Anche se il momento delle festività natalizie si rivela straordinariamente piacevole sul piano umano, lo stesso non si può dire di quello che accade a livello gastrointestinale. I parenti lontani, accorsi nella città Natale e radunati allo stesso tavolo in occasione della cena della vigilia o del pranzo di Santo Stefano rendono solo in parte più piacevole e meno dolorosa la tragedia che si sta compiendo lungo il nostro colon. La settimana di abbuffate che va dal 24 Dicembre al 1 Gennaio si rivela il periodo più stressante per il nostro intestino, in grado di intensivicare l’acidità di stomaco o manifestazioni di colite nervosa dopo Natale, anche in soggetti che credevano superato questo problema.

Cenoni, veglioni e cibi buoni

colite-dopo-nataleChe cosa mangiare durante le feste di Natale è una domanda che si pongono quasi tutti gli italiani, ma quasi mai in maniera critica. L’interesse di sapere che cosa consumare durante le ferie natalizie è sempre motivato dal desiderio di fare bella figura a tavole e non nasce quasi mai dalla consapevolezza di assumere piatti salutari che non appesantiscano il nostro stomaco. Questo ragionamento è ancora più vero quando si parla del sud Italia dove, in regioni come Puglia, Campania e Calabria, le cene organizzate per celebrare la nascita di Gesù, si rivelano delle maratone culinarie di dimensioni spropositate. Alludiamo a cenoni prenatali che iniziano alle 16.00 di pomeriggio e terminano oltre la mezzanotte, con piccole pause, concesse soltanto per fugaci giocate a tombola o mercante in fiera. In che cosa consiste un pranzo di Natale al Sud Italia, possiamo soltanto immaginarlo, grazie agli sketch dei cinepanettone che ironizzano sempre moltissimo sulle differenze culturali tra chi vive nel meridione e chi nelle regioni più a nord d’Italia. Ad ogni modo, la geografia del vostro organismo non fa distinzioni e, pesanti sono le pietanze che mangeranno i piemontesi a Natali, difficili da digerire saranno i pasti di chi partecipa ad un veglione di capodanno a Palermo. Non si tratta soltanto della tipologia dei piatti preparati che, ovviamente variano a seconda della tradizione gastronomica d’appartenenza, ma anche delle modalità con cui avviene questa intossicazione intestinale. Esistono infatti delle circostanze tali che rendono molto più alte le possibilità di sentire male di stomaco e colite durante le feste invernali. Volendo entrare più nel dettaglio, ricordiamo:

  • la vicinanza tra le feste. Soprattutto gli organismo meno avvezzi alle scorpacciate di cibo ed i soggetti più attenti ad assumere cibi meno calorici, durante l’anno, quando arriva il Natale e la fatidica settimana del gusto (e degli spasmi), soffrono a causa del bombardamento di cibaglie ricche di grassi e super condite.
  • La sindrome da suocera irritabile. La smania di creare il piatto perfetto e di primeggiare tra i fornelli, innesca una vera e propria competizione tra ricette in famiglia, da cui nasce quasi sempre sconfitto il nostro già debole colon. La frenesia alimentare dei parenti sotto Natale e a cavallo con l’ultimo giorno dell’anno, non può diventare una scusa per mettere da parte il buon senso e privare le pareti del nostro colon di riposarsi. Mentre noi ci godiamo i meritati giorni di vacanza da lavoro, come tradizione, durante l’ultima settimana di Dicembre, il nostro apparato gastrointestinale è costretto ad un lavoro logorante, causa spesso di irritazione e principi di infiammazione.
  • I miracoli del Natale. Sembrerebbe che alla stregua dei re magi e della stella cometa, anche nel nostro tubo digerente, dovrebbe accadere qualcosa di miracoloso e portarci contro ogni legge sartoriale a non aumentare una taglia di pantalone. Fare uno strappo alla regola e concedersi delle abbuffate senza ritegno, sino a scoppiare, sono solo alcune delle scuse lessicali con cui inganniamo il nostro organismo che non vogliamo procurargli del male. Eppure il passo verso al malox è breve e la sofferenza che proviamo il giorno dopo questi giorni di feste e di abusi alimentari ci portano ad assumere cure farmacologiche come le fiale di enterogermina.
  • Produci, consuma, lamentati. La macchina del consumo capitalista, in occasione delle feste pilotate come il Natale, vista l’enorme richiesta di beni di consumo e di alimenti, porta i commercianti a compiere delle vere e proprie truffe, di cui, la salute del colon dei consumatori, ne paga spesso le conseguenze. Acquistare pesce marcio a Natale o cioccolata scaduta alla Befana è probabile almeno quanto le speranze di trovare un viaggio per il week end dal 30 dicembre al 1 Gennaio 2017, ad un prezzo scontato.

Coliteaddio, le tossine porta via

Chi è convinto che con il nuovo anno si possa definitivamente dire addio alle vecchie abitudini alimentari è il momento che faccia seguire al pensiero, un’azione concreta. Un buon regalo di Natale per la propria colite sarebbe quello di contattare il dottor Lombardi e chiedergli maggiori informazioni sul P.I.P.  Solo il supporto costante di un professionista che ha trattato centinaia di casi come il tuo potrà aiutarti a curare una colite acuta. L’importante è non farsi dominare dallo sconforto dopo i primi timidi tentativi fallimentari di contrastare gli spasmi. La colite di natale si può curare. Bisognerà però disporre di un piano serio, che solo un dottore esperto di infiammazioni intestinali di carattere psicologico e fisiologico può offrire, in tutti gli altri casi, provare a fare tutto da soli, o affidarsi a qualche “guru da tastiera” sui forum, può rivelarsi più dannoso che altro. Non sprecate le energie o il rischio che la vostra voglia di guarire si areni dopo aver seguito rimedi inutili, basati sul nulla. Il programma proposto da Coliteaddio è il risultato dell’esperienza accumulata dal dottor Lombardi, dopo aver curato quasi 1000 pazienti dalla colite da stress.