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Come prevenire il cancro del colon

colon-prevenzioneI soggetti che soffrono di colite ulcerosa per moltissimi anni hanno tutti i fattori a rischio di soffrire di cancro colorettale, un terribile male che rappresenta la seconda causa di morte per cancro, prendendo in considerazione tutta la popolazione mondiale affetta da tumore.

Il rischio di cancro del colon maggiora quando soggetti presentano una forma di colite acuta da oltre dieci anni. L'analisi e la prevenzione diventano quindi degli aspetti fondamentali per aumentare la possibilità di sopravvivenza e ridurre invece quelle che il male degeneri e porti con sé delle pericolose complicanze per il colon.

Si ricorda a tal proposito come anche sottoporsi a radioterapia può essere causa dell'insorgere di un tipo di colite particolare detta attinica, che costringe spesso i pazienti all'uso di pannolini contenitivi.
La colite ulcerosa è una malattia che interessa l’intestino crasso e la zona del retto. Si manifesta sotto forma di un’infiammazione della parete intestinale e dell'area rettale che poi degenera in ulcera, causando forti spasmi addominali, diarrea accompagnata da sangue e spesso anche febbre. Questa forma di disturbo non presenta dei dolori addominali costanti, ma si manifesta attraverso improvvisi attacchi di mal di pancia, di intensità variabile. Moltissimi soggetti descrivono lunghi periodi assolutamente privi di sintomi, tanto da lasciare l’illusione nei pazienti di essere guariti definitivamente.

I soggetti che soffrono da molti anni di tale infiammazione dovrebbero sottoporsi regolarmente a colonscopia, in modo tale da aumentare le possibilità di sopravvivenza e intraprendere una cura immediata.
Questa pratica è molto importante e non va trascurata, rientra nella fase di prevenzione al tumore al colon e di analisi dei sintomi. Basti pensare che meno dell’1% dei soggetti che soffrono di colite ulcerativa da meno di un anno sviluppano un tumore al colon.

Una diagnosi tempestiva ed una cura efficace rappresentano gli strumenti più efficaci contro la propagazione delle masse tumorali. Sono sempre più gli studi scientifici che cercano di spiegare le condizioni che possono favorire lo sviluppo di cancro del retto e colon, cercandone di determinare sintomi comuni e probabili cause, ma l’ipotesi più accreditata sembra basarsi sul fatto che non esista un’unica causa e che sia invece “il frutto” (marcio) di una serie di fattori legati tra loro, che favoriscono l'emergere di una neoplasia. Fattori genetici, ambientali, salute della flora intestinale e sicuramente altro che ancora dev’essere scoperto, ma che indebolisce drasticamente il sistema immunitario al punto da provocare un’infiammazione intestinale e nei casi più gravi appunto anche un fibroma del colon.

La prevenzione al tumore al colon parte con l'analisi e quindi la cura per la colite e con la volontà del paziente di riuscire a risolvere il problema a fondo, ripensando ad un altro regime alimentare, basato su una dieta per la salute intestinale e ad un cambio nelle abitudini di vita che dovranno necessariamente diventare più sane e “costringere” il soggetto a praticare dello sport, ovvero a porre le basi per l'inizio di un trattamento risolutivo. Non è un caso se lo stesso concetto è alla base della famosa dieta Longo, che ha fatto proseliti in tutto il Mondo, grazie alla competenza dei dottori della

 

I sintomi del cancro del colon

Molti casi di angiomi al colon non presentano sintomi ben definiti, soprattutto nelle situazioni di tumore al lato destro. Esistono però dei tratti distintivi piuttosto comuni, che rappresentano dei segnali precisi dall'allarme per il nostro intestino e per l'intero organismo. Onde aumentare le possibilità di sopravvivenza è quindi auspicabile una conoscenza più mirata di questi indizi, onde combattere preventivamente la diffusione delle cellule tumorali.
Tra questi fattori di rischio citiamo:

  • Pesenza di sangue nelle feci a causa di emorroidi
  • Sensazione di evacuazione incompleta (specie in caso di cancro del colon sinistro)
  • Copiosa forma di dissenteria
  • La perdita di peso improvvisa (uno tra i sintomi del fibroma al retto più subdoli per la nostra vita e salute)
  • Intenso dolore intestinale, spesso caratterizzato da vomito e reflusso gastroesofageo
  • Pallore e forma più o meno acuta di anemia, soprattutto in caso di cancro al colon destro
  • Perforazione intestinale. Uno dei segnali più preoccupanti, ad alto indice di mortalità. Una peritonite è molto grave e va trattata con estrema urgenza.

 

Prevenzione

  • Riduzione se non eliminazione completa dalla dieta di carne rossa. Un'informativa diffusa dal Centro di Ricerca Mondiale sul cancro segnala la carne di maiale e mucca su tutte come possibili cause di cancro del colon. Chi consuma cibi di questo tipo, aumenta i rischi di tumore del 30% rispetto a individui che escludono dalla dieta questo tipo di alimenti. Al contrario invece, gli alimenti ricchi di calcio ridurrebbero il pericolo di contrarre tumori rettali. Sino a poco tempo fa, questa attenta analisi empirica era poco più che un ipotesi. Grazie al lavoro dell'ospedale di Brigham e l'università di Harvard ora possiamo definire con certezza che la carne rossa risulta cancerogena.
  • Eliminare il tabacco e le bevande alcoliche. Allontanare le percentuali di contrarre un angioma implica lo stare alla larga da queste sostanze tossiche per l'organismo. Molti studi hanno portato avanti analisi che dimostrerebbero un nesso tra obesità, alcolismo e tumori. Una sana prevenzione per cancro al colon implica anche questo e per fare bene al proprio organismo non è mai tardi, questo è sicuro.
  • Consumo di alimenti dal grande contenuto di calcio. Ottimo sistema per rinforzare le difese nello stomaco. Attraverso dei gruppi di verifica si è effettivamente compreso come l'assunzione di latte riduceva il rischio di cancro al retto-colon ( terza tipologia di angioma più diffusa nel Mondo) del 20%.
  • Farmaci anti colesterolo. Sostanze di questo tipo diventano la rivoluzione medica del secolo, in quanto da un lato prevengono malattie cardiovascolari, ma dall'altro attuano un lavoro di prevenzione non indifferente nei confronti del fibroma.
  • La necessità di una mammografia specifica. Parliamo di un sistema efficace e semplice per prevenire un cancro. Alcuni Stati si stanno muovendo affinchè possa diventare un'analisi obbligatoria, anche perchè trattasi di un metodo relativamente economico.

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S O S bambini, allarme colite infantile

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Negli ultimi anni si sta tristemente assistendo ad una crescita esponenziale del numero di casi di malattie legate ad infiammazioni intestinali, come coliti ulcerose sino o malattie di Crohn, nei bambini sotto i 14 anni.
Problema che riguarda i più piccoli e che sta diventando sempre più grande e preoccupante.

Come negli adulti, così nei bimbi, la colite rappresenta un'anomalia nel corretto funzionamento dei muscoli e del tessuto nervoso della zona gastrointestinale che causa un acuto dolore intestinale, con sintomi abbastanza comuni e indebolimento della flora batterica.
Ovviamente, trattandosi di bambini, le conseguenze generali sulla salute dei piccoli possono essere ancora peggiori e più inficianti, a causa di corpicini in continuo mutamento, sia a livello di tessuti intestinali che di struttura fisica.Inoltre, a detta dello stesso pediatra, costringere gli infanti ad una dieta alimentare rigorosa diventa estremamente più impegnativo e problematico che farlo con gli adulti affetti dalla stessa patologia.

A volte questo problema dipende da altri fattori come appunto può essere un'alimentazione inadeguata (cibi piccanti, alimenti ossidanti, piatti irritanti per l'intestino o troppi zuccheri raffinati), impostata da genitori poco attenti alla salute del bambino o dal mangiare troppo velocemente determinati alimenti o dal nutrirsi spesso nei fast food.
La dieta per bambini dev'essere il primo passo per prevenire la colite negli infanti, accompagnata dall'intenzione di abbassare il livello di stress nel bambino, spesso costretto dalla routine della scuola ad accumulare dosi di ansia considerevoli.

dieta per colite bambini
Come accade per i casi di colite negli adulti, anche per i bimbi lo stress può giocare brutti scherzi sulla salute e produrre contrazioni tali sui muscoli dell'intestino crasso, aumentandone la sensibilità ai movimenti dell'intestino, sollecitato durante la digestione di alimenti e favorendo la produzione di gas nocivi.
I sintomi della colite infantile possono peggiorare nei casi di aumento dei livelli di ansietà nella vita dei bimbi.

Le conseguenze tipiche della colite nei bambini sono quindi: dolore addominale, crampi nella zona del retto e colon, diarrea o al contrario stitichezza. Poveri bambini quindi, impariamo pertanto a riconoscere i sintomi della colite infantile, con un occhio di riguardo al manifestarsi di una cacca liquida duratura tra i bambini, perchè per arginarla necessita di una specifica dieta per dissenteria.

 

Sintomi della colite nei bambini

  • Infiammazione addominale

  • Gas nello stomaco

  • Dolore nella zona dell'addome

  • Forme di diarrea più o meno intense

  • Impellenza di andare in bagno

  • Sensazione di non aver mai evacuato completamente

  • Muco nella cacca

  • Mal di testa

  • Nausea e stanchezza

  • Pallore sul viso

  • Sofferenza alle estremità degli arti

I bambini che presentano malattie come colon irritabile spesso si sentono male durante la giornata. Nella maggior parte dei casi è la diarrea uno dei sintomi più presenti nei piccoli bimbi, rendendo indispensabile l'attuazione di una dieta sana ed equilibrata.
La dissenteria poi può essere molto imbarazzante per un bambino di 7 anni o anche meno e rendere problematica anche la stessa socializzazione di queste creature con i compagni di scuola, spesso in seria difficoltà nello spiegare agli altri bimbi del perchè non possono mangiare determinati alimenti.

diarrea bambini

Curiosità sulla colite nei bimbi

  • Circa il 18% dei fanciulli che vanno a scuola presentano i sintomi di dolori addominali o nella zona dello stomaco, al punto da interrompere le lezioni e chiedere di andare a casa o in bagno.

  • Il 35% degli adulti che soffrono di colon irritabile presentavano dei sintomi di colite già dall'infanzia, ovvero disturbi intestinali quando erano ancora bambini.

  • Sesso: il numero delle bambine che soffrono di malattie al colon-retto è leggermente superiore a quello dei maschietti.

 

Cause della colite nei bambini

Le cifre parlano di un numero di bimbi affetti da queste patologie dieci volte superiore a quello di 20 anni fa.
Questo è il risultato a cui sono giunti il Gruppo di lavoro su Crohn e Colite Ulcerosa Spagna, in collaborazione con la Confederazione di Associazione di malati di Crohn e Colite Ulcerosa di Spagna. Terribile. Attualmente ci sono in Spagna oltre 220.000 soggetti che soffrono a causa di colite ulcerosa o di una qualsiasi altra infiammazione del colon o di altre zone dell’apparato digerente (come nel caso della malattia di Crohn) e questi casi aumentano ogni anno di ben 7500 unità.
Di questi malati, uno ogni dieci casi, include bambini di età inferiore ai 14 anni.

Trattasi di una malattia tipica dei paesi sviluppati”, ha spiegato benissimo il dottor F. Mogollòn, gastroenterologo presso l’Ospedale Lozano Blesa di Zaragoza: “..esistono molti fattori che influiscono tra loro, a partire dal connotato genetico, della qualità della flora batterica intestinale, della dieta alimentare e dell’ambiente in cui viviamo”.

L’aumento di casi di colite ulcerativa nella fascia infantile è dovuta in parte alla maggiore attenzione che hanno oggi i genitori affetti da questa malattia che portano i propri figli molto presto a fare una visita, allarmati dalla eventualità che possino ereditare questo male. Per questo colite e bambini diventa un legame sempre più pericoloso”.

I conti però non tornano del tutto e questa causa non può essere l’unico motivo per cui ci troviamo difronte ad un aumento esponenziale del fenomeno di “colite infantile”e del perchè gli ospedali segnalino una presenza sempre maggiore di questo tipo di malattia tra i bimbi e persino gli infanti.

Anche le statistiche permettono di fare una diagnosi più precisa del problema: soltanto l’8-10% dei bambini i cui genitori soffrono entrambi di colite risultano aver “ereditato” questo disturbo. Le percentuali di piccoli ammalati si riduce ulteriormente nel caso in cui soltanto uno dei due genitori abbia già sofferto di colite ulcerosa, arrivando solo al 3% del totale.

In sostanza gli esperti spagnoli sostengono che, nonostante non si tratti di una malattia ereditaria, esistano dei fattori che predispongano gli individui ad avere questa malattia e a trasmetterla attraverso il patrimonio genetico al bambino.
L’aspetto peggiore di questa “colite infantile” sta nel fatto che sembra possa creare maggiori rischi e complicazioni rispetto ad una che avviene in età maggiore. Soprattutto per quel che concerne la crescita regolare delle ossa e dei tessuti muscolari dei bambini colpiti da colite ulcerosa.
I bambini tristemente colpiti da “colite infantile” possono mostrare un certo ritardo nella crescita, sino ad un vero e proprio blocco nello sviluppo del bambino, causa nella maggior parte dei casi di una grave perdita di peso.

colite e ritardo crescita bambini
Come spesso ricorda anche il pediatra, a tutto questo si accompagna un crollo psicologico del bambino, stressato dall’intensità dei dolori addominali causati dalla malattia, della diarrea e di questo affaticamento muscolare.

Per questo curare i bambini che soffrono di colite diviene estremamente importante e gli stessi adulti che soffrono di colite dovrebbero risolvere i loro problemi intestinali affidandosi alla giusta terapia, in maniera tale da dare il buon esempio ai loro figli e trasmettergli i giusti sorrisi che meritano, fino a quel momento privati a causa della terribile malattia intestinale.
Ogni bambino merita di vivere sereno e spensierato i suoi anni di crescita, sin da quando è neonato a tutto il tempo di sviluppo, in cui il bimbo inizia a parlare e successivamente a frequentare la scuola e rapportarsi con gli altri bimbi della stessa età.

Dieta per bambini affetti da colite

L'alimentazione gioca un ruolo parallelo rispetto ai problemi del colon, perchè può alleviare se non proprio prevenire il manifestarsi dei sintomi della colitis nei fanciulli.
Esistono alimenti utili per migliorare la salute dei piccoli e cibi che considerati nocivi, che sarebbe meglio escludere del tutto dalla dieta.
Alcuni cibi sembrano innocui, ma non lo sono affatto e possono iniziare a colpire lo stomaco anche 6 ore dopo averli ingeriti.

In linea di massima è buona regola prendere nota di tutto quello che mangiamo e le combinazioni dei cibi che si alternano ogni settimana, in maniera tale da appuntarne le sensazioni e indicando lo stato di salute immediato e a distanza di almeno 6 ore dall'ingestione di quell'alimento. La dieta che faremo seguire ai nostri bambini dovrà tenere presente anche di questo.
Ad esempio una presunta intolleranza alimentare al latte vaccino potrà essere risolta sostituendo questa bevanda tipica della colazione con del latte di mandorla.

Una dieta per la colite nei bambini dovrà evitare carne rossa e pesce surgelato di qualsiasi tipo oltre ad alimenti ricchi di grassi saturi e di colesterolo cattivo e nessun pediatra al Mondo potrà negarlo.

colite cosa mangiare
Dar da mangiare ai bimbi tanti spuntini durante l'intera giornata potrebbe aiutare a rendere più tollerabile la digestione e rieducare l'intestino a lavorare sempre, ma in piccole dosi.
Per favorire un recupero fisico dell'infante, si consiglia di fargli bere molta acqua e mantenerlo sempre ben idratato, attraverso cibi che contengono liquidi e facili da digerire.

La colazione ideale

Una dieta per bambini di 7 anni o più potrà includere 1 tazza di latte vegetale (di mandorla o latte di cocco o di riso), 2 tazzine di yogurt magro con massimo 30 grammi di cereali, 1 tazza di tè (evitare in caso di colite infantile accompagnata da sintomi di stanchezza), 4 fette di pane tostato, ma di tipo integrale, con un po' confettura biologica senza zuccheri aggiunti.

Un piccolo pasto salva dieta

Nell'arco di tempo che divide la colazione dal pranzo si potrebbe fare un piccolo pasto, molto utile per il nostro intestino retto e replicare la stessa sequenza di cibi e bevande anche tra il pomeriggio e cena.
Un succo di frutta naturale, senza zuccheri aggiunti, 250 g di frutta, meglio se mela, banana, pera. Ananas, arancia, kiwi, fragola e guava sono invece dei cibi da evitare però in caso di diarrea persistente o più in generale da non far rientrare in questa dieta per bambini malati di colite, a causa di una difficile digestione. Una soluzione che fa felice il genitore, i figli e anche il pediatra.


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Colite e complicanze:non solo tumore al retto e colon

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Diversi studi svolti sui pazienti che soffrono di colite ulcerosa mostrano come la maggior parte di questi soffrisse già di problemi più o meno gravi di colon irritato e di come la colite, se curata in tempo, può essere relativamente sopportabile.

Purtroppo però questo male può produrre complicanze molto gravi se si attende troppo tempo per curarla o anche solo per accorgersi di essere delle prime avvisaglie e ritrovarsi, per una serie di concause un devastante tumore nella zona rettale, accelerato magari dal fatto che si tratti di un soggetto fumatore incallito di sigarette.

Non dare la giusta considerazione a questo fattore di rischio potrebbe aumentare le possibilità di mortalità.
Ovviamente trattasi di casi estremi, un tumore intestinale non va considerato certo una conseguenza diretta di un'irritazione intestinale mal curata. Fatto sta, che va allo stesso modo sottolineato come per un gruppo neanche troppo limitato, pari a circa a un quinto dei malati di colite, indipendentemente da sesso o età, è emersa un incidenza di queste complicanze, tra cui anche il cancro al retto.

Esistono numerosissimi fattori a rischio che possono far degenerare la malattia e causare aumento del dolore localizzato, la possibilità di formazioni di polipi, riduzione della qualità del sangue in circolo, ma anche tante sensazioni negative, che possono diventare patologiche e gravi se non affrontate tempestivamente.
Non parliamo quindi della necessità di cure oncologiche, legate alla creazione di masse tumorali maligne, carcinoma al colon o neoplasie, ma di terribili disturbi o vere e proprie malattie connesse con infiammazioni dell'intestino e i suoi sintomi più importanti. Per questa ragione ci di conseguenza opportuno spostare l'attenzione verso l'attenzione alla fase di prevenzione del tumore del colon e retto.

Complicanze e sintomi di una colite degenerativa

  • Perforazione: trattasi della conseguenza peggiore che può seguire una colite ulcerosa. Un drammatico seguito che può avere questa malattia, i cui fattori di rischio, diventano veri e propri sintomi principali, con l'insorgere del
  • . Ovviamente il coprolita non sarà l'unica causa scatenante, ma con l'amento del dolore localizzato nella zona del retto, si concretizza il rischio di questa malattia. La fecalità (altro termine con cui si indica il fecaloma) non è quindi unica responsabile della perforazione dell'intestino, ma obbligherà il soggetto ad analisi più specifiche del retto e colon, che risulterà irritato al 100%.
  • Emorragia copiosa: nelle fasi più acute di colite accade anche di perdere molto sangue, ma in alcuni casi questa quantità può essere davvero impressionante, al punto da obbligare il paziente a sottoporsi a trasfusioni di sangue. Emorragia grave, sintomo di una quasi ulcera che merita di essere combattuta con tenacia.
  • Fecaloma: succede qualora il colon risulta talmente irritato da smettere di funzionare quasi del tutto, portando ad un accumulo di gas fautori dalla dilatazione sempre maggiore dello stesso colon e alla creazione di fecaloma, causa anche una dieta povera di fibre. Nulla a che vedere quindi con tumore al retto, eppure questa complicanza della colite ulcerativa si verifica specialmente a causa di farmaci e di  importanti cambiamenti nel metabolismo. Una successiva radiografia potrà mostrare l’ingrossamento impressionante del colon, che può raggiungere la larghezza di 12-13 centimetri. La cura per un colon talmente infiammato prevede la somministrazione di antibiotici e cortisone, ma nei casi più gravi, qualora il problema resti irrisolto, sarà necessario molto probabilmente un intervento chirurgico.La chirurgia dovrà essere davvero considerata l'ultima spiaggia, ma in caso questo problema intestinale fosse difficile da curare, rappresenterà l'unica soluzione per la malattia.
  • Pioderma gangrenoso: trattasi di una alterazione della cute molto spesso collegata a conseguenze decisamente spiacevoli. Si manifesta come una piccolissima ulcera ricca di pus che diventa col passare del tempo sempre più grande. Per questa ragione è molto facile che venga confusa con una infezione batterica e quindi contrastata con comuni antibiotici senza per questo che la cura possa sortire alcun effetto benefico.
  • Trombosi: Colite ulcerosa e trombosi è un pericoloso legame che spesso può riproporsi, necessitando tempi di riabilitazione lunghi o nei casi più gravi trascinando con sé anche disperazione e mortalità. Trattasi di una malattia molto grave che coinvolge principalmente il sangue che coagulandosi più facilmente nelle vene può diventare pericolosissimo per l’organismo e diventare uno dei fattori a rischio più pericolosi nel caso di una colite mal sanata, alla stregua del fecaloma.
  • Colangite sclerosante primitiva: quasi sempre collegata con complicanze che seguono l’acutizzarsi di una grave forma ulcerosa. Questa colangite sclerosante, detta anche idiopatica, si manifesta in maniera evidente solo in pochissimi casi di pazienti colitici, deteriorando l’individuo silenziosamente e quindi diventando molto difficile da individuare, perchè non caratterizzata da un dolore localizzato come nel caso di carcinoma e neoplasie. Sintomi latenti, ma per questo ancor più letali.
    Questa malattia infatti causa un’alterazione della via biliare, in particolar modo dei condotti che portano la bile dal fegato verso l’intestino tenue. Questo tipo di disturbo è molto pericoloso perchè partendo da una manifestazione ulcerativa può degenerare in tumore al retto-colon o alla bile. Un tipo di cancro intestinale che obbligherà ad una cura rapida il malato.
  • Sviluppo di massa tumorale: il rischio di tumore al retto è di gran lunga più alto nei soggetti che soffrono di una forma acuta di colon infiammato. Parliamo di una complicanza estrema, ma non per questo può essere esclusa a priori. Per questo è buona regola che qualsiasi paziente, anche una volta finita la cura e ritenuto “guarito”, dovrebbe sottoporsi a una periodica colonoscopia, almeno ogni 2 anni. La sopravvivenza del cancro causa dolore localizzato al retto-colon e rende più difficile la rimozione. Qualora da una biopsia dovessero emergere delle alterazioni della mucosa del colon sarà necessario togliere l’intero colon in tempi abbastanza ristretti, onde scongiurare guai peggiori e il propagarsi di polipi maligni nell'intestino.

Senza spaventare i nostri lettori e collegare questa malattia alla formazione di cancri al colon, va specificato come ogni forma acuta di colite che si manifesta come ulcera non andrebbe però presa sottogamba perchè, essendo una malattia autoimmune, potrebbe coinvolgere altri organi del corpo, come ad esempio accade nel caso della malattia di Crohn.

 

Prevenzione: colon irritato e dieta

Anche quando si manifestano solo pochi avvisaglie e soltanto un po' di dolori sostanzialmente tollerabili, che non sembrano minacciare la sopravvivenza e quotidianità, la prevenzione si fa necessaria. Le possibilità che una colite ulcerosa possa degenerare in qualcosa di ben più grave esistono concretamente. Descrivere queste complicanze serve a sensibilizzare i malati di colon irritato e colite ulcerosa a comprendere l’importanza della fase di prevenzione, cercando di cogliere i sintomi della colite più nascosti e iniziare una terapia per guarire dalla colite ulcerosa più semplice che debelli il disturbo definitivamente e senza complicazioni, intervenendo prima che diventi acuta e senza affidarsi a soluzioni suggerite dalla chirurgia.

Del carcinoma del colon, della prevenzione connessa a questo disturbo e della possibile cura dei polipi attraverso una dieta ricca di alimenti antiossidanti, parleremo più diffusamente in un altro articolo. Il cancro al colon-retto merita un focus ben più specifico, che cercheremo di fornire, attraverso la nostra professionalità in naturopatia e in campo della medicina.


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I sintomi più nascosti della colite ulcerosa

sintomi-colite-ulcerosa I soggetti che soffrono di una forma acuta di colite ulcerosa potrebbero persino non presentare sintomi durante la maggior parte del tempo e svolgere quindi una vita normale senza sentire l'urgenza di intraprendere alcuna terapia.

Capita però che all'improvviso, senza nessuna apparente ragione, vengono colpiti da sintomi assolutamente inconfutabili e sentire sempre più l'urgenza di occuparsi di questa patologia che interessa parte del tratto intestinale.

  • Tra i sintomi più diffusi che caratterizzano la colite ulcerosa ci sono:
  • febbre bassa;
  • forti dolori addominali;
  • tachicardia;
  • anemia;
  • perdita di sali minerali e proteine;
  • calo di peso;
  • fenomeni di dissenteria contemporaneamente alla presenza di sangue e pus;
  • tenesmo rettale.

Questo ultimo sintomo si manifesta come la continua sensazione di dover andare in bagno e defecare, specie durante le ore di sonno notturne. Sensazione che passa subito, ma che si ripresenta puntuale ogni notte e può rappresentare spesso il campanello d'allarme di un sintomo che può farci capire come sia arrivato il momento di trovare la forza di reagire e cercare una via d'uscita per la propria salute.

Anche l'alitosi può rappresentare un ulteriore sintomo di una colite ulcerosa in fase acuta, pronta a condizionare negativamente la nostra autostima e di conseguenza i nostri rapporti affettivi e lavorativi.
Tipica del soggetto colpito da colite acuta è la continua presenza di una sensazione di amaro in bocca, accompagnata nella maggior parte dei casi dalla difficoltà di ingoiare regolarmente e ricacciare questi succhi gastrici verso l'esofago.

Rientrano nella lista delle manifestazioni più evidenti da parte di chi sta vivendo la spiacevole esperienza di una colite ulcerosa anche una sensazione di fastidio e di dolore nella zona dell'ano e l'inconfondibile sensazione di non riuscire mai ad urinare sino in fondo e in maniera soddisfacente.

ipocondriaAnche l'ipocondria può spesso accompagnare l'iter sintomatologico di questa problematica. Più che un vero e proprio segnale della colite ulcerosa infatti la paura generalizzata verso persone e oggetti può emergere nel soggetto perchè messo alle strette e sempre più stressato poichè vive una condizione in cui sente di perdere il controllo del proprio corpo.
Un corpo che prima sentiva suo e che ora, a causa la colite ulcerosa e dei risvolti psicosomatici di questo male, non riesce più a governare al meglio. Un corpo ora malato, ma che può di nuovo rinascere, grazie ad una cura personalizzata chiamata PIP.

 


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Le vere cause della colite ulcerosa

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Ancora oggi non si possono dichiarare con assoluta certezza le cause della colite ulcerosa. Di sicuro è stato accertato un certo collegamento con i geni del cromosoma 6, ovvero quelli coinvolti nello sviluppo del sistema immunitario. Però i soggetti che nascono già con questa specifica predisponizione del DNA non soffrono tutti indistintamente di una forma di colite ulcerosa acuta.

Sembra abbastanza evidente come debba accadere qualcosa nell’organismo che peggiora a tal punto la condizione dell’intestino da obbligare il soggetto colpito ad intraprendere una terapia vincente. Sempre più studi si stanno focalizzando, oltre che sui meri sintomi del disturbo, anche sulle cause, analizzando quelli che possono essere anche i fattori esterni al soggetto.

L’origine della RCU

  • I fattori psicologici possono certamente essere annoverati tra le cause psicosomatiche scatenanti della colite ulcerosa. Concetto rafforzato da specifici studi che hanno dimostrato come forti traumi emozionali possono scatenare forme acute di colite sino a costringere il soggetto, nei casi più gravi, ad intraprendere una vera e propria terapia per curare eventuali ulcere. Nulla a che vedere con la gravità di una forma amebica, ma certamente parliamo di manifestazioni importanti.

 

  • Le infezioni rientrano certamente tra queste ragioni. Anche se nessuno ha mai ipotizzato che uno specifico micro-organismo potesse acutizzare una forma di colite ulcerosa cronica, si è invece arrivati a ipotizzare che una o più somministrazioni di antibiotici utilizzati per curare infezioni sopraggiunte, provocando una depauperamento del microbiota intestinale (disbiosi), rappresentino probabili cause di questo disturbo del colon.

 

  • Altra causa determinante che può favorire il sorgere di una patologia intestinale di questo tipo potrebbe essere la presenza , nei terreni circostanti il luogo in cui si vive, di discariche abusive o di altre forme di speculazione ambientale a danno della salute dei cittadini. Queste situazioni sono generalmente accompagnate nel soggetto anche da evidenti difficoltà respiratorie, che fungono quasi da sintomi associati alla futura diagnosi di una forma ulcerativa.

 

  • Dall’analisi del sangue di svariati pazienti che soffrono di colite ulcerosa in forma cronica si è notato un certo collegamento con disturbi allergici, rilevando la presenza di anticorpi e alterazioni come quelli presenti ad esempio nei soggetti colpiti dalla sindrome di Churg-Strauss.

La giusta attenzione puntata sull’analisi dell’origine della patologia e sui sintomi ad essa legati, può rappresentare l’arma vincente in fase di trattamento, così da raggiungere la bramata guarigione con il minore sforzo possibile.

Allo stesso tempo, per offrire un quadro più completo su questa patologia legata al colon, onde indicare la giusta cura senza il timore di intraprendere una terapia errata, sarebbe opportuno analizzare anche le avvisaglie che possono informarci della comparsa di questo disturbo e quindi aiutarci a imboccare la strada della guarigione.

colite ulcerosa guarigione

I segnali a cui prestare attenzione

Tra i sintomi più evidenti della colite ulcerosa non si può omettere la diarrea. Tipica manifestazione di questa patologia è la presenza di sangue e di muchi nelle feci. L’irritazione del colon e la conseguente terapia per guarire si concentrerà nel cercare di ridurre quella impellenza di andare in bagno durante l’intero arco della giornata.

Altri segnali evidenti collegati a questo problema sono:

  • Intensi dolori nel basso ventre
  • Debolezza fisica
  • Frequente presenza di febbre nel soggetto
  • Dolori agli arti
  • Afte o ulcere orali
  • Gravi forme di dissenteria causata dall’ansia
  • esplosioni cutanee di carattere allergico

Curarsi e sorridere

La colite o rettocolite ulcerosa cronica, presentando una eziologia complessa, è una patologia con sintomi recidivanti e molte volte debilitanti. La medicina ufficiale dichiara l’impossibilità di guarire completamente da una RCU.
Io affermo il contrario, e questo vale per qualsiasi forma o disturbo patologico. Attraverso la giusta terapia è possibile trovare la via di guarigione dalla RCU e riuscire a vivere una vita assolutamente normale e priva di particolari disagi. Questo in particolare può avvenire intraprendendo un “lavoro integrato a 360°“, che tocchi la dieta, l’utilizzo dei giusti integratori naturali (probiotici compresi), e non per ultimo un lavoro su se stessi, così da agire sulle cause psicosomatiche.

Questa lesione del colon, se affrontata con la giusta tempestività e senza mai sottovalutare i sintomi, può essere contrastata con efficacia.
Per ulteriori informazioni o domande, invito tutti i lettori ad inviarmi una email, o decidere di intraprendere un percorso del tutto naturale, per una risoluzione permanente da rettocolite ulcerosa ==> CLICCA QUI


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Dissenteria. Il nemico è nella nostra testa: cause e rimedi.

colite e stressLe persone che hanno il timore di uscire di casa per paura di avere un attacco di dissenteria improvviso ed inaspettato sono molte più di quelle che si pensa.

Le cause della dissenteria possono essere plurime, ma molte volte sono associate a problematiche psicologiche e per questo più difficili da affrontare da soli.

Tutto può iniziare con un attacco di diarrea che colpisce il malcapitato in una tavola calda o ad esempio in ufficio dopo la pausa pranzo. Un’esperienza non certo piacevole, ma che potrebbe divenire drammatica se non affrontata con il giusto piglio e qualora ci si lasciasse sopraffarre dal nostro lato emotivo.

E’ così che la paura di mangiare lontano dalla propria abitazione diventa una realtà concreta e riuscire a spiegare a sé stessi le cause di questa dissenteria e arginare la paura legata a questo disturbo diviene impresa impossibile. In questi casi tra le prime cause che si associa alla dissenteria vi è l’eccesso di ansia e la ferma convinzione che ogni qual volta si esca di casa un attacco di dissenteria possa essere sempre lì in agguato, fuori dalla nostra porta, pronta a minare la nostra stabilità emotiva e fisica.

Prima di uscire di casa il pensiero che possa venire la diarrea non appena si esce, il terrore che un attacco possa colpirci. Un vicolo senza uscita nel quale ci sentiamo imprigionati, senza riuscire a trovare dei rimedi concreti per curare la dissenteria.

colite e diarrea
La consapevolezza nel soggetto affetto da attacchi di diarrea che si tratti di un problema psicologico esiste, ma non sembra migliorare la situazione, tanto da metterlo ancora più in crisi non appena si ritrova in uno spazio esterno, al chiuso.
La differenza che avverte rispetto alla tranquillità percepita tra le mura di casa o gli ambienti “famigliari” è tale da rendere ancor più problematica la sua condizione.

Il soggetto che ha paura di avere attacchi di diarrea tende a portare con sé pastiglie di Imodium, ma la sua condizione non sembra migliorare. Non sono i farmaci che agiscono a livello fisico a migliorare la condizione psicologica di un soggetto.
Chi cerca i medicinali come rimedi per questo tipo di dissenteria rischia di fare l’ennesimo buco nell’acqua. Questo perchè nella maggior parte delle volte, se non nella totalità dei casi, questi attacchi di dissenteria continueranno a ripresentarsi.

“Le cause della dissenteria vanno quindi cercate altrove, molto più vicini di quanto si pensa, ovvero dentro sé stessi”

Tra le cause di una dissenteria di questo tipo occupa un posto principale certamente il timore di non riuscire a controllare pienamente il proprio corpo. E’ da qui che nasce il ciclo ansia-terrore-dissenteria, causa regina di questa paura da attacchi di diarrea.
La soluzione a questo tipo di problema è di fondamentale importanza perchè questo terrore non fa altro che aumentare lo stress individuale e quindi favorire una condizione di affaticamento di tutto il corpo che in certi casi può manifestarsi attraverso l’emergere di problemi di colite e di colon irritabile.

Accade così che una semplice paura può divenire talmente “concreta” dal punto di vista mentale da far nascere disturbi “reali” nel nostro organismo e obbligarci quindi a iniziare una vera terapia per il colon irritabile.
I problemi intestinali sono ben più gravi della mera paura di attacchi di diarrea e applicarsi per scoprire come curare la colite risulta decisamente più impegnativo che stigmatizzare una semplice paura, perchè necessita di una terapia personalizzata.

Il miglior rimedio per curare la dissenteria causata dalle nostre ansie è quello di convincersi del fatto che in fondo non sia così determinante controllare al 100% il nostro corpo e che anche una diarrea improvvisa, tutto sommato non può rappresentare un dramma rispetto a tante altre brutte tragedie che coinvolgono la vita di altre persone.
Se le cause della nostra diarrea sono mentali, anche i rimedi alla dissenteria devono essere di questo tipo.

Dobbiamo imparare a convincere il nostro cervello che una dissenteria non può rovinarci l’esistenza, alla stregua di come non la rovina a tutti gli altri. Anche perchè, come dicevamo, bisogna essere coscienti che esasperando questa paura, potremmo suggestionare a tal punto il nostro corpo da alimentare l’irritazione del nostro colon e dover affrontare una cura ben più impegnativa, come una terapia per il colon irritabile.

Nonostante questo è possibile, dare qualche suggerimento su cosa mangiare in caso di dissenteria mi sembra doveroso. Favorire una dieta per combattere la diarrea vuol dire per certi versi iniziare una dieta preventiva per la colite cronica.

Cibi suggeriti per questa dieta anti diarrea:

Melanzane, noci, mele, pane (evitare quello con cereali o integrale), carote, pollame, zucchine, patate e cioccolato amaro.
In caso di dissenteria preferire nella dieta i centrifugati alla frutta intera.
Cosa non mangiare invece quando si soffre di dissenteria sono invece: le verdure ricche di fibre, i kiwi, le prugne, le bevande gassate.

In ogni caso comunque è buona norma aumentare il consumo di acqua.

Se hai preso consapevolezza della relazione tra intestino e stress ed hai intenzione di dire BASTA ai tuoi attacchi di dissenteria improvvisi, come naturopata sono qui per darti la soluzione


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Mal di pancia e dolori da sindrome da colon irritabile

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Il mal di pancia è come una catena che ti blocca e ti impedisce di vivere in salute.

Ci risiamo. E’ arrivato un’altra volta. Quando ormai ti sembrava di aver ritrovato la meritata felicità, eccolo là a bussare alle porte del tuo intestino gonfio: il mal di pancia.
Anche se le cause potrebbero essere le più disparate, quando la principale fonte di malessere è rappresentata da intensi dolori addominali, non prendere sotto gamba ed esclamare “Nulla di grave, come al solito ho il mal di pancia”, perchè potrebbe invece trattarsi di colite o della sindrome del colon irritabile.

Si parla di “sindrome” in ragione del fatto che si caratterizza da una serie di sintomi frequenti e continuativi nel tempo tanto da cronicizzarsi. Tra le cause principali di questo disturbo va certamente menzionata un’alimentazione problematica, accompagnata spesso da stipsi o diarrea. Seppur non esista un collegamento diretto con la grandezza del colon, quando l’intestino si dimostra particolarmente gonfio e la SCI (Sindrome da Colon Irritabile) ha raggiunto uno stato abbastanza avanzato, è facile constatare nel paziente un’alternanza tra fenomeni di stitichezza e di diarrea. Questo però non rappresenta una regola universale ed esistono numerosi casi di individui colpiti da questo disturbo che non presentano affatto questi sintomi.
Curare un colon sensibile non vuol dire necessariamente trovare dei rimedi per la stitichezza o risolvere problemi relativi alla defecazione.
Improvvisi dolori intestinali, forti dolori allo stomaco intervallati da stati di stanchezza fisica invece, sembrano rappresentare quasi una norma negli individui con disturbi di questo tipo.

mal di pancia
La sindrome del colon irritato è un disturbo che colpisce una grande fetta di popolazione occidentale, anche se non sempre le forme con cui si manifesta sono talmente gravi da obbligare la persona a cercare una cura.
Dati alla mano sembrerebbe infatti che soltanto il 50% dei soggetti segue in via definitiva una terapia affidabile, mentre buona parte di queste persone sembrerebbe più interessata a superare dolore alla bocca dello stomaco e trattare il problema più come una semplice sofferenza del basso ventre.
Questo dato non va preso con troppa leggerezza perchè voglio ricordare come gli spasmi percepiti nel tempo tendono ad acutizzarsi. Succede così che, non avendo chiare le origini di questo problema, tendiamo a reiterare i fatidici errori alimentari, causa principale di questo disturbo, strettamente connessi con gli spasmi alla pancia e rigonfiamenti all'altezza dello stomaco.
Cercare una cura per il colon irritabile in ogni caso è doveroso, perché migliora decisamente la nostra qualità di vita e quella delle persone che ci circondano.

Le conoscenze naturopatiche hanno fatto molti passi avanti in questa direzione, ma siamo noi che dobbiamo fare lo sforzo maggiore. Questa è la ragione del successo delle cure della SCI e della colite attraverso basi olistiche, più che a interverti farmacologici legati alla medicina tradizionale.
Tra le varie cause di questa malattia debilitante vi è, oltre al fattore alimentare, anche quello emotivo, che può condizionare negativamente lo stato di salute dell’individuo, portandolo ad accumulare maggiore stress. Emotività che può condizionare anche la capacità di sopportazione del dolore nel soggetto e quindi determinare intensi dolori addominali.

stress e colite
Molte volte si tratta di una debolezza generale a livello organico e non necessariamente qualcosa di "più grave". Accade quindi che la zona dell'addome sia più sensibile e che si percepisca una sofferenza maggiore in questa area, al di là del reale stato d'irritazione del colon.
Il dolore allo stomaco può essere quindi il risultato di una ipersensibilità della zona addominale, causata da problematiche più grandi, come la SCI.
Una delle cause del mal di pancia e per questo spesso associata a questo disturbo è la stipsi. Trattasi di un disturbo molto fastidioso e frequente. Sembra che questo problema, superati i 60 anni, colpisca l'intestino di una donna ogni 4. Come abbiamo visto in un precedente articolo infatti, i traumi intestinali colpiscono più spesso le ragazze.
Risolvere la stitichezza però non sembra rappresentare una priorità per chi ne soffre. Un po’ perché chi ne soffre non tende a parlarne e si chiude in sé stessa, un po’ perché si ha molta confusione sul problema e si sottovalutano la disidratazione che può generare. Cominciare ad informarsi sui problemi che riguardano alterazioni dell'evacuazione e sui rimedi naturali per la stitichezza è importante perché spesso può servire per prevenire ed affrontare prontamente eventuali altre patologie più gravi che potrebbero emergere in futuro.

Soluzioni pratiche contro il mal di stomaco

La cura del mal di pancia, qualora associata con intestino gonfio e ad una cattiva alimentazione, può essere efficacemente affrontato anche da soli, attraverso l’attenta messa in pratica di indicazioni comportamentali e una specifica dieta.
Per ridimensionare l'intensità dei dolori addominali e curare il mal di pancia, attraverso una valida prevenzione, si consiglia di:

  1. Ridurre la quantità di cibi che accumulano gas nella pancia e che possono generare meteorismo intestinale. Meno frutta con buccia, legumi come i fagioli, verdure quali broccoli e cavoli, oltre a bevande gasate, possono fare più felice il tuo ventre.
  2. Non bere MAI bevande servite troppo fredde. Semplicissimo suggerimento, facilissimo da seguire, ma forse uno dei migliori metodi curativi per mal di pancia e le infiammazioni intestinali è quello di preferire una dieta liquida a base di tisane o thè caldi.
  3. Non mangiare alimenti che già in passato hanno causato dolori addominali, altrimenti non lamentarti se continui a non trovare una soluzione alla tua sofferenza.
  4. Evitare di mangiare sino a scoppiare. La tipica sensazione di “pancia piena” non dovrebbe mai essere avvertita. Alzati da tavola un po’ prima. Non è necessario esagerare con il cibo, la tua salute ne gioverà e i dolori allo stomaco, diminuiranno di sicuro.

Essendo però diversi i fattori che possono determinare una pancia o intestino gonfio, associati ad eventuale infiammazione della zona ventrale, il consiglio resta quello di seguire un Programma personalizzato, specifico per le tue esigenze così da  risolvere alla radice la problematica, con la certezza di guarire.


L'importanza dello stomaco è centrale per la funzionalità del corpo umano, imparare a prendersene cura e a trovare dei rimedi in caso di irritabilità dovrebbe essere un dovere nei confronti della splendida vita regalataci. Curare i dolori allo stomaco ci aiuterà a guadagnare autostima e sorrisi e ci consentirà di affrontare la quotidianità con entusiasmo ed energia.

 


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La sindrome donna e la sua cura

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La IBS, acronimo di Irritable Bowel Syndrome è un malessese che colpisce circa il 15-25% delle donne e circa il 7-20% degli uomini sopra i 18 anni d'età. Meglio nota a noi italiani come la sindrome del colon irritabile, trattasi di un disturbo tra i più dolorosi che possono investire il nostro intestino. Sono tantissimi gli appartenenti alla categoria uomo e alla categoria donna che nel Mondo cercano una efficacie antidoto all'irritazione del colon. Soltanto una percentuale molto bassa di questi riesce a raggiungere un risultato definitivo soddisfacente, perchè incapace di scegliere la giusta terapia o capire cosa fare, nel marasma di informazioni in cui ci si imbatte attraverso il web o spiazzati dalla pluralità di dottori, mascherati da santoni che promettono di guarire il colon irritabile. La confusione da un lato e l'incapacità di conoscere l'origine del problema di salute dall'altro, sono 2 delle ragioni principali che allontanano il paziente dal comprendere quale sia il miglior metodo anti colite che non porti a spiacevoli “ricadute”, spesso anche più dolorose.
La IBS, presenta delle caratteristiche comuni a tutti i pazienti che possono essere riassunte in questo elenco:

  • dai gonfiori addominali,

  • alito cattivo,

  • sensazione di nausea,

  • stanchezza cronica.

Sintomi di un colon mal funzionante

Prima di avvertire l'impellenza di cercare rimedi per curare la salute del proprio tunnel intestinale, è molto frequente l'alternanza tra periodi di dissenteria e altri di stitichezza, proprio a causa di un evidente inefficenza dell'intestino sottoposto ad una condizione di stress fuori dal comune.

Le cause di questa infiammazione delle pareti del colon, fautrici dell'affaticamento dell'intestino, possono essere molteplici e affinchè il percorso di guarigione sia più facile, è importantissimo scoprirle sin da principio. Di sicuro numerosi studi in materia dimostrano come lo stress sia il primo nemico da combattere durante il processo di cura da colite, non a caso, oltre il 95% dei pazienti che ho avuto modo di osservare, ha affermato di notare dei significativi miglioramenti proprio durante i giorni di riposo o durante le ferie.
Al contrario invece, in prossimità di scadenze o di eventi importanti i soggetti sembravano notare un acutizzarsi dei dolori legati alla sindrome del colon irritabile.
Specifica a parte va fatta nei confronti dei soggetti donna in cui, l'arrivo del ciclo mestruale, sembrava intensificare esponenzialmente la sofferenza e aumentare la necessità da parte delle pazienti di sottoporsi ad una cure specifiche.
E' la ragione per cui questo disturbo intestinale viene sempre accostato all'universo femminile. Il numero delle ragazze e delle donne che cercano il mio aiuto medico infatti è sempre maggiore rispetto a quello degli uomini colpiti dal medesimo tipo di infermità.
Lo stesso tipo di incidenza a livello di genere sessuale negli uomini avviene anche quando si analizzano le percentuali dei cani affetti da colite.
Dato che potrebbe essere confermato da un qualsiasi veterinario.

I rimedi sono sempre dentro di noi

Mi preme sempre sottolineare come però il primo passo della giusta terapia per il colon irritabile consiste nel fidarsi del nostro organismo e imparare a leggere i segnali che ci comunica. Quando ad esempio notiamo il ripetersi di frequenti gonfiori di stomaco dovremmo dare maggiore attenzione alla combinazione di cibi che abbiamo ingerito. Custodire un diario su cui appuntare quello che mangiamo e lo stato del nostro stomaco immediatamente dopo il pranzo o la cena ci potrebbe essere di grande aiuto nella cura della colite spastica. Sapere con chiarezza cosa mangiare potrebbe quindi non essere una prerogativa di un nutrizionista, ma il risultato di una nostra maggiore consapevolezza, segnale di una vera volontà da parte del soggetto di guarire.
Un metodo che sembrerebbe aiutare in particolar modo proprio le pazienti del gentil sesso perchè le stimola ad un impegno quotidiano, spronandole ad impegnare sempre più energie per risolvere i propri problemi di salute.
Attraverso questo sistema di archiviazione dati manuale potremmo  capire come la colpa possa essere attribuita all'eccesso di fibre solubili contenute nei legumi, di cui purtroppo siamo ghiotti o potrebbe essere il sentore di una scarsa tolleranza ad un cibo o allergia. A dare peso ancora maggiore a questa eventualità vi è un dato inquietante che potrebbe influire negativamente in maniera abbastanza diretta sulla sindrome da colon irritabile .

Nonostante l'opinione comune sia differente e questo dato potrebbe sembrare per certi versi esagerato, è stato appurato che oltre il 65% della popolazione dell'Europa comunitaria, di età superiore ai 18 anni, presenta una qualche forma di intolleranza al lattosio. Immaginate un po' quali conseguenze potrebbe determinare questo dato sullo stato di salute del tratto intestinale irritato. Importantissimo sarebbe quindi integrare la nostra dieta con fermenti lattici e probiotici, attraverso una cura mirata da seguire più volte durante l'anno.

La cura del colon irritabile e la scelta di una terapia vincente non può quindi assolutamente prescindere dal dare il giusto focus alla nostra alimentazione e stabilire senza troppi giri di parole una dieta efficace. Non si possono fare discorsi troppo generici, perchè per trovare la cura migliore per un colon instabile e ipersensibile risulta fondamentale analizzare caso per caso. In linea di massima però considerando le statistiche a disposizione, si può certamente annoverare una serie di cibi cattivi, che se tenuti sotto controllo, riducendone la quantità nella nostra dieta, possono influire positivamente nella cura della colite spastica.
In linea di massima, se decidiamo di sanare il nostro organismo e favorire la pulizia interna potremmo iniziare questa terapia purificatrice iniziando con il ridurre, sino ad escludere del tutto dalla nostra dieta alimentare i seguenti cibi:

  • dolcificanti,
  • frutta secca,
  • rucola,
  • cetrioli,
  • cipolla,
  • fichi,
  • conserve in generale,
  • pane lievitato,
  • fagioli,
  • lenticchie,
  • panna,
  • caffè,
  • coca cola.

Una ragione in più per le donne per interessarsi a regimi alimentari particolari non soltanto a scopo di dimagrire, ma anche per sentirsi meglio e vivere sani.


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Colite ulcerosa: la cura in una dieta

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Cibi utili e dannosi a confronto

Dicevano i nonni “siamo quello che mangiamo” e nonostante tutte le critiche 2.0 alla saggezza popolare, questo detto è validissimo anche per i nostri giorni, perchè una dieta equilibrata è il segreto della cura alla colite ulcerosa (CU). Tutto o quasi verte attorno al metabolismo del corpo.
Però, sarà a causa dei ritmi vertiginosi a cui sono sottoposte le nostre vite ogni giorno o alla nostra cieca fede nei confronti dei bugiardini dei medicinali e scetticismo nei confronti delle erbe naturali, ma  sembriamo tutti poco attenti al nostro regime alimentare e a una dieta da seguire per sentirci meglio.

La terapia che proponiamo è basata su una metodologia pragmatica, perchè ormai anche a importantissimi momenti come la masticazione viene data troppa poca importanza, preferendo destare tutta la nostra attenzione ai jingle di McDonald's o all'ultima offerta di Burger King.
Il must propagandato dalla filosofia dei fast food sembra quello di “riempire lo stomaco” a qualunque costo e scartare qualunque ipotesi più critica nei confronti del giusto apporto alimentare da regalare al nostro stomaco e alla qualità della nutrizione.

Colite ulcerativa come risposta ad un' alimentazione sbagliata

Noi, figli del benessere economico, in cura presso il capitalismo dei mercati alimentari, siamo sempre più figli di un malessere alimentare, in cui obesità, gastriti, alta pressione del sangue, problemi cardiaci e infine la terribile colite ulcerosa, diventano le conseguenze naturali, di un universo alimentare che di “naturale” ha ormai ben poco.
C'è bisogno di una dieta disintossicante che protegga la nostra tavola e il nostro colon dai conservanti e dai cibi sintetici che tanto male oscuro nascondono dietro un comunissimo bruciore di stomaco, o un metabolismo più rapido o più lento del solito.

Tutte queste problematiche ed in particolar modo una eventuale terapia sono strettamente legate sia alla quantità di cibo che mangiamo, ma soprattutto alla qualità con cui questi cibi sono realizzati e alla nostra modalità di assunzione degli stessi, masticazione in primis.
Al di là della consapevolezza o meno di scegliere una dieta per colite ulcerosa o CU che dir si voglia, non si può far finta di non accorgersi come appuntamenti di lavoro che si susseguono, accompagnare di fretta i nostri figli in palestra, andare in posta a pagare le bollette, assieme a tantissimi altri impegni quotidiani, sono indiscutibili corresponsabili di un processo graduale che ci ha allontanato dal godere di quei momenti importantissimi nella nostra vita che sono il pranzo e la cena.
Evviva il cibo. In Toscana dicono però un noto detto popolare dice che si ha più cibo che appetito ed è proprio su questo aspetto alimentare che vorrei soffermarmi..

A conti fatti, i familiari che vediamo più spesso hanno le facce dei baristi da cui ci rechiamo per ingoiare un panino in pochi minuti e magari in piedi, alla faccia della dieta e delle preoccupazioni per la retto colite ulcerosa!
Le nostre vite sembrano scorrere senza tregua e noi restiamo inermi a guardare la nostra agenda mangiare il nostro tempo, ma anche il nostro miglior cibo. Noi siamo convinti di viveve e di mangiare, mentre nel frattempo avviene la masticazione continua del nostro tempo. Allora diventa facile mettere su un po’ di peso e soffrire di bruciori di stomaco al punto da iniziare peggiorare il nostro stato di salute intestinale.
Iniziare a riflettere sulle cause del problema è già il primo passo per la nostra cura. Iniziare a mettere in agenda “la pesa quotidiana” alla bilancia può rappresentare la giusta leva per spronarci ed essere stimolati a fare qualcosa per iniziare a perdere peso e riprendere per mano una vita che sembra essere sfuggita di mano.
Comprenderemo così sulla nostra pelle e sulla nostra bilancia come ridurre l’apporto di carboidrati come pasta, ci renderà orgogliosi di essere ugualmente italiani, ma forse un po’ più magri. Una sorta di alimentazione anti colite, senza fare per questo salti mortali, ma soltanto ponderando la scelta degli ingredienti giusti con cui nutrirci.

Colite: sanare in tempo è possibile

Scoprirete così come diminuire l’apporto di proteine animali ed aumentare di contro l’apporto di legumi in una dieta sarà certamente la migliore risposta per combatterla. Un insaccato in meno al giorno leverà il medico di torno, ve lo posso garantire. E poi tante altre cosette, soluzioni efficaci per contrastare le cause d'origine, mediante un'alimentazione sana ed equilibrata. Si tratterà di togliere le bibite gasate, con altissimi contenuti di zucchero e limitare il consumo di bevande alcoliche.
La soluzione ai problemi di CU è a portata della vostra bocca insomma, in funzione della vostra motivazione di seguire un programma specifico per affrontarla e divenire delle persone più felici, perchè a proprio agio con il proprio corpo.
Cominciare riflettendo quindi, ma continuare camminando e magari riferendolo a un amico che vive nella vostra zona, trovando così un’altra scusa per muoversi un po’ e lasciare la vostra auto parcheggiata per un altro po’.
E non abbiate fretta di guarire e nemmeno di mangiare; secondo degli studi affidabili, la masticazione di ogni cibo dovrebbe avvenire almeno 20 volte prima di essere ingoiato.

I consigli dietetici

Prosciutto e salame: Assolutamente da evitare. Prosciutto e salame, sia per la presenza di sale che per la presenza di grassi animali, vanno accuratamente eliminati dal regime di dieta. Meglio bere un sorso di acqua in più, anche quando il nostro organismo non avvertirà necessariamente il senso di sete. In questo modo il metabolismo potrà funzionare al meglio e il corpo umano resterà ben idratato. Mangiare meno grassi e bere tanta acqua quindi. Le verdure si possono mangiare. Non sono una soluzione ai nostri problemi, ma state certi che ne zucchine fresche e ne melanzane potranno mai minacciare la salute.
Trattasi di verdure genuine, proprio come i finocchi e la lattuga (sempre da preferire all'insalata di tipo “iceberg”). Meglio ancora poi se tanto le zucchine, quanto tutte le altre verdure, verranno cucinate sfruttando il vapore e scongiurando il soffritto, che invece può appesantire l'intestino ed avere ripercussioni negative sul metabolismo.


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Come curare la colite partendo dalle cause di un malassorbimento

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Un corretto assorbimento sta alla base di una buona nutrizione ed alimentazione. Una giusta alimentazione non può garantire da sola un corretto apporto di nutrienti (nutrizione). Un conto infatti è ciò che assumiamo come alimentazione, un altro sono i nutrienti che effettivamente vengono assorbiti.

Si può anche seguire un regime alimentare perfetto, se gli elementi nutritivi non vengono assorbiti il risultato sarà un organismo debilitato e che si ammala di frequente. Al pari di chi segue un´alimentazione qualitativamente e quantitativamente carente.In patologie come colite ulcerosa e colon infiammato le pareti intestinali, a causa soprattutto di un processo molte volte cronico di flogosi e conseguente alterazione strutturale, presentano delle pessime condizioni per favorire il giusto assorbimento dei nutrienti fondamentali.

In questi casi diventa importante l'aiuto di un professionista esperto di colite che sappia come curarla.

Se sono molti i fattori che determinano un corretto assorbimento, sono anche molte le cause di malassorbimento nel caso in cui i suddetti fattori non funzionino come dovrebbero, sino a rendere necessaria un'azione che comprenda come curare la colite.
Per semplicità si possono suddividere le attività digestive in due categorie principali: quelle di digestione e quelle di assimilazione.

Digestione vuol dire scomposizione di proteine, grassi e carboidrati in aminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici mentre l´assimilazione interviene dopo la digestione e consiste nell´assorbimento dei nutrienti affinché possano essere utilizzati dall´organismo. Quindi un difetto nelle azioni enzimatiche di scomposizione può determinare una cattiva digestione e quindi malassorbimento. Lo stesso effetto lo si ha, se è presente un difetto di assimilazione ad esempio per un´infiammazione della mucosa intestinale.

Una corretta alimentazione per dimagrire deve tener conto del fattore buon-assorbimento altrimenti l´eventuale dieta rischia di mettere in pericolo la salute della persona nel caso in cui fosse quantitativamente limitante. Infatti in tal caso la persona non solo assorbe di meno ma poichè assimila ancora meno rischia di privare nutrienti ad alcune funzioni vitali dell´organismo.
La cura non è cosa semplice, ma è ampiamente possibile se si fa attenzione a tutti questi fattori, incluso quello dell'assorbimento.

Per un´alimentazione per il morbo di Crohn già sappiamo che siamo in presenza di malassorbimento. Ecco perchè si tende a consigliare potenti multiminerali e potenti multivitaminici almeno in un periodo iniziale; non certo il Multicentrum o il Supradin che oltre ad avere bassi dosaggi hanno anche le vitamine in quantità sbilanciate con possibile induzione di carenze vitaminiche artificiali se il prodotto viene preso a lungo.

Cause:

Vediamo ora i principali motivi di malassorbimento partendo dall´inizio del tratto digestivo.

  • La masticazione

La digestione inizia veramente in bocca; la saliva contiene ptialina - un enzima per la digestione dei carboidrati - e quindi più mastichiamo, più digeriamo i carboidrati assunti con il cibo.
Al contrario un pasto frettolosamente consumato vuol dire che, nel nostro stomaco e poi nell´intestino, riverseremo un chilo più difficile da digerire che può facilmente causare meteorismo ed una digestione incompleta.Anche per le proteine la masticazione è importante in quanto l´azione meccanica dei denti rende possibile una più ampia superficie di contatto tra il cibo ed i succhi gastrici nello stomaco o con gli enzimi proteolitici nell´intestino.

Il cibo dovrebbe essere quasi liquefatto prima di essere ingerito. Tale consiglio va dato anche per chi è soggetto ad intolleranze alimentari in quanto una digestione incompleta è una delle cause delle intolleranze come vedremo più avanti. La ptialina scomponendo lunghe catene di carboidrati in più corte, svolge un lavoro importante soprattutto per chi ha un pancreas con un produzione enzimatica in difetto.

Durante una masticazione completa alcuni nutrienti passano direttamente in circolo direttamente dalla bocca che è particolarmente irrorata dai vasi sanguigni. Questo è un ulteriore punto che sottolinea quanto veramente la digestione inizi dalla bocca.

Una masticazione lenta e prolungata ha effetti positivi molto evidenti che può servire a curare la colite e migliorare la salute del colon. Una corretta masticazione rappresenta un toccasana per tutte le forme di colite e uno dei migliori rimedi naturali per il colon irritabile.

  • Ipocloridria

Oggi si pone spesso l´attenzione sull´eccesso di acido cloridrico nello stomaco come causa di gastriti ed ulcere, quindi siamo più inclini a pensare a qualcosa per ridurre l´acidità. Questo può essere il caso per alcune persone ma per molte altre (e a loro insaputa) il problema è l´opposto.
In questo caso è la ridotta produzione di HCL a causare problemi. Questo disturbo si chiama ipocloridria e causa una condizione di malassorbimento, intossicazione ed intolleranze alimentari.

L´azione della pepsina attivata in pepsinogeno grazie all´acido cloridrico, rappresenta la prima digestione delle proteine che vengono così scomposte in peptoni e poi in peptidi, che saranno poi scomposti in aminoacidi nell´intestino. Senza un PH acido determinato da una sufficiente quantità di HCL, il pepsinogeno non si trasforma in pepsina con la conseguenza di un´insufficiente digestione delle proteine a livello dello stomaco. Inoltre l´acido cloridrico uccide batteri e germi e contribuisce direttamente alla denaturazione delle proteine facilitando ulteriormente la loro digestione. Il rischio in questi casi e il degenerare della situazione verso una acidosi tissutale.

  • Infiammazione intestinale

Questo fattore oltre ad essere causa di carenza di enzimi (quelli prodotti dalla mucosa intestinale), è anche la causa principale di cattiva assimilazione. I cibi completamente scomposti faranno fatica ad essere assorbiti dall´orletto a spazzola delle cellule dei villi intestinali se è presente un´infiammazione della mucosa.

  • Carenze enzimatiche

Una volta passato dallo stomaco, il chimo viene ulteriormente scomposto dagli enzimi del pancreas e dell´intestino. Se questi sono carenti avremo delle feci sfatte e frastagliate, generalmente galleggianti e maleodoranti a cui seguirà un malassorbimento.

  • Piccola insufficienza epatica (o effettiva insufficienza patologica)

Fino ad ora abbiamo parlato soprattutto di digestione di carboidrati e proteine. Quella dei grassi dipende dal fegato e da una sua adeguata produzione di bile sia quantitativamente che qualitativamente.
E´ infatti la bile, una volta riversata nel duodeno, a consentire la digestione dei grassi tramite la sua azione emulsionante che rende i grassi attaccabili e quindi scindibili dalla lipasi; enzima che scompone i grassi in acidi grassi (assorbibili a livello del sistema linfatico intestinale) e glicerina.

insufficienza epatica

Una carenza funzionale del fegato determina un difetto qualitativo o quantitativo di bile con conseguenze sulle capacità digestive dei grassi. Tale carenza non è però individuabile tramite i normali esami clinici come le Gamma GT, la fosfatasi alcalina e le transaminasi. Tali esami individuano una condizione già profondamente alterata del fegato in cui molte cellule muoiono liberando tali enzimi.

Prima di raggiungere una condizione patologica il fegato va incontro alla piccola insufficienza epatica che non è visibile dagli esami del sangue ma dai sintomi come ad esempio stanchezza postprandiale, costipazione, digestione rallentata, eruzioni cutanee o problemi di pelle, squilibri ormonali femminili, feci chiare grasse e galleggianti ecc.

E´ qui che il Naturopata deve agire per evitare l´evolversi verso una condizione patologica del fegato e iniziare una prevenzione prima di una possibile soluzione guarire del tutto.

Possibili soluzioni per difendere un colon irritato

  • Masticare bene e sufficientemente a lungo
  • Per la carenza di HCL vi sono integratori di HCL betaina. Lo zinco è importante anche perché un suo basso livello oltre a determinare ipocloridria, causa anche una più bassa capacità di assimilare lo stesso zinco con un conseguente circolo vizioso. Laddove esiste anche un problema di gastrite la betaina deve lasciare il posto allo zinco per ovvi motivi. Inoltre sono utili le piante amare come l´imperatoria o la genziana, per stimolarne la produzione.
  • Per l´helicobacter pylorivi sono tre ottimi rimedi: estratto di semi di pompelmo, tea tree oil e il lactobacillus acidophilus come probiotico per la corretta colonizzazione della mucosa gastrica e come terapia per curare il colon irritabile.

Per stimolare il metabolismo tiroideoi nutrienti migliori sono:

1) L-tirosina. L´aminoacido di cui sono composti (assieme allo iodio) gli ormoni tiroidei.
2) Alghe marine con contenuto di iodio come il Fucus o il Kelp.
3) Multiminerale completo per favorire le trasformazioni di tirosina in
tironina, poi in quadriiodiotironina (T4) ed infine in triiodiotironina (T3 la forma più attiva degli ormoni tiroidei).

Per le carenze enzimatiche esistono in commercio parecchi prodotti contenenti enzimi come ad esempio la papaina e la bromelina. Inoltre sono consigliate piante amare che stimolino sia la secrezione gastrica sia quella enzimatica come la Genziana e l´Imperatoria.

Per l´infiammazione intestinale si consiglia l´intero programma intestinale o una sua forma semplificata a seconda della gravità.
Per la piccola insufficienza epatica un buon abbinamento può essere l´estratto idroalcolico di Tarassaco più Fumaria o Tarassaco più Boldo.