. Può essere utilizzato sotto la supervisione di un professionista della salute.
  3. Probiotici:
    • Probiotici specifici per la SIBO possono contribuire a ripristinare l'equilibrio della flora intestinale. Tuttavia, è importante scegliere formulazioni che siano adatte per questa condizione.
  4. L-Glutammina:
    • La L-glutammina è un aminoacido che può supportare la riparazione della mucosa intestinale danneggiata, contribuendo così al miglioramento della barriera intestinale.
  5. Enzimi Digestivi:
    • Gli enzimi digestivi possono essere utilizzati per migliorare la digestione e l'assorbimento dei nutrienti, aiutando a ridurre il carico di substrati nutrienti disponibili per i batteri.
  6. Curcumina:
    • La curcumina, il principio attivo della curcuma, ha proprietà antinfiammatorie e può essere utile nella gestione dell'infiammazione associata alla SIBO.
  7. Fibra Solubile:
    • La fibra solubile, come la gomma di guar o la pectina, può essere considerata per supportare la regolarità intestinale e ridurre la crescita batterica nell'intestino tenue.
  8. Zinco Carnosina:
    • Lo zinco carnosina può contribuire al ripristino della mucosa intestinale e può essere incluso come parte di un regime di supporto per la SIBO.

Prima di iniziare qualsiasi integratore, è fondamentale ottenere una consulenza professionale. L'autodiagnosi e l'autotrattamento possono comportare rischi, e solo uno specialista sarà in grado di valutare le esigenze specifiche del singolo paziente in base alla sua storia clinica e ai risultati dei test diagnostici.

Quale attività fisica è consigliata in caso di SIBO?

L'attività fisica può svolgere un ruolo positivo nella gestione della SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth), ma è importante adattarla alle esigenze individuali e alla gravità dei sintomi. Prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio, è consigliabile consultare un professionista della salute o un fisioterapista, per assicurarsi che l'attività fisica sia sicura e adatta alle condizioni specifiche del paziente.

Ecco alcune attività fisiche che possono essere considerate utili in caso di SIBO:

  1. Attività Aerobica a Basso Impatto:
    • Camminare, nuotare o fare cyclette a bassa intensità possono essere opzioni adatte per molte persone con SIBO. Queste attività contribuiscono al benessere generale senza mettere eccessivamente sotto stress il sistema digestivo.
  2. Yoga:
    • Il yoga può essere particolarmente benefico per coloro che soffrono di problemi gastrointestinali. Le posizioni di yoga possono aiutare a rilassare i muscoli addominali e migliorare la circolazione sanguigna nell'area addominale.
  3. Pilates:
    • L'esercizio di Pilates, focalizzato sul rinforzo del core e sulla stabilizzazione del tronco, può essere utile per migliorare la postura e rafforzare i muscoli addominali senza eccessiva pressione sul sistema digestivo.
  4. Esercizi di Respirazione e Rilassamento:
    • Le tecniche di respirazione profonda e esercizi di rilassamento possono aiutare a gestire lo stress, che può essere correlato ai sintomi della SIBO. La gestione dello stress è importante nella gestione globale dei disturbi gastrointestinali.
  5. Attività Moderata dopo i Pasti:
    • Camminare o fare una leggera attività fisica dopo i pasti può favorire la motilità intestinale e contribuire a una migliore digestione.

È fondamentale adattare l'intensità e il tipo di attività fisica in base alla condizione fisica individuale e alla gravità dei sintomi. Evitare esercizi ad alta intensità che potrebbero mettere sotto stress eccessivo il sistema digestivo, specialmente durante periodi di sintomi acuti.

In generale, l'obiettivo è promuovere la salute generale e il benessere attraverso l'attività fisica, tenendo conto delle esigenze specifiche di chi soffre di SIBO. Come sempre, è consigliabile consultare un professionista della salute per ottenere un piano di esercizio personalizzato e sicuro.

Conclusioni

La SIBO è una condizione complessa che richiede una comprensione approfondita per garantire una gestione efficace. Dai sintomi alla storia medica, dalle cause ai rimedi, è fondamentale considerare ogni aspetto per sviluppare un piano di trattamento mirato.
Consultare uno specialista in gastroenterologia può essere cruciale per una diagnosi accurata e un trattamento appropriato, portando così a una soluzione permanente per la SIBO.

 


Saccharomyces Boulardii

Saccharomyces Boulardii: il suo ruolo nella gestione della colite e della diarrea

La salute intestinale è cruciale per il benessere generale del corpo. Disturbi gastrointestinali come la colite, il colon irritabile e la rettocolite ulcerosa possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.
Tra le molte opzioni di trattamento, un probiotico noto come Saccharomyces boulardii si è distinto per le sue proprietà benefiche nel supportare la salute del tratto gastrointestinale, in particolare durante episodi di colite e diarrea.

Origini e Caratteristiche di Saccharomyces Boulardii

Saccharomyces boulardii è un lievito non patogeno che prende il nome dal microbiologo francese Henri Boulard, che lo isolò per la prima volta dal frutto del litchi nel 1923 durante un viaggio in Indocina. Questo lievito è un ceppo unicellulare di Saccharomyces cerevisiae, comunemente noto come lievito da birra.
È un probiotico distintivo perché, a differenza di molti altri, è resistente agli antibiotici, rendendolo un complemento ideale per chi sta affrontando una terapia antibiotica.

Proprietà e Benefici di Saccharomyces Boulardii

  1. Resistenza agli antibiotici:
    • Saccharomyces boulardii può aiutare a mitigare gli effetti collaterali negativi degli antibiotici. Durante una terapia antibiotica, i batteri benefici nell'intestino possono essere danneggiati, ma l'assunzione di S. boulardii può contribuire a mantenere in equilibrio un microbiota sano.
  2. Soppressione della crescita batterica nociva:
    • Questo lievito ha dimostrato di essere efficace nel sopprimere la crescita di batteri patogeni nell'intestino, aiutando a ridurre l'infiammazione e a promuovere la guarigione.
  3. Regolazione dell'infiammazione:
    • S. boulardii ha dimostrato di modulare la risposta infiammatoria nel tratto gastrointestinale, fornendo un supporto utile per chi soffre di condizioni infiammatorie come la colite e la rettocolite ulcerosa.
  4. Riduzione della diarrea:
    • Uno dei benefici più noti di S. boulardii è la sua capacità di ridurre la diarrea associata a vari disturbi gastrointestinali, inclusi gli effetti collaterali dei trattamenti antibiotici.
  1. Stabilità durante la conservazione: Saccharomyces boulardii è noto per la sua stabilità durante la conservazione. Questa caratteristica è particolarmente importante per i probiotici, poiché garantisce che il prodotto mantenga la sua efficacia fino alla data di scadenza.

 

Utilizzo di Saccharomyces Boulardii nella pratica naturopatica

Come naturopata specializzato in colite, colon irritabile e rettocolite ulcerosa, l'integrazione di Saccharomyces boulardii nel piano di trattamento può essere una strategia chiave.

Guarda alcune video testimonianze di guarigione da colite, colon irritabile e rettocolite ulcerosa:

L'approccio varia in base alle esigenze individuali del paziente, ma spesso coinvolge:

  1. Integrazione graduale:
    • Iniziare con dosi basse e aumentare gradualmente per valutare la risposta individuale. Monitorare attentamente i sintomi per poi adattare la dose di conseguenza.
  2. Combinazione con altri probiotici:
    • In alcuni casi, l'associazione di Saccharomyces boulardii con altri ceppi probiotici può fornire benefici sinergici.
  3. Supporto durante la terapia antibiotica:
    • Si raccomanda l'assunzione di S. boulardii durante e dopo la terapia antibiotica per preservare la salute intestinale.
  4. Monitoraggio Costante:
    • Valutare regolarmente l'efficacia dell'integrazione, facendo eventuali aggiustamenti necessari in base alla risposta del paziente.

Ricerca Clinica

Numerosi studi clinici hanno esaminato l'efficacia di Saccharomyces boulardii in varie condizioni gastrointestinali. Le evidenze suggeriscono benefici nella gestione della diarrea, della colite e di altri disturbi intestinali.
Al di là delle patologie gastrointestinali, ci sono ricerche che suggeriscono un ruolo potenziale di Saccharomyces boulardii nella prevenzione delle infezioni, in particolare quelle associate a batteri patogeni.

 

Il suo utilizzo come probiotico antibiotico resistente

Saccharomyces boulardii è un lievito probiotico particolarmente noto per la sua resistenza agli antibiotici e per le sue proprietà benefiche nel mantenimento dell'equilibrio della flora intestinale.
Di seguito sono descritte in dettaglio le sue principali proprietà come probiotico antibiotico resistente:

  1. Resistenza agli antibiotici:
  • Meccanismo di resistenza: una delle caratteristiche chiave di Saccharomyces boulardii è la sua capacità di sopravvivere e mantenere la sua attività durante l'assunzione di antibiotici. Questo è particolarmente importante poiché molti antibiotici possono danneggiare la flora intestinale, eliminando sia i batteri nocivi che quelli benefici. La resistenza di S. boulardii agli antibiotici consente il suo utilizzo contemporaneo senza comprometterne l'efficacia.
  • Preservazione del microbiota: l'assunzione di antibiotici può causare squilibri nella flora intestinale, con conseguente proliferazione di ceppi patogeni. Saccharomyces boulardii agisce proteggendo i batteri benefici, preservando così l'equilibrio microbiotico e contribuendo a prevenire la disbiosi intestinale associata agli antibiotici.
  1. Azione antimicrobica:
  • Produzione di sostanze antimicrobiche: Saccharomyces boulardii produce sostanze antimicrobiche come acidi grassi a catena corta, che hanno dimostrato di ostacolare la crescita di batteri patogeni. Questo effetto antimicrobico contribuisce a ridurre il rischio di infezioni intestinali e a supportare la salute generale del tratto gastrointestinale.
  • Competizione con batteri patogeni: boulardii competisce attivamente con batteri patogeni per gli spazi di adesione sulla mucosa intestinale. Questa competizione può limitare l'adesione e la colonizzazione di batteri dannosi, aiutando a prevenire infezioni intestinali.
  1. Modulazione dell'infiammazione:
  • Regolazione della risposta infiammatoria: in condizioni di infiammazione intestinale, come la colite, Saccharomyces boulardii ha dimostrato di modulare la risposta infiammatoria. Riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie e promuove l'equilibrio immunitario, contribuendo alla gestione delle condizioni infiammatorie del tratto gastrointestinale.
  • Integrità della mucosa: il probiotico può sostenere l'integrità della mucosa intestinale, riducendo la permeabilità e prevenendo la fuga di sostanze nocive nell'organismo. Ciò è particolarmente rilevante nelle condizioni gastrointestinali in cui l'infiammazione può compromettere la barriera intestinale.
  1. Benefici specifici in caso di diarrea e colite:
  • Riduzione della diarrea associata agli antibiotici (AAD): Saccharomyces boulardii è noto per la sua capacità di prevenire e ridurre la diarrea associata agli antibiotici, fornendo un supporto significativo durante la terapia antibiotica.
  • Gestione della colite e della rettocolite ulcerosa: studi clinici indicano che S. boulardii può essere efficace nella gestione dei sintomi della colite e della rettocolite ulcerosa, offrendo sollievo dalla diarrea, dalla infiammazione e contribuendo al processo di guarigione.

In sintesi, Saccharomyces boulardii si distingue come un probiotico antibiotico resistente con un ampio spettro di azione benefica nel mantenimento della salute intestinale.
La sua resistenza agli antibiotici, unita alle proprietà antimicrobiche e alla capacità di modulare l'infiammazione, lo rende un'opzione preziosa per coloro che cercano supporto per la flora intestinale durante trattamenti antibiotici o per gestire disturbi gastrointestinali.

Tuttavia, come con qualsiasi supplemento, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute prima di iniziare l'assunzione, specialmente per individuare la migliore strategia di utilizzo in base alle esigenze del paziente.

Ci sono controindicazioni?

Nonostante i numerosi benefici associati a Saccharomyces boulardii, è importante riconoscere che, come qualsiasi supplemento o trattamento, possono verificarsi effetti collaterali in alcune circostanze.
È fondamentale che le persone consultino un professionista della salute prima di iniziare l'assunzione di questo probiotico, specialmente se stanno già seguendo trattamenti specifici o hanno condizioni mediche preesistenti.

Di seguito sono riportati alcuni possibili effetti collaterali e controindicazioni associati a Saccharomyces boulardii:

Possibili effetti collaterali

  1. Flatulenza e gonfiore: alcune persone potrebbero sperimentare un aumento della flatulenza o del gonfiore iniziale durante l'assunzione di Saccharomyces boulardii. Questi sintomi tendono a migliorare con il tempo.
  2. Diarrea o costipazione: in alcune circostanze l'uso di probiotici, compreso S. boulardii, potrebbe influenzare la frequenza delle feci. Alcune persone potrebbero sperimentare temporaneamente diarrea, mentre altre potrebbero riscontrare costipazione.
  3. Reazioni allergiche: anche se è raro, alcune persone potrebbero essere sensibili o allergiche a Saccharomyces boulardii, manifestando reazioni come eruzioni cutanee, prurito o difficoltà respiratorie.

Controindicazioni

  1. Immunocompromissione: individui con sistemi immunitari compromessi dovrebbero consultare un medico prima di utilizzare Saccharomyces boulardii, poiché potrebbe esserci un rischio di infezioni fungine.
  2. Pazienti con catetere venoso centrale: ci sono segnalazioni di infezioni fungine in pazienti con catetere venoso centrale associati all'uso di Saccharomyces boulardii. Pertanto, è consigliabile la cautela in tali situazioni.
  3. Gravidanza e allattamento: anche se non ci sono evidenze concrete di rischi durante la gravidanza e l'allattamento, le donne in stato interessante dovrebbero consultare il proprio medico prima di utilizzare questo o qualsiasi altro supplemento.
  4. Malattie fungine sistemiche: l'uso di Saccharomyces boulardii potrebbe non essere appropriato per coloro che hanno una storia di malattie fungine sistemiche, poiché potrebbe teoricamente comportare un rischio di disseminazione fungina.

 

Formulazioni disponibili:

  • Capsule e integratori: Saccharomyces boulardii è comunemente disponibile sotto forma di capsule o integratori orali. Queste formulazioni consentono un facile inserimento nell'approccio terapeutico e possono essere somministrate come parte di un regime giornaliero.
  • Integratori combinati: Alcuni prodotti integrano Saccharomyces boulardii con altri probiotici o sostanze nutritive specifiche per massimizzare i benefici per la salute intestinale.

 

Conclusioni

Saccharomyces boulardii emerge come un alleato prezioso nella gestione di disturbi gastrointestinali come la colite e la diarrea. Il suo ruolo nella promozione di un microbiota equilibrato e nella modulazione dell'infiammazione rende questo probiotico una scelta significativa per i naturopati impegnati nel supportare la salute intestinale dei loro pazienti.

Come sempre, è consigliabile consultare un professionista della salute prima di iniziare qualsiasi regime di integrazione per garantire una gestione ottimale delle condizioni specifiche del paziente.

Inoltre, seguire le dosi raccomandate e monitorare attentamente eventuali cambiamenti nel benessere durante l'uso può contribuire a garantire un utilizzo sicuro e benefico del probiotico.


Come scegliere il giusto medico specialista per stitichezza

La stitichezza è un problema digestivo comune, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Anche se spesso viene considerato poco più di un piccolo inconveniente, la stitichezza cronica può portare a diverse complicanze, sia sul piano fisico che psicologico. In questo articolo si ragionerà sull'importanza di rivolgersi a un medico specialista per stitichezza, evidenziando come la giusta esperienza nel settore può portare sollievo a chi è alle prese con la difficoltà nel defecare.

La stitichezza non è solo un fastidio occasionale, ma può avere un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana di un individuo. Il disagio e l'angoscia associati alla stipsi rendono il soggetto talmente disperato da rendere indispensabile la ricerca di un aiuto professionale. Entrare in contatto con uno specialista che lavora in un centro specializzato per il trattamento della stitichezza è la strada più efficacie per comprendere le cause del problema e seguire di conseguenza un trattamento risolutivo e duraturo.

Comprendere la stitichezza alle basi

La stitichezza è una condizione caratterizzata da movimenti intestinali poco frequenti e difficoltà nel passaggio delle feci. Può derivare da vari fattori, tra cui una dieta povera di fibre, la disidratazione e l’assunzione di alcuni farmaci astringenti.

Riconoscere i sintomi della stitichezza è il primo passo per affrontare il problema. I sintomi più comuni possono includere dolore addominale, gonfiore e tensione durante la fase digestiva.

Perché rivolgersi a uno specialista?

Anche se esistono dei rimedi da banco in grado di fornire un sollievo temporaneo, consultare uno specialista della stitichezza è essenziale per affrontare le cause che provocano le forme più gravi di occlusione intestinale. Gli specialisti della stipsi sono in grado di diagnosticare la gravità del disturbo e di adottare un trattamento che risponda a pennello delle esigenze individuali.

Rischi di ignorare la stitichezza cronica

Ignorare la stitichezza persistente e la gastrite può portare a complicazioni come emorroidi, ragadi anali e prolasso rettale. Si tratta di situazioni certamente più problematiche rispetto allo sforzo nell’apprendere la rieducazione intestinale giusta, tale da ritornare ad andare in bagno con una certa frequenza.

Cercare l’aiuto tempestivo di un professionista può prevenire blocchi intestinali più acuti e migliorare il benessere generale del paziente.

Come riconoscere la qualità di uno specialista della stitichezza

La scelta di uno specialista della stitichezza qualificato assicura alle persone che non riescono a defecare di ricevere delle cure esperte. Un aspetto essenziale consiste nel rivolgersi a naturopati specialisti che possano vantare delle certificazioni reali ed un’esperienza decennale nel trattamento della stipsi cronica.

Cosa dicono gli altri pazienti

Leggere le testimonianze di altri pazienti e i feedback rilasciati dopo una visita intestinale può fornire indicazioni verosimili sulla concreta efficacia di uno specialista. Le esperienze positive di altri pazienti possono essere il segnale giusto che indica che si tratti della persona giusta di cui eravate alla ricerca.

Processo diagnostico

Gli specialisti della stitichezza utilizzano diversi strumenti diagnostici, tra cui l'anamnesi, gli esami fisici e i test di imaging. Una diagnosi accurata è fondamentale per sviluppare un piano di trattamento efficace, che non escluda nessun sintomo secondario.
La corretta identificazione delle cause alla base della stitichezza consente agli specialisti di indirizzare il trattamento in modo più preciso, migliorando le probabilità di successo nella terapia.

Approcci terapeutici

Gli specialisti della stitichezza possono prescrivere integratori naturali per alleviare i sintomi e favorire movimenti intestinali regolari. La comprensione dello scopo da raggiungere e dei potenziali effetti collaterali di questi farmaci purganti è importantissimo per prendere decisioni corrette sul piano medico e procedurale.

 

E’ necessario intraprendere dei cambiamenti nello stile di vita

L'integrazione di modifiche alla vita quotidiana, accompagnata dall'aumento dell'attività fisica e dell'idratazione del corpo, è spesso un arma a proprio vantaggio per risolvere i problemi di stitichezza. Gli specialisti tendono a suggerire alle persone di apportare dei cambiamenti importanti, che prevedono spesso delle rinunce, pur di ottenere un sollievo a lungo termine.

Interventi chirurgici sì o no?

Nei casi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico. Gli specialisti della stitichezza possono illuminare i pazienti circa i rischi e i benefici di queste procedure, aiutando le persone a fare scelte consapevoli e mai avventate.

Una dieta equilibrata

Tra i consigli più diffusi vi sono le raccomandazioni dietetiche. Una dieta ricca di fibre è fondamentale per prevenire e gestire la stitichezza. Gli specialisti della stitichezza forniscono raccomandazioni dietetiche personalizzate in base alle esigenze e alle preferenze alimentari individuali. Alcune verdure lassative per alcune persone non lo sono invece per altri pazienti.

Lista degli alimenti da includere e da evitare

Evidenziare gli alimenti specifici che favoriscono la regolarità intestinale e quelli che possono esacerbare la stitichezza è fondamentale per le persone che cercano una guida dietetica e dei purganti efficaci che restituiscano benessere generale dell’organismo.

Esercizio fisico

L'esercizio fisico regolare svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento di un sistema digestivo sano. Gli specialisti della stitichezza consigliano di seguire un'adeguata serie di esercizi corporali, in base al livello di forma fisica del paziente e ad altre necessità individuali (eventuali problemi di postura, ernie al disco o difficoltà deambulatorie) .

Gestione dello stress
Anche lo stato di stress e di ansia può contribuire all’aggravarsi della stitichezza. Nei centri specializzati in stitichezza sono presenti staff di psicologi ed altri professionisti capaci di insegnare tecniche di gestione dello stress e i metodi migliori per rilassarsi, anche sul piano mentale.

Combattere i falsi miti

Per ritornare ad evacuare con regolarità bisognerà essere pronti a sfatare alcune convinzioni sbagliate, prive di alcun fondamento scientifico.
Chi conosce la materia ha tutte le carte in regola per fornire informazioni accurate, prove scientifiche e rimandi a studi di settore, in grado di smascherare delle convinzioni fuorvianti.

Un buon specialista intestinale è in grado di fare chiarezza. Offrire spiegazioni dettagliate sugli approcci terapeutici e sui risultati attesi aiuta le persone a sentirsi più sicure delle decisioni che si stanno affrontando, aumentando l’empatia e la fiducia nei confronti del dottore.

L’educazione del paziente

Il ruolo dello specialista nell'esporre con chiarezza il problema è di enorme importanza.
Gli specialisti della stitichezza devono essere in grado di andare oltre il mero trattamento o il consiglio di lassativi super veloci.

Essi svolgono un ruolo cruciale nell’insegnare ai pazienti le basi mediche utili a superare la loro condizione psicologica e quella del loro colon. La comprensione dei fattori che contribuiscono alla stitichezza consente ai pazienti di assumere il controllo della propria salute ed una maggiore consapevolezza si traduce in maggiore volontà nell’affacciarsi al problema.

Insegnare ad autogestirsi
I pazienti istruiti sono quelli meglio attrezzati sul piano personale e per questo più bravi ad apportare modifiche allo stile di vita. Gli specialisti migliori sono quelli che, pur consapevoli di perdere un po’ più di tempo, riescono a spiegare con più chiarezza ai pazienti come costruirsi delle strategie di autoregolazione e autodifesa.

https://www.youtube.com/playlist?list=PLERhyk8HzA9MNNgHYuQ2Rn6xDghpEX6x2

Esperienze diverse
La visione di questi video dimostra che il trattamento della stitichezza è un processo individualizzato che risponde alle esigenze di ciascun paziente.

Scegliere lo specialista giusto

Spesso anche il costo del trattamento è un fattore determinante nella scelta di chi ti cura.
La scelta di uno specialista della stitichezza implica la considerazione di parametri come:
l'ubicazione del suo studio privato o della struttura ospedaliera presso cui lavora, i giorni di lavoro e la durata del trattamento.

Domande sul consulto iniziale
Le domande chiave da porre durante il consulto iniziale includono domande sull'esperienza dello specialista, sull'approccio terapeutico e sui risultati attesi.

Cure continue

Per aumentare le chance di uscire dalla stipsi cronica dipendono dal sottoporsi ad un monitoraggio costante, anche quando il peggio sembra ormai passato.
Il trattamento della stitichezza è un processo continuo che richiede un controllo regolare. Gli specialisti più apprezzati adattano i piani di trattamento in base ai progressi individuali raggiunti, garantendo risultati ottimali nel medio e lungo termine. In questo modo si riducono al massimo i rischi di ricadute e recidive.

In conclusione, per trovare sollievo dalla stitichezza cronica non bisogna avere fretta. Le soluzioni rapide sono spesso quelle sbagliate, perché guidate dalla frenesia e non dalla logica.

Rivolgersi a uno specialista della stitichezza è un passo necessario verso la comprensione e la gestione efficace del disturbo.

FAQ

1. Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati del trattamento della stitichezza?
I risultati variano in base a fattori individuali. Alcuni possono notare miglioramenti nel giro di poche settimane, mentre altri possono impiegare più tempo.

2. Esistono rimedi naturali per la stitichezza raccomandati dagli specialisti?
Gli specialisti della stitichezza spesso consigliano di modificare la dieta, aumentare l'assunzione di acqua e fare esercizi specifici, suggerendo rimedi naturali, non prevedendo affatto i farmaci.

3. Il trattamento della stitichezza è convenzionato ASL?
Dipende. È consigliabile chiedere direttamente allo specialista o al centro ASL più vicino.

4. Lo stress può davvero contribuire a peggiorare la stitichezza?
Sì, lo stress può influire sulla salute dell'apparato digerente e contribuire alla stitichezza. La gestione dello stress è spesso una componente peculiare del trattamento. Al contrario il crollo mentale del paziente è un aspetto molto negativo nella cura.

5. Cosa devo cercare in uno specialista della stitichezza?
Cercate le qualifiche in suo possesso, l'esperienza e la percentuale di successo del trattamento della stipsi, le testimonianze dei pazienti che ha seguito. Altro aspetto importante è quello di avere un contatto diretto con lui e fare in modo di sentirsi “coccolati”, potendo contare all’occorrenza anche di un suo sostegno psicologico, nei giorni più difficili, in cui la stitichezza sembra non passare mai.

 


dottore specializzato in colon irritabile

Il miglior specialista per il colon irritabile

Convivere con la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) può essere impegnativo e influire non solo sul benessere fisico, ma anche sulla qualità di vita complessiva di un individuo. Si tratta infatti di un disturbo che trascina delle ripercussioni anche sulla condizione di stress della persona e questo necessariamente influisce sulla sua sfera sociale.
In questo articolo esploreremo il ruolo cruciale svolto dagli specialisti nella gestione e nel trattamento dell'IBS. Non si tratta solo di trovare uno specialista qualsiasi, ma di capire come trovare il miglior specialista per l'intestino irritabile che possa fare la differenza nel vostro percorso verso il benessere e di rinascita in termini di energie e morale.

dottore specializzato in colon irritabile

 

Capire la sindrome dell'intestino irritabile (IBS)

La sindrome dell'intestino irritabile è un disturbo gastrointestinale abbastanza comune nella popolazione, caratterizzato da dolori addominali, gonfiore e alterazioni delle abitudini intestinali. I sintomi possono lasciare perplessi chi li cerca, vista la frustrazione legata alla generale difficoltà nella ricerca di soluzioni efficaci per provare sollievo. Trattandosi però di sintomi abbastanza debilitanti, l'impatto della sindrome dell'intestino irritabile sulla vita quotidiana non può essere sottovalutato. Di qui la necessità, quasi impellente, di trovare il giusto specialista per la salute digestiva che comprenda tempestivamente la situazione di ogni paziente, sino ad arrivare a suggerire una cura personalizzata, fatta su misura dell’intestino in sofferenza.

 

Il ruolo di uno specialista

Mentre i medici generici svolgono un ruolo cruciale nell'assistenza sanitaria, gli specialisti dell'IBS possono vantare una competenza unica su questo argomento ed essere per questo molto più “centrati” e reattivi, nel cogliere ogni segnale. La loro conoscenza approfondita e la loro esperienza nel trattare in modo specifico i disturbi gastrointestinali garantisce una diagnosi più accurata e piani di trattamento individualizzati per chi soffre di IBS. Rivolgersi a uno specialista diventa fondamentale per chi cerca una gestione più completa ed efficace.

Qualità da ricercare in uno specialista dell'intestino irritabile

La scelta dello specialista migliore implica la considerazione di diversi fattori. Il primo aspetto che va considerato è quello del possesso di qualifiche specifiche. Anche altri tipi di certificazioni costituiscono un punto a suo favore, come anche gli anni di esperienza in cui ha operato nel settore del trattamento dell’IBS.
Volendo poi definire un criterio per scegliere un medico anziché un altro, le recensioni e le testimonianze dei pazienti possono fornire indicazioni importante sull'approccio utilizzato e sulla percentuale di successo del professionista a cui ci si è rivolti per la gestione dei casi di IBS.

I migliori specialisti del settore

Nel mondo degli specialisti della sindrome dell'intestino irritabile, alcuni professionisti si distinguono per la loro dedizione e il loro contributo al settore, realizzando delle pubblicazioni di carattere internazionale, su riviste del settore salute. Cercare i profili professionali di questi specialisti, in aggiunta ai loro risultati raggiunti, possono costituire un’ottima guida per le persone alla ricerca dell'operatore sanitario più adatto.

Tecniche diagnostiche utilizzate dagli specialisti

Una diagnosi accurata è il primo passo verso un trattamento efficace dell'IBS. Gli specialisti utilizzano una serie di metodi diagnostici diversi, sottolineando l'importanza di approcci personalizzati in base ai sintomi e alle esigenze individuali.

Approcci terapeutici per la sindrome dell'intestino irritabile

Il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile prevede un approccio multiforme. Gli specialisti possono prescrivere farmaci o prodotti di origine naturale, suggerire modifiche dello stile di vita e della dieta e dare molto peso ad eventuali traumi psicologici, convinti della perenne connessione e scambio informazionale tra mente-intestino.
Ci sono dottori che agiscono e insistono su di un sintomo particolare, mentre altri che prediligono trattamento olistico, nella convinzione che solo attraverso una visione globale del corpo è possibile garantire un'assistenza più completa.

Approccio olistico alla gestione dell'IBS

La collaborazione tra specialisti e pazienti è fondamentale per il successo e una gestione risolutiva della sindrome dell'intestino irritabile. Oltre ai sintomi fisici, creare la giusta empatia con i pazienti e metterli nelle condizioni tali di mettere nelle mani di una “persona estranea” la propria salute, è alla base di un approccio olistico vincente. Tralasciare il campo delle emozioni dal quello della cura del proprio intestino sarebbe un grave errore per un dottore specializzato.

Storie di successo di pazienti

Le storie di successo reali, legate alla vita di persone in cui è possibile rispecchiarsi, ispirano necessariamente speranza e danno un'idea concreta dell'impatto trasformativo che possono assumere delle cure specialistiche. La condivisione di queste esperienze da parte di alcuni pazienti, incoraggerà altri a cercare l'aiuto della stessa persona che ha risolto quel bisogno, soprattutto nel momento in cui vengono evidenziati i risultati positivi raggiunti nella scelta del giusto specialista.

 

 

Il panorama in evoluzione della ricerca sull'IBS

Mantenersi al passo con le recenti scoperte della ricerca sulla IBS è fondamentale per gli specialisti che vogliono migliorarsi e mantenere alti standard qualitativi. Il loro impegno a rimanere aggiornati sui progressi della medicina, realizzati sullo studio di questo disturbo, permetterà ai pazienti di ricevere benefici da queste terapie e dalla messa in atto di interventi più recenti, caratterizzati da una più alta percentuale di guarigione. Solo la passione e la costante dedizione trasformano un lavoratore che si occupa di benessere intestinale in un vero luminare.

Consigli per la scelta dello specialista giusto

La scelta dello specialista giusto richiede una ricerca approfondita e un'attenta valutazione. Decidere a chi rivolgersi quando si ha un problema addominale non è sempre semplice.

Spesso si ha l’urgenza di risolvere il problema, ma non sempre il professionista che troviamo prima corrisponde a quello più bravo.

I potenziali pazienti devono avere la possibilità di contare su una lista di specialisti a cui rivolgere delle domande. Riuscire a consultare il dottore, magari parlare al telefono direttamente con lui e non con la sua segretaria, fugherà i dubbi residui e condurrà ad una valutazione più chiara della competenza dello specialista che state cercando.
Molte persone sono completamente diverse dal modo con cui si mostrano online e sentire la loro voce, il modo con cui parlano può offrire un criterio più valido per giudicare la loro competenza professionale.

Garanzie economiche e prezzo della visita

Sapere quanto si spende, prima di rimanere allibiti per i costi del servizio, è fondamentale. Soprattutto in questa situazione di crisi economica è importante sapere se il centro specializzato sia convenzionato o meno o conoscere in anticipo il tariffario del libero professionista che lavora nel suo studio privato. Ogni paziente ha il diritto di poter scandagliare le opzioni più convenienti ed avere gli strumenti adatti per operare le relative considerazioni finanziarie. E’ diritto di ogni uomo o donna aver accesso al miglior specialista in IBS e non doversi accontentare di altri peggiori di lui, soltanto perché non si hanno abbastanza soldi per garantire delle cure di qualità.

Cure specialistiche per i diversi sottotipi di IBS

Chi lavora in questo campo lo sa bene: esiste un ventaglio molto ampio di tipologie di sindrome dell'intestino irritabile. In virtù di questa considerazione, gli specialisti di IBS adottano piani di trattamento differenti, in funzione del paziente che hanno di fronte. In questo modo potranno trattare lo “stesso disturbo” con approcci differenti, come se si trovassero di fronte a cose molto distinte tra loro.

Secondo questa logica, non sarà raro che lo stesso dottore si trovi a curare una sindrome dell'intestino irritabile-C, una sindrome dell'intestino irritabile-D e una sindrome dell'intestino irritabile-M. La scelta di cure personalizzate tiene infatti conto delle sfumature che caratterizzano ogni singolo sottotipo.

Il futuro del trattamento della sindrome dell'intestino irritabile

Il panorama del trattamento dell'IBS è in continua evoluzione. Le terapie e le tecnologie emergenti promettono approcci più efficaci e mirati, sia durante la visita e sia in fase di trattamento. Gli sforzi di collaborazione tra specialisti e ricercatori aprono la strada a un futuro in cui la gestione della IBS sarà ancora più precisa e vincente, in termini di casi guariti.

Conclusioni

Trovare il miglior specialista dell'intestino irritabile è un passo fondamentale nel percorso verso la gestione e il superamento della sindrome dell'intestino irritabile.

Lo specialista giusto non deve avere solo molta competenza nel campo della funzionalità intestinale, ma deve mostrare un approccio compassionevole verso chi deve curare. Dovrà essere in grado di personalizzare il suo sapere alla cura specifica per quel soggetto.

Coloro che si trovano ad affrontare le complessità della sindrome dell'intestino irritabile, rivolgersi a un buon specialista può rivelarsi determinante.

Contatta il dott. Gianluca Lombardi

FAQ
1. Come faccio a sapere se devo rivolgermi a uno specialista dell'intestino irritabile?
Se i dolori persistono e cambiano anche modificando in parte il regime alimentare è il caso di contattare un esperto di intestini.

2. Cosa posso aspettarmi durante il primo consulto con uno specialista della sindrome dell'intestino irritabile?
Il primo consulto prevede in genere una discussione dettagliata dei sintomi, dell'anamnesi e questa può includere esami diagnostici.

3. Esiste una copertura assicurativa medica se mi rivolgo a un centro specializzato nella cura dell'intestino irritabile?
Dipende. Per conoscere la copertura delle visite specialistiche, conviene rivolgersi alla propria ASL di appartenenza.

4. Esistono gruppi di sostegno per le persone affette da IBS?
Sì, basta cercare su Facebook o su Instagram o in vari siti specializzati.


farmaci per colon

I farmaci più efficaci per uscire presto dal colon infiammato

Facciamo una premessa: non esiste un trattamento univoco per il colon irritabile. Cosa assumere e come calmare un colon irritato può variare da persona a persona, e spesso coinvolge una combinazione di approcci che includono modifiche alla dieta, gestione dello stress, terapie comportamentali e, in alcuni casi, medicinali e integratori.
Di conseguenza, la scelta del trattamento, così come la tipologia dei farmaci da assumere dipende dal tipo di sintomi e dalla gravità della condizione in cui versa il paziente.

farmaci per colon

I dolori intestinali legati al colon irritabile differiscono da paziente a paziente, pertanto questo articolo vuole offrire un “disegno più generico” della media delle persone che ho potuto visitare nel mio studio e tramite consulenze online, nel corso di 20 anni di lavoro in questo ambito.
Premesso che preferisco sempre un approccio naturale per curare il colon irritabile come più volte ribadisco nei video del canale youtube di Coliteaddio, voglio offrire una carrellata più generale su quelli che sono i farmaci esistenti più frequentemente utilizzati per alleviare i sintomi di questo malessere.
E’ possibile così suddividere i farmaci più efficaci per tamponare i sintomi del colon irritabile, a seconda della classe di appartenenza.

Antispastici: farmaci da prendere come la diciclomina (Bentyl) e l'ossibutinina (Ditropan) e la Trimebutina Maleato (Debridat) possono essere valide soluzioni per ridurre i crampi addominali e il dolore tipici di un colon debilitato. Un farmaco impiegato molto per questa cura è Spasmoman.

Lassativi o antidiarroici: a seconda dei sintomi, il medico di riferimento può raccomandare prodotti lassativi per il trattamento della stipsi (come ad esempio il lubiprostone) o medicinali antidiarroici come il loperamide o il rifacol per arginare manifestazioni di diarrea.

Farmaci per il controllo del dolore: alcuni pazienti ricorrono all'uso di farmaci antidolorifici, come il tricyclic antidepressant (TCA) amitriptilina, che può aiutare a ridurre il dolore e migliorare il sonno, due metodi per rilassare il corpo e lenire la sofferenza da infiammazione.

Probiotici: l'utilizzo di probiotici può essere raccomandato per migliorare la salute intestinale e ridurre i sintomi del colon irritabile.

Farmaci antidepressivi: in alcuni casi gli antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), possono essere prescritti per alleviare i patemi da colon irritabile, specialmente se il paziente presenta anche sintomi di depressione o ansia. L’insuccesso delle terapie, specie se non si riesce a curare l’IBS da troppo tempo, può portare un soggetto ad una sensazione di isolamento e impotenza, da cui è difficile uscire, senza un adeguato sostegno psicologico.

Farmaci per il dolore viscerale: certi farmaci come il rifaximin, un antibiotico non assorbito, sono stati utilizzati per trattare il colon irritabile con diarrea (IBS-D).

 

Si usano anche gli antibiotici per curare il colon irritabile?

Questo disturbo sporadicamente sembra essere legato ad infezioni batteriche e pertanto l'uso degli antibiotici non è da considerarsi la panacea più immediata per superare velocemente i dolori da colon irritabile.
Tuttavia in alcuni casi, i medici possono prescrivere antibiotici specifici per il trattamento del colon irritabile, ma questa decisione di solito è basata su circostanze particolari, che necessitano di un’anamnesi molto accurata.
Ad esempio, se un paziente ha sintomi di colon irritabile con diarrea (IBS-D) ed è stato diagnosticato con un'elevata quantità di batteri intestinali nel piccolo intestino (una condizione chiamata "sindrome dell'iperproliferazione batterica" o SIBO), allora un ciclo di antibiotici come il rifaximin potrebbe essere prescritto. Il rifaximin è un antibiotico non assorbito che agisce principalmente nell'intestino e può essere efficace nel trattare i sintomi del colon irritabile associati alla SIBO.

La SIBO è una condizione patologica particolare che provoca un gonfiore accentuato a partire dall'altezza dello stomaco. In questo video spiego come affrontare la SIBO per una risoluzione permanente utilizzando un approccio naturale e senza i classici effetti collaterali derivanti dall'uso degli antibiotici..

 

I numerosi effetti collaterali associati alle terapie di antibiotici sono una delle ragioni principali per cui io personalmente sconsiglio un approccio farmacologico, puntando al contrario su prodotti più naturali e meno invasivi, anche perché ho notato spesso uno sviluppo di resistenza antibiotica nei pazienti che avevano intrapreso questa strada farmacologica.
Resto sempre dell’idea che, in caso di colite o sindrome del colon irritabile, sapere cosa mangiare e quale buona dieta seguire oltre ad una maggiore consapevolezza nella gestione dei propri stati ansiosi possa portare risultati decisamente migliori.

 

Qual è il miglior integratore per la gestione della malattia dell’IBS ?

Anche in questo caso per avere un'indicazione di massima, suggerisco di fare riferimento a questa classificazione basica degli integratori più efficaci, a seconda della famiglia di appartenenza.
Distinguere le principali caratteristiche risulta importante per intraprendere delle scelte più consapevoli, senza lasciarsi influenzare troppo dalla pubblicità di turno.

Probiotici: i probiotici sono supplementi contenenti batteri benefici che possono migliorare l'equilibrio della flora intestinale. Alcune ricerche suggeriscono che i probiotici possono aiutare a ridurre i sintomi dell'IBS, ma l'efficacia può variare da persona a persona e dipendere dal ceppo specifico di probiotico utilizzato.
Molti pazienti usano la kijimea nella cura di questa sindrome, perché promosso da parecchi gastroenterologi come un integratore innovativo e di sicuro vantaggio. Per quello che è la mia esperienza nel settore, non posso confermare questo approccio. I probiotici migliori in caso di IBS con diarrea devono contenere i saccaromiceti come il Saccaromyces boulardii. Dove trovarlo? Per esempio in Enterelle plus!

Fibre solubili: le fibre solubili come lo psillio possono aiutare a regolare il transito intestinale e ridurre la costipazione, che è uno dei sintomi comuni dell'IBS.

Enzimi digestivi: alcune persone con IBS possono trarre beneficio dagli enzimi digestivi, che possono aiutare a scomporre meglio i nutrienti durante la digestione.

Olio di menta piperita: l'olio di menta piperita può avere un effetto rilassante sui muscoli dell'intestino e può essere utile nel ridurre i crampi addominali e il disagio. Molto utile anche in caso di SIBO.

Glucomannano: Il glucomannano è una fibra naturale che può contribuire a regolare il transito intestinale e ridurre la diarrea.

Se sei alla ricerca di un articolo che spieghi in maniera dettagliata quali integratori utilizzare per lenire i dolori intestinali, associati ad un infiammazione delle pareti del colon, ti suggerisco di leggere questo.

Se penso alle persone che hanno superato i problemi d’infiammazione al colon irritabile, posso serenamente affermare, dati alla mano, come la stragrande maggioranza abbia ricevuto effetti decisamente migliori mediante l’uso di prodotti naturali piuttosto che attraverso l’assunzione di farmaci. Se hai il piacere e voglia di guardare alcune testimonianze di guarigione ti consiglio di guardare il video in fondo alla pagina.

 

Fattori peggiorativi

Esistono alcuni aspetti che possono peggiorare i sintomi da colon irritato. Tra questi vi è certamente una dieta sbagliata.
Mangiare cibi irritanti come latticini, caffè e alcol porterà ad un aggravamento delle condizioni di salute intestinale.
Stesso discorso per lo stress. Tutto quello che crea ansia e agitazione non allevierà certo i dolori. Al contrario, relax e benessere mentale aiuteranno il nostro organismo a ridurre l’infezione al colon, anche senza l’uso di farmaci specifici.
Decisamente collegato all’aspetto appena descritto è la mancanza di sonno. Bisogna cercare di dormire bene e mettersi nelle condizioni per riposare in maniera continuativa. Il nesso tra qualità del sonno e difese immunitarie è stato dimostrato da importanti studi internazionali, come questo.

Infine, anche l’igiene personale avrà il suo peso nella cura di un colon debole e in affanno. Evitare la presenza di infiammazioni porterà benefici e giovamento a tutto il corpo.

Ultimo consiglio: non ti abbattere mai!! Perchè il colon irritabile non è un problema eterno e impossibile da sconfiggere. Centinaia di pazienti che ho visitato, rappresentano la testimonianza di guarigione più immediata e devono rappresentare una speranza per tutti coloro che ancora soffrono.


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Ansia e depressione: come uscirne con la testa e l'intestino

Tantissime persone soffrono se non proprio di depressione, ma di un umore molto cagionevole. Tutti abbiamo amici che un giorno sembrano super contenti ed altri rasentano la tristezza cronica. Dietro questa ambivalenza caratteriale, in realtà, potrebbe nascondersi qualcosa di molto più vicino ad un problema intestinale che ad una peculiarità del nostro cervello.

Siamo sottoposti a così tante situazioni diverse tra loro e abituati a reagire con discontinuità quasi schizoide ai reel che guardiamo sul nostro ultimo i-phone, che non dobbiamo per nulla stupirci se dei biologi parlano di un collegamento diretto e indiretto tra intestino e stato d’animo .

Vivere tensioni nervose fuori dal comune ci porta inconsapevolmente a somatizzare in maniera rapida e spesso dolorosa il tutto anche a livello gastroenterico, con ripercussioni dirette su stomaco e intestino.

Allo stesso tempo possiamo affermare, senza timore di sbagliare, che possa essere vero anche il contrario, ovvero che andando a migliorare il nostro intestino possiamo ripristinare quelle condizioni che hanno a che fare con la nostra salute mentale e il nostro benessere emotivo.

Il primo ad aver studiato e dimostrato il collegamento tra cervello centrale e il cervello enterico è stato il neurobiologo Gerson nel 1998. Lui è riuscito a spiegare come il nostro intestino sia responsabile della produzione di alcuni metaboliti e neurotrasmettitori essenziali per il nostro umore e la nostra mente, come la serotonina, la dopamina e il GABA.

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Se prendiamo come riferimento la serotonina, il nostro intestino ne produce ben oltre il 90%.

Due sono i fattori che possono favorire un ambiente intestinale ideale per la produzione di questi neurotrasmettitori.
Il primo implica il mantenimento di un intestino pulito e sfiammato, il secondo riguarda invece il microbiota. Si allude a quel gruppo di microrganismi, batteri in particolare, ma anche virus e funghi, presenti in varie zone del nostro corpo, ma soprattutto nell'intestino crasso.

Cosa fare per mantenere un microbiota intestinale in salute e creare le premesse di un intestino in salute ed una mente serena ?

Si possono utilizzare gli psicobiotici. Si tratta di una specie di evoluzione dei famosi probiotici o fermenti lattici, come venivano chiamati sino a qualche anno fa.

Per avere i risultati migliori, meglio utilizzare quelli che contengono il lattobacillus reuteri, ramnosus e acidophilus.

Per mantenere invece l’intestino pulito esiste più di una serie di soluzioni interessanti, come viene spiegato in questo video..

Da soli o con altri ?

La depressione può essere una sfida difficile da affrontare, ma ci sono modi per superarla sia da soli che con l'aiuto degli altri. Ci sono dei sistemi più rapidi per affrontare questo male, che necessitano dell’aiuto di professionisti, ma anche grazie alla forza di volontà è possibile raggiungere risultati eccellenti.

Se non abbiamo amici o siamo in una condizione tale da non voler far conoscere all’esterno i nostri problemi personali un metodo semplice per combattere la depressione ha a che fare con lo sport. Fare attività fisica può avere un impatto positivo sul tuo umore. Anche se non hai mai fatto esercizi nella tua vita, aggiungere delle camminate a passo svelto, anche solo di 40 minuti. I vantaggi sono indubbi, considerato che il movimento permetterà di rilasciare endorfine, che a loro volta possono migliorare il benessere mentale e ridurre lo stress.

Altro aspetto da curare nel momento in cui decidiamo una contromossa contro tristezza e stati depressivi è l’alimentazione. A volte mangiare meno e mangiare meglio può essere estremamente gratificante e portare delle ripercussioni positive sull’equilibrio mentale. I benefici possono essere ancora maggiori qualora si decidesse di affiancare delle sedute di yoga. I movimenti lenti, ma costanti, insieme alla respirazione profonda, possono aiutare a ritrovare i sorrisi perduti.

Se invece non siamo spaventati dall’idea che qualcuno possa prendere a cuore la nostra situazione e siamo alla ricerca di un esperto che possa guarire la nostra depressione, amici, familiari o persone di fiducia non tarderanno ad allungare una mano verso di noi. E’ possibile anche che, parlando apertamente di depressione, sia facile scoprire che anche persone a noi vicine, abbiano vissuto situazioni angoscianti, accompagnate in alcuni casi da “crisi di panico”. Sarà molto confortante per chi è afflitto da ansia e depressione sapere che dei parenti sempre allegri hanno nascosto tanta amarezza dietro quei sorrisi, ma che siano successivamente riusciti ad uscire da questo tunnel oscuro.

In alcuni casi di depressione acuta, soprattutto qualora perdurasse negli anni, diventando quasi cronica, sarebbe importante contattare uno psicologo esperto su questa tematica. Fornire un supporto specifico e consigliare terapie o trattamenti adeguati alla situazione è un compito delicato che spetta solo a chi conosce la materia, anche perché talvolta queste cure implicano l’assunzione di farmaci antidepressivi.

In ogni caso, un consiglio spassionato sarebbe quello di stabilire obiettivi realistici e non arrendersi se non raggiungiamo nell’immediato dei risultati esorbitanti. Meglio impostare dei piccoli obiettivi giornalieri o settimanali che ti aiutino a mantenerti concentrato e motivato, piuttosto che vivere la frustrazione di non vedere i progressi immaginati. Avanzare gradualmente verso questi obiettivi più vicini può darti un senso di realizzazione e aumentare la tua fiducia, avvicinandoti a tagliare il traguardo di sconfiggere la depressione una volta per tutte.

Chi colpisce ?

La depressione può colpire persone di tutte le età, sesso e background. Tuttavia, ci sono alcuni gruppi di persone che possono essere più suscettibili alla depressione, come ad esempio gli individui con una storia familiare di depressione. La depressione infatti può avere una componente genetica, quindi coloro che hanno familiari di primo grado (come genitori o fratelli) affetti da depressione possono essere più a rischio di svilupparla.
Altre persone molto esposte sono quelle con disturbi d'ansia: I disturbi d'ansia, come il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo di panico o il disturbo da stress post-traumatico, sono spesso correlati alla depressione. Le persone che hanno già una diagnosi di disturbo d'ansia possono essere più suscettibili alla depressione. I disturbi d'ansia, come il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo di panico o il disturbo da stress post-traumatico, sono spesso correlati a stati depressivi di vari stadi.

Da considerare inoltre come sono le donne a soffrire, in determinati periodi della vita, di depressione. Si pensi alla cosiddetta depressione prenatale, che colpisce le donne in gravidanza o subito dopo aver partorito. Altro momento delicato è quello della menopausa e quindi ancora una volta legato alla differente produzione di ormoni.

Fa molta tristezza quando poi sono i giovani a cadere in depressione. Spesso si tratta di ragazzi che hanno vissuto eventi traumatici come abusi, violenza, perdite significative o eventi traumatici. Altre volte invece è legato alla natura intrinseca del periodo adolescenziale, ovvero degli anni di grandi cambiamenti a cui non tutti sono pronti e reggono le aspettative sociali.

Quanto dura la depressione ?

La durata della depressione può variare notevolmente da persona a persona. Alcune persone possono sperimentare episodi depressivi brevi e isolati, mentre altre possono affrontare depressione cronica o ricorrente.

Se si è depressi per più o meno tempo può dipendere dall'entità e dal tipo di depressione da cui si è afflitti. Ci sono diversi tipi di depressione, come la depressione maggiore, il disturbo depressivo persistente (distimia), la depressione post-partum o il disturbo bipolare. La durata e l'intensità dei sintomi sono variabili, da persona a persona.

Anche la velocità con cui si cerca di curarsi può essere determinante. Riconoscere il sintomo è già un passo in avanti verso la risoluzione. Molte persone non ammettono di essere depresse e di conseguenza non cercano l'aiuto di terzi. Solitamente le persone che cercano aiuto professionale, come psicoterapia possono trovare sollievo più rapidamente rispetto a coloro che non ricevono un trattamento adeguato, semplicemente perchè in loro c'è maggiore consapevolezza e quindi forza di volontà.

In alcuni casi, la semplice pacca sulla spalla o il sorriso di una persona inaspettata che si interessa della nostra tristezza, chiedendoci con reale premura “come stai?” vale più di tanti trattamenti farmacologici.

I farmaci antidepressivi

Ci sono diversi tipi di farmaci utilizzati per il trattamento della depressione, noti come antidepressivi. I farmaci antidepressivi agiscono sul sistema chimico del cervello per migliorare l'umore e ridurre i sintomi della depressione. È importante sottolineare che la scelta del farmaco antidepressivo dipende dalle caratteristiche individuali del paziente e dalla gravità dei sintomi e che solo un medico o uno psichiatra può valutare adeguatamente la situazione e prescrivere il medicinale appropriato.
Tra i prodotti farmacologici più usati vi sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Questi prodotti includono fluoxetina, sertralina, escitalopram, paroxetina e citalopram. La proprietà principale è quella di aumentare la disponibilità di serotonina, ovvero il neurotrasmettitore responsabile del nostro umore.

C'è da chiedersi però quale costo implica sottoporsi a questo trattamento per superare la depressione, quando il rischio e la contropartita può essere quello di creare una dipendenza o di danneggiare le difese gastrointestinali?

Ecco perchè come naturopata e counselor sono assolutamente convinto dell'importanza di un approccio naturale alla cura di episodi depressivi.

Il collegamento tra intestino e cervello, come spiego in questo video, lascia intendere come le migliori armi per superare disturbi e malesseri sono presenti già nel nostro corpo o in altra misura in natura. Dobbiamo soltanto imparare a conoscere meglio noi stessi e meglio i rimedi fitofarmaci offerti dalla nostra meravigliosa Terra.

Come si capisce che si è guariti ?

La guarigione dalla depressione può essere un processo graduale e individuale, e può variare da persona a persona. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che potrebbero indicare che si è sulla strada della guarigione:

  • Miglioramento dei sintomi: uno dei segni più evidenti di guarigione è il miglioramento dei sintomi della depressione. Potresti notare che i sentimenti di tristezza, disperazione e disinteresse per le attività che una volta ti piacevano iniziano a diminuire. Potresti avere più energia, un miglior appetito e una maggiore capacità di concentrazione.
  • Ritorno dell'interesse e della gioia: man mano che ti riprendi dalla depressione, potresti notare che l'interesse per le attività e gli hobby che una volta ti piacevano inizia a tornare. Potresti provare piacere e gioia nel partecipare alle attività quotidiane e nel trascorrere del tempo con gli altri.
  • Miglioramento del sonno e dell'appetito: la depressione può influenzare il sonno e l'appetito. Quando inizi a guarire, potresti notare che il tuo sonno diventa più regolare e riposante e che l'appetito ritorna alla normalità.
  • Aumento dell'energia: la depressione può causare affaticamento e una sensazione di mancanza di energia costante. Man mano che ti riprendi, potresti notare un aumento dell'energia e una maggiore motivazione per svolgere le attività quotidiane.
  • Maggiore fiducia e autostima: la depressione può minare la fiducia in se stessi e l'autostima. Durante il processo di guarigione, potresti notare un aumento della fiducia in te stesso e un miglioramento dell'autostima.
  • Capacità di affrontare lo stress: un segno di guarigione dalla depressione è la capacità di affrontare meglio lo stress. Potresti notare una maggiore resilienza e una migliore gestione delle situazioni difficili.

 


IBS : malattia incurabile o disturbo contenibile con la giusta alimentazione ?

Chiariamo subito un concetto: l'IBS (Sindrome dell'Intestino Irritabile) non può essere considerata una malattia mortale, anche se non per questo, non deve destare preoccupazione. L'IBS infatti è un disturbo cronico dell'apparato digerente, molto debilitante, che colpisce l'intestino crasso.

Nonostante l'IBS possa causare disagio significativo e influire sulla qualità della vita, non deve essere considerata una condizione pericolosa per la vita stessa.

Tuttavia, i sintomi possono essere debilitanti e richiedere un trattamento adeguato per alleviare il disagio.

Non esiste una sola causa specifica per l'IBS, ma si ritiene che vari fattori come una dieta scorretta, eventuali intolleranze alimentari, alterazioni della motilità intestinale, uno stato di disbiosi e i disordini dell'interazione tra il cervello e l'intestino possano contribuire alla sua comparsa.

La scelta della cura migliore per l'IBS dipende dalle caratteristiche specifiche del singolo individuo, dalla gravità dei sintomi e da un approccio "integrato" come quello che porto avanti da 15 anni a questa parte. Poiché l'IBS è un disturbo complesso e multifattoriale, non esiste una cura universale che funzioni per tutti.

Il trattamento dell'IBS si basa principalmente sulla gestione dei sintomi e può includere diverse strategie:

1. Modifiche nella dieta: alcune persone possono beneficiare di modifiche specifiche nella loro dieta, come l'eliminazione di cibi che scatenano i sintomi o l'adozione di una dieta a basso contenuto di FODMAP (un tipo di carboidrato fermentabile).

2. Gestione dello stress: lo stress e l'ansia possono influire sui sintomi dell'IBS. Metodi come il counseling, la meditazione, il rilassamento muscolare e l'esercizio fisico possono aiutare a gestire lo stress e ridurre i sintomi.

3. Farmaci: a seconda dei sintomi predominanti (ad esempio, diarrea, stitichezza o dolore), il medico può prescrivere farmaci specifici. Alcuni esempi includono antispastici per ridurre il dolore e la crampi, agenti antidiarroici o lassativi per regolare la funzione intestinale e antidepressivi a basso dosaggio per ridurre il dolore e migliorare il sonno.

4. Terapie complementari: nella maggior parte dei casi la guarigione permanente dall'IBS arriva attraverso terapie complementari come la naturopatia, il counseling, l'uso di integratori come probiotici e nurraceutici specifici.

Perchè si parla di intestino debole con la malattia dell'lBS ?

L'espressione "intestino debole" è un termine colloquiale e non un termine medico ben definito. Tuttavia, può essere associato a diverse condizioni che coinvolgono il sistema digestivo. Alcuni fattori concomitanti che possono contribuire a un intestino "debole" includono:

  • Disbiosi intestinale: l'intestino ospita una vasta gamma di batteri benefici che svolgono un ruolo importante nella salute digestiva. Uno squilibrio nella composizione batterica, noto come disbiosi intestinale, può verificarsi a causa di una dieta poco equilibrata, l'uso eccessivo di antibiotici, lo stress e un certo grado di infiammazione. La disbiosi intestinale può compromettere la funzione digestiva e portare a sintomi come gonfiore, gas, diarrea o stitichezza.
  • Sensibilità alimentare: alcune persone possono essere sensibili o intolleranti a determinati alimenti. Le intolleranze alimentari, come l'intolleranza al lattosio o all'istamina, possono causare sintomi gastrointestinali come gonfiore, diarrea o crampi addominali.
  • Infiammazione intestinale: malattie come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono caratterizzate da infiammazione cronica dell'intestino. Queste condizioni possono causare sintomi gastrointestinali persistenti, inclusi dolore addominale, diarrea, sanguinamento e perdita di peso.
  • Disturbi funzionali dell'intestino: alcuni disturbi funzionali dell'intestino, come la stipsi cronica o il colon irritabile, possono rendere l'intestino meno efficiente nel suo funzionamento normale.

Disturbi collegati con IBS

Ci sono diversi disturbi e condizioni correlate all'intestino irritabile (IBS) che possono manifestarsi insieme o presentare sintomi simili. Alcuni dei disturbi collegati all'IBS includono:

  1. Sindrome dell'intestino irritabile post-infettiva (PI-IBS): alcune persone sviluppano IBS dopo un'infezione intestinale, come un'infezione batterica o virale. Questo è noto come PI-IBS ed è caratterizzato da sintomi simili a quelli dell'IBS, ma si manifesta dopo un episodio infettivo.
  2. Dispepsia funzionale: la dispepsia funzionale, nota anche come disturbo funzionale dell'epigastrico, è una condizione che causa sintomi di disturbo digestivo superiore, come dolore o disagio nella parte superiore dell'addome, sensazione di pienezza precoce e nausea. Alcune persone con IBS possono anche presentare dispepsia funzionale.
  3. Sindrome dell'intestino irritabile post-chirurgica: alcune persone possono sviluppare sintomi dell'IBS dopo interventi chirurgici addominali, come un intervento di colecistectomia (rimozione della cistifellea). Questa condizione è conosciuta come sindrome dell'intestino irritabile post-chirurgica.
  4. Intolleranze alimentari: alcune persone con IBS possono manifestare intolleranze alimentari, come l'intolleranza al lattosio o all'istamina. Queste intolleranze possono causare sintomi gastrointestinali simili a quelli dell'IBS.
  5. Sovrapposizione con malattie infiammatorie intestinali (IBD).

Cosa è la calprotectina ?

La calprotectina è una proteina prodotta principalmente dai neutrofili, un tipo di globuli bianchi presenti nel sistema immunitario. La calprotectina è spesso utilizzata come marcatore di infiammazione nel tratto gastrointestinale, in particolare nell'intestino.

Quando si verifica un'infiammazione nel tratto gastrointestinale, come nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD) come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, si osserva un aumento dei livelli di calprotectina nelle feci. Pertanto, la misurazione dei livelli di calprotectina fecale può essere utilizzata come un test non invasivo per valutare l'infiammazione intestinale e per monitorare la risposta al trattamento nelle persone affette da IBD.

Se i livelli di calprotectina sono elevati, può suggerire la presenza di un'infiammazione del colon ascendente. Tuttavia, è importante sottolineare che un alto livello di calprotectina non è specifico per una determinata condizione e non può essere utilizzato da solo per fare una diagnosi definitiva. Altri test e valutazioni, come l'anamnesi medica, l'esame fisico e altri esami di laboratorio, possono essere necessari per una valutazione completa.

Un amico per il tuo intestino

La compagnia delle persone può essere benefica nel fornire sostegno emotivo, ridurre lo stress e migliorare il benessere generale. Una rete di supporto sociale solida può aiutare le persone affette da colite a far fronte alle sfide quotidiane, a condividere esperienze e a ottenere informazioni utili sulla gestione della condizione. La condivisione di preoccupazioni, esperienze e suggerimenti con altre persone affette da colite può essere particolarmente utile.

Tuttavia, è importante notare che la colite richiede una gestione medica adeguata che può includere farmaci, cambiamenti nella dieta, gestione dello stress e altre terapie complementari. È essenziale lavorare a stretto contatto con un medico specializzato per stabilire un piano di trattamento personalizzato e monitorare attentamente la malattia.

La presenza di un forte sistema di supporto sociale può aiutare a ridurre lo stress e migliorare l'adattamento emotivo alla malattia. La condivisione delle esperienze, il sostegno emotivo e la comprensione da parte degli altri possono contribuire a ridurre l'isolamento, l'ansia e la depressione che possono essere associati alla colite.

Inoltre, la compagnia delle persone può fornire supporto pratico nel gestire la colite. Ad esempio, amici e familiari possono offrire aiuto con le attività quotidiane, come la spesa o la preparazione dei pasti, quando la persona affetta dalla colite ha bisogno di un sostegno extra.

In conclusione, la compagnia delle persone può essere un supporto prezioso per coloro che vivono con la colite, ma non può essere considerata una cura in sé. Una gestione adeguata della colite richiede una consulenza medica professionale e un approccio integrato che comprenda il sostegno sociale, la cura medica e la gestione dello stile di vita.

Come migliorare la tensione della pancia?

Ci sono diverse strategie che potrebbero aiutare a rilassare l'intestino teso. Tuttavia, è importante sottolineare che le tecniche di rilassamento possono funzionare in modo diverso per ogni individuo e potrebbe essere necessario un periodo di sperimentazione per trovare quelle più efficaci. Ecco alcune opzioni da considerare:

  • Respirazione profonda: la respirazione profonda è una tecnica di rilassamento che coinvolge l'inspirazione lenta e profonda attraverso il naso, trattenendo il respiro per un breve momento e quindi espirando lentamente attraverso la bocca. Questo tipo di respirazione può aiutare a calmare il sistema nervoso e favorire il rilassamento dell'intestino.
  • Esercizio fisico: l'attività fisica regolare può contribuire al rilassamento dell'intestino teso. L'esercizio fisico, come camminare, correre o praticare lo yoga, può favorire una migliore circolazione sanguigna nell'addome e ridurre la tensione muscolare.
  • Tecniche di rilassamento muscolare progressivo: questa tecnica prevede il rilassamento consapevole di diversi gruppi muscolari in tutto il corpo. Inizia concentrandoti sui muscoli delle gambe, contrarre e poi rilassare, passando gradualmente ad altri gruppi muscolari. Questo può aiutare a rilassare non solo i muscoli dell'intestino, ma anche tutto il corpo.
  • Pratiche di gestione dello stress: lo stress può influire sulla funzione intestinale e contribuire alla tensione nell'intestino. Pratiche come la meditazione, il mindfulness, il tai chi o lo yoga possono aiutare a ridurre lo stress e favorire il rilassamento generale, compreso l'intestino.
  • Dieta equilibrata: seguire una dieta sana ed equilibrata può essere determinante nel mantenere una buona salute intestinale. Alcune persone possono beneficiare di ridurre il consumo di alimenti che possono irritare l'intestino, come cibi piccanti, grassi, latticini o cibi ad alto contenuto di fibre insolubili. Ogni persona è diversa, quindi potrebbe essere utile tenere un diario alimentare per individuare eventuali cibi che possano scatenare sintomi.
  • Evitare situazioni stressanti: ridurre l'esposizione a situazioni stressanti o imparare tecniche di gestione dello stress può aiutare a ridurre la tensione nell'intestino.

 

Il dolore nelle varie zone dell'intestino

Il dolore associato all'intestino può manifestarsi in diverse aree dell'addome. La posizione del dolore può variare a seconda della causa sottostante e del tratto intestinale coinvolto. Ecco alcune possibili localizzazioni del dolore intestinale:

Dolore centrale o addominale: Il dolore può essere avvertito nella parte centrale dell'addome, sopra l'ombelico. Questo può essere associato a condizioni come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o la dispepsia funzionale.

Dolore nell'addome inferiore destro: Il dolore nell'addome inferiore destro può essere associato a condizioni come l'appendicite, la diverticolite, l'infiammazione dell'intestino tenue o del colon ascendente.

Dolore nell'addome inferiore sinistro: Il dolore nell'addome inferiore sinistro può essere correlato a condizioni come la diverticolite, la colite ulcerosa, la malattia di Crohn o l'infiammazione del colon discendente.

Dolore nell'addome superiore destro: Il dolore nell'addome superiore destro può essere associato a condizioni come la colecistite (infiammazione della cistifellea), la calcolosi biliare o l'infiammazione del fegato.

Dolore nell'addome superiore sinistro: Il dolore nell'addome superiore sinistro può essere correlato a condizioni come la gastrite, l'ulcera peptica o l'infiammazione dello stomaco.

Dolore diffuso nell'addome: In alcuni casi, il dolore intestinale può essere diffuso in tutto l'addome senza una localizzazione specifica. Questo può essere osservato in condizioni come l'IBS o la sindrome dell'intestino irritabile post-infettiva.

Si capisce la natura del problema con una palpazione?

La palpazione dell'addome può fornire indicazioni al medico durante l'esame fisico, ma non è sufficiente per fare una diagnosi definitiva delle cause del dolore intestinale. La palpazione dell'addome consente al medico di valutare la presenza di sensibilità, rigidità, masse o altre anomalie nella regione addominale.

Durante l'esame fisico, il medico può eseguire una palpazione leggera o profonda dell'addome per valutare la presenza di dolore o sensibilità in determinate aree. Tuttavia, molti disturbi gastrointestinali hanno sintomi e caratteristiche simili, e quindi la palpazione da sola potrebbe non essere sufficiente per identificare la causa precisa del dolore intestinale.

Per ottenere una diagnosi accurata delle cause del dolore intestinale, possono essere necessari ulteriori test e valutazioni, come esami del sangue, esami delle feci, ecografie addominali, endoscopie o altre procedure diagnostiche. Questi strumenti diagnostici possono fornire informazioni più dettagliate sulla condizione dell'intestino e sulla presenza di eventuali anomalie.

Quanto durano i dolori?

La durata di una crisi intestinale può variare da persona a persona e dipende dalla causa sottostante. In generale, una crisi intestinale può durare da poche ore a diversi giorni.

Ad esempio, nelle persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS), una crisi può essere caratterizzata da episodi di dolore addominale, gonfiore, diarrea o stipsi. Questi episodi possono durare da alcune ore a diversi giorni, ma solitamente si risolvono da soli senza necessità di interventi medici specifici.

D'altra parte, nelle persone affette da malattie infiammatorie intestinali (IBD) come la colite ulcerosa o la malattia di Crohn, le crisi possono essere più prolungate e ricorrenti. In queste condizioni, l'infiammazione cronica dell'intestino può causare sintomi come dolore addominale, diarrea con sangue, perdita di peso e affaticamento. Le crisi possono durare settimane o mesi e richiedere un trattamento medico adeguato.

Tuttavia, è importante sottolineare che la durata e la gravità delle crisi intestinali possono essere influenzate da diversi fattori, tra cui la gravità della condizione sottostante, la risposta al trattamento, lo stile di vita e la gestione dello stress. È consigliabile consultare un medico o un gastroenterologo per una valutazione accurata e un piano di trattamento adeguato in caso di crisi intestinali prolungate o sintomi gravi.


fegato-intossicato

Come depurare il fegato in modo naturale con erbe e piante di primavera

Se esiste una stagione ideale per ripulire il fegato e restituire una boccata di salute all'intero organismo questa è la primavera. Marzo, Aprile e Maggio sono quindi i mesi migliori per disintossicarci dalle tossine accumulate nel corso dell'anno, a causa della nostra alimentazione sbagliata o anche solo perchè respiriamo aria inquinata.

La dieta mediterranea propone una serie di cibi in grado di aiutare un fegato grasso a sgonfiarsi o comunque a prevenire criticità che potrebbero manifestarsi in futuro, a causa del reiterare di abitudini discutibili.

Come naturopata non posso che promuovere un approccio naturale alle problematiche epatiche e pertanto in questo articolo vorrei parlare di quelle cosiddette "sane abitudini alimentari" per avere un fegato in salute e al contrario, quali alimenti scansare per non continuare ad infiammare una ghiandola così importante per la nostra stessa esistenza.

Si ricorda però che ogni tipo di dieta va seguita con estrema attenzione, facendosi affiancare magari da uno specialista. Infatti, anche perdere peso velocemente non è sempre una cosa positiva e potrebbe nascondere carenze nutrizionali ben peggiori.

Le funzioni del fegato

A rendere estremamente utile e fondamentale la ghiandola epatica sono le sue caratteristiche.
In primis il fegato viene considerata una risorsa preziosa per immagazzinare delle sostanze estremamente importanti per la vita, come ad esempio il glicogeno e la vitamina B12. Questo prezioso polisaccaride è un grande contenitore di zuccheri.

Tra le funzioni principali del fegato citiamo la produzione di :

  • aminoacidi
  • ormoni
  • colesterolo
  • trigliceridi

Le enciclopedie mediche considerano il fegato un componente essenziale per filtrare e detossificare l'organismo. Si pensi infatti che esistono delle fonti esterne che condizionano negativamente la salute del nostro fegato e di fronte alle quale un po' tutti dobbiamo fare i conti.

Le principali sono:

  • l'assunzione ripetuta di farmaci
  • l'assimilazione di tossine a seguito dei pasti confezionati e sempre più “sintetici” e poco naturali
  • l'inalazione di sostanze inquinanti a causa degli scarichi industriali e dei prodotti di combustione.

Altra prodigiosa funzione del fegato è legata alla produzione della bile, succo alcalino che utilizziamo per ottimizzare la digestione dei cibi, per l'emulsione i grassi e per drenare la mole di tossine setacciate dal fegato.

Avere un fegato disintossicato significa migliorare a 360° la propria salute.
In particolar modo i benefici maggiori legati alla pulizia della ghiandola epatica riguardano:

  • calcoli biliari
  • difficoltà nella metabolizzazione dei cibi e nella loro digestione
  • sofferenza associata a stipsi
  • livelli di colesterolo
  • quantitativo di trigliceridi
  • allergie e intolleranze
  • stato emotivo.

Questo ultimo aspetto viene spesso trascurato, eppure il collegamento tra depurazione epatica e benessere psicologico è evidente. Sia il fegato che la colecisti sono delle ottime sentinelle per valutare la nostra salute emozionale. Nello specifico, soggetti caratterizzati da sentimenti predominanti come rabbia repressa possono essere aiutati in maniera efficace se impariamo come depurare il fegato in modo naturale. Se riusciamo a imparare a gestire le emozioni forti possiamo fare un grande regalo al nostro corpo.

Altro vantaggio riscontrato nei pazienti sottoposti a lavaggio epatico riguarda il miglioramento dell'energia generale. Le persone colpite da stanchezza cronica hanno mostrato netti miglioramenti a seguito di un lavoro specifico a base di disintossicanti naturali per il fegato.

Sintomi di un fegato intossicato

Quali sono i segnali principali di un fegato che necessita di una pulizia? Le manifestazioni più evidenti riguardano alcuni aspetti ben precisi, che è possibile determinare da subito, in maniera piuttosto semplice.

I sintomi più frequenti di un fegato grasso e infiammato sono:

  • sovrappeso e difficoltà nel perdere chili quando si segue una dieta
  • squilibri a livello ormonale
  • digestione molto lenta
  • stitichezza acuta
  • stanchezza e sonnolenza
  • mal di testa alle tempie
  • leggera depressione.

Pulire in primavera per stare bene tutto l'anno

La stagione in cui sbocciano i fiori per antonomasia e la natura si risveglia dopo il lungo letargo invernale rappresenta il momento più propizio per purificare in maniera veloce il fegato e perchè no ottenere ripercussioni positive anche a livello renale.

Il modo più naturale per prendersi cura dell'apparato epatico è quello di assumere erbe e piante specifiche. Vengono infatti definite erbe e piante epatiche, in virtù delle loro proprietà disintossicanti e possono essere assunte sotto forma di tisane, infusi, macerati glicerici o estratti secchi. Tantissime modalità di assunzione quindi, tutte ugualmente valide.

Si tratta di rimedi al fegato grasso facili da reperire, perchè acquistabili nelle tradizionali erboristerie del proprio paese o comunque online, mediante una facile ricerca.

Le soluzioni naturali che suggerisco si chiamano:

  • boldo
  • tarassaco
  • cardo mariano
  • curcuma
  • bardana
  • ginepro.

Ogni percorso a base di erbe o piante finalizzato a ripulire il fegato dovrà durare almeno 60 giorni per dare i suoi effetti.

Altro suggerimento imprescindibile resta quello di aumentare il quantitativo di acqua assunto ogni giorno. L'ideale sarebbe bere almeno 2 litri al giorno di acqua alcalina, pura e quindi molto leggera.

Anche il giusto quantitativo di cibo durante i pasti può velocizzare la depurazione di un fegato intossicato. L'indicazione di massima resta quella di preferire una colazione abbondante ed una cena molto leggera e di sperimentare, almeno una volta al mese, l'astensione serale da cibi solidi, per favorire un reset dell'organismo.

In questo video, nella fase conclusiva, parlo pure di un modo molto semplice e risolutivo per alleggerire l'organo epatico. Ma non voglio anticiparti nulla e se hai apprezzato quello che dico, ti chiederei la gentilezza di mettere un like, grazie.


Il riso migliore per l'intestino: integrale o bianco?

Può succedere di sentire la pancia gonfia anche dopo aver mangiato il riso. Anche se questo sembra strano, in realtà può accadere e sono molti i pazienti che mi segnalano situazioni di questo tipo. Vorrei precisare da subito una cosa: non si può definire in assoluto se il riso è astringente o lassativo.

Non tutti i tipi di riso vanno bene

Il riso andrebbe scelto non solo in funzione del gusto, ma anche in virtù dei problemi intestinali che eventualmente ci riguardano. Sarebbe impensabile, nonché persino errato asserire con certezza che ad esempio il riso integrale è un toccasana per la salute, come invece molti pensano. Così come pure etichettare il riso bianco come un alimento sterile e poco nutriente.

La scelta principale però quando si parla di riso è sempre la stessa e gli schieramenti opposti tra loro farebbero di tutto per peronare la propria causa:

Meglio il riso bianco o il riso integrale?

In questo articolo risponderemo a questa domanda, dando delle precise indicazioni su quale tipologia di riso mangiare, a seconda del proprio stato di salute e quale invece evitare per non rischiare di peggiorare la nostra condizione, specie se si vuole smettere di andare spesso in bagno.

Considerato che una delle questioni più urgenti sollevate dai pazienti che visito nel mio studio, è legata alla  domanda “Quale riso è indicato per la diarrea?”, cercherò anche di parlare di questo e quindi indicare il miglior riso per evacuare bene e regolare.

Riso e storia

Si tratta del cereale più apprezzato sul nostro pianeta, da nord a sud, da est ad ovest. Non c’è popolazione mondiale che disprezzi nel proprio menù il riso. Anche sotto il profilo storico, questo cereale risulta essere stato da sempre gradito. A cominciare da 15.000 anni fa, soprattutto in paesi d’Oriente, come Thailandia, Korea e Cina, dove tra l’altro si reputa sia nata la coltivazione di questo eccezionale prodotto alimentare.

In Italia si inizia a mangiarlo a fine del Medioevo, a simboleggiare una rinascita ed un’apertura anche sul piano alimentare, visto quello che accadrà nel Belpaese da dì in poi in campo artistico.

Le regioni italiane caratterizzate dalla presenza di importanti risaie, allora come oggi, sono la Lombardia e il Piemonte.

Integralismo alimentare

Chiamatemi pure così, ma a confermare quella che è la mia fede in cucina ci sono innumerevoli conferme scientifiche che rivelano come tutti i cereali integrali siano migliori, sul piano organolettico, di quelli raffinati (bianchi). Nel caso quindi del riso, la ragione è ben spiegata dalla natura stessa del cereale integrale, strutturalmente differente dal suo pari simile raffinato. Nel chicco di riso integrale infatti sono presenti ben 3 parti: la crusca esterna, il germe interno, e l’endosperma.

parti-del-granoNel chicco raffinato invece vi è solo la terza parte: l’endosperma.

Considerato come la gran parte delle proteine, vitamine, sali minerali e fibre sia presente proprio nella crusca e nel germe interno, possiamo ben immaginare quale sarebbe la scelta più sensata se ci chiedessero di scegliere tra riso marrone e riso bianco, no?

E questo è ancora più vero se pensiamo che il riso integrale contiene il 90% di vitamine B, E e K più del classico riso da tavola.

Senza contare poi l’apporto di triptofano che può garantire il riso integrale e le ricadute positive che può avere una maggiore presenza di questa sostanza in relazione all’assorbimento di serotonina (fondamentale anche per il nostro cervello).

Eppure non è tutto oro quello che è integrale….

Facciamo però delle distinzioni, così da dare indicazioni più certe e veritiere.

Il riso integrale è un cereale con delle proprietà eccellenti e va benissimo se:

  • si soffre di diabete
  • si è obesi o in sovrappeso
  • si soffre di stipsi
  • si ha il colesterolo alto

Se sei alla ricerca di qualcosa di specifico, leggi questo articolo per far abbassare il colesterolo nel sangue.

Altri aspetti positivi del riso integrale sono:

  • proprietà antiossidante
  • assenza totale di glutine

Occhio però!! Potrà sembrarti un paradosso ma: non fidarti dei fitati !!

Che cosa sono i fitati?

I fitati sono sostanze presenti tanto nel riso integrale, quanto in tutti i cereali grezzi.
Una volta ingeriti vanno ad alterare la corretta assimilazione dei sali minerali come calcio, ferro, fosforo, manganese, ecc..

Per eliminare i fitati dai cereali però si può fare una cosa molto semplice. La soluzione è più pratica del previsto, visto che sarà sufficiente lasciare in ammollo il riso, così come siamo soliti fare per i legumi, lasciandoli in un contenitore con dell’acqua tiepida per almeno 4 ore prima della cottura.

E’ più sano il riso integrale o quello bianco?

In linea di principio e se non si è affetti da malattie specifiche, suggerirei di acquistare sempre riso integrale anche perché, il riso bianco ha un indice glicemico anche molto elevato e quindi da evitare se si ha qualche chilo di troppo o si è soggetti con tendenza diabetica.

Quando optare per il riso raffinato?

Il riso bianco è da considerare migliore del riso integrale e quindi da preferire, proprio se abbiamo un intestino infiammato. Se siamo afflitti da gastrite, ma anche da colite nervosa o da colon irritato, colite ulcerosa o anche solo una dissenteria piuttosto accentuata, compra esclusivamente riso bianco perché il riso integrale ti farebbe più male che bene.

Il riso bianco e raffinato è un potente antinfiammatorio naturale, visto che, non possedendo fibre, evita di irritare ulteriormente le pareti intestinali e può invece garantire fantastiche proprietà astringenti e antidiarroiche.