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Colite ulcerosa: la cura in una dieta

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Cibi utili e dannosi a confronto

Dicevano i nonni “siamo quello che mangiamo” e nonostante tutte le critiche 2.0 alla saggezza popolare, questo detto è validissimo anche per i nostri giorni, perchè una dieta equilibrata è il segreto della cura alla colite ulcerosa (CU). Tutto o quasi verte attorno al metabolismo del corpo.
Però, sarà a causa dei ritmi vertiginosi a cui sono sottoposte le nostre vite ogni giorno o alla nostra cieca fede nei confronti dei bugiardini dei medicinali e scetticismo nei confronti delle erbe naturali, ma  sembriamo tutti poco attenti al nostro regime alimentare e a una dieta da seguire per sentirci meglio.

La terapia che proponiamo è basata su una metodologia pragmatica, perchè ormai anche a importantissimi momenti come la masticazione viene data troppa poca importanza, preferendo destare tutta la nostra attenzione ai jingle di McDonald's o all'ultima offerta di Burger King.
Il must propagandato dalla filosofia dei fast food sembra quello di “riempire lo stomaco” a qualunque costo e scartare qualunque ipotesi più critica nei confronti del giusto apporto alimentare da regalare al nostro stomaco e alla qualità della nutrizione.

Colite ulcerativa come risposta ad un' alimentazione sbagliata

Noi, figli del benessere economico, in cura presso il capitalismo dei mercati alimentari, siamo sempre più figli di un malessere alimentare, in cui obesità, gastriti, alta pressione del sangue, problemi cardiaci e infine la terribile colite ulcerosa, diventano le conseguenze naturali, di un universo alimentare che di “naturale” ha ormai ben poco.
C'è bisogno di una dieta disintossicante che protegga la nostra tavola e il nostro colon dai conservanti e dai cibi sintetici che tanto male oscuro nascondono dietro un comunissimo bruciore di stomaco, o un metabolismo più rapido o più lento del solito.

Tutte queste problematiche ed in particolar modo una eventuale terapia sono strettamente legate sia alla quantità di cibo che mangiamo, ma soprattutto alla qualità con cui questi cibi sono realizzati e alla nostra modalità di assunzione degli stessi, masticazione in primis.
Al di là della consapevolezza o meno di scegliere una dieta per colite ulcerosa o CU che dir si voglia, non si può far finta di non accorgersi come appuntamenti di lavoro che si susseguono, accompagnare di fretta i nostri figli in palestra, andare in posta a pagare le bollette, assieme a tantissimi altri impegni quotidiani, sono indiscutibili corresponsabili di un processo graduale che ci ha allontanato dal godere di quei momenti importantissimi nella nostra vita che sono il pranzo e la cena.
Evviva il cibo. In Toscana dicono però un noto detto popolare dice che si ha più cibo che appetito ed è proprio su questo aspetto alimentare che vorrei soffermarmi..

A conti fatti, i familiari che vediamo più spesso hanno le facce dei baristi da cui ci rechiamo per ingoiare un panino in pochi minuti e magari in piedi, alla faccia della dieta e delle preoccupazioni per la retto colite ulcerosa!
Le nostre vite sembrano scorrere senza tregua e noi restiamo inermi a guardare la nostra agenda mangiare il nostro tempo, ma anche il nostro miglior cibo. Noi siamo convinti di viveve e di mangiare, mentre nel frattempo avviene la masticazione continua del nostro tempo. Allora diventa facile mettere su un po’ di peso e soffrire di bruciori di stomaco al punto da iniziare peggiorare il nostro stato di salute intestinale.
Iniziare a riflettere sulle cause del problema è già il primo passo per la nostra cura. Iniziare a mettere in agenda “la pesa quotidiana” alla bilancia può rappresentare la giusta leva per spronarci ed essere stimolati a fare qualcosa per iniziare a perdere peso e riprendere per mano una vita che sembra essere sfuggita di mano.
Comprenderemo così sulla nostra pelle e sulla nostra bilancia come ridurre l’apporto di carboidrati come pasta, ci renderà orgogliosi di essere ugualmente italiani, ma forse un po’ più magri. Una sorta di alimentazione anti colite, senza fare per questo salti mortali, ma soltanto ponderando la scelta degli ingredienti giusti con cui nutrirci.

Colite: sanare in tempo è possibile

Scoprirete così come diminuire l’apporto di proteine animali ed aumentare di contro l’apporto di legumi in una dieta sarà certamente la migliore risposta per combatterla. Un insaccato in meno al giorno leverà il medico di torno, ve lo posso garantire. E poi tante altre cosette, soluzioni efficaci per contrastare le cause d'origine, mediante un'alimentazione sana ed equilibrata. Si tratterà di togliere le bibite gasate, con altissimi contenuti di zucchero e limitare il consumo di bevande alcoliche.
La soluzione ai problemi di CU è a portata della vostra bocca insomma, in funzione della vostra motivazione di seguire un programma specifico per affrontarla e divenire delle persone più felici, perchè a proprio agio con il proprio corpo.
Cominciare riflettendo quindi, ma continuare camminando e magari riferendolo a un amico che vive nella vostra zona, trovando così un’altra scusa per muoversi un po’ e lasciare la vostra auto parcheggiata per un altro po’.
E non abbiate fretta di guarire e nemmeno di mangiare; secondo degli studi affidabili, la masticazione di ogni cibo dovrebbe avvenire almeno 20 volte prima di essere ingoiato.

I consigli dietetici

Prosciutto e salame: Assolutamente da evitare. Prosciutto e salame, sia per la presenza di sale che per la presenza di grassi animali, vanno accuratamente eliminati dal regime di dieta. Meglio bere un sorso di acqua in più, anche quando il nostro organismo non avvertirà necessariamente il senso di sete. In questo modo il metabolismo potrà funzionare al meglio e il corpo umano resterà ben idratato. Mangiare meno grassi e bere tanta acqua quindi. Le verdure si possono mangiare. Non sono una soluzione ai nostri problemi, ma state certi che ne zucchine fresche e ne melanzane potranno mai minacciare la salute.
Trattasi di verdure genuine, proprio come i finocchi e la lattuga (sempre da preferire all'insalata di tipo “iceberg”). Meglio ancora poi se tanto le zucchine, quanto tutte le altre verdure, verranno cucinate sfruttando il vapore e scongiurando il soffritto, che invece può appesantire l'intestino ed avere ripercussioni negative sul metabolismo.


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Come curare la colite partendo dalle cause di un malassorbimento

colite-malassorbimentoUn corretto assorbimento sta alla base di una buona nutrizione ed alimentazione. Una giusta alimentazione non può garantire da sola un corretto apporto di nutrienti (nutrizione). Un conto infatti è ciò che assumiamo come alimentazione, un altro sono i nutrienti che effettivamente vengono assorbiti. Si può anche seguire un regime alimentare perfetto, se gli elementi nutritivi non vengono assorbiti il risultato sarà un organismo debilitato e che si ammala di frequente. Al pari di chi segue un´alimentazione qualitativamente e quantitativamente carente.In patologie come colite ulcerosa e colon infiammato le pareti intestinali, a causa soprattutto di un processo molte volte cronico di flogosi e conseguente alterazione strutturale, presentano delle pessime condizioni per favorire il giusto assorbimento dei nutrienti fondamentali. In questi casi diventa importante l'aiuto di un professionista esperto di colite che sappia come curarla.

Se sono molti i fattori che determinano un corretto assorbimento, sono anche molte le cause di malassorbimento nel caso in cui i suddetti fattori non funzionino come dovrebbero, sino a rendere necessaria un'azione che comprenda come curare la colite
Per semplicità si possono suddividere le attività digestive in due categorie principali: quelle di digestione e quelle di assimilazione.
Digestione vuol dire scomposizione di proteine, grassi e carboidrati in aminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici mentre l´assimilazione interviene dopo la digestione e consiste nell´assorbimento dei nutrienti affinché possano essere utilizzati dall´organismo. Quindi un difetto nelle azioni enzimatiche di scomposizione può determinare una cattiva digestione e quindi malassorbimento. Lo stesso effetto lo si ha, se è presente un difetto di assimilazione ad esempio per un´infiammazione della mucosa intestinale.

Una corretta alimentazione per dimagrire deve tener conto del fattore buon-assorbimento altrimenti l´eventuale dieta rischia di mettere in pericolo la salute della persona nel caso in cui fosse quantitativamente limitante. Infatti in tal caso la persona non solo assorbe di meno ma poichè assimila ancora meno rischia di privare nutrienti ad alcune funzioni vitali dell´organismo.La cura è una vera e propria terapia per il colon irritabilenon è cosa semplice, ma è ampiamente possibile se si fa attenzione a tutti questi fattori, incluso quello dell'assordbimento.
Per un´alimentazione per il morbo di Crohn già sappiamo che siamo in presenza di malassorbimento. Ecco perchè si tende a consigliare potenti multiminerali e potenti multivitaminici almeno in un periodo iniziale; non certo il Multicentrum o il Supradin che oltre ad avere bassi dosaggi hanno anche le vitamine in quantità sbilanciate con possibile induzione di carenze vitaminiche artificiali se il prodotto viene preso a lungo.

Cause:

Vediamo ora i principali motivi di malassorbimento partendo dall´inizio del tratto digestivo.

  • La masticazione

La digestione inizia veramente in bocca; la saliva contiene ptialina - un enzima per la digestione dei carboidrati - e quindi più mastichiamo, più digeriamo i carboidrati assunti con il cibo.
Al contrario un pasto frettolosamente consumato vuol dire che, nel nostro stomaco e poi nell´intestino, riverseremo un chilo più difficile da digerire che può facilmente causare meteorismo ed una digestione incompleta.Anche per le proteine la masticazione è importante in quanto l´azione meccanica dei denti rende possibile una più ampia superficie di contatto tra il cibo ed i succhi gastrici nello stomaco o con gli enzimi proteolitici nell´intestino. Il cibo dovrebbe essere quasi liquefatto prima di essere ingerito. Tale consiglio va dato anche per chi è soggetto ad intolleranze alimentari in quanto una digestione incompleta è una delle cause delle intolleranze come vedremo più avanti. La ptialina scomponendo lunghe catene di carboidrati in più corte, svolge un lavoro importante soprattutto per chi ha un pancreas con un produzione enzimatica in difetto. Durante una masticazione completa alcuni nutrienti passano direttamente in circolo direttamente dalla bocca che è particolarmente irrorata dai vasi sanguigni. Questo è un ulteriore punto che sottolinea quanto veramente la digestione inizi dalla bocca.
Una masticazione lenta e prolungata ha effetti positivi molto evidenti che può servire a curare la colitepure il colon irritabile. Una corretta masticazione rappresenta un toccasana per tutte le forme di colite e uno dei migliori rimedi naturali per il colon irritabile.

 

  • Ipocloridria

Oggi si pone spesso l´attenzione sull´eccesso di acido cloridrico nello stomaco come causa di gastriti ed ulcere, quindi siamo più inclini a pensare a qualcosa per ridurre l´acidità. Questo può essere il caso per alcune persone ma per molte altre (e a loro insaputa) il problema è l´opposto.
In questo caso è la ridotta produzione di HCL a causare problemi. Questo disturbo si chiama ipocloridria e causa una condizione di malassorbimento, intossicazione ed intolleranze alimentari. L´azione della pepsina attivata in pepsinogeno grazie all´acido cloridrico, rappresenta la prima digestione delle proteine che vengono così scomposte in peptoni e poi in peptidi, che saranno poi scomposti in aminoacidi nell´intestino. Senza un PH acido determinato da una sufficiente quantità di HCL, il pepsinogeno non si trasforma in pepsina con la conseguenza di un´insufficiente digestione delle proteine a livello dello stomaco. Inoltre l´acido cloridrico uccide batteri e germi e contribuisce direttamente alla denaturazione delle proteine facilitando ulteriormente la loro digestione.

  • Infiammazione intestinale

Questo fattore oltre ad essere causa di carenza di enzimi (quelli prodotti dalla mucosa intestinale), è anche la causa principale di cattiva assimilazione. I cibi completamente scomposti faranno fatica ad essere assorbiti dall´orletto a spazzola delle cellule dei villi intestinali se è presente un´infiammazione della mucosa.

  • Carenze enzimatiche

Una volta passato dallo stomaco, il chimo viene ulteriormente scomposto dagli enzimi del pancreas e dell´intestino. Se questi sono carenti avremo delle feci sfatte, grasse, galleggianti e maleodoranti con conseguente malassorbimento.

  • Piccola insufficienza epatica (o effettiva insufficienza patologica)

Fino ad ora abbiamo parlato soprattutto di digestione di carboidrati e proteine. Quella dei grassi dipende dal fegato e da una sua adeguata produzione di bile sia quantitativamente che qualitativamente. E´ infatti la bile, una volta riversata nel duodeno, a consentire la digestione dei grassi tramite la sua azione emulsionante che rende i grassi attaccabili e quindi scindibili dalla lipasi; enzima che scompone i grassi in acidi grassi (assorbibili a livello del sistema linfatico intestinale) e glicerina. Una carenza funzionale del fegato determina un difetto qualitativo o quantitativo di bile con conseguenze sulle capacità digestive dei grassi. Tale carenza non è però individuabile tramite i normali esami clinici come le Gamma GT, la fosfatasi alcalina e le transaminasi. Tali esami individuano una condizione già profondamente alterata del fegato in cui molte cellule muoiono liberando tali enzimi. Prima di raggiungere una condizione patologica il fegato va incontro alla piccola insufficienza epatica che non è visibile dagli esami del sangue ma dai sintomi come ad esempio stanchezza postprandiale, costipazione, digestione rallentata, eruzioni cutanee o problemi di pelle, squilibri ormonali femminili, feci chiare grasse e galleggianti ecc. E´ qui che il Naturopata deve agire per evitare l´evolversi verso una condizione patologica del fegato e iniziare una prevenzione prima di una possibile cura per il colon irritabile.

Possibili soluzioni per difendere un colon irritato

  • Masticare bene e sufficientemente a lungo
  • Per la carenza di HCL vi sono integratori di HCL betaina. Lo zinco è importante anche perché un suo basso livello oltre a determinare ipocloridria, causa anche una più bassa capacità di assimilare lo stesso zinco con un conseguente circolo vizioso. Laddove esiste anche un problema di gastrite la betaina deve lasciare il posto allo zinco per ovvi motivi. Inoltre sono utili le piante amare come l´imperatoria o la genziana, per stimolarne la produzione.
  • Per l´helicobacter pylorivi sono tre ottimi rimedi: estratto di semi di pompelmo, tea tree oil e il lactobacillus acidophilus come probiotico per la corretta colonizzazione della mucosa gastrica e come terapia per curare il colon irritabile.

Per stimolare il metabolismo tiroideoi nutrienti migliori sono:

1) L-tirosina. L´aminoacido di cui sono composti (assieme allo iodio) gli ormoni tiroidei.
2) Alghe marine con contenuto di iodio come il Fucus o il Kelp.
3) Multiminerale completo per favorire le trasformazioni di tirosina in
tironina, poi in quadriiodiotironina (T4) ed infine in triiodiotironina (T3 la forma più attiva degli ormoni tiroidei).

Per le carenze enzimatiche esistono in commercio parecchi prodotti contenenti enzimi come ad esempio la papaina e la bromelina. Inoltre sono consigliate piante amare che stimolino sia la secrezione gastrica sia quella enzimatica come la Genziana e l´Imperatoria.
Per l´infiammazione intestinale si consiglia l´intero programma intestinale o una sua forma semplificata a seconda della gravità.
Per la piccola insufficienza epatica un buon abbinamento può essere l´estratto idroalcolico di Tarassaco più Fumaria o Tarassaco più Boldo.


test-allergici

Tutto su colite e intolleranze alimentari:dai test in poi

intolleranza-alimentare-coliteLe intolleranze alimentari sono ormai da molto tempo oggetto di discussione sia in ambito medico che naturopatico. Sono sempre più diffuse le insegne in farmacia o in erboristeria che segnalano la possibilità di effettuare un test per allergie da alimenti o suggeriscono di sottoporsi a delle analisi del sangue per scoprire eventuali segnali di intolleranza ai cibi.
Vediamo quindi in ordine di importanza di rispondere a quelle che possono essere le domande più ovvie che una persona comune potrà porsi a riguardo, soprattutto in relazione alla cura di una colite acuta o come curare il colon irritabile e la colite ulcerosa.

Cosa sono le intolleranze e come si manifestano?

Poiché i sintomi di una scarsa tolleranza a determinati cibi vengono spesso confusi con le reazioni allergiche di carattere alimentare, è mia premura fare una chiara distinzione. L´allergia è una reazione avversa e immediata ad una sostanza (alimentare o meno) che scatena una ben precisa reazione da parte del sistema umano con la produzione di specifici anticorpi chiamati immuno-globuline di tipo E cioè IgE. Tale reazione del sistema immunitario comporta anche la liberazione di istamina che dà le note reazioni rilevabili ad esempio in chi in primavera starnutisce spesso e ha occhi arrossati e pruriginosi. Come si caratterizzano queste avversioni nei confronti di alcuni cibi, ma anche altre reazioni fisiche di diversa natura è pertanto abbastanza evidente.
Nel proseguio dell'articolo cercheremo di spiegare come curare queste forme di intolleranza.

Allergie e intolleranze

Le intolleranze ai cibi invece sono diverse in quanto non necessariamente coinvolgono una reazione avversa del sistema immunitario (S.I.) anche se in molte insofferenze ai cibi è presente una iper-reazione del S.I.
In termini più semplici l'organismo reagisce a casa di una cattiva tolleranza a quell´alimento, cioè quel cibo contiene tracce di elementi nutritivi che fanno più male che bene.
Questo è il concetto più semplice e corretto che può spiegare che cosa è un'intolleranza. Un effetto negativo può essere determinato da una risposta decisa da parte del sistema immunitario, ma anche da altri fattori: la biofrequenza ad effetto negativo dell´alimento sul sistema immunitario, secondo il concetto di funzionamento del prodotto omeopatico ma in senso opposto, la carica tossinica eccessiva dell´alimento in relazione alle diverse capacità individuali di detossificazione ed una carenza enzimatica che non consente la corretta digestione dell´alimento.
Come scoprire le intolleranze alimentari è possibile e risulta assolutamente fondamentale per risolvere problemi connessi con l'apparato digerente ed eventuali disturbi di rettocolite.

La naturopatia permette un approccio molto profondo, fondato sulla chimica degli alimenti e la piena conoscenza del nostro organismo e consente di registrare risultati sorprendenti dal punto di vista medico.

E' ormai una certezza conclamata come lo studio della poca tollerabilità ai cibi e degli allergeni possa risultare un validissimo strumento come premessa per la cura di una colite acuta.

Per meglio chiarire i concetti finora espressi e comprendere come si manifestano le intolleranze ai cibi, seguiranno le spiegazioni delle quattro principali modalità che caratterizzano il problema delle intolleranze:

  • Replica anomala non di tipo allergico del sistema immunitario a quell´alimento con produzione di immuno-globuline di tipo G; IgG. Ciò include la celiachia in cui si verifica anche una produzione eccessiva di IgA oltre che di IgG. Questa problematica riguarda la difficoltà di digestione di grano e glutine.
  • Reazione avversa dell´organismo alla biofrequenza dell´alimento in qualità di interferenza bioenergetica.
  • Risposta da intossicazione all´alimento. Esempio classico: l'intolleranza al caffè.
  • Carenza o mancanza di enzimi all'interno del corpo e conseguenti problemi a livello di apparato digestivo con possibile interessamento del colon.

Quest´ultimo è il caso dell´intolleranza al lattosio e lattulosio per una deficienza completa o parziale dell´enzima lattasi necessario per metabolizzare correttamente lo zucchero contenuto nel latte ed assicurarsi una buona digestione. La cattiva sintesi del lattosio è quindi ben diversa dall´intolleranza al latte e latticini come evidenziato dai vari test per intolleranze alimentari, poiché in genere queste sono rappresentate da una reazione anomala del sistema immunitario alle proteine del latte – caseina e lactalbumina. Un organismo può quindi risultare ostile al lattosio a causa una carenza genetica dell´enzima lattasi ed anche poco tollerante nei confronti delle proteine del latte, ma restano due aspetti separati e non hanno influenza reciproca. Questo fatto è importantissimo anche per chiarire a livello di analisi i vari letami tra colite e intolleranze da cibi.

Perché è importante conoscere e risolvere disturbi alimentari come primo passo per curare la colite?

Avere dei fastidi legati al cibo non trattati vuol dire in un certo senso assumere giornalmente delle sostanze tossiche che nel lungo periodo avranno effetti negativi significativi su intestino, stomaco, fegato, metabolismo, sistema endocrino, sistema immunitario e l'intero apparato digestivo.
Questo problema di intolleranza, considerato tante volte come un semplice gonfiore addominale, nasconde spesso l’emergere di patologie più gravi e costringe spesso il soggetto a ricorrere a una cura per la colite.

Sintomi delle intolleranze alimentari

Esistono degli effetti relativamente rapidi (dalle 2 fino a 72 ore dopo l´ingestione e la digestione del cibo) che vengono chiaramente percepiti dalla persona e che possono indurre a pensare che si tratti di veri e propri segnali di un intolleranza nell'alimentazione.
Tra questi sintomi vanno menzionati:

  • mal di testa
  • stanchezza
  • costipazione
  • diarrea
  • flatulenza
  • palpitazioni
  • extrasistoli
  • difficoltà di concentrazione
  • muco eccessivo

 

Esistono poi sintomi di avversioni alimentari che si manifestano nel lungo periodo e che si scoprono essere tali, generalmente solo dopo aver effettuato dei test per intolleranze alimentari.
Rientrano tra queste avvisaglie:

essere sovrappeso

  • una spiccata ritenzione idrica
  • la gastrite di tipo nervoso. Sintomo inequivocabile
  • malattie infiammatorie intestinali
  • fastidiosissime emorroidi e ricerca di rimedi conseguenziale
  • prurito diffuso
  • acne
  • dermatiti sul corpo
  • malattie autoimmuni
  • depressione
  • stanchezza cronica (uno tra i sintomi delle intolleranze degli alimenti più sottovalutati)
  • scarsa memoria. Strano a dirsi, ma anche questo può rappresentare un segnale
  • irritabilità e nervosismo
  • gonfiore addominale
  • sinusite
  • catarro bronchiale
  • asma

Trattasi di sintomi che in parte vengono considerati in relazione di allergie alimentari o associati a una qualche intolleranza da elementi specifici (lattosio, glutine, pomodori, lievito, grano..ecc) e che se presi sottogamba, causano un peggioramento della salute fisica e dello stato dell'apparato digestivo.
Tali malattie o disturbi spesso sono generate da cause multifattoriali di cui le difficoltà digestive causate da cibo possono essere una delle ragioni principali. Nel caso delle malattie autoimmuni ad esempio le intolleranze possono rappresentare una causa molto importante se non la più importante in quanto l´iper-reattività del sistema immunitario in tali problemi può essere scatenata proprio da un eccessivo lavoro dello stesso a livello intestinale dove si concentra il 70% di tutte le nostre difese. E’ da questa consapevolezza che dovremmo partire per comprendere come combattere la colite o cosa fare in caso di colon irritato o più in generale in caso di un disturbo dello stomaco.
Sottoporsi a degli esami di analisi per scoprire la presenza di alcuni degli alimenti mal sopportati dal nostro corpo può essere un buon inizio.
Considerando tutti i disturbi e l'elenco dei sintomi riportati nell'ultimo elenco appuntato, possiamo ribadire come tali effetti non siano immediati, in quanto possono volerci anni prima che si determini una depressione o si avverta la necessità di un trattamento vero e proprio.
Tutto dipende dal determinare in tempo il problema perchè aspettare, può portare ad un peggioramento del grado d'infiammazione del nostro stomaco e rendere più impegnative le soluzioni.
Questi sintomi di intolleranza possono iniziare a vent´anni come pure a sessanta. L´età di sviluppo delle allergie alimentari e dell' ostilità a certi cibi tende ad abbassarsi sempre di più.  Questa è una conseguenza del fatto che i bambini oggi sono sottoposti ad un carico tossinico sempre maggiore, dovuto in parte all´inquinamento e in parte all´alimentazione carica di conservanti, coloranti, assunti attraverso cibi sempre meno sani e sempre più sofisticati. Ancora una volta si invita a pensare come mangiare male, possa fare davvero male al corpo umano.

 

Intolleranze alimentari cause

Perché l´argomento delle allergie e intolleranze dovrebbe riguardarla?

Perché potrebbe manifestare delle intolleranze a nutrimenti specifici?
Abbiamo già iniziato accennato ai collegamenti tra cibi e colon irritato, ma vediamo i fattori principali che possono determinare una condizione di intolleranza verso gli alimenti, in modo da comprendere meglio le cause e quindi come operare in caso di cura per colon infiammato.

  1. Masticazione inadeguata. Non si da la giusta importanza a questa attività che se sottovalutata, può essere causa dell'emergere di fenomeni di intolleranza.
  2. Ipocloridria: ovvero carenza di acido cloridrico nello stomaco.
  3. Carenza enzimatica del pancreas e ripercussioni a livello di apparato digerente.
  4. Permeabilità intestinale, tenendo in considerazione tutte le cause possibili: intestino o colon infiammato, candida, parassiti, disbiosi, stress ecc.
  5. Ansia, poiché causa infiammazione cronica nell´intestino (vedi origine della colite nervosa) ed indebolimento del sistema immunitario, spesso la prima causa, troppe volte dimenticata, a costringere le persone a cercare una valida terapia per la colite.
  6. Uso di antinfiammatori non steroidei o di antibiotici. Causa di reazione avversa da parte dell'organismo
  7. Alimentazione pro-infiammatoria (Mc Donald, grassi animali, grassi trans) o degli alimenti troppo raffinati che mettono talmente sotto sforzo il nostro intestino da costringerci spesso a trovare una soluzione per capire come curare la colite.
  8. Ripetitività dell´alimentazione (ad esempio cibarie come briosce tutte le mattine o pasta di grano tre – quattro volte la settimana da venti anni).
  9. Conservanti, coloranti e sostanze chimiche aggiunte al cibo.
  10. Difficoltà genetica del fegato ad eliminare tossine (più frequente di quanto si pensi anche nelle persone in salute), con grandi ripercussioni sullo stato di irritazione del colon.
  11. Carenze di nutrienti necessari al corretto funzionamento del sistema immunitario. In particolare vitamine e minerali ma anche elementi come aminoacidi ed omega 3.

 

Come è facile verificare si tratta di fattori presenti più o meno costantemente nella vita di ciascuno di noi e che possono diventare cause scatenanti per problematiche forme di intolleranza.
Non è un caso se infatti sottoponendo le persone a test di intolleranza l´esperienza dimostra che è quasi impossibile trovare persone che non manifestino qualche forma di intolleranza a qualche cibaria.
Quando i sintomi alle intolleranze sono tali e di tale portata da stabilire la necessità o meno di curare e trovare una soluzione alla problematica delle proprie intolleranze?
Un´affermazione probabilmente corretta potrebbe essere: ” se non sono affetto da malattie, da disturbi della salute (costipazione, mal di testa, flatulenza, ecc), ho un buon livello di energia, dormo bene ed il mio umore è soddisfacente, posso evitare di affrontare l´argomento e preoccuparmi per colon e colite, a meno che non mi interessi un'analisi per le intolleranze soprattutto a livello preventivo”.
In caso contrario è consigliabile fare un test per sapere quali cibi agiscono su di noi come veleni o come elementi tossici determinando o peggiorando eventuali disturbi o malattie, sino ad arrivare a costringerci a rivolgerci ad uno specialista nella speranza di risolvere altri problemi più gravi come nel caso di una colite spastica.

Questo discorso conduce alle prossime domande.

E´ possibile misurare con precisione il grado di tolleranza agli alimenti in modo pratico, economico, preciso e sicuro e iniziare una sorta di preventiva terapia per la colite ? Come scoprire eventuali allergie a cibi?

 

I test per le intolleranze agli alimenti

Vediamo quali sono al momento le possibilità disponibili. I sistema per valutare le intolleranze che si trova con maggior frequenza nelle erboristerie ed in ambito naturopatico è il vega-test. Questo si esegue misurando il cambiamento del campo elettrico del corpo a seconda dell´interferenza generata dall´alimento. Tale strumento a detta degli stessi operatori del settore è considerato poco affidabile, in quanto vi sono troppe variabili che influenzano i risultati: il sudore della pelle, la condizione ambientale, l´umore della persona, ciò che ha mangiato di recente, la bravura dell´operatore ecc . Si tratta di un esame che non passa il test della ripetibilità e che diventa poco più profondo di un mero studio dei segnali più evidenti di cosa non tolleriamo quando mangiamo.
Un test affidabile si considera tale quando la misurazione delle reazioni del corpo, valutate con una determinata tecnica fatta un dato giorno, risulta molto simile a quella fatta il giorno prima o in un altro momento in condizioni diverse. Il vega test inoltre è alquanto impegnativo poiché ogni singolo alimento deve essere misurato sulla persona con degli elettrodi, proprio per analizzare specificatamente come si manifesta una data avversione. Tra i vantaggi di questo metodo di misurazione si considera come sia facilmente reperibile e come questo test alle intolleranze abbia un costo relativamente basso.
Un esame delle reazioni avverse ai cibi che passa il test di ripetibilità è ad esempio l´E.L.I.S.A test delle IgG alimentari.
Questo esame ha un costo abbastanza contenuto e a volte lo si può comprare in farmacia . Misura solo un tipo di intolleranza, quella immunitaria, ma lo fa con estrema precisione. D'altro canto però potrebbe escludere dall'analisi altre difficoltà di assimilazione alimentare come quella al caffè che può non risultare da un'analisi fatta con tale mezzo. Si comprende quindi come sia abbastanza difficile scoprire queste intolleranze e quindi aumenta il grado di difficoltà per scoprire preventivamente quale sia la migliore cura per la colite preventivamente.
Di recente si è verificata una sinergia intelligente tra fisica quantistica, calcoli ed algoritmi matematici avanzati, la scoperta delle metasostanze che amplificano le emissioni di frequenze da un reperto biologico (i capelli o la saliva) e una nuova tecnologia che è in grado di ricevere queste biofrequenze nella loro forma completa quadridimensionale rispetto ai normali strumenti di oggi che lavorano sulla lettura bi-dimensionale delle frequenze. Quest´ultimo punto è importante per individuare con maggior precisione il gruppo preciso di frequenze collegate ad un alimento con il risultato di rendere il test molto più preciso. Tale test è stato verificato dall´ASL con una percentuale di ripetibilità del 94% rendendolo alquanto attendibile. E´ un esame per le intolleranze alimentari che consente la valutazione di 560 alimenti. Altro vantaggio è il prezzo relativamente basso di questa applicazione. Un ottimo strumento d’analisi quindi che può spianare la strada giusta per la migliore difesa del proprio colon attraverso una dieta, basata sulla chimica degli alimenti.

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura del libro “Optimal Wellness” di Ralph Golan M.D. in cui si discute di oltre 150 sintomi alle intolleranze alimentari o condizioni counque collegate, scandagliando praticamente in tutti i distretti e apparati del corpo umano, dai problemi di memoria e concentrazione, alle vaginiti croniche, passando per problemi dell'apparato digerente.
Intolleranze alimentari vuol dire un processo cronico infiammatorio che può migrare in altre parti dell´organismo dando luogo a notevoli disturbi. Reazioni anomale derivate dalle pietanze mangiate possono scatenare reazioni crociate con tessuti organici del proprio corpo e quindi malattie autoimmuni di cui la più frequente l´artrite reumatoide. Secondo alcune ricerche oltre il 50% della popolazione soffre di vari livelli di intolleranze alimentari.
E´ essenziale essere consapevoli di ciò poiché grazie ad un intervento corretto si può ad esempio evitare ad un asmatico le sue crisi peggiori, semplicemente eliminando alimenti reattivi che possono scatenare reazioni crociate nei polmoni. Lo stesso vale per dermatiti di tipo allergico e per qualunque patologia del sistema umano. In tali condizioni la soluzione delle intolleranze alimentari è un imperativo. Talvolta combatterle rappresenta inconsapevolmente il passo decisivo per una salute più generale del nostro organismo.

 

Legame colite intolleranze

Un fattore peggiorativo del problema è che se l´intolleranza si sviluppa spesso a causa di un intestino infiammato o comunque danneggiato, la stessa reazione avversa contro l´alimento causa un peggioramento dello stato infiammatorio. Quindi le intolleranze nei confronti dei cibi che non vengono curate tendono a peggiorare da sole verso una spirale discendente che porta ad ulteriori disturbi, problemi intestinali e malattie, sino a degenerare a volte persino in una colite nervosa e quindi necessitare una cura precisa..
Il concetto di poca tollerabilità ad alcuni alimenti è legato al concetto di permeabilità intestinale. Quest´ultimo fenomeno è una delle cause principali di problematiche intestinali simili, in quanto si tratta di un collegamento tra le cellule dell´epitelio superficiale dell´intestino non più “stretto” ma lasso come le maglie di un passino che si usa per filtrare tè o tisane. Seguendo questo esempio, se la maglie si allargano passano anche pezzettini di tè che non dovevano passare. Questo si traduce nel fatto che peptidi o pezzi di alimenti non completamente scomposti entrano direttamente nel circolo sanguigno scatenando la reazione del sistema immunitario poiché, non essendo utilizzabili dall´organismo, vengono considerati come nemici da combattere, impegnando il corpo in una lotta per risolvere questo problema. Questo fenomeno tende a peggiorare le intolleranze alle cibarie che, a loro volta, infiammando l´intestino peggiorano la permeabilità intestinale e nei casi più gravi obbligano l’individuo ad intraprendere una terapia per la colite.
Da ciò ne deriva che non è sufficiente fare il test eliminando gli alimenti che danno reazioni allergiche; bisogna anche risolvere la permeabilità intestinale con un adeguato programma di cura.

 

Le fasi della cura

  1. Effettuare il test di intolleranze.
  2. Programma alimentare da un terapeuta competente con esclusione totale degli alimenti più dannosi per tre-sei mesi e re-introduzione molto graduale al termine. Una dieta per colite e colon irritato con particolare attenzione ai cibi antiossidanti.
  3. Nel caso in cui si sospetti candida o parassiti (ad esempio a causa di prurito anale o problemi autoimmuni) è opportuno attuare il programma completo per candida o parassiti. In caso di dubbio è meglio farlo che non farlo per evitare il rischio di un impegno e sacrificio per poi ritornare in breve alle condizioni originarie a causa di una candida latente ma presente.
  4. Programma anti-stress se necessario. Ansia e insofferenza sono una delle cause, ma possono rappresentare allo stesso tempo anche i sintomi.
  5. Quindici giorni di perle con oleoliti ed olii essenziali ogni 3 mesi (come azione di mantenimento).

 

La poca digeribilità nei confronti del latte, come pure l'intolleranza al caffè, al lievito o al nichel non solo soltanto penalizzanti a livello della quotidianità, ma sono spesso cause scatenanti di coliti acute. Scoprire come riconoscerle e come si manifesta una colite e che peso dare a determinati sintomi, aiuterà moltissimi soggetti a scongiurare problematiche ben più gravi.
Per qualsiasi altra informazione, non esitate a contattarmi.


come-riequilibrare-tessuti-intestinali

Guerra alla vera causa del tuo intestino irritabile

colite-nervosa-curaSe volessimo superare gli aspetti più superficiali del problema e concentrare le nostre attenzioni sulle condizioni che possono portare ad un intestino infiammato, dobbiamo avvicinarci senza timori alla scienza olistica. La medicina che soggiace dietro lo studio della naturopatia verte sulla considerazione generale di un essere umano composto da 3 elementi principali: corpo, mente e anima. E' solo un approccio globale all'organismo, riflettendo su come ciascuna parte sia necessaria per comprendere l'intera macchina umana,

Il pensiero olistico può aiutarci a guardare tutti i problemi da un punto di vista più ampio e quindi proporre ottimi suggerimenti e visioni innovative anche nella cura di pazienti colitici. Un aspetto spesso trascurato, rispetto all'assorbimento delle sostanze nutritive dai cibi, è legato alla natura particolare delle mucose presenti nel tratto digerente. Le cellule di cui sono composte sono sottoposte ad un continuo stress, perchè impegnate con succhi gastrici e passaggio di cibo lungo l'intestino. Un soggetto sano può tranquillamente alleviare il carico di lavoro di questi elementi, grazie alla produzione di nuove cellule epiteliali e garantire all'organismo una funzione di filtro, essenziale per realizzare una corretta (e lieta) digestione.

L'assimilazione degli alimenti e quindi la stessa salute di un individuo è condizionata dalla capacità rigenerativa dei muchi intestinali. Quando un soggetto è sottoposto a forti tensioni nervose si accusa un aumento del cortisolo nel sangue che può inibire di conseguenza la vitalità delle mucose, impedendone il famigerato "cambio". Questo scenario è molto pericoloso perchè da atto ad un indebolimento dell'intestino, causando un'infiammazione, anche grave. In generale il cortisolo attiva il sistema nervoso simpatico connesso con l´usura dei tessuti ed inibisce il sistema nervoso parasimpatico che è quello collegato al rinnovamento dei tessuti.

Si intende che la cura della colite nervosa implica una conoscenza più profonda del sistema organismo. In teoria dovrebbe essere la melatonina, quell'ormone in grado di rinnovare i tessuti e dare un po' di tregua al corpo stressato da tanti sforzi di sintesi, attivati a causa di una digestione alterata. E' la notte che aiuta questi processi rigenerativi e purtroppo quando vi è un logorio del sistema nervoso e un iperlavoro da parte dell'intestino, le massicce dosi di cotisolo diffuse in vene e arterie contrastano la melatonina, limitandone l'azione di rinascita cellulare. Si creano in sostanza tutte le premesse per un colon irritato, dimostrando ancora una volta lo stretto legame tra benessere nervoso e sintomi di una colite ulcerosa.

Compreso questo aspetto fondamentale del problema sarà più facile tracciare una corretta terapia per colon irritabile. In una prima fase l'organismo umano tende a gestire la situazione di difficoltà sovraccaricando di lavoro l'intero apparato digerente, ma successivamente, con l'esaurirsi delle energie da parte delle ghiandole surrenali, che l'organismo non riesce più a produrre, l'irritazione dei tessuti non può che crescere, rendendo urgenti delle cure per il colon infiammato.

Questi concetti sono importanti per capire come trattare con metodi naturali patologie intestinali di tipo infiammatorio ed altresì per affrontare lo stress cronico o una colite acuta. Altra caratteristica che tende a far perdurare questa situazione e innescare la temuta connessione tra stress e infiammazione tissutuale è legata all'abuso di antinfiammatori non steroidei (FANS). Non è un mistero che tra i sintomi secondari dell'assunzione di medicinali di questo tipo vi sia il logoramento delle mucose del tratto digerente aumentandone quindi il livello di infiammazione e le possibilità provocare attacchi di colite acuta. Sembrerà pure anomalo come fenomeno, eppure più siamo costretti a ingerire quotidianamente queste medicine, nella convinzione di attenuare le infiammazioni (il nome stesso lo suggerirebbe), più creiamo le basi per un peggioramento dello stato di irritazione perchè obblighiamo il nostro bios a contrastarla attraverso la produzione di cortisolo.

Ovvio che non si può dare tutta la colpa agli antinfiammatori che comunque tante volta aiutano l'organismo a stare meglio, ma dal punto di vista dell'azione mirata anti colite, non possiamo certo annoverarli tra i rimedi meno invasivi e convincenti. Per guarire dell'intestino irritabile dovremmo allora capovolgere il focus e concentrarsi non sul problema finale, ma su come riequilibrare l'intero sistema organismo. Quando si parla di infiammaione da colite, un fattore da considerare, quasi alla stregua di un sintomo secondario, è l'aumento di peso. Molto spesso, mi è capitato di sentire pazienti lamentare di aver messo un po' di pancetta ma io, a parte l'aspetto folkloristico del fatto, consiglio di non prendere mai alla leggera un aumento dei lipidi eccessivo, in un arco di tempo relativamente ridotto.

Quando ingrassiamo il nostro corpo ci vuole riferire, con gli strumenti a disposizione, che qualcosa non funziona a livello di metabolismo. Anche nel caso di sintomi da colon con irritazione, un aumento di kili, rispetto al proprio peso forma, non va preso mai con leggerezza. Seppure non sia mia intenzione quella di parlare di specifiche diete dimagranti, vorrei però discutere con voi del funzionamento di un ormone particolare: la leptina. E' proprio questo ormone che ha la funzione di migliorare il metabolismo nel corpo e conseguentemente mitigare la sensazione di fame. Se esso non esistesse, non potremmo trattenerci dall'esimerci ad ingerire qualsiasi pietanza trovassimo sotto mano.

Maggiore è la quantità di leptina generata dal nostro organismo, maggiore è la possibilità che perdiamo peso corporeo. Potremmo considerare questo elemento un sistema omeostatico a sè, caratterizzato da un biofeeddback negativo. Attraverso questo ormone, il corpo di un individuo, quando si pesa sulla bilancia, non riceve quasi mai spiacevoli sorprese. Grazie alla leptina, nonostante possa avvenire un'accumulo di grassi saturi, il soggetto riesce a smaltirli senza troppi sforzi.

Perchè mangio poco ma ingrasso lo stesso?

Quel che accade nel soggetto colitico è molto semplice e giustifica del tutto il problema di sovrappeso che lo interessa. Succede così che l'irritazione intestinale limita l'effetto della leptina. Di qui nasce la necessità di chi soffre di colon irritabile di intraprendere regimi alimentari più equilibrati, tesi a fargli perdere qualche chiletto. Il ruolo del nostro ormone dimagrante va tutelato. Un frutto miracoloso che sembrerebbe migliorare la produzione di leptina nel corpo sono i frutti di bosco. Sono molti i nutrizionisti specializzati nella cura della colite che ne suggeriscono l'implementazione nella dieta.

Lotta allo stressS

Altro segnale abbastanza evidente di un sistema immunitario debilitato e di un impianto nervoso debole è la bassa produzione di IgA nelle mucose, a causa del cortisolo. Un minor numero di IgA si traduce, a livello dell'organismo, in minori possibilità di difesa del corpo umano. Senza contare che, sempre l'azione del cortisolo può limitare il numero di linfociti T e dare così un altro colpo importante alle mucose presenti nel tratto intestinale.
Per questo dobbiamo impegnarci a fondo e cercare di mantenere una condizione di calma ed equilibrio nel nostro apparato gastrointestinale, seguendo una dieta sana e praticando sport anarobici.
Quando queste difese vengono meno, bisonerà tenere presente dei rimedi naturali che riescono a confrastare gli effetti negativi del cortisone, come ad esempiola vitamina B5, detta anche acido pantotenico.

Anche se si tratta di una vitamina poco nota al grande pubblico, trattasi di un tocca sana 100% naturale
E' capace di alleviare infiammazioni che altrimenti sarebbero potute essere gestite a dovere grazie alla forza di farmaci a base di cortisone.
Il questo senso molti la considerano la vitamina capace di curare il colon infiammato in modo genuino e senza controindicazioni.
La somministrazione della stessa però va fatta sotto controllo di un naturopata esperto, perchè se mal usata potrebbe non dare i risultati sperati.
All’interno del PIP ( il mio Programma Intensivo dedicato alla soluzione definitiva di colon irritabile che spiega anche come curare la colite nervosa ) sono esposti in maniera dettagliata tutti i consigli e le soluzioni mirate ad una migliore gestione dello stress, onde evitare la somatizzazione dei conflitti psichici trattati in questo articolo.


pulizia-intestinale

Perchè sottoporsi a depurazione intestinale

pulire-intestino-coliteIl programma di depurazione intestinale è una pratica antichissima per la cura della sindrome da colon irritabile, che oggi vi ripropongo integrando le ultime conoscenze in campo fitoterapico che ho sviluppato dopo anni di esperienza, anche analizzando la fisiopatologia dell´intestino e mettendola in relazione con i vari prodotti attualmente in commercio.
I prodotti e gli integratori disponibili sono moltissimi:

FIBRE
PROBIOTICI - FERMENTI LATTICI
PREBIOTICI
"DISINFETTANTI" INTESTINALI (estratto di semi di pompelmo ecc)
ANTINFIAMMATORI FITOTERAPICI (Altea, malva,mirtillo rosso, ecc)
STIMOLANTI – EVACUATIVI

Come utilizzarli ad esempio per un intestino irritabile ? Partiamo con le fibre o con i probiotici. Sono molti i dottori che suggeriscono il loro utilizzo. Questi sono in effetti un step fondamentale per un buon repertorio terapeutico. Come si usano, quando e per quanto tempo è però di fondamentale importanza. Per comprendero facciamo un esempio: una persona con forte disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica intestinale) decide di usare i probiotici come prima azione. Se la disbiosi è forte la quantità di batteri patogeni non consentirà ai nuovi batteri benefici di attecchire e proliferare, quindi è possibile un effetto positivo lieve e molto limitato nel tempo: appena si smette l´assunzione di probiotici o fermenti lattici l´ambiente intestinale ritorna esattamente come prima. Ne consegue che sia indispensabile eliminare prima i germi patogeni che possono essere: candida, parassiti, altri funghi, batteri patogeni. Questa dovrebbe essere la prima azione e solo così possiamo pensare che dopo aver eliminato gli agenti patogeni sia ora possibile introdurre i probiotici o fermenti lattici. Ebbene mancherebbe ancora un gradino importante e fondamentale.

Ci si potrebbe chiedere: ma se a volte gli antibiotici non funzionano perché dovrebbero funzionare i prodotti naturali? Fortunatamente la natura ci viene incontro. Le piante devono anche loro combattere contro funghi, batteri, parassiti ecc. Vedendo che alcune piante campano 5000 anni se ne può desumere che hanno imparato a farlo bene ed anche in relazione alla capacità di far fronte ai vari germi patogeni pur non "prendendo antibiotici". Questa loro capacità ci torna molto utile per riequilibrare e ripulire il nostro tratto intestinale.
Altra nostra fortuna: molte delle sostanze di questo tipo che le piante producono sono state estratte e sono disponibili all´interno di prodotti che possono essere utilizzati dall´uomo. Si tratta di prodotti naturali che non hanno alcuna finalità curativa. Questo è importante da precisare.
Un intestino disinfettato e poi ripopolato della giusta flora batterica può essere considerato un apparato in cui le normali funzionalità siano ora ripristinate?
In un intestino disbiotico è sempre presente un grado di infiammazione intestinale derivante dall´azione del sistema immunitario che deve combattere sia i germi patogeni sia i metaboliti tossici di scarto dei batteri stessi. Le nitrosammine ad esempio sono prodotte dai batteri patogeni intestinali e sono considerate cancerogene. Questa infiammazione cronica e spesso silente o semi-silente genera la sindrome dell´intestino permeabile. Per semplificare il concetto, si dirà che la mucosa intestinale può essere considerata come la maglia metallica di un passino da cucina che si allarga e quindi se prima il passino lasciava passare solo liquidi (che nel nostro paragone sarebbero i nutrienti provenienti dall´alimentazione) ora con le maglie allargate passano anche sostanze solide ( nel nostro paragone tossine che normalmente non passano la barriera intestinale ). Ecco dunque un altro aspetto importante da riequilibrare; è un gradino importante disinfiammare la mucosa intestinale e "chiudere" la permeabilità intestinale. Questo gradino a che punto viene posto nel nostro programma intestinale ? Poiché non è facile disinfiammare un qualcosa quando una delle sorgenti di infiammazione è presente (germi patogeni), sarà auspicabile agire con un´azione naturale antinfiammatoria dopo aver eliminato germi patogeni. Inoltre per creare il giusto ambiente atto a re-impiantare la giusta flora batterica sarà utile assumere i probiotici o fermenti lattici dopo aver disinfiammato la mucosa.

Con questi concetti si rivela quella che è la giusta sequenza per un corretto programma di depurazione intestinale di base:

  • eliminazione germi patogeni
  • disinfiammazione e cicatrizzazione della mucosa
  • riequilibrio della flora batterica con probiotici.

Tutto il programma di depurazione e ripristino della microflora intestinale è presente in maniera dettagliata all’interno del Programma Intensivo Personalizzato (PIP) che propongo ormai con grande successo di risultati, per risolvere problemi di colon irritabile e colite ulcerosa in maniera definitiva!

Luca Lombardi


insicurezza-emotiva

Colite ulcerosa, ovvero: "Paura di realizzare la propria vita”

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Con questo articolo metterò in luce un aspetto della malattia assolutamente nuovo per molti, ma parecchio affascinante per chi sa andare oltre i soliti schemi..
Parlerò della cosiddetta “Medicina interpretativa”, una vera e propria scienza medica grazie alla quale riusciremo a comprendere con estrema chiarezza il <significato>> di una patologia sempre più diffusa come la colite ulcerosa e quindi come “curare” in maniera olistica questo male.

Comprendere a fondo il tema ed il perché della comparsa di una rettocolite ulcerosa , se sei una persona che intende andare molto più a fondo della causa di questa infiammazione intestinale e più in profondità nella conoscenza di te stesso, ti assicuro essere molto più importante di qualsiasi dieta, alimentazione o terapia per correggere e iniziare da subito ad alleviare i sintomi di questa patologia, ancor prima di scoprire la cura definitiva per colon e colite. Cominciamo a chiarire il primo punto: il malato non è la vittima innocente delle imperfezioni della natura, bensì l’agente stesso della malattia. I sintomi patologici si rivelano espressioni fisiche di conflitti psichici e possono smascherare col loro simbolismo il problema centrale del paziente.

Viviamo in un’epoca in cui la medicina ci presenta continuamente nuove testimonianze delle sue possibilità e capacità sempre più efficienti e legate alle scoperte e utilizzo di mezzi altamente tecnologici. Al tempo stesso si fanno sentire sempre più le voci di coloro che esprimono la loro totale sfiducia nei confronti della medicina moderna. Gli appigli per la critica sono numerosi – effetti collaterali indesiderati, carenza di umanità, sparizione forzata dei sintomi e altro ancora -, così sempre più persone si rivolgono a mezzi e terapie più “naturali”, come la fitoterapia, l’omeopatia, la naturopatia, ecc.. per curare la colite o altre patologie.
Si tratta di due conoscenze diverse, non alternative, due polarità di una stessa unità.

Dobbiamo comprendere che siamo entrati in una nuova era, in una visione “olistica” dell’universo nel macro, e dell’uomo nel micro. Uomo come essere completo e trino (corpo, mente e anima), dove le tre componenti sono ben collegate fra loro, anzi, in realtà essendo la stessa cosa. Da questa visione nasce la <<medicina olistica>>, la medicina più antica che l’uomo possa aver mai utilizzato. Una medicina che prende in considerazione, sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico l’aspetto funzionale, psichico ed energetico/animico. E partendo da questi presupposti, gli orizzonti naturalmente si fanno molto più ampi. Un sintomo non è mai solo una disfunzione organica, ma è il risultato sempre e comunque delle tre forze – fisiche, psichice ed animiche – che ci portano un messaggio. Un messaggio di Guarigione!

Il sintomo è quindi l'attore di segnali e informazioni, in quanto interrompe, manifestandosi, il corso normale della nostra vita e ci costringe a dare importanza al sintomo. Il sintomo segnala che noi siamo malati come uomini, come esseri spirituali. Una volta che l’uomo ha capito la differenza tra malattia e sintomo, non considera più quest’ultimo il suo maggior nemico, né si pone lo scopo di combatterlo e distruggerlo. Al contrario scopre nel sintomo un compagno e nel caso la sofferenza sia causata dalla colite ad esempio, un sintomo può aiutare l'organismo a scoprire cosa gli manca e quindi a scegliere la strada giusta e capire come guarire dalla colite.

Sotto quest'ottica il sintomo diventa una specie di insegnante che ci aiuta a preoccuparci della nostra personale evoluzione e presa di coscienza e che può anche mostrare molta severità e durezza se trascuriamo questa legge suprema. La malattia in sostanza ha soltanto un fine: farci guarire! La strada che l’uomo percorre nella vita lo porterà alla conoscenza del proprio Sé, inteso come totalità. Ma l’uomo ha bisogno di tempo per trovare questa totalità, che però è presente sin dall’inizio. Proprio in questo consiste l’illusione del tempo – l’uomo ha bisogno di tempo per trovare ciò che esiste da sempre. Questa via si chiama evoluzione.
Durante questo percorso di autoconoscenza si incontrano mille difficoltà, si commettono errori, si soffre a causa di forti malattie. Lo stesso accade anche quando si soffre a tal punto da far nascere in noi il desiderio di cercare terapia per il colon irritabile. Ma non dobbiamo buttarci giù ed anzi utilizzare questo dolore non solo per trovare una cura per il colon irritabile, ma anche per una guarigione più profonda del nostro essere.

Proiettiamo sulla pellicola della nostra vita tante situazioni, in modo tale che ci facciano da specchio per comprendere chi siamo realmente. E nello specchio proietteremo soprattutto la nostra zona d’ombra, ossia la parte del modello che non vogliamo vedere ed accettare, così da innescare una sorta di guarigione omeopatica più completa, decisamente più profonda della mera cura di un colon infiammato. Ogni sintomo rappresenta una provocazione e una possibilità di vedere e capire il problema di base. Se questo non avviene perché per esempio si continua a considerare il sintomo un fastidio casuale di natura semplicemente funzionale, le provocazioni non solo continueranno, ma aumenteranno di intensità.

Provare acuti dolori addominali e cercare dei rimedi naturali per il colon irritabile non può bastare se non si coglie questa occasione per una guarigione più profonda dell'organismo. L’intestino crasso ha un forte significato simbolico. Come l’intestino tenue corrisponde al pensiero analitico, così l’intestino crasso corrisponde all’inconscio, in senso letterale al <<mondo inferiore>>.
L’inconscio, visto in termini mitologici, è il regno dei morti. L’intestino crasso è anch’esso un regno dei morti, perché lì si trovano le sostanze che non è stato possibile trasformare in vita, è il luogo in cui può avvenire la putrefazione, che è un processo di morte. Colite ulcerosa è il nome di un’infiammazione dell’intestino crasso che inizia in maniera acuta, tende a diventare cronica ed è accompagnata da dolori e perdita di sangue e muco. Il sangue e il muco sono sostanze vitali, sono antichissimi simboli di vita (i miti di alcuni popoli primitivi narrano che tutta quanta la vita ebbe inizio dal muco). La guarigione per il colon irritabile è dentro di noi, dobbiamo solo comprenderla.
Chi ha paura di realizzare la propria vita e la propria personalità perde sangue e muco. Vivere la propria vita richiede però la capacità di difendere la propria posizione nei confronti degli altri, il che porta con sé necessariamente una certa solitudine. Per questo chi soffre di colon infiammato ha paura e cerca una cura. E' a causa della paura che suda sangue e acqua. Attraverso l’intestino (inconscio) offre i simboli della propria vita: sangue e muco. A questa persona è necessario far capire che ognuno deve vivere consapevolmente e responsabilmente la propria vita, altrimenti finisce per perderla.

All’interno del PIP (il mio Programma Intensivo dedicato alla soluzione definitiva di colon irritabile e colite ulcerosa) sono esposti in maniera dettagliata tutti i consigli e le soluzioni mirate ad una migliore gestione dello stress, onde evitare la somatizzazione dei conflitti psichici trattati in questo articolo e quindi in definitiva la spiegazione di come risolvere problemi legati con la colite ulcerosa.

 Luca Lombardi