orzo cereale

Orzo e colite

L'orzo è un cereale antichissimo che ha molte proprietà e benefici. Spesso è inserito tra i cibi non adatti per chi soffre di colite, tuttavia non è sempre così o comunque andrebbero fatte le dovute distinzioni. Scopriamo l’importanza dell’orzo nell’alimentazione e come consumarlo per alleviare i fastidiosi disturbi della colite.

orzo cereale

Le calorie dell'orzo

La composizione nutrizionale dell'orzo è simile a quella del mais, ma rispetto ad esso ha una maggiore quantità proteica e una minore quantità lipidica. 100 grammi d'orzo perlato contengono all'incirca 319 Kcal. Consigliato nelle diete ipocaloriche perché non fa ingrassare, andrebbe consumato più frequentemente proprio per perdere peso, sgonfiare la pancia e combattere con efficacia la cellulite. Questo ultimo aspetto lo trasforma in uno degli elementi più apprezzati nelle diete delle donne.

Benefici e proprietà

L'orzo ha numerose proprietà e benefici che risultano importanti per la salute di tutto l’organismo. Notevoli sono le sue caratteristiche rimineralizzanti, grazie alla presenza di fosforo, potassio, magnesio, ferro, zinco, silicio e calcio. Questo cereale contiene anche vitamine del gruppo B e vitamina E, al punto da essere molto amato dagli atleti che operano a livello professionale.

Ha eccellenti proprietà antinfiammatorie, soprattutto nei confronti della vescica e dell’intestino. Inoltre, poiché è ricco di fibre, aiuta a regolarizzare la funzionalità intestinale ed è molto utile in caso di stitichezza. Sotto forma di farina viene integrato a diete diretta a contrastare l'accumulo di colesterolo, soprattutto nei soggetti che assumono zuccheri in quantità elevate. Essendo spesso l'apporto di zuccheri una delle cause della diarrea nei pazienti, si sottolinea la funzione antidiarroica di questo cerale dai tanti effetti positivi.

Importanza del silicio

Fra i minerali contenuti nell’orzo il silicio è senza dubbio uno dei più importanti. Infatti, stimola il metabolismo del calcio, favorisce la formazione del collagene e rinforza le ossa e i tessuti connettivi. Efficace in caso di demineralizzazione, decalcificazione e osteoporosi, il silicio previene l'invecchiamento delle cellule e migliora l'elasticità dei vasi sanguigni., contribuendo a mantenere il corpo più giovane.

L’orzo contiene glutine

L’orzo contiene glutine a livello genetico, quindi è chiaro che non può essere inserito nella dieta di un celiaco, e questo vale per i vari tipi di orzo che ci sono in commercio:

  • Orzo integrale
  • Orzo mondato
  • Orzo perlato
  • Orzo solubile da bere

Cosa è l’orzo mondato?

L’orzo mondato, una delle tipologie di orzo presenti sul mercato, non è altro che l’orzo decorticato, ovvero che è stato sottoposto a una specifica lavorazione per eliminare la parte più esterna del chicco. I soggetti afflitti da stitichezza dovrebbero per questo preferire l'orzo di tipo non mondato, in quanto i cibi con le fibre rappresentano i principali elementi in grado di stimolare l'evacuazione.

Differenza tra orzo integrale o perlato, quale è più leggero

La differenza sostanziale fra orzo integrale e orzo perlato sta nella lavorazione e nella cottura. Il primo non subisce processi di raffinazione meccanica e richiede una fase di ammollo prima della cottura. Il secondo subisce un intenso processo di raffinazione, che porta alla totale eliminazione della parte esterna del chicco e può essere cucinato subito, ma ha un contenuto ridotto di fibre vegetali. A parte queste differenze, a livello calorico non vi sono molte differenze, a parte il fatto che quello integrale mantiene inalterate tutte le sostanze nutritive e le proprietà benefiche tipiche dell’orzo.

Caffè d'orzo e colite

Per chi desidera consumare orzo, nonostante soffra di colite, può scegliere l’alternativa dell’orzo soffiato o decorticato, decisamente più leggeri dell’orzo naturale, ma che tuttavia presentano controindicazioni per chi accusa spasmi intestinali molto forti.

Chi soffre si colite non dovrebbe consumare il caffè tradizionale, altro alimento controproducente per questo disturbo poiché causa infiammazioni e irritazioni del tratto intestinale, a causa della presenza di caffeina. Un’alternativa al caffè tradizionale potrebbe tuttavia essere il caffè d’orzo, da assumere comunque nelle giuste dosi, senza esagerazioni, altrimenti anche questa bevanda sarebbe in grado di irritare il colon.

Per taluni aspetti il caffè d’orzo rimane una bevanda più salutare del caffè tradizionale grazie ai vantaggi del cereale con cui viene realizzata.

tazza di caffe d orzo

Perché chi ha la colite spastica si interessa all'orzo

Chi ha la colite spastica si interessa all’orzo perché questo cereale dalle molteplici proprietà sfiamma l’intestino e rappresenta un eccellente aiuto per assorbire i gas intestinali. Questo cereale contiene anche una sostanza in grado di rallentare l’assorbimento dei carboidrati e perciò tiene anche sotto controllo il tasso glicemico presente nel sangue.

Cosa mangiare a colazione

Il caffè d’orzo è un’ottima bevanda da consumare al mattino per chi soffre di problemi intestinali e seppur in piccola quantità contiene anche vitamine A, B, E, PP e diversi sali minerali. Inoltre, può consumarlo anche chi soffre di colesterolo in quanto non contiene grassi.

In gravidanza si può assumere l'orzo?

L’orzo in gravidanza può essere assunto in tutta tranquillità, soprattutto se solubile, poiché questa sostanza non causa bruciore di stomaco in quanto è molto leggera. Inoltre, poiché non contiene sostanze eccitanti, non provoca nervosismo, ansia e tachicardia. Invece, apporta notevoli benefici alle donne incinte:

  • E’ una bevanda energizzante
  • Ha proprietà antinfiammatorie e digestive
  • Diminuisce i livelli di colesterolo cattivo
  • Favorisce il recupero del potassio e del magnesio in caso di disidratazione
  • E’ possibile assumerla a colazione in gravidanza evitando la caffeina.

Orzo solubile fa male alla colite?

Prodotto versatile e senza caffeina, l’orzo solubile è un’ottima bevanda e tutti lo possono assumere, anche in presenza di colite. Infatti, una bevanda a base di orzo solubile costituisce un valido rimedio per stimolare le funzionalità dell’intestino e per ridurne alcuni disturbi spiacevoli che possono essere i gonfiori e i dolori addominali causati appunto dalla colite. È ideale da assumere a colazione e merenda e può essere sciolto sia in acqua che nel latte e usato per preparare biscotti e torte di ogni tipo.

Dieta in bianco per la diarrea

La diarrea è una delle manifestazioni frequenti quando si soffre di colite, a cui si alternano anche fenomeni di stipsi. Tuttavia, in caso di dissenteria bisogna reintegrare i liquidi perduti consumando bevande per mantenere idratato l'organismo.

Fra le bevande da evitare vi sono gli alcolici e il caffè, mentre l’orzo solubile consumato con moderazione può arginare la diarrea. Altri alimenti da inserire nella dieta per arginare la diarrea sono il riso, per le sue proprietà astringenti, le fette biscottate, i crackers, i grissini, carni e pesci magri lessati o al forno.


kiwi e colite

Kiwi e colite : gustoso sì, ma fa male o fa bene ?

Il kiwi è un frutto gustoso noto per le sue proprietà terapeutiche, e i suoi benefici sono riconosciuti oltre che per la prostata, anche per problemi di colite, ma più in generale anche per altri disturbi del colon.

In sostanza chi è convinto che il frutto tipico della Nuova Zelanda faccia più male che bene dovrà ricredersi e a conclusione di questo articolo sentirà crescere il desiderio di mangiare un bel kiwi prima del pranzo o ancora meglio a prima mattina, facendolo diventare un alimento principe della nostra colazione da campione di salute.

Risalire alla vera causa della propria colite è alquanto complesso, poiché il tutto può essere dovuto a un periodo di stress, a una dieta scorretta, a problemi della flora intestinale o altro ancora, tuttavia il kiwi è tra i frutti quello maggiormente consigliato alternandolo sia con ananas che con frutta secca come spuntino o merenda.
Scopriamo le proprietà di questo frutto esotico, ma largamente coltivato anche in Italia e impariamo a conoscerne gli effetti anche in ottica dimagrimento.

Proprietà benefiche del Kiwi

Il kiwi apporta notevoli benefici all’organismo e rispetto ad altri frutti si inserisce perfettamente in molte situazioni come ad esempio allattamento o diabete, grazie al suo apporto nutriente, poco calorico, e ricco di vitamina C.
I suoi effetti lassativi naturali, dati dall’apporto di fibre, aiutano a combattere la stitichezza, a regolarizzare l’intestino, ammorbidendo le feci e favorendo di conseguenza l’evacuazione. Se si consumano kiwi con regolarità si ritornerà ad andare in bagno senza problemi, risolvendo eventuali blocchi o periodi caratterizzati da difficoltà nell'evacuazione.

Il Kiwi presenta un quantitativo di 85 milligrammi di vitamina C ogni 100 grammi e consumare uno-due kiwi al giorno, come dicono i nutrizionisti, contribuisce a mantenere costante l’apporto giornaliero della vitamina all’organismo e ben idratati i tessuti del corpo. Il gustoso frutto verde è ricco di potassio e questo particolare consente di riequilibrare i livelli dei minerali importanti nella nostra alimentazione.

kiwi e colite
La composizione del kiwi comprende acqua per l’84% del frutto e circa il 9% di carboidrati, mentre nella parte restante vi sono grassi e proteine. Il kiwi è un frutto poco calorico, infatti per ogni 100 grammi di prodotto apporta circa 44 calorie ed è per questo che viene spesso inserito nelle diete per dimagrire.
Sempre in 100 grammi di kiwi sono contenuti 70 milligrammi di fosforo, 25 milligrammi di calcio, 0,5 milligrammi di ferro e circa 5 grammi di sodio.
Il kiwi grazie alla presenza della vitamina E è anche un eccellente antiossidante, aiuta a potenziare il sistema immunitario la formazione di anticorpi che proteggono da malattie, infezioni e malanni di stagione.

Idee per centrifugati energetici a base kiwi

Oltre a rafforzare il sistema immunitario e ad esercitare la sua azione antiossidante, il kiwi è ottimo anche per proteggere i vasi sanguigni, migliorare la circolazione e diminuire lo stress ossidativo nel nostro organismo. Indicato per preparare gustosi centrifugati energetici, è ideale da abbinare a tantissimi altri ingredienti per dare il giusto apporto di sali minerali e vitamine dopo un intenso allenamento, ma anche da inserire nelle diete ipocaloriche per la sua incredibile versatilità.

Ecco alcune idee per assaporare centrifugati gustosissimi:

Centrifugato Kiwi, mela e cetriolo – 1 mela, 1 cetriolo, 2 kiwi, tre ingredienti per gustare una bevanda ricca di vitamine, fresca e dissetante
Centrifugato di kiwi e arance - 3 kiwi e 2 arance per aiutare l’organismo a fare scorta di potassio e vitamina K, e depurarlo dalle scorie
Centrifugato kiwi e pera -2 pere e 3 kiwi per combattere il gonfiore addominale e favorire il dimagrimento, ideale da bere a colazione o a merenda

La dieta del kiwi in cosa consiste

La dieta del kiwi si propone di affiancare ad un regime alimentare ipocalorico il consumo di kiwi ad ogni pasto. Questo regime dietetico sfrutta le potenzialità disintossicanti e diuretiche del frutto, che oltretutto è anche poco calorico, ha effetti lassativi ed agisce proteggendo l’organismo con la sua azione antiossidante.

Il kiwi viene aggiunto ad ogni pasto intero oppure sotto forma di macedonia o frullato e la dieta è indicata per coloro che desiderano perdere peso velocemente e tornare in forma specialmente dopo le abbuffate.
Non è consigliato cucinare il kiwi, sia perchè si andrebbero a perdere le sue proprietà e sia perchè si altererebbe il sapore, facendo risultare la preparazione un po' stucchevole, perchè eccessivamente dolciastra.
Ad ogni modo, assumerlo crudo, a pezzettini, o anche in forma di smoothies esalta il gusto di un frutto sublime, a cui molti attribuiscono effetti afrodisiaci, in quanto favorisce effetti positivi sull'apparato prostatico.

smoothies al kiwi
La dieta del kiwi deve essere seguita solo per 7 giorni, è importante bere molta acqua per favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso e abbinare al frutto alimenti leggeri come formaggi magri, pesce e carni senza grassi, pasta e pane integrale, verdura, yogurt magro e frutta. Nella dieta sono concessi due cucchiai di olio extra vergine d’oliva al giorno.

Allergia al kiwi

Nonostante i benefici, non tutti possono consumare i kiwi e sono tantissime le persone che sono allergiche a questo frutto.
A causare l’allergia sono gli allergeni presenti nella peluria, tra cui l’Act a, l’Act e, l’Act c, tutti gruppi di allergeni che possono causare reazioni anche gravi, prendedo forma anche di gastiti dolorose.
Fra i sintomi più frequenti vi sono prurito, gonfiore improvviso, bruciore della gola e della bocca, ma alcuni soggetti possono presentare altri disturbi come asma, nausea, dermatite, rash cutanei, bruciore di stomaco e dolori addominali. In casi gravi è necessario consultare il medico che provvederà a fare un test allergico per verificarne la causa.

Per favorire il consumo dei kiwi nei soggetti allergici un valido aiuto viene dal kiwi senza pelo, una varietà altrettanto gustosa e contenente tutti i principi e i benefici del kiwi tradizionale.

Kiwi lassativo naturale

Il kiwi è fra i migliori lassativi naturali da assumere in caso di stipsi. Grazie alla presenza di numerose sostanze nutrizionali e alla grande quantità di fibra alimentare è in grado di favorire notevolmente l’evacuazione e combattere la stipsi senza bisogno di assumere farmaci.

E’ la presenza della fibra a rendere lassativo il kiwi, molto importante per garantire una giusta regolarità intestinale. La fibra alimentare viene infatti distinta in fibra solubile e insolubile è non digerita dal nostro intestino, ma viene utilizzata invece per purificare il tratto gastrointestinale e spazzare via le scorie che possono danneggiare le pareti interne.
La fibra insolubile come la cellulosa, inoltre, ha l'eccellente proprietà di trattenere l'acqua e grazie a questo fa aumentare il volume delle feci, le rende più morbide e ne favorisce l’evacuazione. La fibra alimentare solubile invece forma una specie di gel che protegge la mucosa del tratto gastrointestinale, lenendo le infiammazioni.

Il kiwi va mangiato sempre fresco e proveniente preferibilmente da agricoltura biologica, va consumato sbucciato e preferibilmente non cotto. Per sfruttare il suo effetto lassativo basta mangiare 2 kiwi freschi a colazione e poi mantenere lo stomaco vuoto per dare il tempo di esplicare la sua azione.
L’azione lassativa è favorita dalla presenza dell’actinidina, un enzima vegetale in grado di denaturare le proteine. I risultati migliori si avranno già dopo qualche giorno e le feci verranno evacuate senza sforzo. Per velocizzare l’azione lassativa del kiwi si può aggiungere al frutto un cucchiaino di zucchero di canna.

Effetti positivi del kiwi sulla colite

Per migliorare in maniera significativa i sintomi della colite si consiglia di consumare kiwi per un certo periodo di tempo, almeno 2 al giorno per circa 4 settimane. Gli effetti sono positivi sia sulla colite con stipsi che su quella spastica, però va ricordato che non bisogna abusarne per via del suo effetto lassativo.

Il kiwi è da evitare, invece, in caso di colite diarroica e problemi di ai diverticoli.
Il kiwi è ottimo anche per preparare ottimi frullati e si può scegliere di usare sia quello verde che quello rosso. Proprio la varietà rossa, la Oriental red, in 100 grammi di kiwi contiene più del doppio rispetto alla rinomata varietà verde Golden. Ricchissimo di fibre alimentari, il kiwi rosso è quindi un' ottima purga naturale, in grado di accelerare il transito digestivo, da consumare preferibilmente a colazione per sfruttarne gli effetti.


insalata e colite

Insalata e colite : si può inserire nella dieta ?

L’insalata rientra negli alimenti fondamentali per seguire una alimentazione corretta e quindi è naturale introdurla in ogni stagione. La scelta delle insalate è ampia e sono ottime da consumare in estate, da portare anche al mare, oppure in inverno: mais, piselli, finocchi, zucchine, valeriana, ma anche insalate di frutta sono alcune fra le più apprezzate e ideali da consumare a pranzo o a cena.

bella insalata nel piatto

Ottime per garantire un valido apporto di vitamine, antiossidanti, sali minerali, fibre e altri nutrienti essenziali per il nostro benessere, tuttavia non bisogna esagerare nel loro consumo, e stare attenti a quale tipo di insalata consumare per evitare di avere problemi al colon.

Infatti, talvolta le insalatone sono veleno per il colon, e favoriscono la comparsa di quella che viene detta la sindrome del colon irritabile.
Scopriamo di più sulla relazione fra insalata e colite e come consumare l’insalata per evitare malesseri.

L'insalata favorisce la diarrea e può causare mal di pancia

E’ risaputo che mangiare frutta, cereali integrali e verdura è indispensabile per fare il pieno di fibre. Le insalate rientrano in questa ultima categoria e oltre che fare bene all’organismo aiutano anche a mantenere la linea, ecco perché sono consigliate nelle diete ipocaloriche. Inserire un eccesso di fibre, però, può causare dei disturbi, come ad esempio mal di pancia, diarrea e dolori intestinali anche molto fastidiosi.

L’insalata, infatti, se consumata male e in eccesso, può accentuare i sintomi della colite, e quindi favorire la diarrea e causare mal di pancia. Il problema è causato proprio dalle fibre, in particolare dalle scorie di verdura che non vengono digerite. Queste scorie nel piccolo intestino possono dare origine ad un processo di iperfermentazione derivato dall’azione dei batteri commensali della flora intestinale, che producono gas e generano dolore e distensione addominale.

Inoltre, le fibre accentuano il richiamo di acqua che dalla mucosa va al lume intestinale, favorendo così la diarrea. Poiché non tutti gli alimenti vanno bene per tutti, anche nel caso dell’insalata vi è quella più facile o più difficile da digerire, e quindi in alcuni soggetti può anche accadere di ritrovare pezzi di insalata nelle feci quando questa non viene ingerita nella maniera corretta.

Insalata facile o difficile da digerire

Come detto in precedenza, la digeribilità degli alimenti varia da persona a persona, tuttavia vi sono delle verdure che sono ottime per preparare gustose insalate che tuttavia possono essere difficili da digerire per buona parte di soggetti.

In linea generale, infatti, sono meno digeribili alimenti come legumi, carciofi, asparagi, cipolla, aglio, mentre fra le verdure facilmente digeribili e consigliate a tutti troviamo zucchine, lattuga, patate, carote, finocchi e molto altro.

La dieta dell'insalata

La dieta dell’insalata è un regime alimentare dimagrante che prevede il consumo di verdure come lattuga, peperoni, carote, pomodori, cetrioli, scarola, cicoria, spinaci, cicoria e molte altre ancora. La dieta è quindi basata sulle verdure che, se ben integrate tra loro, consentono di nutrirsi e di raggiungere senza sforzi il senso di sazietà, favorendo il dimagrimento.

Questa dieta presenta anche il vantaggio di essere molto facile da seguire in quanto i piatti sono facili da preparare e occorre poco tempo per portare a tavola ogni giorno tante ricette diverse e sempre appetitose. Ideale anche per chi lavora e mangia spesso fuori e ha poco tempo per cucinare, la dieta dell'insalata è consigliata anche per contrastare svariati inestetismi come gambe pesanti, pancia gonfia e la cellulite, problema che affligge moltissime donne anche in giovane età.
Occhio quindi agli ingredienti con cui componiamo le nostre insalate perchè, come nel caso dei pomodori, dobbiamo sapere se fanno male o bene al colon prima ancora di chiederci se sono gustose o meno.

Il lattughino consigliato per dimagrire

Fra le insalate più pregiate e più efficaci per favorire il dimagrimento troviamo il lattughino, che si distingue per il sapore delicato ed è ottima per accompagnare i secondi piatti oppure da inserire nelle cosiddette insalatone per farne un pasto unico.

Questo tipo di insalata si distingue per le foglie giovani e dalla forma a rosa, viene raccolta in modo precoce e se coltivata in serra può essere gustata in ogni periodo dell’anno. Le proprietà dell’insalata lattughino sono moltissime e oltre ad essere molto nutriente è ricco di sali minerali, vitamine e fibre che oltre a saziare aiutano la digestione e le funzionalità dell’apparato intestinale.

Consumato fresco il lattughino assicura tutti i benefici delle sostanze depurative, drenanti e antiossidanti che in genere si ritrovano nell’insalata. Una delle proprietà dell’insalata lattughino è anche quella di favorire il riposo grazie alle sue qualità sedative e blandamente analgesiche, quindi ideali anche per alleviare spasmi e dolori intestinali.

Perfetta da portare a tavola perché assolutamente versatile, può essere abbinata facilmente a tutte le pietanze ed è anche ottima per preparare insalate veloci con carne e altre verdure, da condire olio d’oliva extravergine per gustarne al meglio il sapore.

Indicata per insalate da preparare in tutte le stagioni, il lattughino è ottima anche d’estate abbinata con la frutta per preparare insalate fresche e leggere, ideali per tenersi in forma e perdere peso senza rinunciare al gusto.

Cellulosa nei vegetali e nel cibo dietetico

Come è noto, la cellulosa è un composto organico molto diffuso in natura, in quanto rappresenta la struttura di sostegno dei tessuti vegetali. Oltre che nelle verdure, in particolare nella lattuga e nel radicchio, abbonda anche nei cereali, e viene utilizzata molto nei cibo dietetico, spesso inserito nelle diete dimagranti.

Priva di calorie, la cellulosa viene espulsa con le feci, che rende voluminose e consistenti, e per questo viene considerata una fibra alimentare insolubile. Il suo effetto lievemente lassativo la rende utile in caso di stitichezza, mentre è controindicata in presenza di diarrea e di intestino irritabile.

L’elevata assunzione di cellulosa quindi può risultare dannosa per la buona funzionalità dell’intestino e favorire i sintomi della colite, quindi diarrea e spasmi intestinali. Tuttavia, è bene sottolineare che il consumo corretto di insalata favorisce la ricomposizione delle feci e aiuta a combattere la stipsi, entrambi sintomi che si verificano nella colite e in genere nel colon irritabile.

Quale è la migliore insalata da assumere con la colite?

Assumere cibi adeguati è il miglior modo per combattere la colite e ripristinare le funzionalità dell’intestino. L’iceberg è indubbiamente la migliore insalata da consumare in casi di colite e altre verdure come indivia, carote, sedano e finocchi sono ottime da inserire in un piano alimentare corretto.

colite e insalata

Per un corretto consumo dell’insalata è bene sottolineare che questa va lavata con cura per evitare che vi possano essere batteri nelle foglie e asciugarla con un canovaccio pulito oppure con un apposito asciuga insalata.

Oltre all’iceberg, anche il radicchio è ottimo da inserire in una dieta per contrastare la colite. Il radicchio è indicato per contrastare l’aumento degli episodi di evacuazione e impedire l’accumulo di gas a livello intestinale.

Insalate sfiziose e innocue per il colon irritabile

Sono tantissime le insalate sfiziose e innocue che si possono consumare anche in caso di colo irritabile, e che sono anzi efficaci per contrastarne i sintomi. Ottime sono anche quelle miste, come ad esempio iceberg o radicchio e pollo, oppure le insalate di pasta, da condire con ingredienti leggeri sempre a foglia verde mescolati con polpo, ceci.

E’ anche possibile consumare insalate particolari come la shuba, piatto tipico della cucina russa a base di verdure bollite, pesce affumicato, barbabietola rossa, uova e maionese. Insomma, anche con la colite è possibile nutrirsi adeguatamente senza rinunciare al gusto e al tempo stesso alleviare i sintomi.

Per rendere le insalate più gustose e se siamo motivati a perdere peso, non si può che consigliare di accompagnarle con dei centrifugati a base di basilico e malva.


melone giallo

Il melone fa bene al colon ?

Il melone è uno dei frutti più buoni che ci siano: dissetante in estate, saziante in inverno e si abbina splendidamente anche con il salato. Ma possono davvero mangiarlo tutti?

No, chi soffre di colite, colon irritabile, dovrebbe eliminarlo dalla sua alimentazione.
E i diabetici?
Affronteremo tutte queste domande di seguito.

Colite e melone: che rapporto esiste?

I cibi che fermentano sono assolutamente vietati per chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile.

Cosa s'intende per colite?
Quando si parla di questo disturbo si allude a pazienti con sintomi di questo tipo: pancia gonfia, dolore all'addome, difficoltà e/o alterazione dell'evacuazione, meteorismo etc... anche se in realtà le forme di irritazione del colon non definiscono necessariamente una colite.
In questi casi la dieta è molto importante, soprattutto eliminare gli alimenti ricchi di zuccheri che, una volta digeriti, restano nell’intestino richiamando acqua.

melone giallo
In linea di massima, i frutti da evitare quando si ha un colon facilmente irritabile sono:
mango, anguria, susine, pesche, nashi, melone e anguria. Altri cibi da evitare sono i pistacchi, lo yogurt, i formaggi a pasta molle, la crema pasticcera, il gelato, e via dicendo.

Melone e colite: che differenza c'è fra cocomero, anguria e melone?

Il nome cocomero, viene usato prevalente nell'Italia centrale e deriva dal latino cucumis, che significa "cetriolo".
Il termine anguria deriva dal greco tardo angoúrion, che significa "anguria" o "cetriolo selvatico".
Il nome melone viene usato per fare distinzione tra il melone d'acqua (cocomero o anguria) e il melone di pane (come il melone cantalupo). Il termine melone deriva dal francese melon d'eau, che a sua volta ha origine latine, mēlōne.
A livello di vitamine e sali minerali si eguagliano, pertanto non si può stabilire con certezza se, dal punto di vista nutrizionale, sia migliore un melone o un'anguria.

Il melone è un frutto o una verdura?

Generalmente definito frutto in realtà fa parte delle verdure perché è della famiglia delle cucurbitacee, nella cui classe di ortaggi rientrano anche le zucche.

Le calorie e gli zuccheri del melone: è un frutto che fa ingrassare?

Il melone contiene soltanto 34 calorie per 100 grammi, circa 8 grammi di carboidrati e 0,9 grammi di fibra alimentare, è inoltre ricco di acqua e fibre e per questo può essere più ostico da digerire, anche senza per questo favorire l'accumulo di grasso adiposo nei soggetti.
Il tipico frutto estivo dimostra di avere un elevato potere saziante ed è inoltre dissetante poiché ricco di acqua e quindi aiuta a mantenere una buona idratazione.
Essendo però il suo indice glicemico molto alto è sconsigliato ai diabetici soprattutto se abbinato ad altri alimenti ad alto indice glicemico come la pasta e il pane. E' inoltre sconsigliato a chi soffre di disturbi gastrici e di colite.

Quanto melone si può mangiare al giorno?

Dato il suo esiguo contenuto calorico, il melone può essere mangiato anche tutti i giorni, ma come per tutti gli alimenti dobbiamo porgere attenzione alle quantità. Assodato che non fa aumentare di tanto l’apporto calorico della nostra dieta quotidiana, ma può far aumentare la glicemia in modo non indifferente e creare, soprattutto se si è anziani, un accumulo indesiderato glucosio nel sangue.
Si tratta infatti di un frutto ad elevato indice glicemico, per cui chi ha problemi nella gestione del glucosio non deve esagerare nella sua assunzione. In generale una porzione adeguata, tale da non creare problemi ad un organismo, corrisponde a circa 150 grammi.

Melone e colite: proprietà e valori nutrizionali

Diamo un'occhiata ai valori nutrizionali del melone:

Acqua 90,15 gr
Proteine 0,84 gr
Grassi 0,19 gr
Fibre 0,9 gr
Carboidrati 8,16 gr
Calcio 9 mg
Ferro 0,21 mg
Magnesio 12 mg
Fosforo 15 mg
Potassio 267 mg
Vitamina C 36,7 mg (61,2% RDA)
Vitamina B1 0,041 mg (2,9% RDA)
Vitamina B2 0,019 mg (1,2% RDA)
Vitamina B3 0,734 mg (4,1% RDA)
Vitamina B5 0,105 mg (1,8% RDA)
Vitamina B6 0,072 mg (3,6% RDA)
Folati 21 µg (10,5% RDA)
Vitamina A 7169 µg (21,1% RDA)
Beta-carotene 2020 µg
Vitamina K 2,5 µg (3,6% RDA)
Indice glicemico 75
Colesterolo 0 g

Il melone è un frutto consumato soprattutto in estate, ma dovrebbe esser mangiato tutto l'anno, visto che si rivela estremamente salutare.

Scopriamone le proprietà:

  • è ricco di antiossidanti, soprattutto beta-carotene, pertanto aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi;
  • favorisce il corretto funzionamento dell'apparato visivo;
  • aiuta a ridurre la pressione arteriosa e nella regolarizzazione dei battiti cardiaci;
  • abbassa il colesterolo cattivo nel sangue;
  • stimola anche il sistema immunitario e protegge da stati influenzali e raffreddore. E' per questo molti dottori suggeriscono di mangiarlo anche in inverno, quando con l'arrivo del freddo è più facile la diffusione di virus;
  • diuretico e depurativo;
  • svolge un ruolo importante nella protezione dalle alterazioni cellulari e dalle patologie tumorali

Quali sono le regioni con maggiori coltivazioni in Italia?

La Campania con i suoi oltre 9.000 ettari di orticole in coltura protetta, rappresenta un altro bacino importante per la produzione di meloni in Italia. Tra gli areali più importanti inoltre vanno ricordati quelli della maremma laziale, della Toscana e dell’Umbria.
Al Nord Italia, la tipologia principalmente coltivata è ancora quella del retato italiano.

Quanti e quali sono i vari tipi di melone?

In primis si suddividono in: estivi ed invernali.
I primi si possono reperire sino ad ottobre, mentre i secondi vengono raccolti prima della fine dell’estate e prima che si realizzi la loro completa maturazione, in maniera tale da essere consumati sino a Dicembre inoltrato.

melone a tavola

Vediamo le varietà più diffuse:

Melone Cantalupo: melone estivo dalla polpa arancione, la buccia più o meno liscia o rugosa che dal verde può andare sul grigiastro.

Melone retato: melone estivo, dalla forma sferica o ovaleggiante e dal sapore dolcissimo. A caratterizzarne l'aspetto è l’esterno, con la buccia praticamente avvolta in un reticolo più o meno fitto, di colore grigio-verde (polpa più succosa) oppure giallo-verdognolo (polpa dai sentori agrumati, di arancia).

Melone giallo o melone d’inverno: da consumare fra settembre e novembre, viene consumato fino al periodo natalizio grazie alla sua lunga conservabilità (in luoghi adatti, molto freschi, areati e asciutti). La superficie esterna è giallo o giallo-verde, la polpa invece è chiara e succosa.

Come capire quando è ben maturo?

Quando il melone sta per maturare perde il colore verde e diventa giallo, ocra o marroncino, per quelli estivi, mentre quelli invernali è molto più difficile scegliere il momento giusto.
Il profumo: quando il caratteristico profumo dolce si sente intensamente anche senza scalfirne la scorza con l'unghia, significa che è arrivato il momento della raccolta.

Melone e colite: domande e risposte

Alcune delle domande più interessanti che riguardano il tema melone, poste da soggetti affetti da colon irritabile:
- I dolci col melone sono tollerati da un colon irritato?
Purtroppo no.
- E' vero che un melone mangiato freddo può causare dolori alla pancia?
Sì può causare congestione in alcuni casi.
- Meglio evitare i semi in caso di colite?
Sì è meglio evitarli.
- Fanno più male i formaggi stagionati o il melone, in caso di colon irritato?
Il melone è sempre sconsigliato mentre invece si può mangiare con moderazione i formaggi stagionati come il Grana Padano.


braccio di ferro mangia spinaci

Gli spinaci fanno male o bene alla colite?

Ortaggio dalle molteplici proprietà terapeutiche, gli spinaci sono una pianta erbacea i cui benefici alla salute sono riconosciuti da ricerche scientifiche. Scopriamo tutto sugli spinaci e se fanno bene o male alla colite.

Caratteristiche dell'ortaggio

Calorie e valori nutrizionali

Proprietà e benefici

Come prepararle gli spinaci a tavola

Come cucinarli per non soffrire al colon

Caratteristiche

Il nome scientifico della pianta è Spinacia oleracea e appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. La pianta presenta foglie di colore verde scuro e può raggiungere l’altezza di 70 cm circa.

Il periodo ideale per seminare gli spinaci è l'inizio della primavera oppure alla fine dell'estate. La pianta non soffre eccessivamente il freddo e si adatta dì facilmente a qualsiasi temperatura.

Valori nutrizionali e calorie

Contrariamente a quanto si pensava un tempo, in realtà non sono così ricchi di ferro. Tutto ebbe inizio a causa di un errore di stampa avvenuto nel 1890: invece di 3 mg una virgola fuori posto li fece diventare 30, attribuendo così agli spinaci un contenuto di ferro superiore 10 volte a quello reale.

braccio di ferro e spinaci
Soltanto dopo svariati decenni venne scoperto l’errore, ma nel frattempo Braccio di Ferro [Poppeye in inglese] e i suoi spinaci avevano fatto il giro del mondo. Tuttavia, hanno comunque delle eccellenti proprietà nutritive e antiossidanti. In 100 grammi di ortaggio sono contenuti:

Acqua 90 g
Proteine 3,4 g
Carboidrati 2,9 g
Amido 2,3 g
Fibra 1,9 g
Grassi 0,7 g

Buona parte dei carboidrati contenuti negli spinaci sono rappresentati dalle fibre, soprattutto quelle insolubili che hanno il compito di incrementare la massa fecale e velocizzare il transito intestinale.

In questo modo si previene la stipsi. Ottima fonte di molte vitamine e minerali, gli spinaci contengono Vitamina A in grandi quantità, ma anche la K, C e vitamine del gruppo B in concentrazioni modeste. Sono presenti anche svariati minerali come potassio, sodio, calcio, fosforo, magnesio, ferro.

Fra i composti importanti sono presenti anche l’acido ossalico e diversi antiossidanti come la luteina, il beta-carotene, la quercetina e la zeaxantina. Molto basso è anche l’apporto calorico, infatti per 100 grammi di prodotto hanno appena  23 calorie.

Gli spinaci surgelati contengono più calorie, infatti ne possiedono 28 per 100 grammi di alimento, mentre i valori nutrizionali sono pressappoco uguali a quelli crudi. Neanche in questo caso, nonostante siano un po' più pesanti, si può parlare di un cibo che fa ingrassare.

Proprietà e benefici

Le proprietà antiossidanti degli spinaci proteggono dalle malattie cardiovascolari, contrastano i radicali liberi e si rivelano particolarmente utili per proteggere la pelle dai danni del sole.

I benefici delle proprietà antiossidanti si estendono anche agli occhi. Infatti, l’azione della luteina e della zeaxantina penetra nel sangue e si deposita nella retina, prevenendo così patologie come la cataratta e la degenerazione maculare.

Le proprietà benefiche del potassio regolano la pressione del sangue, mentre la presenza di fibre aiuta a diminuire i livelli di colesterolo e rallenta l’assorbimento nel sangue degli zuccheri.
Gli spinaci hanno anche delle proprietà antitumorali e grazie alla presenza di carotenoidi e flavonoidi sono considerati eccellenti nel prevenire tumori al seno e tumori alla prostrata.

Apportano notevoli benefici alle ossa e al sistema nervoso grazie alla vitamina K e rinforzano anche il sistema immunitario grazie all’elevato contenuto di acido folico, vitamina C e vitamina A.

Utili anche nelle diete ipocaloriche, gli spinaci aiutano a dimagrire, sia perché contengono poche calorie, ma soprattutto perché nelle foglie è presente una sostanza che rallenta la digestione dei grassi e aumenta il senso di sazietà.
Inoltre, le proprietà diuretiche del potassio favoriscono la diuresi e contrastano la ritenzione idrica.

Gli spinaci hanno anche proprietà lassative e le fibre presenti aumentano a livello intestinale il volume fecale, favorendo così insieme all’acqua il transito.


Come preparare gli spinaci

Preparare gli spinaci è facile, basta pulirli e poi sbollentarli per trasformarli nel piatto desiderato.
Sono tantissimi i modi di cucinarli, basta un po’ di fantasia per dare vita a piatti molto gustosi.

spinaci e colite
Fra i primi piatti un classico è la pasta con spinaci. Fra le ricette più gustose della nostra cucina troviamo i cannelloni ricotta e spinaci, i ravioli ricotta e spinaci, gli gnocchi agli spinaci, e anche fra i secondi e i dolci sono tantissime le preparazioni con questo alimento che allettano il palato.

Una delle ricette più famose da preparare con gli spinaci e anche delle più veloci è la frittata. Se cucinata senza grassi aggiunti e con un filo d’olio extravergine di oliva la frittata di spinaci si rivela un piatto sano e molto nutriente, anche se un po' ostile per i soggetti colitici.

Ottimi sono anche gli spinaci filanti, da realizzare aggiungendo dopo una leggera cottura in padella del formaggio, o ancora la torta salata con gli spinaci, da preparare velocemente utilizzando una pasta brisè già pronta. Avvisiamo però i lettori di come questo impasto sia caratterizzato da scarsa digeribilità.

Oltre alla combinazione tra fritto e spinaci, si può anche scegliere di combinare questa verdura in una zuppa, ideale per chi ama il minestrone. Ottime sono anche le crespelle e le crepes dolci a base di spinaci, ma in caso di problemi intestinali è preferibile prepararle senza latte perché potrebbe causare dolori addominali.

Squisita è anche la vellutata, da realizzare frullando gli spinaci bolliti e ideale da consumare con dei crostini per un pasto leggero.


Consigli per evitare dolori e diarrea

E’ importante seguire una dieta equilibrata in presenza di colon irritabile e diarrea. Evitare pane, pasta, riso e biscotti integrali, infatti anche riso e amido possono accentuare l’irritabilità. Vanno evitati anche i legumi come fagioli, ceci e comunque tutto quanto contiene fibra in eccesso che causano gas e scariche di diarrea liquida.

Nel caso delle verdure è consigliabile mangiarle cotte, e nel caso degli spinaci è preferibile farli a forno, che in genere è la cottura meno dannosa, ma vanno bene cotti anche in padella senza condimenti grassi.

Qualche anno fa era stato lanciato l’allarme degli spinaci avvelenati alla mandragola Bonduelle, per fortuna poi rientrato perché è stato accertato che in realtà non ne contenevano affatto. Gli spinaci sono dunque un alimento ideale per preparare ottime pietanze anche in caso di colon irritabile.

Quale è il metodo migliore per cucinarli se si ha male al colon

Sono diversi i modi per consumare gli spinaci quando si ha male al colon. Innanzi tutto va detto che non vanno consumati crudi ad insalata in caso di coliti, ma sono da preferire cotti e come contorno.

Ottimi sono gli spinaci bolliti, da preparare anche con il bimby per una cottura più leggera, oppure al vapore. Le ricette più light con spinaci da integrare nella dieta per colite sono quelle preparate senza condimenti pesanti e grassi, che possono peggiorare il grado d'irritazione e aumentare il dolore.

In cucina sono tante le combinazioni che si possono fare con questo alimento, come ad esempio spinaci e patate, spinaci e ceci, che non risultano pesanti, mentre può esserlo invece un piatto come cotechino in crosta con spinaci, che risulta pesante da digerire per tutti, anche per chi non soffre di colite.
Una delle ricette più sfiziose sono le polpette di spinaci, da cuocere a forno per renderle più leggere.

E’ chiaro quindi che chi soffre di problemi intestinali deve stare attento a cosa mangia perché le conseguenze potrebbero essere un aumento di dolori e spasmi addominali.
Anche nel consumo di spinaci bisogna regolarsi nella quantità da assumere e scegliere le ricette giuste per evitare ulteriori problemi.


infiammazione colon ascendente

Perché si infiamma il colon ascendente?

Con il nome di colon ascendente si intende il tratto iniziale del colon, situato al di sotto del fegato e della cistifellea, che forma una caratteristica piega chiamata anche flessura epatica.

Quando il nostro colon è in salute, oltre a svolgere la funzione per cui è maggiormente conosciuto, ovvero quella di eliminare gli scarti prodotti dalla digestione tramite il processo dell'evacuazione, interagisce con il cervello, svolge un'azione difensiva contro gli agenti patogeni esterni e, da ultimo ma non meno importante, reagisce alle sollecitazioni che possono derivare da stati emotivi come ansia e paura.

Cosa è la corda colica?

Colon ascendente: quanto diventa se è infiammato?

Perché si indurisce il colon ascendente?

Quando si verifica una neoplasia?

Tuttavia nei soggetti più sensibili, stressati o sottoposti in modo costante ad emozioni come panico o agitazione, questa catena di reazioni “normali” e proprie di tutti gli individui possono portare ad una disfunzione molto spiacevole: la colite, nota anche con i nomi più comuni di colon spastico o sindrome del colon irritabile.

La colite non è una vera e propria malattia, ma piuttosto una disfunzione che si manifesta con gonfiore addominale, pancia gonfia, meteorismo, flatulenza, meteorismo e stanchezza cronica (conseguenza di un sistema immunitario più debole ed esposto alle infenzioni) e che, in genere, colpisce già a partire dai trent'anni d'età in particolare le donne.

Cosa è la corda colica?

La corda colica è un rigonfiamento, che di solito viene rilevato dal medico durante l'esame tattile dell'addome, molto doloroso e dovuto principalmente ad una grande quantità di feci presente all'interno dell'intestino e che il paziente non riesce ad evacuare. È tipica della sindrome del colon irritabile, ma può anche manifestarsi in presenza di coliti spastiche, di diverticolosi e di processi infettivi.

A meno che non ci siano dietro altre cause, come tumori o blocchi intestinali, può essere risolta con l'assunzione quotidiana di magnesio, che però dev'essere prescritto dal medico curante o consigliato dal naturopata e non preso di propria iniziativa, anche perché ha un potente effetto lassativo.

Colon ascendente: innervazione

Le arterie che si trovano all'interno del colon ascendente provengono dalla mesenterica superiore, una grossa arteria che nasce dall'aorta e a livello della prima vertebra lombare (situata al di sotto del tronco celiaco), e dalla mesenterica inferiore, altra grossa vena che parte dall'aorta e che invece si trova tra la terza e la quarta vertebra lombare, quindi al di sotto della mesenterica superiore. Queste arterie, che sono tre, sono chiamate arteria colica destra, arteria colica sinistra e arcata di Riolano (o arteria colica media).

Colon ascendente: quale sarebbe lo spessore normale?

Lo spessore normale del colon ascendente, quando non è infiammato, varia dai 6 ai 7 centimetri.

Colon ascendente: quanto diventa se è infiammato?

Se il colon ascendente si infiamma, favorendo nel tempo manifestazioni quali RCU o rettocolite ulcerosa, può superare anche il diametro normale dei 6-7 centimetri, arrivando al punto da espandersi a dismisura e da provocare, nei casi più gravi, anche la morte del paziente. Questa patologia però, fortunatamente, può essere tenuta sotto controllo tramite l'assunzione di antibiotici, anti-infiammatori o integratori naturali specifici.

L'intervento chirurgico diventa invece indispensabile nel caso del megacolon tossico per permettere al paziente di sopravvivere e di non andare incontro ad un decesso precoce.

Rettocolite ulcerosa: ci si può accorgere anche solo palpando la zona?

No, nel caso della rettocolite ulcerosa, per arrivare ad una diagnosi che sia il più possibile precisa, è necessario effettuare altri esami, molto più approfonditi, come la colonscopia.

Colon ascendente: le ragioni che causano al rigonfiamento

Oltre al colon irritabile e alla rettocolite ulcerosa, altre cause che possono portare ad un rigonfiamento del colon ascendente sono la stipsi, la diverticolite, i polipi del colon (benigni, ma ritenuti già delle forme precancerose, in quanto in alcuni casi, se non trattati in modo tempestivo, possono evolversi in cancro maligno), il morbo di Crohn, il cancro del colon e la colite ischemica.
Il primo segnale evidente di un disturbo di quest'area del colon è una diffusa sensazione di pesantezza e di bruciore, che oltre alla sindrome del colon irritabile, è comune a tutti i tipi di coliti.

Perché si indurisce il colon ascendente?

Il colon ascendente diventa duro in seguito alla presenza della sindrome del colon irritabile: in genere, durante un consulto presso un colonproctologo o un gastroenterologo, è il primo sintomo che viene rilevato durante la diagnosi in studio. Attenzione: i tessuti irrigiditi del colon possono essere anche il primo segnale della presenza del morbo di Crohn, una patologia cronica dell'intestino che può colpire qualsiasi tratto dell'apparato gastrointestinale, compreso il colon ascendente.

Per questo motivo, prima di effettuare “diagnosi casalinghe”, in caso si avverta che le pareti del colon siano più dure e si notino cambiamenti nelle abitudini intestinali, è fondamentale prendere appuntamento presso il proprio medico, che è l'unico in grado di fornire una diagnosi precisa e di prescrivere una terapia adatta al caso.

Sindrome da colon irritabile: che tipo di dolore si percepisce e dove è localizzato?

I pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, o colite spastica, percepiscono un forte dolore soprattutto nella parte inferiore dell'addome. In alcuni casi questo dolore, pur non essendo pungente e violento come quello provocato dalle coliche, può essere accompagnato anche da una sensazione di gonfiore e accompagnato da altri fenomeni, come la flatulenza e il meteorismo.

Colon ascendente: cosa può provocare l'insorgenza di un tumore?

Un tumore al colon ascendente può essere provocato sia da una predisposizione genetica (se nella propria famiglia sono presenti parenti in linea diretta, come nonni o genitori, che hanno contratto il cancro al colon, le probabilità di contrarre questa patologia a propria volta saranno più alte), sia da una dieta troppo ricca di grassi animali e povera di fibre.

Altre cause che possono concorrere allo sviluppo di un tumore al colon ascendente sono l'età (chi ha più di 64 anni ha più probabilità di ammalarsi rispetto a chi ne ha 44), il fumo, la presenza della rettocolite ulcerosa, del morbo di Crohn o di altre patologie gravi e di natura cronica a livello dell'apparato gastrointestinale, lo sviluppo di polipi e un pregresso tumore dell'intestino da cui si è stati poi dichiarati guariti dal proprio medico.

Il cancro al colon ascendente è uno dei meno diffusi in Italia (16%), ma come nel caso degli altri tipi di tumore che possono colpire l'apparato gastrointestinale, presenta una delle percentuali di sopravvivenza più basse (11%). Sono pochi infatti i pazienti che, dopo aver contratto un tumore al colon ascendente, risultano ancora in vita dopo cinque anni, anche se negli ultimi anni il tasso di mortalità si è ulteriormente ridotto grazie alle campagne di prevenzione e all'aumento delle richieste dello screening.

Differenza tra polipo sessile e adenocarcinoma

Il polipo sessile è un'escrescenza piatta e anomala che può svilupparsi sia all'interno del colon ascendente, sia all'interno degli altri tratti dell'apparato gastrointestinale, come il sigma e il colon retto. Questo polipo, come quello peduncolato, non produce sintomi e, in genere, viene rilevato durante gli esami di routine, come l'endoscopia.

Di solito è benigno, ma dato che può evolversi in un adenocarcinoma, è consigliabile farlo rimuovere non appena se ne riscontra la presenza. L'adenocarcinoma invece è un tipo di tumore maligno che può interessare diversi organi, come ad esempio il colon e il pancreas. Questo cancro è uno dei più letali finora conosciuti dalla scienza, in quanto si espande tramite i tessuti delle ghiandole che sono presenti in tutto l'organismo umano.

Quando si verifica una neoplasia?

Una neoplasia (formazione di un tumore maligno) si verifica quando un gruppo di cellule cresce in modo compulsivo e disorganizzato, in genere in un organo o in un tessuto, rispetto alle cellule normali. Questa condizione persiste fino a quando non interviene la cessazione dello stimolo che ha indotto il processo, che di solito avviene o con la rimozione della massa tumorale, o con la guarigione del paziente tramite la radioterapia e la chemioterapia o, nei casi peggiori, con il decesso del paziente.

Neoplasia: quando si arriva all'asportazione?

Se la neoplasia al colon raggiunge altri organi del corpo, come ad esempio il fegato o i polmoni, in quel caso si può arrivare all'asportazione totale (colectomia totale) o parziale (emicolectomia) del colon, o se il cancro è stato preso nelle sue fasi iniziali, alla resezione locale (in questo caso il chirurgo rimuove solo le cellule tumorali presenti all'interno dei tessuti).

La rimozione delle neoplasie può essere preceduta o seguita da un ciclo di chemioterapia o dalla radioterapia.


Se hai la colite puoi mangiare le uova?

Le uova possono essere un’ottima scelta per chi soffre di colite ma solo se cucinate in forma molto digeribile. Le uova alla coque o in camicia sono piuttosto digeribili così come in forma soda, mentre sono da evitare assolutamente le uova cotte al tegamino o le frittate.
Tutti i "palestrati" ne sono a conoscenza ed è per questo che ne consumano in buone quantità durante l'arco settimanale, anche se c'è qualcuno che ne mangia almeno 2 al giorno.

uova e colite
Quando l’intestino presenta una colite si riscontra un’alterazione della motilità intestinale unite a dolore addominale, e disagio durante la defecazione. Sintomi che variano dai crampi, agli spasmi, alla nausea, al dolore addominale, stitichezza o anche le scariche di diarrea che spesso si verificano in virtù di un consumo esagerato di proteine animali derivate dall'uovo.

Seguire un’alimentazione adeguata eliminando determinati alimenti è fondamentale per migliorare la condizione di chi soffre di colite spastica. Il consumo di uova dovrà essere limitato, potrebbe sembrare strano ma proprio l’albume dell’uovo risulta essere poco digeribile, in quanto ha difficoltà ad essere attaccato dai succhi gastrici, e tende di conseguenza ad irritare le mucose intestinali. Per questo motivo è bene cuocere perfettamente l’albume, eliminando il fattore antivitaminico presente nella chiara che è termolabile.

Oltre a limitare il consumo di uova, è fondamentale cercare di scegliere le cotture più adatte se si soffre di colon infiammato. È fatto conclamato che un uovo mangiato un po' bollito, quasi preparato alla coque, ma un po' più duretto, viene digerito nell'arco di circa 2 ore, se fresco invece necessita più di 2 ore, e se sodo o fritto i tempi si dilateranno ulteriormente, sino a raggiungere i 180 minuti. Meglio optare per un uovo sodo piuttosto che al tegamino, evitando di soffriggere le uova usando l’olio o burro, ulteriori grassi che potrebbero peggiorare le condizioni.

Sono risapute le innumerevoli proprietà benefiche dell’uovo crudo, ma attenzione alla sua freschezza. Per riuscire a consumare un uovo crudo è fondamentale che l’uovo sia assolutamente fresco per evitare spiacevoli fastidi. Oltre a prendere come riferimento le date che devono essere impresse per legge sul guscio dell’uovo, è possibile ricorrere alla prova di galleggiamento dell’uovo per riconoscere la sua freschezza.

A differenza dell’uovo di gallina quello di quaglia contiene il doppio del colesterolo rispetto alle uova di gallina. Di conseguenza se abbiamo un colon delicato e facilmente irritabile la prima regola è quella di arginare il consumo di colesterolo. Per questa ragione non ci stancheremo mai di ripetere la preferenza verso uova di gallina, anzichè ricette a base di uova di quaglia.

uova e colite
Alcune analisi di laboratorio hanno spiegato come esista diversità nutrizionale evidente tra le uova allevate a terra e quelle provenienti da galline alimentate in batteria, anche se la differenza diventa ancora più consistente se si parla di uova di agricoltura biologica, soprattutto se consideriamo anche la cosa dal punto di vista etico. Va riconosciuto però che aldilà degli studi scientifici condotti che è preferibile consumare uova allevate esclusivamente a terra.

Chi soffre di colite può consumare le uova moderatamente, massimo due-tre uova a settimana sarebbero concesse per chi soffre di colon irritabile. Le uova però al contrario di ciò che molti credono non sono un alimento completo, dato che mancano di carboidrati, calcio e vitamina C.
Ma rappresentano un ottimo alimento per la quantità di proteine contenute, una proporzione di 13% del peso totale, presenti nell’albume e nel tuorlo. Mentre l’albume contiene ovoalbumina, il tuorlo contiene proteine fosforate, lipoproteine e lecitina.

Alimento ideale per chi sta cercando di costruire e mantenere la propria muscolatura, sia per l’elevata presenza di proteine ma anche per le ridotte calorie, solamente 70 Kcal per ogni uovo, mentre contiene circa 220 mg di colesterolo, circa l’80% del fabbisogno giornaliero.

uova e colite
Chi suggerisce di mangiare meno uova  quando si soffre di colite dice una grande falsità, considerato il fatto che non esistano studi concreti che dimostrino come, se inserite nella dieta, possano peggiorarne i sintomi. In gravidanza il consumo di uova deve essere monitorato, e si dovrà prestare attenzione soprattutto alla cottura dell’uovo, evitandole assolutamente crude ma prediligendo cotture più durature.
Un'ultima precisazione riguarda l'assunzione di uova crude. Mangiare uova senza cuocerle è decisamente sconsigliato se si ha un colon irritato, quindi vale la pena ricordarselo anche durante la preparazione di dolci, come nel caso del tiramisù. In questa circostanza meglio preparare le torte e più in generale i dolci senza l'impiego di uova. Esistono ricettari per tutti i gusti, impariamo ad avere rispetto per le nostre mucose e i sintomi d'irritazione diminuiranno da sè.


Esistono svariate ricette di dolci piuttosto valide e gustose che consentono di preparare ottime torte senza l’utilizzo di uova, magari aiutandosi per la preparazione di ricette con il bimby, ma senza aggiungere le uova agli impasti.

Asparagi con uova: il piatto nemico dei colitici

Sicuramente una delle ricette assolutamente gustosa ma praticamente sconsigliata a chi soffre di colon irritabile sono gli asparagi con le uova. Questa ricetta rappresenta il connubio tra due alimenti che non dovrebbero essere consumati insieme, dato che gli asparagi sono vietati per i colitici e le uova in questo caso non sarebbero cotte perfettamente per questa ricetta.

Giusto per puntualizzarlo, anche se non sarebbe necessario, le uova di pasqua sono assolutamente bandite per chi soffre di colite dato che il cioccolato è estremamente irritante. Che sia fondente, bianco o con le nocciole è una terribile sorpresa per il nostro colon.


zenzero cibo irritante

Lo zenzero aiuta lo stomaco o irrita il colon?

Lo zenzero è forse il tubero che ha raggiunto la notorietà maggiore negli ultimi anni, grazie alla sua grande diffusione in cucina. Scoprire come utilizzarlo e le giuste quantità da utilizzare, possono rivelare anche la reale o presunta efficacia in termini di irritabilità del colon.

Quando si parla di zenzero, ci si riferisce ad una pianta orientale la cui radice è un potente rimedio naturale per curare specifici disturbi. Questo si può affermare con certezza, in quanto molti studi hanno analizzato le proprietà curative. Esso contiene molti preziosi componenti come gingerolo, shogaolo, paradolo e zingerone. In particolare, si ritiene che il gingerolo fornisca la maggior parte degli effetti benefici di questa radice dal gusto aspro e piccante.

Proprietà dello zenzero
Consumo del ginger
Dosi consigliate ginger
Zenzero e colon irritabile, cosa dice la ricerca
Sintomi allergia allo zenzero
Benessere zenzero per intestino e gravidanza
Ricetta acqua allo zenzero

Proprietà dello zenzero

Il gingerolo inibisce l’infiammazione, ovvero la risposta immunitaria di un organismo normale. I medici ritengono che questa infiammazione sia alla base di condizioni particolari come cancro, diabete e malattie cardiocircolatorie. Ovviamente, anche il colon irritabile è considerata una infiammazione cronica dell’intestino.

zenzero cibo irritante
La sindrome dell’intestino irritabile pare si possa alleviare con il gingerolo. Esso stimola il metabolismo e allevia il mal di stomaco, regolarizza un intestino pigro ed è una manna in caso di stomaco gonfio e dolorante. Anche se il gusto è molto difficile per il palato dei bambini e delle persone sensibili, è utile per alleviare la nausea da viaggio, detta anche cinetosi.
Si tratta di una condizione del cervello che ha una specie di corto circuito, in quanto il corpo è fermo ma si è in movimento. La vista manda quindi immagini che si muovono, ma le proprie gambe sono ferme. La sovra esposizione di stimoli provoca questa sensazione di nausea e vomito.

Consumo del ginger

Ci sono tanti modi per assumere questa sostanza: la radice fresca si può conservare in un luogo fresco e asciutto e grattugiare all’occorrenza (bisogna però tagliare l’estremità ossidata ad ogni utilizzo e pelare la buccia legnosa), ma esiste anche il prodotto già confezionato. In questo caso, si trova in polvere per condire i piatti; candito per chi lo vuole sempre a portata di mano, o ancora sotto forma di tisana.
In realtà, la tisana allo zenzero di note marche può essere associata al limone o alla curcuma, in modo da essere ancora più efficace contro infezioni, allergie e patologie derivanti dalla stagione fredda.

L'infuso è molto gettonato soprattutto per chi è affetto da sindrome influenzale stagionale: associando il succo dell’agrume si ha una bevanda calda molto depurativa e dalle potenti proprietà antibatteriche disintossicanti, antimicotiche e antivirali. Stimola la digestione e dà un notevole apporto di vitamina C e minerali, a patto che si gusti in purezza, ovvero senza dolcificanti o zucchero. L’unico tollerato è il miele, in quanto anch’esso ha proprietà simili.
Si raccomanda inoltre di gustare la bevanda anche nella versione fredda o a temperatura ambiente, soprattutto la mattina a digiuno allo scopo di assimilare una bevanda basica e alcalinizzare l’organismo.

Ma cosa succede se utilizziamo curcuma e zenzero insieme? Si farà il pieno di sostanze antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Esse aumentano l’effetto antinfiammatorio all’interno del corpo, agiscono come antibatterici e antivirali perché fanno da rinforzo alle difese immunitarie naturali dell’organismo umano, favorendo il benessere e, pare, riuscendo a debellare le cellule cancerogene.
La radice di ginger è molto utile anche per mantenere la flora batterica intestinale in buone condizioni, oltre che rafforzare il sistema immunitario.

Dosi consigliate ginger

Se si vuole consumare lo zenzero non superare mai le dosi "normali", visto che gli individui che abusano di questa spezia si trovano ad affrontare importanti malesseri gastrointestinali. Addirittura è meglio evitare questa radice in caso di cure antinfiammatorie o assunzioni di anti coagulanti.

Alcuni studiosi hanno constatato le proprietà curative di questa radice orientale, visto che migliora l’attività gastrica e riesce a raddoppiare la velocità di svuotamento dello stomaco. Così facendo, si previene l’indigestione e soprattutto la dispepsia. Tuttavia, è sempre sconsigliabile non eccedere qualora la spezia venga assunta nella forma candita e zuccherata, in quanto può causare problemi di glicemia e, grazie al suo gusto dolce, confonde e fa perdere la cognizione della quantità e provocare un intenso bruciore alla parete gastrica e quindi peggiorare una infezione in corso.

Zenzero e colon irritabile, cosa dice la ricerca

Non esistono dei dati certi per constatare l’efficacia, però lo zenzero è molto usato per la sindrome dell’intestino irritabile. Uno studio del 2014 ha raccolto i dati di 45 pazienti con colon irritabile, e sono stati assegnati in modo casuale a tre gruppi: placebo, 1 g di zenzero e 2 g di zenzero al giorno per 28 giorni. Il risultato è che lo zenzero è ben tollerato, però ha avuto lo stesso effetto del placebo. Insomma, non è sconsigliato assumere la tisana allo zenzero se si soffre di colon irritabile, però è meglio non esagerare e limitarsi a una sola durante la giornata.

Sintomi allergia allo zenzero

Bisogna inoltre fare attenzione a una rara condizione, ovvero l’allergia allo zenzero. Questo disturbo può provocare controindicazioni e fastidi vari, per questo se ne raccomanda sempre un consumo moderato e attento, anche se fa bene.

I sintomi principali dell’allergia allo zenzero sono soprattutto cutanei, ovvero dermatite, dermatite da contatto, eczema ed eczema disidrotico. Tuttavia, come la maggior parte delle allergie alimentari, si può presentare con prurito e gonfiore alla bocca e agli occhi, difficoltà a respirare e disturbi intestinali come diarrea, dolori addominali e nausea.
In caso in cui la spezia sia in polvere, attenzione a non inalarla se si è notata una certa sensibilità, in quanto può provocare disturbi respiratori.
Qualora si soffrisse di pancia gonfia a causa dell'assunzione eccessiva di zenzero, sarà auspicabile seguire una dieta che permetta di sgonfiarla.

Benessere zenzero per intestino e gravidanza

Una fake news sul ginger è che è fortemente controindicato in gravidanza e allattamento. La tisana si può assumere tranquillamente per attenuare le nausee mattutine, mentre  il preparato è considerato moderatamente sicuro in caso si voglia allattare al seno. L'importante è non superare la posologia di 1-2 g al giorno.
Per non stressarsi, è sufficiente assumerne piccole quantità, specialmente se si utilizza la radice fresca. Pare infatti che la stessa possa stimolare la produzione di latte materno.

A chi è affetto da ulcere e altre patologie gastrointestinali, è addirittura sconsigliato mangiare questa spezia se fresca.  Oltre al limone, anche le arance possono essere gli agrumi ideali da consumare con la radice, specialmente se si soffre di colite. Non bisogna credere a coloro i quali affermano con certezza che le arance aumentino i problemi.

Ai soggetti particolarmente sensibili si può consigliare l’uso di un estrattore e fabbricare il proprio estratto allo zenzero e arancia eliminando la polpa, la principale causa di gonfiori e fastidi, senza però rinunciare alle vitamine e ai benefici di questa combinazione. Attenzione, perché le arance vanno diminuite in condizioni particolari, ovvero in gravidanza e allattamento. Ovviamente, la radice di zenzero dovrà essere pelata e pulita, oltre che immersa in acqua fredda per ammorbidirla e le arance dovranno essere pelate e prive di semi e della parte bianca tra la polpa e la buccia, molto amara in quanto protettiva e repellente naturale di insetti.

Per prevenire morbo di Crohn e coliti ulcerose o intestinali i dietisti consigliano i frutti rossi e l'avocado, visto che un regime alimentare in cui abbonda la frutta, ma anche la verdura, con scarsa presenza di carboidrati e cibi con grassi, è solitamente legata a un tipo di flora intestinale più forte e meno incline ad infiammarsi, se confrontato con quella di un soggetto che segue una dieta ricca di grassi saturi . La priorità assoluta va a tutti i cibi miracolosi, ovvero quelli ricchi di fibre e di polifenoli perché capaci di disinfiare i tessuti e in questa lista si possono includere anche spezie e radici come curcuma e zenzero.

Ricetta: acqua allo zenzero

Una ricetta che può accontentare tutti e liberarsi dalle tossine e impurità con controindicazioni minime è quella dell’acqua allo zenzero. Il segreto è bollire 1 litro e mezzo d’acqua per 15 minuti e berne un bicchiere al mattino a digiuno e il resto, lontano dai pasti, durante il giorno.

Per mantenere l’acqua calda si può ricorrere a un buon thermos che mantenga la temperatura almeno per 10 ore. Si può assumere semplicemente così, o aggiungendo un cucchiaino di zenzero grattugiato, lasciandolo nell’acqua senza filtrarlo.


tiroide e nervosismo

La tiroide può dipendere dal nervosismo ?

La tiroide, ghiandola situata alla base della gola, nella regione anteriore del collo, è definita come un organo impari. La sua forma ricorda quella di una farfalla situata alla base del collo, davanti a laringe e trachea.
Nello specifico si tratta di una ghiandola endocrina che svolge una funzione fisiologica estremamente importante influenzando lo sviluppo vertebrale e cerebrale, contribuendo allo sviluppo della pelle, dell’apparato pilifero e partecipando alla regolazione del metabolismo corporeo.

tiroide e nervosismo
La tiroide è composta di due lobi, uno sinistro ed uno destro, che tra di loro sono congiunti grazie alla presenza dell’istmo, una porzione trasversale. Per quanto riguarda le dimensioni ciascun lobo, in un adulto sano, misura all’incirca cinque centimetri e l’intera tiroide raggiunge un peso di circa venti grammi.

Esistono i cosiddetti autoanticorpi tiroidei. Si tratta di anticorpi che si sviluppano nel momento in cui il sistema immunitario di un soggetto reagisce in maniera scorretta contro alcune componenti presenti all’interno della ghiandola tiroidea provocando un disturbo della funzionalità tiroidea oppure tiroidite, infiammazione cronica della tiroide.
Per monitorare le patologie tiroidee è necessario fare alcuni specifici test che devono essere fatti su indicazione del proprio medico in alcuni casi, come quando sia stato riscontrato un aumento delle dimensioni della tiroide, il gozzo, o altri problemi relativi alla funzionalità tiroidea.

Molto importante, quando si parla di tiroide, è sottolineare come la condizione di nervosismo può generare molti scompensi nell’organismo e tra le ghiandole che ne risento di più, vi è la tiroide. Ci sono dei periodi in cui si è particolarmente nervosi oppure affaticati ed è importante sapere che, oltre ai normali malesseri stagionali o ad un affaticamento dovuto a lunghi periodi di stress, queste percezioni di stanchezza e spossatezza possono essere causate anche dalla tiroide, che a volte può condizionare il manifestarsi di una colite.

Nervosismo ed affaticamento da colite possono essere considerati, infatti, dei veri e propri campanelli di allarme che possono andare ad indicare da una parte una funzionalità ridotta della ghiandola, che si chiama ipotiroidismo, e dall’altra una produzione eccessiva di ormoni tiroidei che si chiama ipertiroidismo.

Perché la tiroide si ingrossa?

Le possibili cause responsabili di un netto aumento volumetrico della tiroide sono varie ed allo stesso tempo molto numerose. Può succedere che la ghiandola tiroidea si ingrossi durante il periodo della gravidanza oppure nella prima metà del ciclo mestruale. Molte altre volte capita che la tiroide si ingrossi come segno caratteristico e particolare di alcune specifiche malattie. Tra queste, ad esempio, la carenza di iodio, minerale fondamentale per una corretta sintesi degli ormoni tiroidei.

Ancora, il cosiddetto nodulo solitario, in cui la tiroide appare ingrossata a causa della presenza di un singolo nodulo di grandi dimensioni. Il gozzo può essere anche un gozzo multinodulare ovvero dettato da piccoli ammassi di cellule tondeggianti che si formano sulla base del collo.
Conosciute sono anche le cosiddette tiroiditi. Si tratta di veri e propri processi infiammatori della tiroide la quale aumenta di volume a causa di un locale accumulo di liquidi. Ancora, nei casi più gravi, si può trattare di un cancro alla tiroide. In questo caso la massa nodulare si presenta piuttosto dura ed i vari linfonodi satelliti aumentano di consistenza e di volume. I noduli tiroidei sono delle anomale protuberanze della ghiandola tiroidea che nella maggior parte dei casi non hanno una natura maligna bensì benigna. Possono essere di dimensioni diverse e presentarsi anche in modi diversi.

noduli alla tiroide
Le cause di tali noduli possono essere varie ma la causa principale è la carenza di iodio. I noduli alla tiroide, spesso asintomatici, altre volte possono comportare una compressione circostante alla tiroide andando a determinare difficoltà di tipo respiratorio o senso di costrizione e difficoltà nella deglutizione.

Per controllare, prevenire ed eventualmente curare i problemi alla tiroide, necessarie sono talvolta le ecografie per la tiroide. A volte vengono fatte le analisi del sangue, da farsi rigorosamente a digiuno.
Gli esami utili per diagnosticare ipotiroidismo o ipertiroidismo sono il dosaggio dell’ormone, l’analisi del TSH, le analisi degli anticorpi anti-tireoglubina.
I prezzi delle analisi alla tiroide sono variabili a seconda dell’esame che viene prescritto. Bisogna pagare un ticket che ammonta a somme differenti come, ad esempio, 9,50 euro per la triodotironina libera e per la toxorina libera e 8,44 euro per il TSH, ovvero l’ormone tireotropo.

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale prevede un codice di esenzione ticket per la tiroidite autoimmune che è il codice 056. Tutti i pazienti affetti da questa patologia hanno il diritto di non pagare alcune prestazioni che sono utili a tenere sotto controllo e a diagnosticare la propria malattia. In regime di esenzione il paziente potrà effettuare analisi come anamnesi, valutazione e visite successive alla prima, diagnostica ecografica del capo e del collo, ecografia di ghiandole salivari, collo per linfonodi e tiroide-paratiroidi.

Ci si può operare per curare la tiroide?

La risposta è affermativa e l’intervento alla tiroide, effettuato in anestesia generale, consiste nell’asportazione completa o parziale della tiroide. L’intervento è poi seguito da un ricovero di qualche giorno.

La tecnica dell’agoaspirato funziona?

L’agoaspirato della tiroide è una procedura di esecuzione piuttosto semplice eseguita con una go molto sottile eseguita da un endocrinologo. E’ una pratica piuttosto veloce ed indolore e il suo scopo è quello di ottenere materiale da poter poi sottoporre ad un esame microscopico. Importante da sapere, soprattutto per le donne, è che è fondamentale godere di una funzionalità tiroidea nella norma per poter favorire una funzione ovulatoria regolare. La tiroide, infatti, può influire sulla fertilità attraverso diversi meccanismi.

La domanda che ci si pone, quindi è se la tiroide possa compromettere la fertilità. Prima di tutto gli ormoni tiroidei modulano la ciclicità mestruale, influenzando ad esempio la prolattina. Talvolta possono comportare il blocco dell’ovulazione dunque influire negativamente sulla possibilità di rimare incinta.
I problemi di tiroide possono essere problemi anche ereditari. E’ bene notare anche un altro aspetto consistente nella forte necessità di diminuire il sale nella propria dieta per evitare eccessi di iodio.

Si può vivere una vita normale con la tiroide compromessa?

La risposta è affermativa ma perché si possa vivere una vita normale è importantissimo che si segua la dieta corretta e che si assumano con regolarità i farmaci prescritti.


uomo con acidità di stomaco

Come non far venire l'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è una sgradevole sensazione di malessere e bruciore che può essere avvertita fino all'altezza del collo. Le cause scatenanti possono essere numerose: vediamo di conoscere le più frequenti e come rimediare al disturbo.

Cosa provoca l'acidità nello stomaco
I sintomi più comuni
Le conseguenze dell'acidità
La migliore dieta per riprendersi
La cura contro l'acidità di stomaco

Cause dell'acidità di stomaco

La maggior parte delle volte l'acidità di stomaco dipende da uno stile di vita poco salutare, da cattive abitudini alimentari oppure è connesso ad altre patologie.

A tutto ciò si aggiungono, neppure tanto di rado, stati di ansia e stress prolungati, che finiscono inevitabilmente per influire sullo stomaco, la cui componente emozionale viene troppo spesso colpevolmente trascurata.

Sintomi dell'acidità di stomaco

Il primo sintomo con cui il disturbo si manifesta è una sgradevole e persistente sensazione di bruciore allo stomaco, che può arrivare ad irradiarsi fino all'altezza del collo.

In molti casi la risalita dei succhi gastrici può comportare il cosiddetto reflusso gastroesofageo (che peggiora quando si cambia posizione) e dare origine, anche, ad altri sintomi, come bocca acida ed acidità di gola, che a loro volta possono provocare l'erosione dello smalto dentale, rigurgiti di cibo, asma, raucedine e mal di gola;
la cattiva digestione può far gonfiare la pancia fino a renderla simile ad una palla e provocare la spiacevole sensazione di avere un nodo alla gola, come se una morsa la stringesse impedendoci di respirare e deglutire normalmente.

Conseguenze dell'acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è indubbiamente un disturbo fastidioso, che soprattutto se accentuato e prolungato nel tempo, può compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre.

In certi casi, accettare un semplice invito a pranzo o a cena o fare uno spuntino al bar, diventa un sacrificio.

Dall'acidità di stomaco infatti, deriva il reflusso gastroesofageo, mentre il continuo stato di sofferenza che colpisce la bocca dello stomaco, dà malesseri continui come nausea, in certi casi vomito, e sensazione di rigurgito.

uomo con acidità di stomaco

Dieta: cosa mangiare e cosa evitare in caso di acidità di stomaco

Seguire quotidianamente un regime alimentare sano ed equilibrato è la base imprescindibile della salute dell'intero organismo, stomaco compreso, ma se l'acidità dovesse presentarsi, è bene sapere che esistono cibi in grado di alleviarla e persino guarirla, mentre altri sono tassativamente da evitare.

Rientrano nella prima categoria i cosiddetti cibi anti-acidità:

  • carote
  • camomilla
  • zenzero (ma solo in modica quantità)
  • patate
  • banane
  • finocchio
  • melone
  • cavoli
  • riso
  • sedano
  • prezzemolo
  • avena

Da non consumare tutti quegli alimenti che aumentano l'acido nello stomaco:

  • pomodori
  • alcolici
  • caffè (sì invece al caffè d'orzo in sua sostituzione, calmante e lenitivo)
  • menta
  • latte intero (sì a quello scremato, ma senza esagerare)
  • cioccolata
  • fritture
  • insaccati
  • pane fresco
  • pepe e peperoncino
  • frutta secca
  • bibite gassate
  • agrumi
  • aceto
  • grassi
  • zuccheri raffinati

Per quanto riguarda gli oli, si consiglia di utilizzare solo l'extravergine d'oliva rigorosamente a crudo.

Per contrastare l'acidità di stomaco, oltre alla dieta giusta, è inoltre necessario seguire buone abitudini, ovvero mangiare poco e spesso durante la giornata, mangiare lentamente, non mischiare carboidrati e proteine, preferire la frutta lontano dai pasti principali.

Rimedi per l'acidità di stomaco

Cosa prendere per stare meglio quando si ha l'acidità di stomaco?

Innanzitutto ci si può orientare sui gastroprotettori naturali, quegli alimenti cioè che riescono a tamponare l'iper-acidità prodotta e ad esplicare una forma di protezione sulle mucose dello stomaco.

Essi sono: latte di mandorle, artiglio del diavolo (in erboristeria), aglio (antinfiammatorio), alloro, passiflora, ananas e melissa.

Allo stesso modo è possibile aiutare la digestione con tisane, infusi ed altri piccoli trucchi.

Provate con:

  1. Tisana ai semi di finocchio e rosmarino, da preparare lasciando in infusione due cucchiaini di semi di finocchio e un cucchiaino di rosmarino per 10 minuti in mezzo litro di acqua bollente. Bevetene una tazza dopo i pasti principali
  2. Tisana al carciofo, da fare lasciando per 10 minuti in infusione cinque grammi di foglie di carciofo (le trovate in erboristeria) essiccate in 250 ml di acqua bollente. Bevete dopo i pasti
  3. Decotto di acqua calda e bucce di limone, da preparare lasciando bollire in acqua per qualche minuto la buccia di mezzo limone (usate solo limoni da coltivazione biologica). Filtrate e bevete la bevanda calda (più o meno 38°)Un trucco per favorire ed accelerare la digestione?
  4. Ponete all'altezza dello stomaco una borsa dell'acqua calda.

L'acidità di stomaco, soprattutto quando è forte, può dare nausea e senso di vomito, che potete evitare attuando qualche piccola strategia.

Innanzitutto evita di sostare in ambienti con odori pungenti e/o sgradevoli, prova a mettere il viso davanti ad un ventilatore o affacciati alla finestra e mastica un po' di zenzero; se tutto non ciò non dovesse servire, non ti resta che vomitare (fa male trattenere il vomito), dopodiché ti sentirai sicuramente meglio.

Come curare e come eliminare l'acidità di stomaco

Il modo migliore per non incorrere nel fastidioso disturbo dell'acidità di stomaco è mangiare in modo regolare ed equilibrato, eliminando dalla dieta tutti quei cibi che potrebbero favorirla, soprattutto se si è predisposti.

Il problema può durare qualche giorno, qualche settimana, ma tende in genere a ripresentarsi se non si agisce sulle cause che lo scatenano.

Per lenire e curare l'acidità di stomaco si può ricorrere a rimedi naturali e a farmaci.

Fra i rimedi "della nonna" più noti, oltre a quelli sopra elencati, c'è il bicarbonato di sodio, da unire al succo di limone.

In un bicchiere di acqua mettete due cucchiai di succo di limone e la punta di un cucchiaino di bicarbonato, dopodiché, dopo aver mescolato, bevete immediatamente.

In tal modo aiuterete la digestione e calmerete il senso di bruciore.