uomo con acidità di stomaco

Come non far venire l'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è una sgradevole sensazione di malessere e bruciore che può essere avvertita fino all'altezza del collo. Le cause scatenanti possono essere numerose: vediamo di conoscere le più frequenti e come rimediare al disturbo.

Cosa provoca l'acidità nello stomaco
I sintomi più comuni
Le conseguenze dell'acidità
La migliore dieta per riprendersi
La cura contro l'acidità di stomaco

Cause dell'acidità di stomaco

La maggior parte delle volte l'acidità di stomaco dipende da uno stile di vita poco salutare, da cattive abitudini alimentari oppure è connesso ad altre patologie.

A tutto ciò si aggiungono, neppure tanto di rado, stati di ansia e stress prolungati, che finiscono inevitabilmente per influire sullo stomaco, la cui componente emozionale viene troppo spesso colpevolmente trascurata.

Sintomi dell'acidità di stomaco

Il primo sintomo con cui il disturbo si manifesta è una sgradevole e persistente sensazione di bruciore allo stomaco, che può arrivare ad irradiarsi fino all'altezza del collo.

In molti casi la risalita dei succhi gastrici può comportare il cosiddetto reflusso gastroesofageo (che peggiora quando si cambia posizione) e dare origine, anche, ad altri sintomi, come bocca acida ed acidità di gola, che a loro volta possono provocare l'erosione dello smalto dentale, rigurgiti di cibo, asma, raucedine e mal di gola; la cattiva digestione può far gonfiare la pancia fino a renderla simile ad una palla e provocare la spiacevole sensazione di avere un nodo alla gola, come se una morsa la stringesse impedendoci di respirare e deglutire normalmente.

Conseguenze dell'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è indubbiamente un disturbo fastidioso, che soprattutto se accentuato e prolungato nel tempo, può compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre.

In certi casi, accettare un semplice invito a pranzo o a cena o fare uno spuntino al bar, diventa un sacrificio.

Dall'acidità di stomaco infatti, deriva il reflusso gastroesofageo, mentre il continuo stato di sofferenza che colpisce la bocca dello stomaco, dà malesseri continui come nausea, in certi casi vomito, e sensazione di rigurgito.

uomo con acidità di stomaco

Dieta: cosa mangiare e cosa evitare in caso di acidità di stomaco

Seguire quotidianamente un regime alimentare sano ed equilibrato è la base imprescindibile della salute dell'intero organismo, stomaco compreso, ma se l'acidità dovesse presentarsi, è bene sapere che esistono cibi in grado di alleviarla e persino guarirla, mentre altri sono tassativamente da evitare.

Rientrano nella prima categoria i cosiddetti cibi anti-acidità:

  • carote
  • camomilla
  • zenzero (ma solo in modica quantità)
  • patate
  • banane
  • finocchio
  • melone
  • cavoli
  • riso
  • sedano
  • prezzemolo
  • avena

Da non consumare tutti quegli alimenti che aumentano l'acido nello stomaco:

  • pomodori
  • alcolici
  • caffè (sì invece al caffè d'orzo in sua sostituzione, calmante e lenitivo)
  • menta
  • latte intero (sì a quello scremato, ma senza esagerare)
  • cioccolata
  • fritture
  • insaccati
  • pane fresco
  • pepe e peperoncino
  • frutta secca
  • bibite gassate
  • agrumi
  • aceto
  • grassi
  • zuccheri raffinati

Per quanto riguarda gli oli, si consiglia di utilizzare solo l'extravergine d'oliva rigorosamente a crudo.

Per contrastare l'acidità di stomaco, oltre alla dieta giusta, è inoltre necessario seguire buone abitudini, ovvero mangiare poco e spesso durante la giornata, mangiare lentamente, non mischiare carboidrati e proteine, preferire la frutta lontano dai pasti principali.

Rimedi per l'acidità di stomaco

Cosa prendere per stare meglio quando si ha l'acidità di stomaco?

Innanzitutto ci si può orientare sui gastroprotettori naturali, quegli alimenti cioè che riescono a tamponare l'iper-acidità prodotta e ad esplicare una forma di protezione sulle mucose dello stomaco.

Essi sono: latte di mandorle, artiglio del diavolo (in erboristeria), aglio (antinfiammatorio), alloro, passiflora, ananas e melissa.

Allo stesso modo è possibile aiutare la digestione con tisane, infusi ed altri piccoli trucchi.

Provate con:

  1. Tisana ai semi di finocchio e rosmarino, da preparare lasciando in infusione due cucchiaini di semi di finocchio e un cucchiaino di rosmarino per 10 minuti in mezzo litro di acqua bollente. Bevetene una tazza dopo i pasti principali
  2. Tisana al carciofo, da fare lasciando per 10 minuti in infusione cinque grammi di foglie di carciofo (le trovate in erboristeria) essiccate in 250 ml di acqua bollente. Bevete dopo i pasti
  3. Decotto di acqua calda e bucce di limone, da preparare lasciando bollire in acqua per qualche minuto la buccia di mezzo limone (usate solo limoni da coltivazione biologica). Filtrate e bevete la bevanda calda (più o meno 38°)Un trucco per favorire ed accelerare la digestione?
  4. Ponete all'altezza dello stomaco una borsa dell'acqua calda.

L'acidità di stomaco, soprattutto quando è forte, può dare nausea e senso di vomito, che potete evitare attuando qualche piccola strategia.

Innanzitutto evita di sostare in ambienti con odori pungenti e/o sgradevoli, prova a mettere il viso davanti ad un ventilatore o affacciati alla finestra e mastica un po' di zenzero; se tutto non ciò non dovesse servire, non ti resta che vomitare (fa male trattenere il vomito), dopodiché ti sentirai sicuramente meglio.

Come curare e come eliminare l'acidità di stomaco

Il modo migliore per non incorrere nel fastidioso disturbo dell'acidità di stomaco è mangiare in modo regolare ed equilibrato, eliminando dalla dieta tutti quei cibi che potrebbero favorirla, soprattutto se si è predisposti.

Il problema può durare qualche giorno, qualche settimana, ma tende in genere a ripresentarsi se non si agisce sulle cause che lo scatenano.

Per lenire e curare l'acidità di stomaco si può ricorrere a rimedi naturali e a farmaci.

Fra i rimedi "della nonna" più noti, oltre a quelli sopra elencati, c'è il bicarbonato di sodio, da unire al succo di limone.

In un bicchiere di acqua mettete due cucchiai di succo di limone e la punta di un cucchiaino di bicarbonato, dopodiché, dopo aver mescolato, bevete immediatamente.

In tal modo aiuterete la digestione e calmerete il senso di bruciore.

Antiacido e gastroprotettori sono i farmaci d'elezione nella terapia contro il bruciore di stomaco; fra i più comuni ed utilizzati ci sono: Citrosodina, Maalox, Maalox TC, Maalox Plus, Gastrogel.

Prima di assumere uno qualsiasi dei medicinali elencati, chiedete consiglio al vostro medico.


locandina antica della coca cola

Coca cola: gli effetti a lungo termine che non conosciamo

Un miliardo di lattine vendute ogni giorno nel mondo fanno di Coca Cola una  delle bibite più apprezzate. In lattina, in bottiglia in vetro oppure nel formato  famiglia, Coca Cola è divenuto il marchio formato famiglia che scandisce  momenti di festa, pause dal lavoro ed impellenti bisogni dissetanti. Tuttavia,  proprio la sua popolarità divide. La segretezza dei suoi ingredienti ha portato
alla creazione di falsi miti che sono divenuti virali sul Web, di luoghi comuni.
Ma, dietro a presunte campagne di diffamazione contro uno dei colossi  statunitensi dal fatturato stellare, si nascondono nelle scomode verità che  lʼazienda ha cercato di insabbiare con cospicue donazioni?

La Coca Cola fa male allʼintestino?

La segretezza iniziale di alcuni ingredienti contenuti nella famosissima  bevanda gassata dal colore scuro ha stimolato la curiosità di ricercatori ed  esperti che, negli anni, si sono chiesti se tale segretezza volesse proteggere gli  interessi di unʼazienda o scongiurare il calo di fatturato nel caso in cui i dati  sulla pericolosità per la salute della Coca Cola divenissero dati attendibili e  comprovati. Recenti studi hanno condotto gli esperti ad asserire come lʼeffetto  dellʼassunzione della bevanda scura dopo 10 minuti equivalga al consumo di  dieci cucchiai di zucchero. Ovviamente, il gusto di dieci cucchiaini di zucchero  sarebbe impietoso, ma lʼacido fosforico (al quale vengono imputati numerosi  effetti dannosi sullʼorganismo) rende la bevanda gradevole ed unica nel gusto.

locandina antica della coca colaLa sua unicità è il suo maggior pregio ma anche lʼindice di ingredienti poco  salutari?

La caffeina contenuta nella Coca-Cola aumenta la pressione sanguigna e  quindi può portare, nel tempo e con un abuso della bevanda o un uso  quotidiano, a problemi cardio-vascolari. Lʼacido fosforico crea un ambiente  acido che, come ben conosciamo da recenti studi, è lʼhumus perfetto per il  proliferare di tumori, tra i quali figura quello allʼintestino. Inoltre, visto che il  nostro corpo corrisponde ad una macchina quasi perfetta essa in presenza di  unʼacidificazione fuori norma, tende a riportare il corpo ad un Ph normale e,  per farlo, sottrae minerali e quindi calcio alle ossa. Capirete bene come ciò  provochi effetti dannosi, il primo dei quali sarebbe proprio lʼaumento  dellʼincidenza di fratture tra i giovani sportivi che assumono Coca Cola  quotidianamente.

Uno studio recente del “Journal Of Public Health” ha inoltre gettato ombre  scurissime su un altro effetto collaterale legato al consumo non sporadico di  Coca Cola. Chi beve spesso Coca Cola presenta il Dna maggiormente  segmentato nei globuli bianchi. Ciò evidentemente crea squilibri interni tali da  esporre i consumatori incalliti a cancro e diabete (dovuto anche alla grande  quantità di zucchero che la bevanda contiene). Inoltre, un consumo eccessivo  di Coca Cola porterebbe ad un invecchiamento precoce, clonando lʼeffetto del fumo, anche su soggetti del tutto sani.
Per quanto riguarda il contenuto di caffeina, però, esistono gli scettici. La  Coca Cola, infatti, conterebbe dai 30 ai 35 mg di caffeina, molto meno di  quella reperibile in una comune tazzina di caffè. Eʼ per tale ragione che  bisogna discernere le verità scientifiche dalle normali campagne di diffamazione ed odio contro una multinazionale che fattura e per giunta  scomoda per altre aziende del settore.
Recentemente è possibile consumare, inoltre, la versione considerata meno  dannosa della Coca-Cola, ossia quella Light. Ma siamo certi che sia veramente  tutto oro quel che luccica? La Coca Cola Light, infatti, contiene aspartame, un  noto dolcificante. Recenti studi hanno stabilito come il dolcificante possa  provocare, nel tempo e con um ampio consumo della bibita, il lupus e danni
irreversibili al sistema nervoso. Siete ancora sicuri di voler rinunciare a qualche  caloria, considerando, per giunta che lʼaspartame sarebbe persino 200 volte  più dolce dello zucchero?

La ricetta nascosta e gli ingredienti segreti

Non è sicuramente una leggenda il fatto che la ricetta segreta della Coca Cola  (il secondo segreto più atteso dopo i Segreti di Medjugorje) si trovi chiusa in  una cassaforte della sede centrale di Atlanta. Per anni, vi sono stati dibattiti  attorno al famoso ingrediente 7x che poi si è scoperto essere
nientepopodimeno che lʼestratto della pianta di coca privato delle sostanze  psicotrope. In effetti, già il nome ci riporta alla cocaina e se vi state chiedendo  se inizialmente la Coca Cola la contenesse non posso deludervi. La Coca Cola  inizialmente conteneva cocaina. La bevanda nacque nel 1886 dallʼidea del  farmacista John Pemberton. La cocaina al suo interno doveva avere scopi  terapeutici contro emicrania ed impotenza. Ma ovviamente gli effetti furono  tuttʼaltri e successivamente si mantennero estratti delle foglie e della noce di  coca, privati totalmente delle sostanze psicotrope.
Dopo secoli di mistero sul contenuto effettivo della Coca Cola e soprattutto  sulle quantità degli ingredienti, recentemente il Web ha illuminato consumatori  e detrattori della bevanda made in Usa.

La prima ricetta avrebbe contenuto:

fluido di estratto di foglie di coca nella misura di tre bicchierini, 85 g di acido  citrico, 30 grammi di caffeina, 30 grammi di zucchero, 1 litro di succo di lime,  28 grammi di vaniglia e 42 g di caramello più ovviamente il famoso ingrediente  segreto 7x formato da: 227 grammi di alcol, 20 g di olio di arancia, 10 gocce di  noce moscata, 5 gocce di coriandolo, 10 gocce di olio di neroli e 10 gocce di di cannella.
Quando lʼuso iniziale della coca venne vietato, si continuò ad utilizzare la cola  e perciò il nome originale è rimasto invariato. Insomma, chi acquistò dopo Pemberton la ricetta più copiata (senza successo) degli Stati Uniti,  promettendo un riserbo epocale, è divenuto uno dei magnati degli Stati Uniti e  ha reso la multinazionale una delle più influenti nel mondo, con specifiche  piantagioni dalle quali attingere.

Rossa come Babbo Natale

Lʼattrattiva che perdura nel tempo di Coca Cola è dovuta anche a campagne  marketing e pubblicitarie azzeccate e pensate per le famiglie, tali da  rassicurarle su eventuali effetti collaterali della bevanda richiestissima.

Soprattutto in Usa, resta una delle bevande preferite. Negli ultimi anni ha perso  una piccola percentuale di fatturato, dopo lʼinvito di Michelle Obama a non  consumare bibite gassate perché causa di obesità (una delle principali cause  di morte negli Stati Uniti).  Ma è nato prima Babbo Natale o la Coca Cola? Nonostante si creda che sia  stata lʼazienda a creare lʼimmagine di Babbo Natale che tutti noi conosciamo,  ossia paffuto, bonario e soprattutto rosso Coca Cola, questa è solo una mezza  verità. Lo troviamo già in abito rosso nelle campagne pubblicitarie precedenti  quella aggressivissima della Coca Cola del 1931, grazie a Thomas Nast e Luis  Prang. Tuttavia il marchio Coca Cola e le sue campagne hanno contribuito a  delineare lʼimmagine moderna di Babbo Natale cosi come tutti adesso lo  immaginiamo e ritraiamo. In effetti, prima della figura introdotta da Coca Cola  nel lontano 1931, Babbo Natale era, sì, vestito di Rosso ma aveva un aspetto  inquietante. Spesso lo si ritraeva addirittura sotto forma di elfo. Nel 1930 fu  Fred Mizen a disegnare il babbo Natale dalle guance rosa e paffute che tutti  noi conosciamo e comparì proprio nella pubblicità di Coca Cola. Fu il  protagonista indiscusso delle campagne pubblicitarie di Coca Cola dal 1931 al 1964. Il protagonista era questʼuomo buono ed in carne che sorrideva,  distribuiva regali ai bambini e poi si prendeva una pausa rinfrescante  sorseggiando Coca Cola. Proprio lʼabbinamento di una figura familiare e che  simboleggia amore e protezione con la nota bevanda ha determinato un aumento esponenziale delle vendite. Successivamente furono le pitture di  Sundblom a farla da padrone e vennero persino esposte dopo il ʼ64 in veri e  prestigiosi musei del mondo. Nel 2001, infine, proprio un suo disegno divenne il  prototipo per creare il Babbo Natale animato dello spot Coca Cola di allora.
Tutti i gadget legati al Babbo Natale di Coca Cola sono ancora richiestissimi  dagli appassionati.

La faccia scura di Coca Cola. Dallo scandalo contaminazioni  allʼutilizzo come esplosivo

Gli utilizzi di Coca Cola sono divenuti, negli anni, i più disparati. Inoltre,  lʼazienda è stata al centro di scandali veri e presunti, alcuni dei quali sono  divenuti delle bufale virali sul Web. Alcuni utilizzi “assurdi” della bibita gassata  sono ormai certi e comprovati. La Coca Cola, ad esempio, viene utilizzata per  eliminare il sangue dal selciato dopo un incidente.
La Coca Cola, inoltre, ha unʼincredibile effetto pulente. Può essere utilizzata  per eliminare le incrostazioni del water, per togliere le macchie di ruggine o per  pulire oggetti corrosi che sembravano irrecuperabili.
Tra gli scandali più noti, citiamo le feci umane rinvenute in alcuni lotti di lattine  prodotte in un impianto in Irlanda Del Nord. Esse non arrivarono, ovviamente,  ai rivenditori, tuttavia ci vollero ore per ripulire gli impianti e la notizia rimbalzò sulle prime pagine di mezzo mondo.
Tra le bufale, invece, più note cʼeʼ da annoverare lo scandalo riguardante la  Coca Cola contaminata da HIV a causa della perdita di sangue di un  dipendente infetto. Persino la stessa azienda dovette smentire  categoricamente la notizia che, a causa della velocità di diffusione sui Social  Network, stava minando lʼimmagine del colosso USA.
Ma unʼaltra bufala divertente riguarda anche la presunta morte di un ragazzo  dopo aver bevuto Coca Cola Light ed ingerito una Mentos, diffusasi dopo gli  incredibili esperimenti (comodamente visualizzatili su YouTube) di ragazzi e  curiosi. Lʼesperimento consiste nellʼinserire una mentos in una bottiglia di Coca  Cola. Ciò provoca unʼesplosione molto scenica che dunque si è prestata per dimostrazioni video. Tuttavia, molti non sanno che la reazione avviene  unicamente in quanto la Coca Cola è gassata (avremmo la stessa reazione  inserendo la mentos in una bottiglia di acqua gassata o Sprite), ma ovviamente  i video non avrebbero avuto cosi tante visualizzazioni se non legati alla bibita  più chiacchierata e misteriosa del mondo. Ma qual è il meccanismo dʼazione?

ape su coca colaIn pratica la gomma arabica della mentos interferisce con lʼaspartame della  Coca Cola Light provocando lʼesplosione. Ed è anche lʼelevata densità della  Mentos a farla scendere velocemente nella bottiglia, aumentando la  spettacolarità del fenomeno.

Sono stati effettuati, ancora una volta sul Web, degli esperimenti con Coca  Cola e gas propano. Dopo aver inserito del gas propano in una comune  bottiglia di Coca-Cola, la si capovolge. Lʼeffetto è incredibile. La bottiglia  schizza in aria ad una velocità impressionante, inondando tutto ciò che si trova  al di sotto di essa (Youtuber compreso!).

Del resto, la Coca Cola, come accennato poco fa, è anche un potente antiruggine. Basta mettere a bagno in essa gli oggetti incrostati oppure  strofinare un poʼ di Coca Cola con un panno su di una superficie rugginosa per  eliminarla. Viene persino utilizzata per lucidare gli oggetti in rame. Perché già  accade? La Coca Cola è acida e la ruggine è unʼossidazione che quindi  reagisce con gli acidi, ma non preoccupatevi: non può distruggerci lo stomaco  in quanto esso è più acido di lei!

La Coca Cola può causare la colite?

Come tutte le bibite gassate, la Coca Cola non è indicata in pazienti che  soffrono di colite. La colite è unʼinfiammazione del colon, che provoca sintomi  alquanto fastidiosi quali borborigmi, stipsi o diarrea, flatulenza e dolori  addominali. Ovviamente anche la Coca Cola aumenta la presenza di gas nellʼintestino e tende a gonfiare. Eʼ proprio la sua gassosità a renderla  deleteria nel caso di questa patologia, oltre alla grande quantità di zucchero.
Molto meglio bere tisane al finocchio o grandi quantità di acqua se non si vuole  rischiare di peggiorare gli invalidanti fastidi provocati dalla colite, causati da coca cola e diarrea.

Solo la Coca Cola fa male?
Abbiamo in breve descritto i vari aspetti ombrosi dellʼassunzione di Coca Cola.
Ma sono tantissime le bibite in commercio che scienziati, medici ed esperti non  considerano affatto salutari. La Diet Soda farebbe ancor più male della famosa  bibita di Pemberton. Studi recenti hanno mostrato una correlazione su larga  scala dellʼaumento dellʼincidenza di linfomi e leucemia e lʼutilizzo quotidiano di  Diet Soda. Una Diet Soda al giorno, infatti, potrebbe provocare persino il
cancro al seno. Tutta colpa, ancora una volta, del nemico aspartame. Il buono  e caro Esta Thè, in effetti, presenta ben 10,5 g di zuccheri in 100 ml che  diventano quantità enormi di zuccheri, soprattutto per i bambini, in lattine o  bottiglie. Si supera di gran lunga, in questo caso, il fabbisogno giornaliero di  zucchero del nostro organismo, rischiando il diabete e favorendo lʼobesità nei  bambini. Altresì la Fanta, proprio come la Coca Cola, non sarebbe salutare per  lʼorganismo. La causa sta proprio nei dolcificanti sintetici contenuti al suo  interno, perchè potrebbero favorire i sintomi della gastrite e della diarrea. Il consumo spasmodico di Fanta potrebbe addirittura danneggiare la  parte del cervello che ci consente di ricordare ed imparare.
Insomma, ci possiamo fidare solo dellʼacqua quando il caldo la fa da padrone?

Direi che il primo consiglio risiede nella moderazione. Lʼabuso è sempre  dannoso e critico, anche quello della rossa e misteriosa Coca Cola.


Il the fa bene al mal di pancia?

A chi non è mai capitato di soffrire di mal di pancia e forti attacchi di colite? Il mal di pancia è un sintomo molto soggettivo e per questo non è facile dare delle precise indicazioni su quali siano le cause.

Può presentarsi in diversi modi e localizzarsi in distinte zone. Anche le cause del mal di pancia possono essere molteplici. La principale diagnosi, oltre alla stitichezza, è quella di colon irritabile.

Per riequilibrare l’intestino pigro in caso di forti dolori allo stomaco o di diarrea è utile l’assunzione di fermenti lattici per la capacità che hanno di ripristinare la funzionalità intestinale.

Come scegliere i migliori fermenti lattici? Innanzitutto è bene precisare che si può scegliere di assumerli regolarmente, indipendentemente dall’insorgere di particolari condizioni che li richiedano. In generale si consiglia di assumere integratori di probiotici polivalenti, che contengono più specie di batteri. Tra quelli più completi che si possono trovare in farmacia vi sono l’Enterolactis Plus, il Solgar Acidophilus o il Syngut, un integratore alimentare simbiotico.

Il primo punto sul quale focalizzarsi è la prevenzione.

Come si può prevenire il mal di pancia?

Diminuire le tensioni quotidiane è in vetta nella classifica dei migliori modi per prevenire il mal di pancia. Importante è anche alimentarsi correttamente, evitando le grandi abbuffate e di mangiare troppo velocemente.

Nel caso in cui non si riesca proprio ad evitare il disturbo, però, è utile conoscere quali sono i rimedi contro il mal di pancia. Oltre all’uso dei farmaci, consigliatissima è l’assunzione di bevande calde quali minestre, brodo o the. Per gli stati di nausea, ad esempio, è molto efficace la camomilla che, soprattutto se accompagnata con un cucchiaino di miele, ha proprietà antispasmodiche e rilassanti.

Naturalmente i rimedi devono essere diversificati in base alle cause. In caso di indigestione o acidità di stomaco, ad esempio, si può utilizzare il bicarbonato di sodio per uso alimentare. Una buona tisana al finocchio è invece consigliata nel caso in cui il dolore addominale si localizzi nell’intestino.

Con i crampi addominali sconsigliatissima è l’assunzione di latte. Il latte è una bevanda difficilmente digeribile soprattutto se non si è abituati a berlo con regolarità. In età adulta, la perdita di quell'enzima che ne permette l’assimilazione, impedisce che il latte venga facilmente digerito.

A causare la dissenteria è spesso l’intolleranza al lattosio. Se il lattosio non è correttamente digerito comporta fermentazione dalla flora batterica intestinale producendo conseguentemente gas e diarrea.

Cosa bere con il mal di pancia

Se si ama il latte lo si può comunque consumare a colazione o merenda, evitandolo la sera. A colazione si può decidere anche di bere del caffè. Quali sono i benefici del caffè a colazione? Innanzitutto, come è noto, è un’ottima fonte di attivazione che attraverso la caffeina aiuta a svegliarsi. Stimolando il sistema nervoso ha anche la proprietà di alleviare i sintomi del mal di testa. E’ bene ricordare che è sempre meglio consumarlo amaro e non eccederne durante l’arco della giornata.

Preferibile al normale caffè è il caffè d’orzo. Il caffè d’orzo non è un vero e proprio caffè ma è piuttosto un suo surrogato che sebbene venga preparato con modalità molto simili a quelle del caffè, è prodotto esclusivamente con orzo.

Non contenendo alcuna traccia di caffeina, Il caffè d’orzo non produce effetti sul sistema nervoso ed ha un diverso valore nutrizionale.

Per la stimolazione di milza, fegato ed intestino è molto importante il ferro, un minerale che serve a favorire la produzione di globuli rossi ed emoglobina.

Ci si chiede quali siano gli effetti che tale sostanza ha sul nostro corpo. Il ferro è ad esempio molto utile contro lo stress e garantisce un rafforzamento delle difese immunitarie.

La sua mancanza è causa di anemia, debolezza, mal di testa, stress e predisposizione alle infezioni. E’ proprio per questa ragione che è importante assumere alimenti che contengano ferro.

Quali sono gli alimenti ricchi di ferro?

I legumi sono alimenti ricchi di ferro così come il pesce, la carne ed in parte anche le verdure. Per la gioia dei più golosi è un alimento molto ricco di ferro anche il cioccolato fondente che ha effetti benefici sull’organismo.

Molti necessitano di assumere il loro fabbisogno di ferro attraverso integratori di ferro liquido che rappresentano un aiuto per evitare carenza di ferro e conseguente comparsa di patologie. E’ sempre bene ricordare che una corretta valutazione sull'utilità delle boccette di ferro spetta esclusivamente al medico.

Spesso si sente dire che bere tanta acqua fa bene alla salute. Le motivazioni sono diverse ma quella principale è che una regolare assunzione di acqua aiuta l’organismo nello svolgimento di molte funzioni vitali, depurandolo e facendo sì che aumenti l’energia in circolo.

Molti apprezzano la tisana allo zenzero ritenendola una bevanda miracolosa. Già da tempo, partendo dalla tradizione della medicina orientale, si ritiene uno degli effetti principali dello zenzero sia quello di “spegnere il fuoco nello stomaco”.

Lo zenzero ha una reale attività benefica sulla digestione poiché grazie alla presenza di alcune sostanze ha la capacità di ridurre la formazione di aria nell’intestino e nello stomaco.

Un’altra bevanda molto apprezzata è il the, gustato tanto caldo quanto freddo. Vi sono tanti buoni motivi per bere il the tra cui la prevenzione delle carie, la riduzione del rischio di malattie cardiache, l’aumento della forza muscolare e il rafforzamento di alcune funzioni celebrali. Il tea time può essere considerato un periodo molto favorevole per il nostro colon.

tè servito durante il tea timeSpesso ci si chiede se sia meglio consumare tè caldo o freddo.

Che sia consumato caldo o freddo il the ha sostanzialmente gli stessi benefici. L’effetto dissetante di un buon the freddo in estate, ad esempio, è impagabile così come lo è il calore di un the caldo accompagnato da biscotti durante il periodo invernale. La scelta, pertanto, non dipende tanto dalle distinte proprietà quanto dai gusti e dalle esigenze di ciascuno.

Quando si soffre di mal di pancia o dissenteria molto spesso si decide di utilizzare i rimedi della nonna. Si pensi ad esempio al rimedio naturale consistente nel bere gocce di olio. Si dice che l’olio ingerito abbia molte proprietà benefiche ma è bene anche conoscerne le dovute controindicazioni ed essere in parte scettici su alcuni rimedi poco funzionanti.

 


bambina con vomito e diarrea

Vomiti in inverno

I primi freddi invernali ed i conseguenti cali di temperatura causano ogni anno numerose malattie e disturbi. Secondo un luogo comune le difese immunitarie sarebbero rese molto più deboli proprio a causa delle basse temperature. Se si abbandona tale convinzione e ci si focalizza su alcuni studi scientifici, però, si scopre che il tanto temuto gelo non può essere considerato causa diretta bensì indiretta di patologie come il raffreddore o le infezioni.

Tutti si ammalano, sia i grandi che i più piccini, ma è bene sapere che ad essere maggiormente colpiti sono i bimbi poiché il loro sistema immunitario risulta essere più debole a causa del fatto che viene per la prima volta a contatto con nuovi sconosciuti germi.

Vi sono bambini che esposti agli stessi fattori di rischio dei loro coetanei tendono ad ammalarsi più facilmente. Di fronte a tali situazioni ci si chiede quali siano le ragioni e alcuni studiosi affermano che uno dei fattori che fa aumentare il numero di malattie annuali tra i bambini è la socializzazione precoce da intendersi come un modo affrettato di entrare in relazione con gli altri.
Ogni anno molti bambini devono fare i conti con casi di gastroenterite, ovvero un’infiammazione di stomaco ed intestino. In età pediatrica questa infiammazione si diffonde frequentemente e rapidamente in tutti gli ambienti in cui i bambini vivono in stretto contatto tra di loro come le scuole. Ecco perché parlare del contagio dei bambini a scuola è molto importante per potersi focalizzare sul fattore prevenzione.

bambina con vomito e diarreaQueste malattie soprattutto a scuola tra i bambini vengono trasmesse per contatto tramite l’uso dei medesimi oggetti come giochi, libri o vari oggetti di cancelleria. Anche semplicemente toccarsi o stringersi la mano dopo aver starnutito è causa di trasmissione di germi e batteri.

La scuola, e più nello specifico le aule scolastiche, sono in vetta alla classica dei luoghi dove ci si ammala di più insieme ad altri spazi molto affollati come gli uffici di lavoro o i mezzi di trasporto pubblici.
Una malattia molto comune durante il periodo invernale è quindi la gastroenterite che colpisce soprattutto bambini con una età compresa tra gli 0 ed i 6 anni presentandosi con specifici sintomi come gli attacchi di vomito. La causa, per lo più virale, è legata soprattutto al contagio da virus che generano vomito come il rotavirus.

Quando si parla di rotavirus ci si riferisce ad un virus che porta ad infezioni, causa di malessere gastrointestinale come vomito e diarrea, entrambi sintomi che possono persistere dai 3 agli 8 giorni.
È bene sapere che il vomitino e la diarrea, disturbi molto spesso sottovalutati, possono anche essere causa di problemi di disidratazione. L’eccessiva perdita di liquidi corporei è particolarmente pericolosa soprattutto nei più piccoli.

Il bimbo potrebbe assumere un determinato aspetto ed avere particolari comportamenti.

Quando un piccolo è eccessivamente disidratato, infatti, tenderà a piangere con poche lacrime, lamentarsi molto ed avere sempre sonno. Un altro elemento allarmante è il pannolino asciutto per diverse ore. Quando si parla di diarrea è bene sapere che l’assunzione di antibiotici può costituirne tanto la cura quanto la causa. Per la diarrea nei bambini causata da virus, meglio nota come influenza intestinale, gli antibiotici sono da ritenersi del tutto inefficaci. La cura adatta è quella a base di integratori salini, utili per contrastare i problemi di disidratazione.

Un altro modo per contrastare il problema è condurre una buona dieta che sia soprattutto a base di vitamine e sali minerali. Una dieta perfetta per bambini comprende una giusta dose giornaliera di minerali e vitamine, una buona prima colazione che dia la forza adatta per affrontare al meglio la giornata, l’assunzione di molta frutta e verdura e una merenda pomeridiana che non sia eccessivamente calorica.

L’alimentazione sana deve iniziare dalla culla ed è bene che il bambino venga abituato sin da piccolo ad alimentarsi correttamente associando ad una dieta sana ed equilibrata una giusta dose di attività fisica. Consumare frutta e verdura di stagione sta alla base di una buona salute e aiuta anche a guarire dai sintomi della gastroenterite i cui tempi di convalescenza, che variano dai 3 agli 8 giorni, possono essere attenuati se si consuma il giusto cibo.

In inverno è preferibile consumare frutti dolci e maturi, mangiare banane, arance, mandarini o clementine evitando frutta che non sia di stagione. La frutta, secondo il parere di alcuni esperti, può essere sconsigliabile quando consumata con basse temperature poiché in inverno, per meglio sopportare le temperature fredde della stagione, il nostro corpo necessita di proteine e grassi e non di zuccheri.

Nei neonati il rigurgito è un disturbo piuttosto frequente. Si tratta della fuoriuscita di saliva e latte dalla bocca del bambino che si manifesta o durante la poppata o durante la successiva digestione. Tende a comparire nei primissimi giorni di vita per scomparire attorno ai 12 massimo 18 mesi. Esistono tre tipi di reflusso tra i quali uno di tipo fisiologico, uno di tipo cronico ed un ultimo sintomatico.

La causa di questo fenomeno è da ricondursi all’immaturità dell’apparato digerente ed al fatto che capita spesso il bimbo assuma con molta foga il latte materno. Accade quindi che non riuscendo lo stomaco a lavorare in modo adeguato si generi nel pargoletto un rigurgito ed un successivo ruttino.

Per ovviare al problema nel caso in cui tale sintomatologia si presenti troppo frequentemente è opportuno contattare il pediatra e se necessario sospendere il latte materno optando per altri tipi di cibo. È possibile che un bambino debba trovarsi anche ad affrontare problemi di diarrea o di stitichezza. I problemi di diarrea, molto frequenti durante l’infanzia, sono da ricondursi ad una infezione quasi sempre di tipo virale che colpisce le cellule che rivestono l’intestino danneggiandole. L’opposta stitichezza colpisce i bebè prevalentemente dopo lo svezzamento poiché le feci perdono la loro continua idratazione dovuta al latte materno.

Che fare in questi casi? La prima accortezza é la dieta che deve essere sempre ricca di fibre vegetali, assieme alla sana abitudine di abituare il bambino a sedersi sul vasino ad una certa ora del giorno.

 


donna con diarrea

Diarrea liquida e colite

Diarrea liquida gialla: da cosa dipende?
La forma e consistenza delle feci
Frequenza delle scariche
Quanto dura il malessere?
Come far passare la diarrea
Sognare di fare cacca liquida

Il colore della diarrea

Diarrea liquida gialla: da cosa dipende?

La diarrea liquida gialla è un fenomeno che si presenta raramente negli adulti, mentre nei bambini, soprattutto in quelli molto piccoli, si verifica con frequenza.

Negli adulti, le feci acquose e con un colore molto giallo stanno a significare che alcuni grassi ingeriti, come quelli saturi, sono transitati più velocemente del previsto dall’intestino o non sono stati completamente digeriti.

Si tratta quindi di un evento legato all’alimentazione e temporaneo, pertanto non ci sono ragioni di preoccuparsi, al di là della necessità impellente di andare in bagno.

Se però la diarrea gialla dovesse persistere, è opportuno consultare il proprio medico, perché potrebbe indicare la presenza di malattie rare come la tubercolosi o problematiche più serie come il cancro al colon.

Nei bambini invece, soprattutto nei neonati, la diarrea gialla compare in seguito all’assunzione del latte materno: dato che la flora intestinale non è ancora ben sviluppata, può succedere che le feci appaiano gialle con dei puntini bianchi (presenza di caseina).

In questo caso il fenomeno, a meno che non indichi la presenza di malattie infettive, in genere tende a risolversi con il tempo e con lo sviluppo completo dell’apparato digerente del bambino.

donna con diarreaDiarrea liquida verde: da cosa dipende?

Rarissima negli adulti (se presente però, spesso è dovuta ad un’infezione da salmonella, allo stress e ad alcune malattie), la diarrea liquida verde è invece frequente nei bambini e nei neonati.

Anche in questi casi però non bisogna preoccuparsi, perché le feci verdi acquose nei bambini dipendono quasi esclusivamente dalla bile.

Dato che il corpo del bambino, non essendo ancora completamente sviluppato, non è in grado di metabolizzarla, la bile viene espulsa tramite le feci.

Questa condizione, a meno che non indichi la presenza di patologie, in genere si risolve nel giro di pochi giorni.

Diarrea liquida: cause

Colite microscopica

La diarrea liquida, soprattutto se cronica, può essere provocata dalla colite microscopica, un’infiammazione che si può rilevare soltanto effettuando un’analisi in laboratorio del rivestimento del colon prelevato durante la colonscopia.

Questa malattia, come le altre che colpiscono le vie biliari e l’intestino, ha origini sconosciute, anche se i medici sospettano che sia autoimmune come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Attualmente non esistono cure per contrastarla in modo efficace, tranne la somministrazione di farmaci anti-diarrea e l’esclusione del lattosio dalla dieta del paziente.

Virus

Un’altra causa della diarrea liquida, anche se quest’ultima è più comune rispetto alla colite microscopica, è la presenza di virus: spesso questi agenti patogeni sono i principali responsabili degli attacchi di diarrea e di vomito, soprattutto in caso di influenza intestinale, tali da farti correre verso il gabinetto.

Sindrome del tratto intestinale accelerato: che cosa è?

La sindrome del tratto intestinale accelerato è una condizione che si manifesta soprattutto nei bambini piccoli. Può essere riconosciuta soltanto dal numero delle fuoriuscite liquide e dalla frequenza delle scariche, in quanto per il resto il bambino appare in buona salute e non presenta altri sintomi come vomito, nausea o simili. Imparare come trattenere queste scariche impellenti è il modo per superare l’ostacolo numero uno di questo disturbo intestinale.

Negli adulti invece la presenza della malattia è associata spesso ad uno stato ansioso o a problemi di assorbimento a livello intestinale.

Quest’ultima condizione può essere riscontrata soprattutto nei soggetti che hanno un’intolleranza al lattosio, ovvero che non sono in grado di assimilare il latte né tanto meno i suoi derivati.

Consistenza della diarrea

Se la diarrea è come acqua, vuol dire che l’intestino crasso non è stato in grado di riassorbire l’acqua o, nei casi più gravi, addirittura sta eliminando acqua che si trova all’interno di esso.

La condizione, riscontrabile sia negli adulti sia nei bambini, se si prolunga nel tempo, può portare ad uno stato di disidratazione. Per questo motivo, non appena si verifica la prima scarica di questo genere, è opportuno consultare il pediatra o il medico.

È più grave a seconda di quanto è più liquida o dipende dal colore?

Anche se la diarrea in sé non basta a giudicare la gravità della patologia, spesso il colore (e non la consistenza) è più grave, in quanto può segnalare la presenza di malattie come tumori, sindrome del colon irritabile, eccetera.

Diarrea a spruzzo

La diarrea a spruzzo, che spesso fa anche molto rumore, è tipica dei bambini, mentre negli adulti è meno frequente ed è spesso accompagnata da un bruciore persistente nella zona anale. Di solito indica la presenza di malattie intestinali di varia natura oppure intolleranze ad un alimento specifico.

Frequenza delle scariche

In caso di fuoriuscite di feci acquose, si possono verificare tra le tre e le sei scariche al giorno.

La diarrea cronica invece si riconosce subito perché può perdurare non solo per giorni, ma addirittura per mesi.

gabinetto ambientato su muro rossoSi può avere diarrea liquida senza dolore?

Sì, come si può avere mal di pancia senza diarrea.

Se la si ha molto sciolta, ma non si soffre di alcuna malattia, spesso indica che siamo sottoposti ad uno stress molto elevato, che può essere causato dal lavoro, soprattutto se particolarmente intenso, oppure da una relazione molto difficile e conflittuale. Si parla di diarrea da stress e può durare sin quando non si migliora l’equilibrio psicofisico interiore.

Effetti secondari

Mal di pancia

Si tratta di un sintomo molto soggettivo, ma talvolta può essere accompagnato da diarrea o, nei casi più gravi, da stitichezza cronica.

Cacca super puzzolente

Si manifesta soprattutto nei neonati e nei bambini, anche se a volte può capitare anche negli adulti. La causa più immediata è l’assunzione di alcuni tipi di cibi, come i broccoli, che possono dare un odore sgradevole alle feci.

Se però il disturbo persiste, può essere anche il segnale di difetti nell’assorbimento del cibo a livello intestinale.

Bruciore all’ano

Se si avverte bruciore nella zona dell’ano, oppure si fanno sforzi continui per cercare di defecare e le fuoriuscite sono liquide, è possibile che siano presenti fistole, emorroidi, ragadi o disordini ormonali.

Alterazione dell’appetito

Insieme alla febbre, alla disidratazione e ad un senso diffuso di stanchezza, l’alterazione dell’appetito è spesso il primo segnale di allarme di un’influenza intestinale in corso.

E se vomito, cosa significa?

Significa che potresti soffrire di malattie dell’apparato digerente, come ad esempio la gastroenterite.

Se ha il sangue, c’è da preoccuparsi?

Se si riscontrano tracce di sangue nella diarrea, si deve sospettare un principio di dissenteria, un’influenza intestinale oppure l’inizio di un’influenza colerica.

Quanto può durare?

Di solito la diarrea dura mediamente da dodici ore a pochi giorni.

Se però la diarrea è continua e persistente, è meglio richiedere il consulto di un medico, perché potrebbe indicare la presenza di patologie come la sindrome dell’intestino irritabile, un’intolleranza al lattosio oppure una banale infezione da virus e batteri.

Diarrea da una settimana: è normale?

No, non è normale, anzi: se è così prolungata, può dare origine a problemi di disidratazione oltre ad un senso di stanchezza e di debolezza generale.

Diarrea estiva

Viene provocata soprattutto da parassiti presenti nel cibo mal conservato, andato a male o privo di sufficienti garanzie igieniche, nonché dal consumo di bibite troppo ghiacciate, gelato, frutta avariata o acqua calda.

Chi colpisce?

La diarrea può colpire sia i bambini sia gli adulti.

Nei più piccoli però questo disturbo intestinale ha un’insorgenza maggiore, in quanto può essere causato da diversi fattori, soprattutto di tipo alimentare o patologico.

Quando andare dal pediatra?

Quando le scariche durano per più di una settimana e sono continue.

Come abbiamo già visto, la diarrea persistente, anche nei bambini, può essere il segnale della presenza di un’intolleranza al latte vaccino.

Quest’intolleranza, di solito, si verifica durante il primo anno di vita, poi tende a scomparire. Per risolvere il problema, in questo caso è sufficiente sostituire il latte vaccino con un alimento alternativo, come il latte vegetale o a base di soia.

Per quanto riguarda il latte artificale, nonostante sia consigliato dagli specialisti in allergie, non è molto diffuso proprio a causa della sua scarsa reperibilità e del costo spesso troppo elevato per le famiglie.

Come far passare la diarrea

Farmaci diarrea: quali sono i migliori e differenze

Il Monuril, a dispetto di quello che si crede, non è un rimedio adatto per far passare la diarrea: questo farmaco infatti, che spesso viene prescritto per curare la cistite, può aggravare invece i fenomeni diarrotici.

Il Tiorfix invece è utile per bloccare la diarrea acuta nei bambini al di sotto dei tre mesi di età.

Per quanto riguarda invece il Diosmectal, pur essendo efficace per contrastare la diarrea acuta e cronica sia nei bambini sia negli adulti, se preso sull’arco di un periodo troppo lungo può provocare feci dure.

Attualmente il metodo farmacologico migliore per contrastare la diarrea, che non presenta troppe controindicazioni nell’uso, è l’Imodium: questo medicamento, che si trova sotto forma di capsule, viene usato da più di quarant’anni per contrastare tutte le forme di diarrea nonché per rimettere in sesto il naturale funzionamento del corpo.

Metodi naturali

Esistono molti rimedi naturali contro la diarrea. I più conosciuti, nonché i più apprezzati, sono le tisane o i decotti al mirtillo, l’infuso di tè nero e la tisana alla malva o alla maggiorana.

Rimedi per farla passare subito

Per far passare subito la diarrea, oltre ad assumere una pastiglia di Imodium o di Bioflorin, è utile mangiare per un giorno riso in bianco oppure adottare una dieta di soli liquidi.

Si raccomanda inoltre di evitare alimenti ricchi di fibre, bevande gasate, caffè e alcolici, e di mettersi a riposo.

Rimedi con efficacia più lenta

Oltre alle tisane, dei rimedi naturali efficaci contro la diarrea, ma che necessitano di più tempo per agire sul disturbo, sono i vari prodotti omeopatici o gli alimenti che contengono probiotici, come alcuni tipi di yogurt.

Cosa mangiare per stare meglio

Riso in bianco, banane, mele, ananas, pesche, pompelmi, albicocche, carote, zucchine, patate, cereali integrali e minestre di verdure.

Sognare di fare cacca liquida

Questo sogno non indica che dopo un periodo sfortunato arriverà finalmente la fortuna, ma è da interpretare come un segno di difficoltà emotive, ipersensibilità o di qualcosa (un avvenimento o un’offesa) che non è stato digerito dal sognatore, che lo ha ferito e del quale vuole liberarsi in fretta. In alcuni casi potrebbe persino rappresentare un amore inespresso, alla stregua di una cacarella che può verificarsi nella realtà, a seguito di una cotta non ricambiata.

Numeri da giocare al lotto

Se si verifica questo tipo di sogno (diarrea onirica), i numeri da giocare al lotto sono il 29, il 41 e il 68.


emozione di arrabbiatura

Come gestire le emozioni forti

L'uomo contemporaneo spesso prova disagio nel vivere e controllare le proprie emozioni, soprattutto quelle negative, le difficoltà di gestione possono degenerare in disturbi fisici o psichici. Sono tanti i sentimenti che una persona prova nel corso della vita, è importante riuscire a mantenere le proprie emozioni stabili per reagire consapevolmente evitando reazioni eccessive, è deleterio per la salute ed il benessere psico-fisico vivere un surplus di emozioni per un lungo periodo, allo stesso modo può essere nocivo reprimere le proprie sensazioni e castrare le pulsioni positive.

Essere anaffettivi è disumano non siamo degli automi, l'emotività ci fa sentire vivi influenzando i comportamenti umani: ogni azione trova fondamento nella razionalità e nella sfera emozionale. Le reazioni emotive sono definite "reattività autonomica" perché si sviluppa una risposta automatica nei confronti di stimoli che provengono da situazioni impegnative.

È fondamentale elaborare le proprie reazioni emozionali per affrontarle con assennatezza, senza lasciarsi travolgere da esse, così si evitano condizioni patologiche e disturbi psicologici, questo perché le emozioni tendono ad essere somatizzate con effetti di deterioramento del corpo: la rabbia può provocare danni al fegato; la tristezza nuoce alla pelle; lo stress causa disturbi gastrointestinali. Per gestire i sentimenti in maniera adeguata è bene mantenere la serenità per non essere trascinati da un vortice di reazioni incontrollabili, in genere quando si vive troppo emotivamente una situazione si avverte: aumento del battito cardiaco, affanno o respiro accelerato, sudorazione eccessiva, senso di nausea, tensione muscolare.

emozione di arrabbiaturaQuando si ha l'impressione di non controllare le proprie reazioni, si deve partire dall'esaminare le risposte del corpo che segnalano che si sta vivendo male la situazione. Si deve quindi riorganizzare la mente, concentrandosi su una respirazione profonda, regolare e calma che favorisce il rilassamento muscolare, si allevia così la tensione; per gestire le emozioni intense negative sono utili le tecniche di visualizzazione: bisogna semplicemente immaginare un'esperienza rilassante che consente di controllare le reazioni emotive improvvise.

Nel caso di pensieri ricorrenti inopportuni che determinano uno stato di malessere psicologico si deve intervenire sul senso di negatività avviando una trasformazione positiva, così si avvia la distrazione della mente ed alla fine l'emozione svanisce. Frequentemente i comportamenti disadattivi sorgono come conseguenza di uno stato ansioso ma anche dalla volontà di evitare emozioni negative, spesso il cattivo rapporto con la sfera emotiva e la prevalenza di negatività provoca forme depressive.

Chi è più fragile spesso trova rifugio in sostanze tossicodipendenti e nell'alcol per cercare di soffocare le emozioni negative approdando temporaneamente in un illusorio stato di euforia che anestetizza corpo e mente, alcune persone abusano di droghe per vivere emozioni forti finendo per aggravare lo stato di malessere psicologico e mal di vivere che spesso accompagna i più giovani e sensibili. La preoccupazione di controllare le reazioni emotive condiziona i comportamenti e le modalità di relazionarsi con gli altri, è importante seguire dal punto di vista congnitivo comportamentale la pragmatica delle emozioni che prevede che esse non devono essere castrate in maniera catartica, ma condivise ed analizzate per affrontare in modo risolutivo la vita.

 Emozioni primarie e secondarie

Non tutte le emozioni umane sono uguali ma risentono delle tappe dello sviluppo cognitivo comportamentale, secondo lo psicologo cognitivo Michael Lewis le emozioni nascono da delle disposizioni biologiche innate, si parla in tal caso di emozioni primarie, ma la vera esperienza emotiva chiama in causa un'interpretazione e valutazione della situazione con coinvolgimento dei processi cognitivi e della consapevolezza di se stessi (emozioni secondarie). Le emozioni primarie sono reazioni innate frutto dell'evoluzione e sorgono dalla relazione diretta con un oggetto (felicità, rabbia, sorpresa, interesse, tristezza, paura), vengono sperimentate dal neonato come forma di adattamento nei confronti dell'ambiente.

Invece le emozioni secondarie, specifiche della specie umana, compaiono entro i 2 anni, quando il bambino acquista l'autoconsapevolezza riconoscendo la propria immagine allo specchio. Gli studi comportamentali sostengono che il bambino in questa fase prova le prime forme di socializzazione e di adattamento comportamentale visto che queste emozioni chiamano in causa l'idea che ognuno ha di sé coinvolgendo anche le relazioni sociali; rientrano in questa classificazione stati emotivi come: l'autostima, il senso di autoefficacia, la vergogna, l'invidia, la colpa, l'orgoglio, il rimpianto. Le reazioni innate si instaurano in risposta agli stimoli e sono presenti fin dalla nascita, non necessitano di autoconsapevolezza, in momenti successivi dello sviluppo psicologico sorgono le emozioni secondarie che sono più complesse e si insaturano con il raggiungimento di una prima forma di autocoscienza e di introspezione.

Gli studi evoluzionisti condotti da Charles Darwin e Robert Plutchik hanno esaminato le emozioni primarie intese come una funzione importante per l'adattamento ed i processi biologici, mentre le secondarie dipenderebbero da una combinazione delle prime. Anche gli studi transculturali di Paul Ekman hanno confermato che le emozioni primarie sono associate a livello delle espressioni facciali e sarebbero universali poiché comuni a tutte le culture umane.

Effetti fisici e psichici

Le emozioni incidono sul livello di stress e sul corpo, la psicosomatica studia il legame tra le emozioni che non si riescono ad esprimere e l'insorgenza di malattie. I soggetti che si trovano ad affrontare un eccesso di emozione nel lungo periodo, devono lavorare interiormente per evitare che causino effetti collaterali che si palesano a livello fisico con disturbi che possono interessare uno specifico distretto anatomico oppure organo. Grazie alle nuove tecniche di imaging, le neuroscienze hanno permesso di verificare scientificamente che le emozioni sono dei veri eventi fisiologici, con precisi sbocchi di scarico in varie aree del corpo.

Le grandi emozioni sfociano a livello somatico con produzione di ormoni, citochine, neurotrasmettitori che dialogano con recettori posti sul sistema endocrino, su quello nervoso fino a connettersi con ill sistema immunitario. Le emozioni costituiscono un ponte tra la psiche ed il corpo, quando si manifesta un accumulo di emozioni possono sorgere malattie psichiche e fisiche; si evidenziano modificazioni a livello somatico perché nell'emisfero destro del cervello si fissano le emozioni negative fino ad una certa soglia, superata la quale si creano alterazione delle funzioni cerebrali. L'attivazione di una condizione patologica dipende dal superamento di tale soglia e dallo stato di salute dello stesso organo interessato dallo scarico emozionale, tanto più intensa è l'emozione negativa provata maggiore sarà la manifestazione patologica.

La cattiva gestione di emozioni profonde può causare: dermatiti, problemi gastrointestinali (tra cui la colite provocata dallo stress oppure da un costante stato ansioso, per migliorare la sintomatologia cronica è bene imparare a rilassarsi); mal di testa; disturbi osteoarticolari, causati dalla paura verso il futuro; problemi alla schiena, che esprimono una mancanza di sostegno psicologico; problemi cardiocircolatori relazionati alla sfera emotiva della gioia e dell'amore; problemi del sistema immunitario; problemi emotivi che si evidenziano con attacchi di panico, depressione, fobie, irascibilità, disturbi d'ansia; problemi comportamentali (anoressia, bulimia, fame nervosa, obesità).

Come vivere l'amore

Tra sentimenti forti il primo posto è occupato dall'amore che deve essere vissuto al meglio avendo una piena consapevolezza delle diverse emozioni che esso comporta, senza mai perdere il rispetto per sè stessi. Dal punto di vista cerebrale si registra il coinvolgimento di diverse aree del cervello che rilasciano la dopamina e l'adrenalina; a livello somatico, l'amore fa avvertire una sensazione di caldo e l'interno del corpo viene pervaso da una scarica energetica che colpisce vari distretti anatomici della parte alta del corpo culminando negli organi sessuali. L'amore, quando è spinto dalla passione, fa avvertire un senso di vuoto allo stomaco, si parla delle cosiddette "farfalle nello stomaco", e le gambe perdono solidità dando la sensazione di camminare sospesi per aria. Per non subire gli effetti negativi e di dipendenza emotiva di una relazione è importante puntare sulla qualità delle emozioni: una relazione matura deve far prevalere delle emozioni positive e quando sorgono quelle negative devono essere superate coscientemente. Un amore sano non viene vissuto egoisticamente oppure ossessivamente, è poi malsano far durare legami privi di stabilità e sentimenti per paura di perdere per sempre l'altro e di ritrovarsi a single. Il vero amore è fatto di: complicità, condivisione, attaccamento emotivo e sentimenti affettuosi, spesso per amore si fanno gesti eclatanti come proposte di matrimonio romantiche o scenate di gelosia fuori controllo.

L'organizzazione delle nozze genera stress, i preparativi vengono affrontati con un forte carico di tensioni emotive soprattutto dalle future spose, anche la fine di un matrimonio può avere degli strascichi nocivi suscitando ostilità, rancore, odio.

Forme di distrazione per controllare le emozioni

Per essere emotivamente equilibrati nella vita quotidiana bisogna fare tesoro delle esperienze vissute personalmente e di quelle delle persone care, prendendo ad esempio questo vissuto si può uscire da situazioni troppo stressanti che causano un malessere psico-fisico. Chi si trova ad affrontare emozioni troppo intense deve ritornare consapevolmente alla normalità attraverso la ricerca di piacevoli distrazioni, che fungono da valvola di sfogo per far fluire i pensieri cattivi e per gestire le proprie emozioni. Tra le forme di distrazione utili per risollevare l'umore e per scaricare lo stress ci sono attività pratiche quali: la pittura, fare shopping, vedere un film divertente, ascoltare della musica allegra, leggere un libro, il karaoke, telefonare ad amici, andare a ballare oppure a cena in buona compagnia, praticare uno sport, fare una lunga passeggiata in mezzo alla natura. Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto ad uno psicologo per avviare un percorso terapeutico per acquisire una maggiore consapevolezza della propria emotività, ma anche per controllare le proprie reazioni oppure per superare eventuali disagi e malesseri che impediscono un normale approccio alla vita.


lumaca più veloce delle altre

Dopo quanto i lassativi più veloci fanno effetto ?

Si sente spesso parlare di prodotti che aiutano ad andare al bagno. Si tratta di lassativi, alcuni dei quali possono anche essere definiti lassativi super veloci. Si tratta, nello specifico, di appositi farmaci che vengono utilizzati per affrontare i problemi di stitichezza in quanto sono utili per accelerare e promuovere l’evacuazione intestinale.

Molte persone si interrogano su quale sia il tempo che intercorre prima di andare al bagno dopo aver mangiato. E’ il concetto di regolarità intestinale a preoccupare molti pazienti che si recano presso i propri medici di famiglia.

Se si prende in considerazione un soggetto sano è bene sottolineare che una frequenza di defecazione ritenuta normale potrebbe ampiamente variare da individuo a individuo. Alcuni soggetti potrebbero andare al bagno tre o quattro volte a settimana altri potrebbero averne bisogno addirittura tre volte al giorno.

Il termine defecare può anche essere sostituito con la parola evacuare. In molti sorge il problema se il modo corretto di dirlo sia evacuare o evaquare.

Qual è la grafia corretta?

Il modo corretto per scriverlo è evacuare, con la c. La parola, scritta in una maniera grammaticalmente corretta, deriva dal verbo latino evacuare.

E’ anche importante sapere che per affrontare il problema della stitichezza è possibile mangiare degli alimenti o adottare soluzioni che per alcuni sono valide e per altri no. Ancora una volta il concetto è che la stitichezza è una condizione molto soggettiva che deve essere affrontata in modo diverso per ciascun soggetto ed è questo il motivo per cui bisogna trovare quello più indicato alla nostra persona.

lumaca più veloce delle altreIl problema a cui si deve andare in contro quando si decide di prendere dei lassativi, è talvolta molto imbarazzante. Capita infatti che ad una persona scappi la cacca e questa debba correre per farla, affrontando la vergogna. Si tratta di un argomento molto delicato, capace di creare disagi a molte persone, e che per questa ragione deve molto spesso essere affrontato parlandone con un esperto, che potrà consigliare loro dei lassativi rapidi per sbloccarsi.

Un altro problema legato alla stitichezza è quello delle feci dure. Quando le feci sono poco idratate e quindi particolarmente dure risulta molto complicato espellerle. Nel caso in cui il problema delle feci dure sia associato alla patologica condizione di stitichezza il principale consiglio da seguire è quello di integrare la propria dieta con un giusto apporto di fibre, assumendo anche verdura, frutta e molti liquidi.

Una dieta corretta deve essere necessariamente seguita al fine di regolarizzare il proprio intestino, idratando opportunamente le feci e rendendole più soffici in modo che esse possano uscire. Quello che bisognerebbe in realtà fare per risolvere alla radice il problema delle feci dure sarebbe ripulire l’intestino. Esistono anche specifici alimenti lassativi tra cui il kiwi.

Si definisce costipato un soggetto affetto da stitichezza, anche definita stipsi. La costipazione è molto spesso fattore di nervosismo e contribuisce ad aggravare una condizione di stitichezza nervosa, un disturbo intestinale provocato da un accumulo di stress ed ansie. La situazione stessa di essere costipato contribuisce a far diventare nervosi e il problema risulta essere doppio quando si parla di bambini, soprattutto in tenera età. Questi ultimi, infatti, non riescono ad affrontare il problema nella maniera corretta e la situazione tende gradualmente ad aggravarsi.

Abbiamo già detto che i rimedi sono molteplici. Esistono ottimi lassativi che si presentano in varie tipologie e sono facilmente acquistabili sul mercato. Oltre al classico lassativo, però, è possibile servirsi anche di rimedi naturali. Si pensi al cosiddetto lassativo immediato ovvero un tipo di lassativo naturale davvero ottimo per il benessere intestinale.

Tra i rimedi naturali per andare di corpo è possibile anche evidenziare la presenza di prodotti come il caffè bollente che grazie all’azione prodotta dalla caffeina è capace di stimolare al meglio la motilità intestinale. Altra soluzione potrebbe essere dell’acqua tiepida con il bicarbonato, mangiare le prugne che sono molto ricche di zuccheri che fungono da ottimi lassativi naturali.

Usata ed apprezzata da molti è anche la tisana definitiva, meglio conosciuta come tisana lassativa le cui proprietà anti stitichezza dipendono dai differenti prodotti utilizzati per la sua realizzazione. I prodotti maggiormente utilizzati sono i semi di lino, il finocchio, la malva, la melissa o il coriandolo.

Tra i tanti prodotti esistono anche delle specifiche erbe con proprietà lassative. Di quali erbe si tratta? Ve ne sono di diverse, molto utili e sfruttate proprio nelle preparazione delle tisane lassative di cui si è prima parlato. Le principali erbe lassative sono la verbena, con proprietà lassative estremamente potenti, la malva che oltre a prevenire la stitichezza contribuisce anche a favorire la digestione e l’ortica, capace di favorire i movimenti intestinali per l’eliminazione delle feci.

Le proprietà lassative del caffè. Verità o chimera?

Come già detto in precedenza il caffè è una bevanda molto utile per stimolare al meglio la motilità dell’intestino e conseguentemente favorire il processo di evacuazione.

Molto utilizzato è anche un infuso realizzato a base di camomilla e olio. Si tratta di un rimedio molto pratico conosciuto come uno dei migliori rimedi naturali della nonna e utile per le proprietà di camomilla ed olio tra loro associate.

Ancora, l’olio di ricino, estratto dai semi di ricino. Esso agisce come un ottimo prodotto lassativo, capace anche di funzionare da stimolante e lubrificare l'intestino senza però assorbire acqua dalle sue pareti.

Molto utile per prevenire la stitichezza è anche mangiare delle prugne, come già detto in precedenza e assumere due arance la sera. L’arancia, infatti, è molto ricca di acido citrico che aiuta a sciogliere tutti i residui accumulati all’interno dell’intestino. Un’arancia permette quindi di regolare il traffico intestinale, combattere la stitichezza ed eliminare i liquidi in eccesso.

Utilizzato da numerose persone è anche l’olio di vaselina prima dei pasti. Si tratta di un ottimo lassativo che può essere assunto per via orale o rettale e che è molto utile come lassativo in quanto capace di creare all’interno dell’intestino un’emulsione con le feci ammorbidendone la massa e permettendone la fuoriuscita.

Le noci fanno bene o male?

Sono molto positive per affrontare i problemi di stitichezza in quanto ricche di fibre.

E le patate hanno l’effetto di un clistere?

Scientificamente questo non è affermabile ma nell’opinione comune molti ritengono le patate abbiano l’effetto di un clistere, ovvero uno strumento con cui è possibile immettere nel retto delle soluzioni liquide.

Fondamentale, come detto in precedenza, è anche il ruolo del bicarbonato così come del rimedio della nonna di assumere miele e latte caldo. Positivi contro la stitichezza sono inoltre i semi di lino. Curioso da sapere è che anche il sesso anale è capace di sbloccare. Questo è molto risaputo dai gay passivi che difficilmente sono stitici.

La digitopressione funziona davvero?

Si sostiene che premendo un punto della pancia si possa rimuovere il blocco che causa stitichezza. Circa la sua effettiva efficacia è possibile affermare che il tema è molto dibattuto.

Esistono farmaci lassativi velocissimi e soluzioni rapide per curare una stipsi atroce. Tra questi il Movicol, considerato un lassativo molto potente o il dulcolax assumibile in compresse o supposte.

Le supposte di glicerina fanno bene?

Sono efficaci?

Esse risultano efficaci poiché forniscono glicerolo per via rettale producendo degli immediati effetti lassativi.

Esiste uno sciroppo per questo scopo?

La risposta è affermativa in quanto sul mercato è possibile acquistare diversi tipi e marchi di sciroppo che abbiano effettivi contro la stitichezza, in grado di funzionare come lassativi molto veloci.

Il Guttalax è un farmaco lassativo molto potente. Molto spesso di questo prodotto viene fatto un uso improprio come nel caso di persone anoressiche che ne fanno uso per dimagrire e sgonfiarsi associandolo a diuretici per perdere liquidi.

Fanno male i lassativi in gravidanza?

I lassativi in gravidanza sono considerati nocivi e non devono assolutamente essere assunti. Come soluzione alla stitichezza si potrebbe pensare ad un clistere che deve essere fatto con un particolarissima attenzione.

E’ bene anche conoscere quali sono gli effetti a lungo termine di un lassativo. Non bisogna assolutamente abusarne soprattutto quando il problema della stipsi può tranquillamente essere curato in maniera meno invasiva. A lungo andare, infatti, un lassativo istantaneo è capace di ledere le mucose al punto tale da dover andare in ospedale.


Depressione da colite : come l'intestino può rendere tristi

Cos’è la depressione? nonostante se ne senta parlare molto spesso, tanto da definirla come la malattia del secolo, non tutti sanno di che cosa si tratti realmente.

Esistono varie forme di depressione tra cui la depressione normale, la depressione nevrotica conosciuta anche come distimia, la depressione maggiore o endogena, la depressione secondaria e quella mascherata. Oltre alle tipologie appena citate vi è anche una diversa forma di depressione nota come la depressione da colite.

Nello spiegare di cosa si tratta possiamo innanzitutto affermare che questa diventa una vera e propria malattia nella malattia, creando una sorta di circolo vizioso molto simile a quello di un cane che si morde la coda da solo. Potremmo addirittura dire scherzosamente che una depressione da colite non è nulla altro che una colite che si morde il colon. A volte di fronte a problemi del genere capita di essere eccessivamente preoccupati ed intristirsi a causa di una malattia che non passa. Eppure è bene riuscire sempre a rassicurare sé stessi con la consapevolezza che anche la colite si può curare con azioni pratiche e non semplicemente pregando che passi.

ragazza depressaCom’è possibile capire se si è o meno depressi?

Sul web, ed esattamente su alcuni siti ufficiali e specializzati, è possibile compilare dei questionari specifici, noti come test della depressione. Si tratta di una serie di domande volte a comprendere se una persona sia o meno affitta dalla sindrome depressiva.

Ad ogni domanda è apposto un elenco di possibili risposte, organizzate secondo uno schema del tipo A, B, C. Alcune delle domande più frequenti presenti all’interno di tali depressione test sono, ad esempio, da quanti giorni non esci con opzioni del tipo da oltre tre giorni, da 1-2 giorni oppure da poche ore.
Ancora molto tipico è quante ore dormi al giorno, quesito a cui seguono risposte come 9 o più ore, 7-8 ore, meno di 7 ore. A chi si sottopone a questo tipo di test viene chiesto anche con quanti amici con cui ti sentivi sino a 10 anni fa sei ancora in contatto oggi e le possibili risposte potrebbero essere: con il 10%, con almeno il 30%, con oltre l’80%.
Un’altra domanda tipica, infine, riguarda un fattore importantissimo ovvero il peso di un soggetto. Per questo viene formulata in termini di quali sia stata la variazione del peso negli ultimi 5 anni.

Per un conteggio finale è necessario calcolare quale sia la maggioranza delle lettere totalizzate. Se la risposta maggioritaria fosse A si potrebbe comprendere di essere dei soggetti con una forte predisposizione alla depressione.

Quali sono i sintomi della depressione?

Per guardare correttamente ai sintomi ed alle conseguenze di una forma depressiva è importante tenere sott’occhio tanto gli aspetti psicologici quanto quelli fisici.

Tra questi, ad esempio, i segnali più evidenti sono che molto spesso ci si lascia andare e non si segue più alcuna dieta partendo sempre dalla convinzione che per quanti potrebbero essere gli sforzi il problema comunque non passerebbe mai.
Si guarda tanta televisione, si tende ad un generale isolamento non parlando con gli altri ed anzi tentando anche di allontanarli ad un eventuale tentativo di avvicinamento.

Nei casi più estremi, soprattutto se il soggetto colpito presenta un carattere già “difficile”, è probabile che questo male possa rovinare i rapporti sociali e incrinare delle amicizie di lunga data. Nelle relazioni affettive lo stato di agitazione e stress può favorire delle incomprensioni che potrebbero determinare persino la fine di un fidanzamento o di un matrimonio. A tal proposito avevamo già scritto un articolo su come fare a far funzionare un rapporto d'amore con la colite.

Di effetti direttamente o indirettamente legati a questo malessere ne esistono moltissimi.
Nel caso ad esempio delle conseguenze sulla pancia e perdita di peso le ripercussioni possono essere davvero disastrose. Capita spesso, infatti, che una depressione poco o mal curata possa addirittura sfociare in disturbi di tipo alimentare. L’ansia, soprattutto quella repressa, ha inoltre una grandissima capacità di influire fortemente sulla colite e sull’acutizzarsi del disturbo.

Perché ci si sente depressi di fronte a problemi di colite?

Alcuni dei motivi potrebbero essere, ad esempio, che talvolta ci si sottopone a tante cure inutili e prive di un vero e proprio successo oppure sembra che queste siano state utili e che i dolori al colon siano passati ma poi si hanno delle serie ricadute.
A volte, anche se potrebbe sembrare apparentemente esagerato, si arriva addirittura a pensare al suicidio. Tutto ciò poiché a lungo andare diviene un vero e proprio circolo vizioso e tutti i mali che ne conseguono sono addirittura capaci di far balenare in una persona tale idea atroce.

Una delle conseguenze più note e comuni a molti che ne soffrono sono i famosissimi attacchi di panico. Di cosa si tratta? di un intollerabile momento ed episodio di ansia che al massimo dura un 15-20 minuti ed è caratterizzato da sentimenti di ansia, paura e terrore. Molto importante nel considerare quanto detto fino ad ora e quanto seguirà è anche il fattore età. Se si anziani, ad esempio, è molto più difficile cadere in una depressione causata da colite in quanto si tende molto di più a preoccuparsi per altri tipi di acciacchi e comincia a pensare molto più insistentemente al pensiero della morte.

Risulta molto spiacevole è quando si raggiunge tale stato in giovane età. Le conseguenze che una tale situazione può provocare infatti, sono sicuramente non di scarsa importanza. Si pensi, ad esempio, ad un giovane universitario che si trovi ad affrontare un problema di tipo depressivo. Sicuramente la sua condizione creerà delle notevoli conseguenze sui tempi e le modalità di studio.

E’ questa la ragione per cui risulta essere davvero molto importante il capire come uscire dalla depressione da colite. Fondamentale è focalizzarsi sul fatto che la sindrome da colon irritabile deriva molto spesso da un problema di autostima.

Il corpo, infatti, parla molto spesso attraverso il colon irritabile e chi ne soffre vive frustrazione e stati di ansia che possono molto spesso sfociare in veri e propri atteggiamenti depressivi. Come già detto in precedenza il problema del colon irritabile è risolvibile e dalla colite si può guarire ma bisogna saper avere il giusto approccio con la situazione partendo sempre dal presupposto che alla base del problema vi è una grande insicurezza a livello psicologico.

Un requisito fondamentale per superare lo stato depressivo è sicuramente una grande forza di volontà nel voler uscire dallo stato logorante in cui si versa. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di tentare di rinsaldare la rete sociale avvicinandosi dapprima alle persone di cui ci si fida maggiormente. Si tratta in questo caso di una terapia interpersonale che dovrebbe anche essere associata ad un percorso di psico-educazione.

La voglia di cambiare tentando di non scoraggiarsi mai e di non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita è fondamentale così come importante sarebbe rendersi il più attivi possibile, migliorare la qualità della propria vita e viaggiare molto.
Molto utile è anche la fitoterapia. Di che cosa si tratta? E’ una disciplina olistica che sfrutta l’utilizzo di erbe, piante officinali, Fiori di Bach ed olii essenziali, il cui scopo è quello di aiutare a contrastare i disturbi dell’umore.

Ci interessiamo ora anche a quali sono i consigli per combattere la depressione da colite senza farmaci. Molti, ad esempio, decidono di chiedere consiglio ad un neurologo o di utilizzare metodi che risultano essere ancora più semplici. Tra questi, ad esempio, vedere un film in compagnia dei propri amici oppure sforzarsi di cantare, ballare o divertirsi. La depressione, infatti, può essere sconfitta con impegno quotidiano e trovando forza in se stessi. Vinta la depressione da colite e risolto il problema a livello gastro intestinale, inoltre, si può anche ritornare ad avere il sorriso di chi può finalmente mangiare ancora una pizza in compagnia.

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La vitamina D per la depressione può far bene?

La risposta è affermativa in quanto la carenza di vitamina D nell’organismo è in grado di creare gravi conseguenze psicologiche. La vitamina D è un ormone che regola i neurotrasmettitori.

 


Perchè ciclo e coliche vanno a braccetto

Può capitare che durante il ciclo mestruale si soffra di coliche intestinali. Ma cosa sono nello specifico? Si può parlare di coliche all'intestino quando si percepiscono dolori e fitte all'interno della pancia che danno una sensazione di pesantezza, quasi come se ci trascinassero verso il basso.

Un segnale lampante per accorgersi delle coliche intestinali può essere il disperato bisogno di scaricare aria (accusando diarree di conseguenza), ma anche avere mestruazioni che risultano più lunghe del normale può risultare un notevole campanello d’allarme.

Com’è possibile verificare che si tratti effettivamente di coliche intestinali? Come poterle diagnosticare concretamente? Vediamo, nello specifico, come poter individuare le coliche senza che esse passino inosservate.

Diagnosticare le coliche intestinali

Innanzitutto, fare le lastre necessarie, insieme ad un’analisi del sangue può esser d’aiuto, anche se non sempre è il rimedio definitivo. Può accadere che non si riesca ad individuare niente di scorretto nell’apparato intestinale, nonostante le lastre effettuate.

donna in sofferenzaColonscopia

A questo punto, ci potrebbe esser bisogno di effettuare una colonscopia che, per quanto possa risultare fastidiosa, risulterà molto utile. Per quanto possa spaventare a primo impatto, sicuramente risulta più “comoda” della gastroscopia, a meno che non si abbiano emorroidi o rigonfiamenti nella zona anale.

Un buon metodo per evitare fastidi e dolori durante la colonscopia è rilassarsi il più possibile e, naturalmente, seguire le indicazioni del medico. Così facendo sarà più facile evitare eventuali irrigidimenti e conseguenti paure.

Clisma opaco

In caso si abbiano dolori piuttosto forti durante la colonscopia e, nonostante i papabili rimedi ed eventuali tentativi di rilassamento consigliati dal medico, non si riesce a farli cessare, un clisma opaco (ovvero un esame radiologico dell’intestino crasso) può rendere le analisi ancora più facili e “scorrevoli”. In questo caso, i processi di lubrificazione e di introduzione della piccola sonda risultano molto meno fastidiosi della colonscopia.

Laparoscopia

Anche la laparoscopia può essere un altro buon metodo per riuscire ad individuare la fonte del dolore. In questo caso si ricorre alla chirurgia (tuttavia in maniera minimale) per introdurre nell’addome un piccolo tubo, chiamato laparoscopio, che permette di individuare eventuali organi o parti intestinali che arrecano coliche e dolori.

Candida ed altre infezioni possono influire sulle coliche

In caso di infezioni come la candida, si possono avere ricadute e dolori cronici che, nonostante possano alleviarsi in alcuni momenti, ricompaiono sistematicamente. È opportuno sapere che la candida si manifesta, nella maggior parte dei casi, tramite il cavo orale o direttamente sulla pelle, anche se la candida è in sé e per sé un fungo intestinale.

Individuare la candida

Nello specifico, la candida può venir individuata sia tramite macchie che si presentano sul palato (mughetto) o macchiette rosse sulla pelle (con conseguenti pruriti), ma un altro sintomo lampante può essere il disperato bisogno di dolci, considerando che la candida partecipa alla digestione di zuccheri e glucidi.

Da notare tuttavia che le cure antimicotiche (ovvero cure indicate per neutralizzare la candida) ed antibiotiche possono mettere in difficoltà l’intestino nel tempo, semplicemente perché possono renderlo debole e più irritabile con il passare degli anni. Ad ogni modo, soprattutto durante il mestruo basta prendere le giuste precauzioni e considerare lo stato di debolezza dell’intestino, regolandosi nell’alimentazione e tenendo in considerazione alcune raccomandazioni mediche.

Igiene e controlli frequenti

Ad esempio, è opportuno evitare contatti batterici che potrebbero risultare promiscui. I bagni condivisi (come bagni di ristoranti o bagni pubblici) potrebbero favorire eventuali infezioni di miceti. Detto questo, nel caso si sia sotto cure (come appunto antimicotici o antibiotici) durante il ciclo mestruale, è consigliato rimanere igienicamente puliti e fare controlli frequenti sotto questo punto di vista.

Visita ginecologia: i costi

Se si presentano dolori durante il ciclo, una visita ginecologica può senz’altro aiutare, soprattutto per percepire sintomi che riguardano eventuali coliche intestinali. Ma quanto costa una visita ginecologica?

Gestire le visite ginecologiche

Indicativamente, si può pagare una visita ginecologica dai 60 ai 200 euro. Il problema, tuttavia, può esser la necessità di fare più visite. Questo ovviamente può risultare molto costoso ed è quindi è opportuno capire come non rendere le visite ginecologiche un problema. Un consiglio è quello di chiedere un parere professionale (e personale) al ginecologo, sia dal punto di vista medico che economico.

Considerando lo stress che occorre durante il ciclo mestruale (peggio ancora se si verificano dolori come le coliche intestinali), fare chiarezza sulla frequenza delle cure da adottare (e quanto frequentemente dover fare visite) può aiutare, evitando così frustrazioni ed impotenze date dal non riuscire a curare il fastidio in questione.

Altissima intensità del dolore: cosa fare

Può capitare che durante il periodo mestruale si abbiano dolori lancinanti e particolarmente forti. In alcuni casi in cui il dolore diventa insopportabile si può venir ricoverati d’urgenza in ospedale, considerando che un dolore troppo forte potrebbe addirittura far svenire.

Rimedi al dolore

Da notare che se si è stanchi i dolori possono peggiorare, non riuscendo di conseguenza a compiere semplici attività come ad esempio camminare. Tuttavia, ci sono pur sempre semplici rimedi (come ad esempio sdraiarsi o mettersi al riposo) che possono donare sollievo e alleviare il dolore.

Alcune volte i dolori mestruali più forti vengono percepiti dopo pranzo. Può capitare che si abbiano dolori sulla parte sinistra dell’intestino e, in alcuni casi, anche sulla parte destra. In ogni caso, qualunque sia la provenienza del dolore intestinale, se si ha un’alta intensità del dolore rivolgersi al pronto soccorso può essere indispensabile.

Cause di forti dolori mestruali

Ma quali possono essere le cause di forti dolori mestruali? Alcune intolleranze alimentari a propria insaputa potrebbero essere la causa di tutto. Se si percepiscono dolori sulla parte sinistra della pancia (vicino all’intestino tenue) potrebbe essere che si abbia un’intolleranza alimentare che si ha ignorato fino a quel momento.

Endometriosi

Durante il mestruo può capitare che si verifichino anche endometriosi, ovvero malattie in cui si ha un crescita esponenziale di una mucosa all’interno dell’utero, mucosa che potrebbe risultare molto dolorosa. Come è possibile curarla? I contraccettivi possono dare una mano, in quanto con la pillola (o eventualmente con l’anello) i dolori si percepiscono in misura minore.

Coliche al nono mese di gravidanza

Nel caso che le coliche intestinali si verifichino al nono mese di gravidanza, non si dovrebbero riscontrare particolari problemi, considerando che è ritenuto un normale “sfogo”. Può essere che si abbia una sensazione di pesantezza sul pube (quasi come se ci stessero tirando verso il basso) ma l’importante è che questi dolori risultino irregolari.

È opportuno considerare che se fino ad ora si hanno avute mestruazioni in gran parte dolorose, può essere che si abbiano fastidi maggiori durante la gravidanza. Detto questo, se si sono già verificati episodi di forti dolori durante il ciclo, i dolori durante la gravidanza non saranno un vero e proprio campanello d’allarme. Consigliamo, ad ogni modo, di chiedere un parere professionale ad un medico per fare accertamenti.

Differenza tra coliche intestinali e coliche renali

Inoltre, è importante distinguere le coliche renali dalle coliche intestinali. È bene sapere che la colica è, sostanzialmente, una contrazione molto forte dei muscoli che stanno attorno all’intestino. Mentre per quanto riguarda le coliche intestinali si avranno disturbi di carattere alimentare e di defecazione, nei casi di coliche renali i disturbi riguarderanno perlopiù contrazioni muscolari nella zona dell’uretra e della vescica.

Detto questo, durante il mestruo si possono avere dolori forti sia nella parte addominale (e intestinale) sia nella zona dell’uretra e della vescica. Importante è capire e accettarsi da dove provengono i dolori, comprendendo di conseguenza se si tratta di coliche intestinali o renali.


segni di orticaria

Cosa mangiare con l'orticaria

Orticaria papulosa: caratteristiche
Orticaria solare: quando si manifesta?
Orticaria: quali cibi evitare?
Dermatite da contatto: in cosa consiste?

L'orticaria è una reazione allergica caratterizzata dalla comparsa di macchie rosse e pruriginose sulla cute, molto simili a quelle che appaiono dopo essere stati punti dalle ortiche (da qui il nome della malattia).

Queste macchie appaiono quando i leucociti, percependo come corpi estranei una semplice variazione della temperatura o un piccolo trauma, avvertono i mastociti di produrre l'istamina, una sostanza che dilata i vasi sanguigni e che fa affluire una grande quantità di sangue nella zona colpita, provocando il tipico gonfiore e prurito.

L'orticaria può essere provocata da condizioni di forte stress, ad esempio quando stiamo vivendo dei momenti di forte tensione dovuti ad impegni che si susseguono uno dietro l'altro e a decisioni importanti da prendere, dall'abuso di farmaci (in questo caso si verifica quando il paziente assume troppe penicilline o troppi medicamenti che contengono oppiacei), da reazioni allergiche, dall'esposizione per lungo tempo al freddo o al calore, da alcune malattie infettive e dal contatto diretto con alcune sostanze chimiche senza usare adeguate protezioni.

Orticaria colinergica: cosa è?

L'orticaria colinergica è una forma di orticaria che si manifesta quando ci si espone in climi molto caldi, si effettuano degli sforzi fisici molto intensi o si sottopone il proprio corpo ad altri eventi traumatici che possono provocare un aumento improvviso della temperatura. Di solito si manifesta dopo dieci minuti dallo stimolo termico con la comparsa di piccoli cerchi, di colore rosso e pruriginosi, che possono avere anche un diametro di quattro millimetri.

segni di orticariaOrticaria papulosa: caratteristiche

L'orticaria papulosa, o strofulo degli infanti, è una dermatite che colpisce soprattutto le braccia, le gambe e il torso dei bambini, anche se ci sono stati dei casi in cui ha colpito gli adulti. Le macchie di questa orticaria, chiamate papule, sono riconoscibili dal centro giallastro e dai bordi arrossati. Se il soggetto è particolarmente sensibile, non è raro che su queste papule si formino delle bolle.

A scatenare questa reazione allergica violenta, e anche molto dolorosa, sono i morsi e le punture degli insetti, come anche il semplice contatto con i bruchi, gli acari, le mosche, i moscerini della frutta, le pulci e i ragni. Uno dei casi più frequenti, e che si possono verificare durante il periodo estivo o con animali domestici che hanno l'abitudine di uscire, è l'orticaria papulosa provocata dal morso delle zecche che, dall'animale, possono saltare sull'essere umano e morderlo.

Per questo motivo è importante, soprattutto se si hanno gatti che hanno l'abitudine di uscire, di sottoporli ad un trattamento antizecche e antipulci durante i mesi di aprile e maggio. Oltre alla papulosa, un'altra orticaria da non sottovalutare è l'orticaria acuta (o cronica): in questo caso il medico potrebbe prescrivere una terapia a base di antistaminici o, se il disturbo persiste, ricorrere al cortisone o alla ciclosporina (un farmaco che riduce l'azione del sistema immunitario).

Orticaria solare: quando si manifesta?

L'orticaria solare è una reazione allergica alla luce del sole naturale e artificiale (quella prodotta dalle lampade dei solarium), che può riguardare sia gli uomini e le donne di qualunque età, sia i bambini più piccoli. Si manifesta quando la pelle viene colpita dalla luce solare, anche se ci sono stati dei casi in cui le macchie rosse sono apparse sotto i vestiti senza che ci sia stato un contatto diretto della cute con i raggi UV.
Si tratta di una delle forme di orticaria più diffuse e insidiose, in quanto spesso il soggetto non sa di soffrirne fino a quando non si espone ai raggi solari (è il caso dei pazienti che assumono aspirina o medicamenti che contengono morfina).

Orticaria: quali sono i rimedi naturali che funzionano?

Sembra qualcosa di impensabile, eppure il cibo è uno dei rimedi naturali che funzionano di più contro l'orticaria.

Basta adottare alcuni accorgimenti e scegliere degli alimenti che non contengano istamina per garantirsi un pranzo, o una cena, salutare e che lenisca questa reazione allergica, soprattutto se quest'ultima si presenta nella fase acuta. Via libera quindi al riso, al grano saraceno, all'avena, ai cereali, alle verdure bollite, alla pasta di semola di grano duro, al bollito magro di coniglio, pollo e tacchino, alle mele al forno, alle zuppe di verdura, al pane e ai formaggi magri.

Se il prurito è insopportabile oppure si desidera trovare subito sollievo, si possono applicare degli impacchi di acqua fredda e bicarbonato, oppure prendere uno spicchio d'aglio, tagliarlo a metà e usarlo per frizionare tutta la parte colpita. Altri rimedi naturali che possono essere adottati per combattere l'orticaria sono il ribes nero, noto per essere uno degli antistaminici più potenti, la piantaggine, la liquirizia, il gel di aloe vera e l'olio di sandalo.

Curare l'orticaria con una dieta: è possibile?

Sì, una dieta corretta può alleviare il prurito e il dolore causato dall'orticaria, anche se per le forme più gravi (acuta e cronica) suggeriamo di chiedere il parere del proprio medico di fiducia, soprattutto se il disturbo dura da molto tempo. La vitamina C, come tutti gli alimenti che contengono bioflavonoidi, fa bene anche all'orticaria: il tè verde, gli agrumi, il grano saraceno, il finocchio, i frutti di bosco e i pomodori dovrebbero quindi essere presenti nella dieta.

L'aloe vera, oltre che a rappresentare un vero e proprio toccasana per la pelle, può essere consumata alla mattina sotto forma di succo puro al 99,8 (da aggiungere nel succo di frutta o in un bicchiere d'acqua) per aumentare la tolleranza alle sostanze allergiche e diminuire le risposte violente del sistema immunitario.
Altri alimenti che si possono mangiare con l'orticaria, e che possono essere consumati senza problemi anche dai bambini, sono la lattuga, la cicoria, i cetrioli, il soncino, la zucca, i peperoni, i funghi, il rabarbaro, gli asparagi, le zucchine, le mele, le pesche, le ciliegie, i meloni, l'uva spina, la carne fresca o congelata, il pollame fresco o congelato, il pesce fresco o congelato e le uova fresche.

Orticaria: se si è allergici alla frutta secca, quale frutta si può ingerire?

Se si è allergici alla frutta secca e si ha l'orticaria, si possono consumare le mele, le pesche, le prugne, le ciliegie, i meloni, i limoni, i mirtilli e l'uva spina, basta che siano freschi.

Orticaria: a quale frutta e verdura si può essere allergici?

A tutta la frutta e la verdura che ha un contenuto elevato di istamina, come gli spinaci, i pomodori, l'uva, l'avocado, i fichi, le patate, il cavolo e il cavolfiore. A volte la mancanza di questi cibi, soprattutto se prima li si consumava con tranquillità (e magari se n'era anche golosi), può portare il soggetto a sviluppare una sorta di depressione, in quanto la vive come una grossa rinuncia.
Come per tutte le cose però, si può superare tutto con la forza di volontà e con una grande determinazione.

Orticaria: quali cibi evitare?

I cibi assolutamente da evitare con l'orticaria, anche perché contengono molta istamina, sono i formaggi fermentati, le bevande fermentate, i pesci conservati sott'olio e sotto sale (aringhe, acciughe, sardine, salmone e tonno), gli spinaci, i pomodori, il fegato di maiale e gli insaccati.

Seguire una dieta è utilissimo, ma attenzione anche a quello che si mette nel piatto.

L'orticaria rovina l'estetica?

Sì, nei casi più gravi e che coinvolgono anche il viso o altre parti visibili del corpo, l'orticaria può rovinare l'estetica. Le foto che si possono trovare in Internet, anche di bambini, sono terribili e mostrano persone con macchie rosse presenti sul corpo o un labbro mostruosamente gonfio.

Per non parlare poi delle bolle che possono formarsi sulla pelle, talmente impressionanti che le persone affette da orticaria, quando non possono coprirsi con l'abbigliamento che usano tutti i giorni, cercano di nascondersi con sciarpe o foulard. Queste eruzioni cutanee, proprio perché non sono mai belle da vedere, spesso non solo le spingono ad evitare il contatto con la gente, arrivando a compromettere i rapporti sociali, ma anche a sviluppare una forma sottile di depressione.

Orticaria: pasti che fanno bene anche con dolori addominali

Se l'orticaria è associata a dolori addominali, in questo caso si dovrà eseguire un test delle allergie per vedere quale alimento scatena queste due reazioni. Fatto questo, con l'aiuto di un dietologo o di uno specialista della nutrizione, si dovrà stilare una dieta di esclusione: questo regime alimentare, che è ancora più rigido, tende ad eliminare del tutto l'alimento a cui il soggetto è sensibilizzato, ma in genere non dura tutta la vita (esempio: un bambino che soffre di orticaria non è detto che da adulto abbia lo stesso problema).

Orticaria: differenze con angioedema e dermatite atopica

L'angioedema, pur essendo simile all'orticaria, non coinvolge soltanto la cute esterna, ma anche la mucosa e i tessuti che si trovano al di sotto di essa. Può colpire sia gli occhi, sia le labbra, la lingua, la gola, i genitali, le mani, i piedi e, nei casi più gravi, anche la parte superiore dell'intestino e le vie respiratorie.Inoltre, a differenza del soggetto colpito da orticaria, il soggetto affetto da angioedema non avverte prurito, ma soltanto gonfiore e dolore.

La dermatite atopica condivide con l'orticaria l'arrossamento della pelle e il prurito, ma diversamente dalla prima è una condizione quasi sempre cronica (quindi non passa, ma può essere soltanto alleviata) e che si aggrava con la stagionalità.
Inoltre, a differenza di quello che soffre d'orticaria, il soggetto affetto da dermatite atopica trae giovamento dalla luce del sole.

Dermatite da contatto: in cosa consiste?

La dermatite da contatto è un'infiammazione cutanea che viene provocata toccando delle sostanze irritanti. Può colpire sia gli under 20 sia gli over 40, soprattutto in ambito professionale (di solito la reazione allergica viene scatenata dal contatto con i metalli, i detersivi, i tessuti, i cosmetici, i prodotti per parrucchiere o le farine).