Un miliardo di lattine vendute ogni giorno nel mondo fanno di Coca Cola una  delle bibite più apprezzate. In lattina, in bottiglia in vetro oppure nel formato  famiglia, Coca Cola è divenuto il marchio formato famiglia che scandisce  momenti di festa, pause dal lavoro ed impellenti bisogni dissetanti. Tuttavia,  proprio la sua popolarità divide. La segretezza dei suoi ingredienti ha portato
alla creazione di falsi miti che sono divenuti virali sul Web, di luoghi comuni.
Ma, dietro a presunte campagne di diffamazione contro uno dei colossi  statunitensi dal fatturato stellare, si nascondono nelle scomode verità che  lʼazienda ha cercato di insabbiare con cospicue donazioni?

La Coca Cola fa male allʼintestino?

La segretezza iniziale di alcuni ingredienti contenuti nella famosissima  bevanda gassata dal colore scuro ha stimolato la curiosità di ricercatori ed  esperti che, negli anni, si sono chiesti se tale segretezza volesse proteggere gli  interessi di unʼazienda o scongiurare il calo di fatturato nel caso in cui i dati  sulla pericolosità per la salute della Coca Cola divenissero dati attendibili e  comprovati. Recenti studi hanno condotto gli esperti ad asserire come lʼeffetto  dellʼassunzione della bevanda scura dopo 10 minuti equivalga al consumo di  dieci cucchiai di zucchero. Ovviamente, il gusto di dieci cucchiaini di zucchero  sarebbe impietoso, ma lʼacido fosforico (al quale vengono imputati numerosi  effetti dannosi sullʼorganismo) rende la bevanda gradevole ed unica nel gusto.

locandina antica della coca colaLa sua unicità è il suo maggior pregio ma anche lʼindice di ingredienti poco  salutari?

La caffeina contenuta nella Coca-Cola aumenta la pressione sanguigna e  quindi può portare, nel tempo e con un abuso della bevanda o un uso  quotidiano, a problemi cardio-vascolari. Lʼacido fosforico crea un ambiente  acido che, come ben conosciamo da recenti studi, è lʼhumus perfetto per il  proliferare di tumori, tra i quali figura quello allʼintestino. Inoltre, visto che il  nostro corpo corrisponde ad una macchina quasi perfetta essa in presenza di  unʼacidificazione fuori norma, tende a riportare il corpo ad un Ph normale e,  per farlo, sottrae minerali e quindi calcio alle ossa. Capirete bene come ciò  provochi effetti dannosi, il primo dei quali sarebbe proprio lʼaumento  dellʼincidenza di fratture tra i giovani sportivi che assumono Coca Cola  quotidianamente.

Uno studio recente del “Journal Of Public Health” ha inoltre gettato ombre  scurissime su un altro effetto collaterale legato al consumo non sporadico di  Coca Cola. Chi beve spesso Coca Cola presenta il Dna maggiormente  segmentato nei globuli bianchi. Ciò evidentemente crea squilibri interni tali da  esporre i consumatori incalliti a cancro e diabete (dovuto anche alla grande  quantità di zucchero che la bevanda contiene). Inoltre, un consumo eccessivo  di Coca Cola porterebbe ad un invecchiamento precoce, clonando lʼeffetto del fumo, anche su soggetti del tutto sani.
Per quanto riguarda il contenuto di caffeina, però, esistono gli scettici. La  Coca Cola, infatti, conterebbe dai 30 ai 35 mg di caffeina, molto meno di  quella reperibile in una comune tazzina di caffè. Eʼ per tale ragione che  bisogna discernere le verità scientifiche dalle normali campagne di diffamazione ed odio contro una multinazionale che fattura e per giunta  scomoda per altre aziende del settore.
Recentemente è possibile consumare, inoltre, la versione considerata meno  dannosa della Coca-Cola, ossia quella Light. Ma siamo certi che sia veramente  tutto oro quel che luccica? La Coca Cola Light, infatti, contiene aspartame, un  noto dolcificante. Recenti studi hanno stabilito come il dolcificante possa  provocare, nel tempo e con um ampio consumo della bibita, il lupus e danni
irreversibili al sistema nervoso. Siete ancora sicuri di voler rinunciare a qualche  caloria, considerando, per giunta che lʼaspartame sarebbe persino 200 volte  più dolce dello zucchero?

La ricetta nascosta e gli ingredienti segreti

Non è sicuramente una leggenda il fatto che la ricetta segreta della Coca Cola  (il secondo segreto più atteso dopo i Segreti di Medjugorje) si trovi chiusa in  una cassaforte della sede centrale di Atlanta. Per anni, vi sono stati dibattiti  attorno al famoso ingrediente 7x che poi si è scoperto essere
nientepopodimeno che lʼestratto della pianta di coca privato delle sostanze  psicotrope. In effetti, già il nome ci riporta alla cocaina e se vi state chiedendo  se inizialmente la Coca Cola la contenesse non posso deludervi. La Coca Cola  inizialmente conteneva cocaina. La bevanda nacque nel 1886 dallʼidea del  farmacista John Pemberton. La cocaina al suo interno doveva avere scopi  terapeutici contro emicrania ed impotenza. Ma ovviamente gli effetti furono  tuttʼaltri e successivamente si mantennero estratti delle foglie e della noce di  coca, privati totalmente delle sostanze psicotrope.
Dopo secoli di mistero sul contenuto effettivo della Coca Cola e soprattutto  sulle quantità degli ingredienti, recentemente il Web ha illuminato consumatori  e detrattori della bevanda made in Usa.

La prima ricetta avrebbe contenuto:

fluido di estratto di foglie di coca nella misura di tre bicchierini, 85 g di acido  citrico, 30 grammi di caffeina, 30 grammi di zucchero, 1 litro di succo di lime,  28 grammi di vaniglia e 42 g di caramello più ovviamente il famoso ingrediente  segreto 7x formato da: 227 grammi di alcol, 20 g di olio di arancia, 10 gocce di  noce moscata, 5 gocce di coriandolo, 10 gocce di olio di neroli e 10 gocce di di cannella.
Quando lʼuso iniziale della coca venne vietato, si continuò ad utilizzare la cola  e perciò il nome originale è rimasto invariato. Insomma, chi acquistò dopo Pemberton la ricetta più copiata (senza successo) degli Stati Uniti,  promettendo un riserbo epocale, è divenuto uno dei magnati degli Stati Uniti e  ha reso la multinazionale una delle più influenti nel mondo, con specifiche  piantagioni dalle quali attingere.

Rossa come Babbo Natale

Lʼattrattiva che perdura nel tempo di Coca Cola è dovuta anche a campagne  marketing e pubblicitarie azzeccate e pensate per le famiglie, tali da  rassicurarle su eventuali effetti collaterali della bevanda richiestissima.

Soprattutto in Usa, resta una delle bevande preferite. Negli ultimi anni ha perso  una piccola percentuale di fatturato, dopo lʼinvito di Michelle Obama a non  consumare bibite gassate perché causa di obesità (una delle principali cause  di morte negli Stati Uniti).  Ma è nato prima Babbo Natale o la Coca Cola? Nonostante si creda che sia  stata lʼazienda a creare lʼimmagine di Babbo Natale che tutti noi conosciamo,  ossia paffuto, bonario e soprattutto rosso Coca Cola, questa è solo una mezza  verità. Lo troviamo già in abito rosso nelle campagne pubblicitarie precedenti  quella aggressivissima della Coca Cola del 1931, grazie a Thomas Nast e Luis  Prang. Tuttavia il marchio Coca Cola e le sue campagne hanno contribuito a  delineare lʼimmagine moderna di Babbo Natale cosi come tutti adesso lo  immaginiamo e ritraiamo. In effetti, prima della figura introdotta da Coca Cola  nel lontano 1931, Babbo Natale era, sì, vestito di Rosso ma aveva un aspetto  inquietante. Spesso lo si ritraeva addirittura sotto forma di elfo. Nel 1930 fu  Fred Mizen a disegnare il babbo Natale dalle guance rosa e paffute che tutti  noi conosciamo e comparì proprio nella pubblicità di Coca Cola. Fu il  protagonista indiscusso delle campagne pubblicitarie di Coca Cola dal 1931 al 1964. Il protagonista era questʼuomo buono ed in carne che sorrideva,  distribuiva regali ai bambini e poi si prendeva una pausa rinfrescante  sorseggiando Coca Cola. Proprio lʼabbinamento di una figura familiare e che  simboleggia amore e protezione con la nota bevanda ha determinato un aumento esponenziale delle vendite. Successivamente furono le pitture di  Sundblom a farla da padrone e vennero persino esposte dopo il ʼ64 in veri e  prestigiosi musei del mondo. Nel 2001, infine, proprio un suo disegno divenne il  prototipo per creare il Babbo Natale animato dello spot Coca Cola di allora.
Tutti i gadget legati al Babbo Natale di Coca Cola sono ancora richiestissimi  dagli appassionati.

La faccia scura di Coca Cola. Dallo scandalo contaminazioni  allʼutilizzo come esplosivo

Gli utilizzi di Coca Cola sono divenuti, negli anni, i più disparati. Inoltre,  lʼazienda è stata al centro di scandali veri e presunti, alcuni dei quali sono  divenuti delle bufale virali sul Web. Alcuni utilizzi “assurdi” della bibita gassata  sono ormai certi e comprovati. La Coca Cola, ad esempio, viene utilizzata per  eliminare il sangue dal selciato dopo un incidente.
La Coca Cola, inoltre, ha unʼincredibile effetto pulente. Può essere utilizzata  per eliminare le incrostazioni del water, per togliere le macchie di ruggine o per  pulire oggetti corrosi che sembravano irrecuperabili.
Tra gli scandali più noti, citiamo le feci umane rinvenute in alcuni lotti di lattine  prodotte in un impianto in Irlanda Del Nord. Esse non arrivarono, ovviamente,  ai rivenditori, tuttavia ci vollero ore per ripulire gli impianti e la notizia rimbalzò sulle prime pagine di mezzo mondo.
Tra le bufale, invece, più note cʼeʼ da annoverare lo scandalo riguardante la  Coca Cola contaminata da HIV a causa della perdita di sangue di un  dipendente infetto. Persino la stessa azienda dovette smentire  categoricamente la notizia che, a causa della velocità di diffusione sui Social  Network, stava minando lʼimmagine del colosso USA.
Ma unʼaltra bufala divertente riguarda anche la presunta morte di un ragazzo  dopo aver bevuto Coca Cola Light ed ingerito una Mentos, diffusasi dopo gli  incredibili esperimenti (comodamente visualizzatili su YouTube) di ragazzi e  curiosi. Lʼesperimento consiste nellʼinserire una mentos in una bottiglia di Coca  Cola. Ciò provoca unʼesplosione molto scenica che dunque si è prestata per dimostrazioni video. Tuttavia, molti non sanno che la reazione avviene  unicamente in quanto la Coca Cola è gassata (avremmo la stessa reazione  inserendo la mentos in una bottiglia di acqua gassata o Sprite), ma ovviamente  i video non avrebbero avuto cosi tante visualizzazioni se non legati alla bibita  più chiacchierata e misteriosa del mondo. Ma qual è il meccanismo dʼazione?

ape su coca colaIn pratica la gomma arabica della mentos interferisce con lʼaspartame della  Coca Cola Light provocando lʼesplosione. Ed è anche lʼelevata densità della  Mentos a farla scendere velocemente nella bottiglia, aumentando la  spettacolarità del fenomeno.

Sono stati effettuati, ancora una volta sul Web, degli esperimenti con Coca  Cola e gas propano. Dopo aver inserito del gas propano in una comune  bottiglia di Coca-Cola, la si capovolge. Lʼeffetto è incredibile. La bottiglia  schizza in aria ad una velocità impressionante, inondando tutto ciò che si trova  al di sotto di essa (Youtuber compreso!).

Del resto, la Coca Cola, come accennato poco fa, è anche un potente antiruggine. Basta mettere a bagno in essa gli oggetti incrostati oppure  strofinare un poʼ di Coca Cola con un panno su di una superficie rugginosa per  eliminarla. Viene persino utilizzata per lucidare gli oggetti in rame. Perché già  accade? La Coca Cola è acida e la ruggine è unʼossidazione che quindi  reagisce con gli acidi, ma non preoccupatevi: non può distruggerci lo stomaco  in quanto esso è più acido di lei!

La Coca Cola può causare la colite?

Come tutte le bibite gassate, la Coca Cola non è indicata in pazienti che  soffrono di colite. La colite è unʼinfiammazione del colon, che provoca sintomi  alquanto fastidiosi quali borborigmi, stipsi o diarrea, flatulenza e dolori  addominali. Ovviamente anche la Coca Cola aumenta la presenza di gas nellʼintestino e tende a gonfiare. Eʼ proprio la sua gassosità a renderla  deleteria nel caso di questa patologia, oltre alla grande quantità di zucchero.
Molto meglio bere tisane al finocchio o grandi quantità di acqua se non si vuole  rischiare di peggiorare gli invalidanti fastidi provocati dalla colite, causati da coca cola e diarrea.

Solo la Coca Cola fa male?
Abbiamo in breve descritto i vari aspetti ombrosi dellʼassunzione di Coca Cola.
Ma sono tantissime le bibite in commercio che scienziati, medici ed esperti non  considerano affatto salutari. La Diet Soda farebbe ancor più male della famosa  bibita di Pemberton. Studi recenti hanno mostrato una correlazione su larga  scala dellʼaumento dellʼincidenza di linfomi e leucemia e lʼutilizzo quotidiano di  Diet Soda. Una Diet Soda al giorno, infatti, potrebbe provocare persino il
cancro al seno. Tutta colpa, ancora una volta, del nemico aspartame. Il buono  e caro Esta Thè, in effetti, presenta ben 10,5 g di zuccheri in 100 ml che  diventano quantità enormi di zuccheri, soprattutto per i bambini, in lattine o  bottiglie. Si supera di gran lunga, in questo caso, il fabbisogno giornaliero di  zucchero del nostro organismo, rischiando il diabete e favorendo lʼobesità nei  bambini. Altresì la Fanta, proprio come la Coca Cola, non sarebbe salutare per  lʼorganismo. La causa sta proprio nei dolcificanti sintetici contenuti al suo  interno, perchè potrebbero favorire i sintomi della gastrite e della diarrea. Il consumo spasmodico di Fanta potrebbe addirittura danneggiare la  parte del cervello che ci consente di ricordare ed imparare.
Insomma, ci possiamo fidare solo dellʼacqua quando il caldo la fa da padrone?

Direi che il primo consiglio risiede nella moderazione. Lʼabuso è sempre  dannoso e critico, anche quello della rossa e misteriosa Coca Cola.