Chi è affetto da questa condizione soffre di disturbi che interessano nello specifico un dato tratto dell’intestino, ovvero il colon: si tratta della colite nervosa, denominata anche colite spastica o ancora sindrome del colon irritabile. Ne sono affette milioni di persone senza neanche saperlo, tanto che la scambiano per altre patologie e peggiorano la situazione stressandosi e assumendo dei medicinali. Nonostante le cause di questa patologia siano ancora avvolte nel mistero, non si esclude che lo stato emotivo influenzi molto la salute intestinale.

Sintomi colite nervosa
Anatomia del colon
Cause colite spastica
Complicazioni sindrome colon irritabile
Diagnosi e cure colite nervosa

analisi per la colite

Sintomi colite nervosa

La sintomatologia più comune nei soggetti affetti da questa patologia intestinale sono dei forti dolori e crampi all’addome, diarrea o costipazione a giorni alterni, sensazione di pancia gonfia all’altezza dello stomaco, meteorismo e muco nelle feci. Molti pazienti si rivolgono al proprio medico di fiducia confidandogli la preoccupazione che una situazione cronica possa generare l’insorgere di problemi ben più gravi, come ad esempio il temutissimo cancro al colon o al retto, o che possa cambiare l’anatomia degli organi interni. Sono solo fantasie, mentre il trattamento per curare la colite spastica è esclusivamente finalizzato a ridurre i sintomi, non a guarire del tutto. Inoltre, gli stessi possono variare la loro intensità, presentarsi tutti insieme contemporaneamente per poi placarsi all’improvviso.

Anatomia del colon

L’intestino è una parte dell’apparato digerente tra il piloro e l’ano. SI divide a sua volta in piccolo intestino o intestino tenue e il grande intestino, o intestino crasso.

La prima parte inizia dal piloro, separatore fondamentale dallo stomaco, e finisce con valvola ileocecale, la quale lo separa dalla seconda parte intestinale. L’intestino tenue è costituito da tre parti denominate duodeno, digiuno e ileo. Esso è lungo circa 7 metri e ha un diametro di circa 4 cm. La seconda parte dell’intestino è la parte finale dell’apparato digerente. Inizia dalla valvola ileocecale e finisce nell’orifizio anale. Si divide in sei parti, denominate cieco, colon ascendente, colon  trasverso, colon discendente, sigma e retto. Esso è lungo 2 metri circa e possiede un diametro di 7 cm.

Diciamo che la colite nervosa o spastica colpisce la seconda parte de proprio intestino, specialmente la notte, quando si è sdraiati a pensare e rimuginare sui propri problemi. Ne sono affetti il 13% della popolazione secondo le statistiche, soprattutto le donne hanno una incidenza del 50%. Chi ne soffre ha meno di 45 anni di età e la malattia si manifesta maggiormente in concomitanza di stati psicologici problematici come depressione, ansia e disturbi della personalità. Qualora la storia familiare vede la presenza di un parente con questo disturbo, o si è stati soggetti ad abusi sessuali o altri problemi psicologici gravi, si ha una probabilità alta di essere soggetti alla sindrome del colon irritabile.
Del resto, gli antichi dicevano che lo stomaco fosse il secondo cervello umano. Infatti, la pancia è la prima che sente le conseguenze di emozioni forti e che somatizza dolore, gioia e tristezza.

Cause colite spastica

Gli esperti hanno opinioni molto discordanti sulle cause che portano a questa fastidiosissima patologia, e non hanno le idee chiare. Hanno formulato ipotesi più o meno attendibili, le quali riportano come fattore primario una comunicazione anomala tra encefalo e fibre nervose dell’intestino e dei muscoli intestinali. Le cellule muscolari costituiscono buona parte della parete intestinale, permettendo il transito degli alimenti durante la digestione mediante delle contrazioni ritmiche e regolari.

Quando un soggetto è affetto da colite nervosa, egli ha delle contrazioni involontarie troppo forti e di durata eccessiva, oppure troppo deboli e irregolari. La colite nervosa accentua questi disturbi nelle ore notturne e i dolori partirebbero dal fianco sinistro, in quanto lo spazio è occupato dal colon. Qualora partissero dal fianco destro, si può sospettare una appendicite. Quando si hanno contrazioni forti, insorgono automaticamente meteorismo, gonfiore e diarrea. Le contrazioni deboli sono la causa di cattiva digestione e di un non corretto transito intestinale: la condizione si riconosce mediante le feci, troppo secche e dure.

Tuttavia, le circostanze che innescano la colite spastica variano da persona a persona e dipende se si sia soggetti sensibili o meno. Certamente, il caffè e il tè non aiutano a placare il disturbo, come le spezie, i cibi grassi, l’abuso di alcol, cioccolata, bibite zuccherate e latte, o ancora il mangiare piselli o verdure crucifere (cavoli, broccoli ecc.) accentuano i sintomi. Nei bar, ristoranti e hotel hanno menù per ogni esigenza: intolleranti al lattosio, celiaci, vegani, fruttariani e vegetariani, ma nessuno finora ha elaborato un menù per chi è affetto da colite spastica. Le strutture ricettive dovrebbero però incentivare e promuovere alimenti e cibi idonei, visto che i loro clienti possono esserne affetti.

Anche stress e alterazioni ormonali possono influire in maniera negativa. Può succedere che, in vista di un esame o una riunione importante, la persona abbia crampi allo stomaco e attacchi massicci di diarrea, così come una donna in pieno ciclo mestruale soffra dei disturbi descritti. Però, non sempre queste condizioni sono sindrome del colon irritabile: ci possono essere casi in cui si è affetti da una gastroenterite o da altra malattia infettiva gastrointestinale. Pertanto, è sempre meglio recarsi dal medico, il quale effettuerà tutte le analisi e provvederà a fare la diagnosi corretta. Meglio non aspettare troppo, in quanto alcune gastroenteriti, se trascurate, possono sfociare in questa condizione cronica, anche se non infiammatoria. Inoltre, si può confondere con patologie serie, ad esempio il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

Complicazioni sindrome colon irritabile

Se trascurata e la presenza prolungata di questa condizione comporta delle conseguenze. LE prime della lista sono le emorroidi, poi segue la malnutrizione. Non è detto che la dilatazione delle vene emorroidali o l’eliminazione repentina di certi alimenti dalla dieta siano concomitanti e possano nuocere, ma d’altronde se ci si sente male dopo aver mangiato un determinato cibo, non si può fare altrimenti. Sicuramente, questi ulteriori problemi non rendono la vita facile a chi ne è affetto, anche perché avere le emorroidi comporta il seguire una determinata terapia allo scopo di farle passare senza intervenire chirurgicamente nelle strutture di sostegno dell’ano.

Per evitare estreme conseguenze, il medico curante suggerisce esami specifici per confermare la diagnosi e un supporto psicologico per attenuare il problema ed evitare complicazioni pericolose. Una efficace e regolare terapia psicologica con uno specialista qualificato, unita a un regime alimentare adeguato ed equilibrato,  pare riducano notevolmente gli stati ansiosi e i problemi intestinali correlati.

Diagnosi e cure colite nervosa

Non esistono analisi specifiche da effettuare in laboratorio per scoprire di essere affetti dalla patologia. Il medico effettua una diagnosi differenziale, escludendo varie malattie gastrointestinali effettuando esami appositi. Si prescrivono esame delle feci per capire se è presente del sangue, oltre a un esame microbiologico allo scopo di capire se ci siano parassiti o patologie serie. Uno specialista molto meticoloso richiederà una colonscopia e una sigmoidoscopia flessibile per vedere la struttura del retto e del colon nella parte terminale ed escludere malattie e condizioni ben più gravi. Questo esame viene effettuato con un tubicino flessibile provvisto di luce e telecamera, da infilare nello sfintere anale.

Come cure, sicuramente un gastroenterologo o il medico di base richiederanno un consulto a uno psicologo. Questo perché molti soggetti, avendo paura di stare male se mangiano qualcosa, tendono a saltare i pasti e digiunare, arrivando all’anoressia.

Purtroppo, i farmaci per curare il colon irritabile sono efficaci solo per attenuare i sintomi. Essi sono antispastici, i quali impediscono le contrazioni troppo veloci del tratto intestinale, mentre gli antidepressivi e gli analgesici possono migliorare l’umore evitando i problemi legati alla stitichezza e alla tensione dell’intestino. Gli antibiotici e gli antiacidi vengono prescritti dal medico per impedire  il proliferare di batteri e virus, sia per attenuare il meteorismo.

Una soluzione immediata sarebbe quella di distrarsi, magari ascoltando musica o facendo un cruciverba. Pensare e fissarsi di essere malati sembra che accentui i sintomi. Specialmente con i bambini, la cosa migliore è distrarli e cercare di minimizzare il tutto facendo leggere loro libri illustrati o giocando. Lo scopo, oltre a distrarli, è far capire ai pargoli che nonostante questo piccolo problema, sono persone speciali in quanto molto sensibili.