Le coliche intestinali si presentano come un dolore accompagnato da spasmi più o meno accentuati e localizzati nella zona intestinale. Si tratta di forti crampi alla zona inferiore della pancia, che si manifestano soprattutto nel basso ventre. Questi crampi spesso si presentano insieme ad altri sintomi altrettanto fastidiosi, che possono tornare utili per comprendere meglio le cause. Tra i più frequenti c’è il gonfiore addominale, il meteorismo, la nausea e i conati di vomito, la difficoltà ad andare regolarmente di corpo, i fenomeni diarroici, fino ad arrivare alle crisi di sudorazione esagerata e improvvisa.

donna con coliche intestinali

Nella maggior parte dei casi si tratta di segnali, anche di breve durata, che indicano che c’è qualcosa che non funziona in qualche tratto dell’intestino e che devi intervenire tempestivamente. A volte si tratta di coliche ricorrenti, di cui conosci già le cause e i rimedi adatti a contrastarle. Può succedere però che le cause di queste coliche addominali non siano identificabili facilmente. In ambedue i casi sono da sconsigliare le terapie fai da te, mentre il comportamento più corretto è quello di rivolgersi al medico di famiglia. Detto questo però è sempre utile acquisire una maggiore conoscenza sia del malessere, che delle cause e della fisiologia della parte interessata, cioè l’intestino. Iniziamo proprio dal tipo di muscolatura che avvolge il sistema intestinale e come reagisce quando arrivano le coliche intestinali.

La muscolatura liscia e le coliche intestinali
I fattori genetici e le coliche intestinali
Cosa c’è da sapere sulle coliche intestinali
Le origini delle coliche intestinali
Come difendersi dalle coliche intestinali
Cause concomitanti delle coliche renali
Fase riabilitativa

La muscolatura liscia e le coliche intestinali

La muscolatura liscia è un tipo particolare di fascia muscolare che si occupa del mantenimento costante delle funzioni vitali. Essa non viene gestita dal sistema nervoso centrale, che invece interviene sulle funzioni coscienti e volontarie, ma dal sistema nervoso periferico e più precisamente dal sistema vegetativo. Per questa ragione la parte intestinale, che non è soggetta ad un’attività volontaria, è rivestita da questo tipo di muscoli. La muscolatura liscia infatti gestisce gli organi interni, i corpi cavi come i vasi sanguigni, utero e vescica, bronchioli, intestino, stomaco, il derma.

Non è questo il luogo più consono per entrare nel dettaglio della natura di questi muscoli e della differenza strutturale e funzionale rispetto ai muscoli striati. Ciò che invece interessa è la loro disposizione lungo il tratto intestinale. Essa infatti si configura in più strati sovrapposti, che presentano direzioni diverse. La muscolatura liscia che avvolge il lume, ad esempio, è formata da uno strato di forma circolare.

Mentre tutto il corpo cavo intestinale è inglobato in uno strato longitudinale, che lo avvolge dall’inizio alla fine. Per quello che riguarda le sue caratteristiche c’è da dire che la sua contrazione è lenta e costante, il suo impiego di risorse è inferiore rispetto al muscolo striato e che non accusa alcuna fatica, anche dopo periodi prolungati di attività. Inoltre reagisce sia agli stimoli elettrici che a quelli chimici e con l’età tende a modificare la sua struttura, perdendo elasticità.

Di fatto la muscolatura liscia che avvolge il sistema gastro-enterico, compreso il tratto intestinale, garantisce lo spostamento del cibo durante tutte le fasi che riguardano la sua elaborazione, dal cavo orale allo sfintere anale. In più si occupa del suo sminuzzamento, del mescolamento con i succhi gastrici e intestinali e della pressione dell’impasto verso la parete intestinale, indispensabile a garantire l’assorbimento delle sostanze nutritive. Infine è il suo rilassamento ad agevolare l’entrata del cibo elaborato negli organi cavi e l’avvio verso la fase espulsiva. In pratica la motilità gastrointestinale è di tre tipi, ciascuno con una funzione differente.

Il primo tipo è quello della peristalsi, che si può immaginare come un’onda di progressive contrazioni in sequenza. Un movimento simile a quello che consente ad un lombrico di muoversi, che serve a spingere il contenuto del lume verso la fine del condotto. Lo stesso movimento si può sviluppare anche in direzione opposta e causare il vomito. Il secondo tipo di motilità è rappresentato dai movimenti di segmentazione, o di rimescolamento. Si tratta in pratica di contrazioni della fascia muscolare circolare che circonda l’intestino, che servono a sminuzzare e mescolare il cibo in via di elaborazione. Infine ci sono le contrazioni toniche, cioè il terzo tipo di movimento, che hanno una durata temporale più prolungata e che viene applicata principalmente nelle zone più vicine allo stomaco e agli sfinteri.

Quello della muscolatura liscia, in pratica, è un sistema complesso. Esso, infatti, per quanto non sia soggetto alla volontà cosciente di un individuo, effettua un lavoro continuo che è particolarmente elaborato. Ma quando questo sistema, per un qualsiasi motivo, accusa un malfunzionamento, allora può anche scatenare dei dolori lancinanti a livello intestinale.

La muscolatura liscia e le coliche intestinali infatti, soprattutto ultimamente, sono state sottoposte ad un’analisi combinata. Ciò perché, sempre più spesso, si sono verificate delle contrazioni dolorose, che solo apparentemente sono prive di cause individuabili. Contrazioni che, in pratica, hanno evidenziato delle anomalie a livello di fascia muscolare liscia e che si sono concretizzate in coliche addominali particolarmente dolorose. Reazioni che hanno spinto i ricercatori ad affrontare il rapporto meno palpabile, ma altrettanto reale, tra le coliche intestinali e la predisposizione ad alcune malattie. Predisposizione da rilevare analizzando anche il codice genetico e i suoi fattori di rischio.

I fattori genetici e le coliche intestinali

La teoria secondo la quale anche il fattori genetici possano influire in maniera sensibile sulle coliche alla pancia, ormai viene considerata dai ricercatori una realtà scientificamente affidabile. Infatti ultimamente i due parametri sono diventati oggetto di analisi statistiche, mirate a dimostrare la loro compatibilità e determinare la ricorrenza delle manifestazioni, nella convinzione sempre più radicata che la natura genetica e la predisposizione nell’uomo influenzi la ricorrenza delle coliche intestinali.

Basta infatti dare uno sguardo alle varie ricerche in merito come, ad esempio, lo studio pubblicato dal dott. Luigi Greco di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli che afferma che le stesse infezioni intestinali sono capaci di determinare patologie di gravità differente a seconda della predisposizione genetica del soggetto. Sempre dallo stesso trattato veniamo a conoscenza che lo studio dal punto di vista genetico della scienza gastro-entero-patologica è in fondo ancora agli inizi per cui, prima di poter fare affidamento su una terapia generalizzata, occorrerà ancora del tempo.

Questo non impedisce però di valutare sin d’ora, ai fini della predisposizione della singola terapia, lo studio dei fattori genetici in rapporto alla persistenza delle coliche del paziente. Basti pensare, ad esempio, alla differente reazione degli adulti all’assorbimento del latte, che viene digerito perfettamente da alcuni soggetti, mentre causa fenomeni di evidente intolleranza in altri. In molti casi l’Ipolattasia in effetti non è una malattia, ma una risposta ad una disposizione del codice genetico, che superata una certa età inibisce l’assorbimento del latte e causa disfunzioni a livello intestinale. Una disposizione che è stata inserita nel codice genetico di alcune razze umane già 8000/10000 anni prima di Cristo, con la nascita della società stanziale e la coltivazione della terra.

Volendo proseguire con gli esempi che riguardano la ricerca in merito a questo tema, c’è da riportare il fatto che dei ricercatori dell’Università di Bristol hanno verificato la presenza di alterazioni del DNA in soggetti nei quali sono stati rilevate presenze consistenti di particolari batteri nell’intestino. Questo ha portato a considerare questi batteri come corresponsabili dello sviluppo di alcune malattie, comprese le coliche addominali. Nella fattispecie sono tredici le variazioni genetiche correlate alla presenza di ceppi batterici intestinali che sono state individuate da questi ricercatori. Adesso cerchiamo di raccogliere le informazioni basilari sulle coliche intestinali.

Cosa c’è da sapere sulle coliche intestinali

In questo capitolo cercheremo di riassumere le informazioni che riguardano questa patologia, quindi cosa c’è da sapere sulle coliche intestinali, analizzandole secondo situazioni e aspetti diversi, come le definizioni, la durata, le intensità, le cause, gli effetti, le terapie.

Perché le chiamano coliche gassose

Uno dei termini con cui vengono definite le coliche è “gassose”. Cerchiamo allora di capire perché le chiamano coliche gassose. Vengono definite coliche gassose quelle causate dalla presenza spropositata di gas intestinali, capaci anche di causare spiacevoli fenomeni di meteorismo e flatulenza. La natura di questi gas può essere dovuta ad aerofagia o ad un eccesso della normale fermentazione batterica intestinale. Anche un accumulo esagerato di cibo può essere causa di gonfiore, con conseguente attivazione di coliche d’aria, addominali o intestinali.

Quanto tempo dura una colica

Quando si viene colpiti da un dolore forte ci si chiede quando finirà. Non sempre è facile stabilire quanto tempo dura una colica. A volte dura pochi minuti, altre volte può durare anche delle ore con intensità variabili. In genere però le coliche d’aria, che sono provocate dal gonfiore intestinale, terminano quando si espelle definitivamente il gas in eccesso e finalmente si può calmare il dolore.

Quanto è intenso il dolore causato da una colica?

Chi non soffre di problemi intestinali non può capire quanto è intenso il dolore causato da una colica. Chi ne soffre spesso, infatti, li descrive come delle fitte che lo costringono a piegarsi in due dal dolore. Altri soggetti, nei casi più gravi, si trovano costretti all’immobilità, almeno fino a quando non si esaurisce la fase più acuta. In pratica, volendo considerare che le comuni scale di misurazione del dolore identificano il valore massimo con quello dato dal bruciore di un tizzone su una parte sensibile, sono in molti i pazienti che accomunano l’intensità del dolore causato da una colica a quello di una bruciatura da ferro rovente.

Cosa determina accumulo di gas?

La presenza di gas nello stomaco può dipendere da un’alimentazione scorretta come dalla facilità ad ingoiare aria durante i pasti. Cosa determina accumulo di gas esattamente può stabilirlo solo un’analisi attenta delle abitudini di vita. Se l’alimentazione è povera di grassi e non è in grado di dare forma ad una fermentazione particolarmente spinta allora è molto probabile che l’eccesso di gas dipenda dall’aerofagia. In questo caso spesso è sufficiente mangiare con più calma masticando bene gli alimenti ed evitare le bevande gasate, che sono le prime a causare le coliche addominali.

Cosa fa insorgere una colica?

Una colica può manifestarsi per varie ragioni. Una di queste è certamente la presenza di gas nell’intestino, ma può dipendere anche da un accumulo innaturale, che blocca il normale decorso del cibo durante la digestione. Cosa fa insorgere una colica d’aria però spesso è una domanda a cui non sempre è facile rispondere. Infatti, al di là delle cause patologiche, ci sono dei momenti particolari, dovuti magari allo stress o al malumore, capaci di fare insorgere una colica, senza che questa si possa addebitare ad una causa di natura meccanica e, di conseguenza, trovare facilmente un rimedio per calmare il dolore.

Effetti negativi di accumulare aria nello stomaco

Gli effetti negativi di accumulare aria nello stomaco sono parecchi. Essi infatti non si limitano alle coliche d’aria ma riguardano anche la digestione e di conseguenza anche la qualità della vita. Chi ha la predisposizione ad accumulare aria nello stomaco, infatti, oltre a sentirsi gonfio e impacciato, spesso accusa anche difficoltà respiratorie e affanno cardiaco.

Cosa prevedevano le terapie più antiche

Cosa prevedevano le terapie più antiche di fronte alle coliche gassose, o meglio cosa facevano le nostre nonne, oggi sta lentamente tornando di moda. Si tratta di rimedi naturali di cui la scienza medica riconosce gli effetti benefici. Uno di questi rimedi, ad esempio, è il carbone vegetale, polverizzato finemente e assemblato in compresse. Il suo potere principale è proprio quello di assorbire l’aria intestinale e addominale in eccesso, facilitando la digestione. Un altro rimedio per fermare le coliche addominali e calmare il dolore è quello di assumere un decotto di semi di finocchio selvatico, che è possibile acquistare in una buona erboristeria. In alternativa lo stesso prodotto può essere acquistato come tintura madre, in gocce da diluire in acqua.

semi di finocchio

Le coliche negli adulti hanno natura diversa da quelle dei bimbi?

Le coliche negli adulti hanno una natura diversa da quelle dei bimbi. Negli adulti, infatti, le coliche addominali possono essere causate da situazioni emotivamente difficili, oppure da una cattiva alimentazione o da cause infettive. Nei bimbi invece sono causate quasi sempre da intolleranze al cibo, oltre che da un sistema digestivo che deve ancora adattarsi, soprattutto nei neonati, alle nuove condizioni di vita.

Per questa ragione mentre nell’adulto la causa delle coliche alla pancia può essere diagnosticata e curata, nei bimbi per calmare il dolore bisogna agire con delle manovre manuali, magari facendoli mettere a pancia in giù e aspettando con pazienza che il sistema digestivo si abitui. Anche a livello terapeutico è abbastanza raro che il pediatra, tranne che in casi di accertata patologia, vada al di là di un infuso leggero di camomilla, da somministrare tiepido e appena addolcito.

Esistono varie coliche o sono sempre le stesse?

Quando si hanno dolori lancinanti si è propensi a chiedersi se esistono varie coliche o se sono sempre le stesse. Le coliche si distinguono tra loro per posizione e cause. Al di là delle coliche renali, causate dall’accumulo nei reni di materiali solidi, capaci di configurarsi in concrezioni difficili da eliminare, le coliche possono essere addominali se si collocano nella parte alta della pancia, oppure intestinali se si manifestano in prossimità del colon.

Per quello che attiene alle cause invece sono preponderanti i casi di coliche gassose, create appunto da un eccesso di aria, le coliche da blocco intestinale, che dipendono da un accumulo di cibo che ferma il movimento digestivo, oppure da quelle che sono dovute ad un’infezione virale o batterica. In ciascuno dei tre casi è indispensabile, al di là dell’uso di un eventuale antispastico per limitare il dolore, che a prescrivere la terapia sia un medico o che comunque essa venga attribuita dopo una corretta diagnosi medica.

Se poi non è possibile individuare con esattezza una causa, oppure il sospetto è che le sue origini siano di tipo psicologico, allora non è assolutamente il caso, per calmare il dolore, di intervenire con dei farmaci che non siano stati consigliati da uno specialista.

Perché le coliche vengono spesso la mattina?

A parte la pessima abitudine di cercare una sferzata di energia mattutina prendendo il caffè a digiuno, il perché le coliche vengono spesso la mattina in molti casi è da imputare al passaggio repentino dalla posizione di riposo a quella di piena attività, imposta dalla vita moderna. Il mancato rispetto del ritmo biologico naturale infatti può dare origine a risentimenti di carattere ulceroso sia per ragioni meccaniche che psichiche. Nel primo caso è l’intestino che si trova costretto ad accelerare il compimento delle sue funzioni basilari, per permettere al corpo di andare subito in attività. Nel secondo caso invece le coliche addominali vengono scatenate da una reazione istintiva, che cerca di fare rispettare i tempi biologici di assestamento del passaggio sonno/veglia.

Le origini delle coliche intestinali

Le origini delle coliche intestinali sono da attribuire alle contrazioni improvvise e spasmodiche della muscolatura liscia che circonda i vari tratti del colon. Esse possono essere dovute a delle cause di natura meccanica, come un blocco intestinale, oppure da motivi di carattere psicologico e dallo stress. C’è da dire che in molti casi anche il blocco intestinale, qualora non sia dovuto ad un eccesso alimentare, può avere origini di carattere psicologico e mentale.

C’è da mettere in conto anche la vita a tavolino, condotta dalla gran parte degli adulti, che costringe a rimanere troppo a lungo in posizioni innaturali. Anche le posizioni viziate infatti possono causare coliche addominali. Non sono da dimenticare poi i tantissimi casi di coliche d’aria dovute appunto alla presenza di accumuli di aria nello stomaco e nell’intestino. Infine ci sono da mettere in conto, tra le cause, anche le infezioni gastro-intestinali dovute a germi e batteri di varia natura, oppure le condizioni patologiche, frutto residuale di precedenti malattie.

Come difendersi dalle coliche intestinali

Spesso le coliche addominali arrivano all’improvviso e l’unica maniera per calmare il dolore è prendere un antispastico, da assumere sempre sotto consiglio medico e poi intervenire sulle cause. Ma in molti casi che ne soffre è abituato alla loro presenza ciclica e sa già come difendersi dalle coliche intestinali e calmare il dolore. Non vanno dimenticate infine, per difendersi dalle coliche alla pancia, anche le basi della salute psichica. Queste, infatti, raccomandano molta attenzione al rispetto di se stessi anche mentalmente, oltre che a tenere il più possibile lontane le attività che causano stress e logorio mentale.

Le reazioni

Quando si viene presi alla sprovvista da una colica le reazioni possono essere inconsulte. Per questa ragione, comunque sia, il primo gesto deve essere quello di chiamare un medico o di recarsi presso un centro di primo soccorso. Si tratta di una scelta razionale, da imporre a se stessi ogni qual volta ci si trovi in presenza di qualcosa che ci sorprende e ci trova impreparati a reagire. Le reazioni, infatti, all’arrivo di un dolore lancinante e improvviso, potrebbero essere inconsulte e portare nocumento piuttosto che essere un rimedio.

L’attività difensiva alimentare

Tutti coloro che prestano il massimo dell’attenzione all’alimentazione sanno bene come difendersi dalle coliche intestinali. Seguendo la massima “prevenire è meglio che curare” costoro fanno di tutto per mantenere sano il loro apparato digestivo e riescono a rimanere ben lontani da molti dei malesseri più comuni. L’alimentazione, quindi, è una delle principali chiavi di volta indispensabili per mantenersi in buona salute ed evitare le coliche alla pancia.

Da sola non è sufficiente, perché non conta solo il cosa si mangia ma anche come si mangia. Infatti la regola d’oro, di una buona e sana digestione, è mangiare con calma, lentamente e tenendo i pensieri e le preoccupazioni lontani dalla tavola. Volendo essere più pratici, non si può fare a meno di selezionare gli alimenti, seguendo una dieta adatta a questa situazione. Occorre fare molta attenzione, infatti, a cosa non mangiare per non appesantire l’intestino ed evitare le coliche d’aria. Una dieta che prediliga le verdure a foglia, da mangiare bollite, insieme a dosi contenute di prodotti a lenta digestione, come i farinacei. Sono da evitare invece, per contenere le coliche addominali, gli eccessi di grassi saturi e di carni rosse, insieme ai legumi ad effetto carminativo, come i fagioli.

Quando usare i farmaci e quando i rimedi naturali

Se ti chiedi quando usare i farmaci e quando i rimedi naturali, non dimenticare mai il rapporto molto stretto che esiste tra il corpo e la natura e di depurarti regolarmente con degli infusi di erbe e frutti di stagione. La depurazione dei proprio organi e soprattutto dell’apparato digestivo rientra a pieno titolo tra le attività preventive ed ha molta più importanza di quanto generalmente non le si voglia attribuire. Lo stesso vale per i casi di coliche d’aria in stato non particolarmente avanzato. In questi frangenti, infatti, basta un rimedio naturale, anche se un po’ energico, a calmare il dolore. In casi di uno spasmo lancinante invece, sempre sotto controllo e consiglio medico, è meglio intervenire con un antispastico e, se occorre, con una terapia antibiotica.

Quando intervenire con urgenza

Quando intervenire con urgenza diventa perentorio, allora bisogna recarsi in guardia medica o telefonare al proprio medico di base, descrivendogli i sintomi, la posizione e l’intensità delle coliche. Probabilmente ti chiederà cosa hai mangiato e quando sono iniziate. Se hai scariche o sei costipato. Se hai già preso farmaci o del bicarbonato di sodio. In questi casi devi essere estremamente sincero, anche perché devi consentire al medico di capire se è il caso di intervenire o meno con urgenza e come farlo.

Se la colica continua cosa si fa?

Se la colica continua cosa si fa lo deve sempre stabilire uno specialista. Sarà lo stesso medico di base, una volta coinvolto, a indicarti un centro presso il quale recarti urgentemente o lo specialista da contattare. Il persistere della colica non è detto sia un segnale preoccupante, perché potrebbe dipendere semplicemente dal fatto che la causa diagnosticata non sia quella giusta. Basta questo a far sì che il rimedio non abbia l’effetto sperato.

Esiste un modo per bloccare subito la colica?

Esiste un modo per bloccare subito la colica solo se ne conosce l’esatta natura. Generalmente un buon antispastico è un ottimo rimedio da primo soccorso, ma potrebbe non essere sufficiente. A questo punto il rimedio da applicare deve essere commisurato alla causa. Quindi se si tratta di un’infezione bisognerà utilizzare un antibiotico. Se la causa è psicologica si dovrà somministrare un calmante. Se invece si tratta di un blocco intestinale potrebbe esserci la necessità di un intervento manuale o di un regolatore intestinale.

Cosa si prova quando si ha una colica

A prescindere dal dolore lancinante, cosa si prova quando si ha una colica è davvero destabilizzante. La prima sensazione è quella di una totale impotenza, seguita da un senso di frustrazione e di angoscia, derivante dall’impressione che il dolore possa non terminare mai. A volte la paura che possa durare troppo a lungo è talmente alta che si vorrebbe urlare. Ovviamente non è l’atteggiamento migliore, perché aggiunge alle cause già esistenti anche la natura psicologica, intensificando gli effetti negativi della colica.

Come calmare lo stomaco dolente a causa di una colica

Esistono alcuni rimedi capaci di intervenire efficacemente quindi, se non sai come calmare lo stomaco dolente a causa di una colica addominale, allora puoi intervenire con una dose di un grammo di paracetamolo. Questo principio attivo, infatti, possiede anche un effetto antidolorifico abbastanza efficace. Oppure, se fa già parte delle tue riserve domestiche, usa una perla di un antispastico leggero, a base di papaverina e belladonna. Si tratta di due principi attivi che hanno il potere di rilassare immediatamente la muscolatura contratta. Poi però, appena si placa il dolore, chiama il medico e chiedigli cosa fare. Può succedere infatti che le coliche addominali siano concause della presenza di problemi ai reni e delle relative coliche renali.

Cause concomitanti delle coliche renali

La coliche addominali, soprattutto se interessano la parte inferiore della pancia, possono essere cause concomitanti delle coliche renali. Questo è uno dei casi in cui, ad esempio, i rimedi classici, che vengono adottati per lenire le coliche addominali, non sortiscono alcun effetto. In questo caso invece di un antispastico quello che serve è un antidolorifico. Ma esistono altri esempi di concomitanza, che possono ingenerare una diagnosi errata e una terapia inadeguata.

Una colica può venire in concomitanza con il ciclo mestruale?

Ad esempio non è raro il caso in cui una colica può venire in concomitanza con le mestruazioni. Anche in questi frangenti usare un antispastico potrebbe non dare il risultato sperato e magari interferire con lo svolgimento naturale del ciclo. Quindi, se hai il ciclo e sopravvengono delle coliche addominali, allora è meglio soprassedere e chiedere consiglio al ginecologo. Se poi non soffri abitualmente di coliche, allora quasi certamente sono causate dalla presenza del ciclo.

Le coliche sono collegate ai calcoli renali?

Sì, se ci sono dei problemi ai reni con ogni probabilità anche le coliche sono collegate ai calcoli renali. Infatti, in molti casi, il dolore causato dalla concentrazione di ossalati nei reni si propaga anche nella parte bassa della pancia, facendo immaginare erroneamente che si tratti di coliche d’aria. A questo punto la presenza di calcoli renali può essere verificata controllando il colore delle urine o la difficoltà ad urinare.

Quali sono gli organi più colpiti dalla presenza di una colica?

Le coliche addominali possono interessare una qualsiasi delle sezioni del tubo digerente e possono anche spostarsi da un punto ad un altro. Però, se vuoi sapere quali sono gli organi più colpiti dalla presenza di una colica, sappi che generalmente si concentrano soprattutto nelle vie biliari, reni e vescica, utero e i corpi limitrofi. I dolori più a largo raggio invece colpiscono in maniera più generica stomaco e intestino, oppure si manifestano nella zona dell’appendice cecale. La colica che colpisce l’appendice inizia con una sensibilità all’altezza dell’ombelico, per proseguire a destra verso l’ileo.

Fase riabilitativa

Dopo essersi ripresi dalla fase acuta delle coliche addominali, bisogna concedersi del tempo per ristabilire il normale flusso gastro-enterico. Generalmente è sufficiente un periodo di qualche giorno di riposo, accompagnato da un’alimentazione liquida e leggera. Ma ciò non vuol dire che dopo ci si debba trascurare, perché c’è sempre il rischio di incorrere in coliche recidive.

Cosa fare dopo per non incorrere in coliche recidive

La prima cosa da fare dopo per non incorrere in coliche recidive è curare puntigliosamente l’alimentazione, fare attività fisica e ridurre al minimo le cause di stress. Per quello che riguarda l’alimentazione bisogna evitare a tutti i costi i cibi grassi e particolarmente elaborati, perché appesantiscono la digestione e sono causa di coliche.

La scelta migliore è quella di seguire una dieta adatta, possibilmente impostata da un dietologo, che metta in attività il sistema digestivo evitando però di appesantirlo. Anche l’attività fisica è fondamentale. Bastano 20 minuti di ginnastica leggera o una passeggiata per restituire tono ai muscoli e alla circolazione. E infine bisogna porre il massimo dell’attenzione alle cause di stress. Molte di esse, infatti, sono assolutamente inutili e superflue e vanno eliminate drasticamente, soprattutto se si vogliono ridurre le cause di coliche recidive. Tra l’altro, a proposito di prevenzione, anche gli esercizi addominali possono aiutare a contenere le coliche.

Esercizi per addominali per contenere le coliche

Uno dei sistemi preventivi più semplici è proprio quello di fare esercizi per addominali per contenere le coliche d’aria. Questi esercizi, infatti, servono a rinforzare la muscolatura che sorregge i visceri. Si tratta di una fascia muscolare che serve proprio a contenerli ed evitare che essi si concentrino verso la parte inferiore della pancia, comprimendosi in maniera innaturale. Quindi fare esercizi addominali, anche più volte al giorno, aiuta a ridurre la circonferenza della pancia e limita le coliche, che sono causate dal cibo che si accumula in alcune anse intestinali, perché compresse innaturalmente.