Esistono malattie i cui sintomi sono talmente evidenti da non poterli in alcun modo ignorare, altre invece sono molto più subdole e spesso non si sa neanche sotto quale patologia collocarle. Si tratta di tutte quelle malattie che la scienza confina in un calderone comune, etichettandole come malesseri esistenziali o malattie mentali. Però, nonostante la loro origine possa essere sfuggente, i loro effetti su chi ne soffre sono devastanti.

soggetto impanicato

Per questo spesso chi indaga sulla sua causa reale ama definirla come la natura catastrofica degli attacchi d’ansia. Si tratta di una definizione che può sembrare eccessiva a chi guarda al fenomeno come semplice spettatore, ma per chi vive il fenomeno intimamente e quotidianamente questa definizione calza a pennello. Cerchiamo di capirne di più anche con l’aiuto della scienza.

Differenza tra ansia e timor panico
Sintomi più frequenti
Ruolo dell’adrenalina
Piccoli e grandi attacchi d’ansia
I paesi più ansiosi
Come calmare l’ansia
Come superare l’ansia
Come affrontare lucidamente il male

Differenza tra ansia e timor panico

Spesso l’ansia e il timor panico vengono associati come se si trattasse di una sola malattia. Oggi però la tendenza, anche da parte dei medici, è quella di separare le due forme di malessere sia come sintomi che come intervento terapeutico. Vediamo di individuare meglio la differenza tra ansia e timor panico. L’ansia in genere manifesta uno stato passeggero di tensione, quasi sempre giustificato dall’attesa di un evento e di una sua risoluzione positiva. Si tratta di uno stato d’animo abbastanza naturale, soprattutto se l’attesa è per un evento importante, come un esame scolastico o una prova sportiva.

L’ansia diventa patologica quando non esiste una vera e propria ragione per viverla. In questo caso essa si configura come una debolezza congenita, che si manifesta spesso giustificandosi con una ragione inesistente o addirittura senza che ci sia ragione alcuna. In questo caso si concretizza uno stato di fibrillazione, accompagnato da manifestazioni frequenti come apprensione, incapacità a rilassarsi e iperattività fisiologica e può sconfinare anche in capogiri e dolori intestinali. Tra le altre cose l’ansia immotivata non ha un vero e proprio lasso temporale di decantazione e può arrivare a durare anche per settimane e per mesi.

Anche se l’ansia vera e propria no occupa uno spazio determinato tra le patologie riconosciute dalla scienza medica, purtuttavia impanicarsi fa parte integrante della macrocategoria che contempla i disturbi ad essa collegati. Tra questi ad esempio c’è l’ansia da separazione da una persona o da un oggetto a cui si tiene, il mutismo selettivo, la fobia sociale, l’agorafobia, l’ansia da dipendenza da farmaci o stupefacenti. La componente ansiosa tra l’altro viene anche riconosciuta nell’ipocondria, nel disturbo ossessivo-compulsivo e in quello da stress post-traumatico.

Il timor panico invece può essere più facilmente identificato come un improvviso e inaspettato attacco di paura che lascia senza fiato. Il termine panico infatti è stato preso dal nome del dio silvestre Pan che, circondato dalle Menadi, era solito terrorizzare i viaggiatori che attraversavano i boschi, manifestando anche atteggiamenti particolarmente aggressivi. Senza entrare nel dettaglio simbolico di questa figura mitologica zufolante, dalle fattezze caprine, non si può fare a meno di ricordare che per gli antichi questo strano nume rappresentava anche la coscienza e la rigenerazione post-sacrificale. Non c’è da stupirsi quindi se, per i nostri antenati, incontrarlo fosse presagio di una morte violenta e scatenasse violenti stati di panico.

Ecco perché il terrore che sorge senza preavviso, istantaneo e ingiustificato, prende il nome dal dio dei boschi. Il timor panico infatti sorge e raggiunge il suo apice in pochissimi minuti, dando sfogo ad almeno 13 sintomi fisici e cognitivi. Tra questi c’è la tachicardia, il tremito, la sudorazione improvvisa, la dispnea, la nausea, i dolori all’addome e al petto, la difficoltà di respiro, le vertigini, i mancamenti, le sensazioni di freddo improvviso, le vampate di calore, il torpore e il formicolio diffuso. Nelle forme più gravi il panico può anche causare la paura di morire, di perdere il controllo, il contatto con la realtà e con se stessi, fino alla sensazione netta di bilocazione sensoriale. A differenza dell’ansia gli stati di panico non durano più di qualche decina di minuti, ma questi attacchi ansiosi lasciano spossati per ore e spesso anche per intere giornate.

Somatizzazione o interiorizzazione dell’ansia

Quando l’ansia diventa patologica può manifestarsi con degli effetti collaterali, come la diarrea da stress, spesso segnalata da soggetti particolarmente ansiosi, come un disagio imbarazzante.

In alcuni casi gli effetti non si rivolgono all’esterno, ma vengono somatizzati dall’individuo ansioso e evidenziati fisicamente. In altri casi invece gli effetti dell’ansia si interiorizzano. Per capire se si tratta di somatizzazione o di interiorizzazione dell’ansia quindi devi osservare quali effetti produce. A seconda dei casi infatti si crea una differente classificazione se i disturbi d’ansia riguardano le emozioni o il fisico. Un’ulteriore classificazione però la si può realizzare in base ai sintomi più frequenti.

Sintomi più frequenti

I sintomi più frequenti che si manifestano durante gli attacchi d’ansia riguardano sia le emozioni che il fisico. Alcuni sono facilmente riconducibili alle crisi d’ansia, altri invece potrebbero essere scambiati per sintomi di qualche altro male, ma se le indagini specifiche non danno dei risultati coerenti con un’altra malattia, allora quasi certamente si tratta di ansia. Vediamo i più comuni.

Sensazione di svenimento

La sensazione di svenimento, se i valori della circolazione del sangue e della pressione sono normali, dipende quasi sicuramente dall’ansia. Ovviamente per verificare che si tratti di attacchi ansiosi è sempre meglio valutare se esistono le ragioni oggettive perché essa si manifesti, come ad esempio una prova d’esame. Ma può anche darsi che il soggetto soffra abitualmente di crisi ansiogene. Ciò non toglie che quando sopravviene una sensazione di svenimento che continua per un po’, allora è bene controllare i valori generali, temperatura compresa. Mentre se esse si verificano come manifestazioni frequenti allora è meglio avvertire il medico.

Dolore al petto

Quando si manifesta un dolore al petto sordo e continuo il primo pensiero che sorge spontaneo è che possa trattarsi del cuore. Ma, una volta escluso che dipenda dal muscolo cardiaco, è pure possibile che questo dolore rientri tra i disturbi d’ansia. Infatti potrebbe trattarsi di un effetto collaterale, soprattutto se la sensazione assume l’aspetto della costrizione.

Tremore interno

Anche il tremore interno, quando non proviene da una crisi di debolezza e di stanchezza, può essere catalogato tra i disturbi d’ansia. In questo caso è il fisico del soggetto ansioso che si mette in agitazione, perché si aspetta che debba succedergli qualcosa di catastrofico e tende ad erigere delle barriere, che si manifestano come attacchi ansiosi.

Sudorazione

La sudorazione improvvisa e immotivata quasi sempre è causata dall’ansia. In questi casi per identificarla può essere sufficiente misurare la temperatura corporea. Però, se viene esclusa la sindrome influenzale, allora quasi certamente si tratta di una crisi d’ansia passeggera. Se invece persiste è meglio allertare il dottore e controllare che non ci sia un’infezione in corso.

Farfalle nello stomaco

Quella delle farfalle nello stomaco è una sensazione particolarissima che viene in corrispondenza di un’ansia abbastanza forte. Anche se essa in molti casi può essere associata ai dolori di stomaco, se si fa attenzione ci si accorge con sufficiente chiarezza che si tratta di uno stato di agitazione occasionale dovuto alla tensione e non ad un malessere del sistema digestivo.

Tachicardia

Un altro fenomeno causato dall’ansia è la tachicardia. Ma si tratta di un’alterazione del battito abbastanza costante e di breve durata. In caso contrario infatti è meglio consultare uno specialista. Ma l’alterazione tachicardica del battito non è mai l’unico sintomo causato da una crisi d’ansia per cui, soprattutto se è accompagnata da sudorazione fredda e tensione nervosa, quasi certamente le sue origini sono ansiogene e la puoi catalogare tra i disturbi d’ansia.

Sbandamento

Il senso di sbandamento e di perdita dell’orientamento potrebbe dipendere da un abbassamento improvviso della pressione sanguigna, causata da una fatica prolungata sotto il sole o da una sudorazione eccessiva. In caso contrario siamo in presenza di una crisi d’ansia. In questi casi il soggetto ansioso, prima di perdere il controllo, deve fermarsi e reintegrare i liquidi bevendo a piccoli sorsi acqua a temperatura ambiente, a cui aggiungere preferibilmente un pizzico di sale e il succo di un limone spremuto.

Irrigidimento muscolare

L’irrigidimento muscolare è un sintomo che si manifesta a causa di una fatica prolungata o di un crampo dovuto ad un brutto movimento. Ma l’irrigidirsi dei muscoli rientra sia tra i sintomi fisici che i sintomi emotivi di una persona ansiosa. In questo secondo caso infatti può far parte anch’esso dei malesseri causati dall’ansia. Quindi per farlo passare, oltre che massaggiare la parte, bisogna respirare profondamente e cercare di calmarsi. In queste crisi tra l’altro svolge un ruolo fondamentale anche la produzione di adrenalina da parte del fisico.

Ruolo dell’adrenalina

Nelle crisi d’ansia il ruolo dell’adrenalina è fondamentale. Si può dire che le crisi e il rilascio di questo particolare ormone sono di fatto collegate. È l’adrenalina infatti che prepara sia il corpo che la mente ad affrontare una situazione di emergenza. Essa infatti libera le energie che servono ad affrontare il problema e allerta sia i riflessi che l’attenzione. In pratica essa spinge al massimo le risorse fisiche del soggetto ansioso, al fine di conseguire lo scopo per il quale la crisi lo ha messo in stato di allerta. Il rilascio dell’adrenalina infatti spinge la frequenza cardiaca, dilata i polmoni aumentando la capacità di sfruttare l’ossigeno, spedisce più sangue ai muscoli interessati e aumenta le scorte di glucosio al cervello. Il glucosio infatti stimola le recezioni sensoriali e aumenta le percezioni di ciò che accade intorno. Infine allerta anche l’apparato digerente, rallentando i processi digestivi e tagliando la fame. Tutto ciò generalmente avviene in un lasso di tempo estremamente compatto e non supera di norma la decina di minuti.

I problemi subentrano invece quando l’ansia si manifesta in maniera patologica e si scatena senza che ci sia un motivo reale. Spesso si tratta solo di una sensazione di pericolo di natura psicologica, originata da situazioni di insicurezza o stress, che si radicalizza diventando ossessiva. In questi casi la produzione di adrenalina supera il periodo di normale eccitazione e perdura innaturalmente per ore, se non addirittura per giorni e settimane. Questa produzione anomala diventa patologica e può creare alla persona ansiosa delle disfunzioni notevolmente fastidiose, oltre metterlo a rischio di perdere il controllo.

Tra gli attacchi ansiosi infatti si verificano problemi di tachicardia immotivata e prolungata, problemi digestivi, mal di testa e capogiri, insonnia e stanchezza, dolori muscolari. Va da sé che il controllo dei disturbi d’ansia, piccoli o grandi che siano, è fondamentale anche per contenere le scariche eccessive di quest’ormone e gli effetti negativi collegati, prima di arrivare a manifestazioni frequenti e indesiderate.

Piccoli e grandi attacchi d’ansia

L’ansia è un malessere più diffuso di quanto non si voglia ammettere. Si tratta di una situazione dovuta in parte alla vita stressante e in parte al logoramento psicologico causato dall’impatto sociale, sempre più complicato da gestire. Sulla maniera di affrontare il rapporto sociale infatti influiscono tanti fattori, tra cui la famiglia, la scuola, l’ambiente circostante, la condizione economica e sociale, l’educazione. Per questa ragione quasi tutti gli esseri umani sono soggetti a piccoli e grandi attacchi d’ansia, che non sempre sono facili da contenere. Vediamo le situazioni più ricorrenti.

La paura

Quando si hanno crisi di panico si viene assaliti dal terrore, ma quando si sprofonda in una crisi d’ansia sopravviene anche un senso di insicurezza, che sconfina nella paura, subdola e strisciante. Come superarla e aiutare l’inconscio può essere un problema, soprattutto se non si conoscono alcuni strumenti, sia di tipo fisico che psicologico. In questi frangenti infatti si può lavorare sia sul respiro che sull’auto convincimento che essa sia irreale. Ma quando si ha paura di tutto e quando accade davvero qualcosa tipo “febbre” è la fine, almeno fino a quando non si riesce in qualche modo a farla rientrare. In questo caso quello che conta soprattutto è il livello di autocontrollo che si è in grado di mettere in campo. Ma è importante anche poter fare affidamento sull’aiuto di una persona affettivamente vicina.

Le fobie

Altro aspetto funesto dell’ansia sono le fobie. Di fatto le fobie servono, almeno in una prima fase, a giustificare il permanere di una situazione ansiogena. Ma è solo il primo passo perché ben presto le fobie si radicano e agiscono in maniera totalmente indipendente. Poco importa se esse si materializzano come paura degli animali, dall’ape al gatto, dalla falena allo scarafaggio. Si tratta di una reazione istintiva che si scatena quando se ne incontra uno, insieme a tutto ciò che è ignoto o che si agita all’esterno della casa, che rappresenta l’unico rifugio sicuro.

Quali pensieri ha un ansioso

Non sempre è possibile sapere quali pensieri ha un ansioso. Spesso dipendono dalle sue paure più radicate e a volte il soggetto non è in grado di confessarle neanche a se stesso. Ovviamente questi pensieri hanno una base comune rappresentata da un tono e un colore fortemente negativo. Infatti la persona ansiosa ama immergersi in un ambiente mentale catastrofico che serve a giustificare la crisi d’ansia. Ovviamente il recente periodo di isolamento forzato non ha aiutato chi soffre di questo male. Anzi in molti casi costui si è trovato a fare i conti con il suo normale catastrofismo, peggiorato dal Covid.

Come gestire le emozioni

Al di là delle crisi e degli attacchi d’ansia riuscire a controllare le emozioni è sempre molto importante. Purtroppo buona parte dei rapporti sociali dipendono da quanto si riesce a non scoprirsi il fianco e a mantenere un atteggiamento che, almeno all’apparenza, appaia sempre sicuro e padrone delle proprie emozioni. Però per sapere come gestire le emozioni in ogni occasione, compresi i momenti nei quali si viene presi dal panico o da un attacco d’ansia, bisogna conoscere il sistema ed impegnarsi il più possibile con esercizi e simulazioni. Innanzi tutto bisogna raggiungere il controllo dei pensieri negativi, soprattutto di notte, ma anche durante i pasti. Ciò perché, in caso contrario, si rischia il crollo in pubblico o, peggio, di eccedere col cibo per mettere a tacere la paura. In questi casi l’uso della respirazione controllata oppure qualche esercizio di Yoga possono aiutare tantissimo. Ma si può anche tentare di concentrarsi su un pensiero diverso, che possa distrarre la mente dall’ondata di emozioni che minacciano di travolgerla.

Durata dello stato d’ansia

La durata dello stato d’ansia generalmente non supera la trentina di minuti, anche se in media dura non più di dieci. A volte però ci sono delle persone che ne soffrono in maniera patologica e dichiarano una durata che supera le settimane o i mesi addirittura. In questi casi si tratta di una serie di attacchi d’ansia ripetuti e staccati tra loro da brevi intervalli di tempo. È una situazione complessa perché generalmente lo stato d’ansia profondo lascia sfiancati e privi di forze, che devono essere recuperate almeno in parte per riuscire ad affrontare il successivo. Certo l’ansia più dura più è grave e ci sono situazioni, per fortuna abbastanza rare, in cui insieme all’ansia il corpo genera un’energia fuori dal comune, che gli permette di affrontare delle crisi prolungate. Si tratta di situazioni di ansia persistente, che hanno necessità di essere affrontate seriamente e con l’aiuto di un buon terapeuta. Generalmente, almeno se si sviluppano entro l’arco della mezzora, sono abbastanza contenibili. Invece, nel caso dovessero durare di più, è meglio rivolgersi ad uno specialista ed evitare di perdere il controllo.

Ansia improvvisa

Chi soffre abitualmente di disturbi d’ansia generalmente vive immerso in una situazione di preallarme continuo. Un atteggiamento che logora i nervi, guasta la salute ed è in grado di rovinare la vita di chiunque ne sia affetto. Ma ci sono anche delle situazioni in cui possono apparire delle crisi d’ansia improvvisa e non prevista. Sono situazioni particolari che possono colpire anche chi non soffre di questa patologia. Ma succede anche a chi, pur essendo una persona ansiosa, sentendosi blindato in una situazione sicura, in casa, tra amici fidati, non si aspetta che si scateni un attacco. Anche in questo caso le cause non sono prevedibili e, in molte occasioni, si tratta anche di non cause. In molti casi infatti l’ansia attanaglia la gola e toglie il respiro senza che si presenti una causa apparente, né che si prefigurino quegli eventi scatenanti per colpa dei quali si finisce sempre con l’impanicarsi.

I paesi più ansiosi

Se è vero che ansia e stress vanno di pari passo, allora c’è più di una ragione se le Nazioni della Civiltà occidentale sono anche i paesi più ansiosi. In testa quindi, secondo un’indagine condotta nell’aprile del 2019 dallo staff “Salute” di TgCom24, ci sono gli Stati Uniti e la Grecia. Ma l’ansia miete vittime anche nei Paesi dove manca la stabilità sociale ed economica, come il Ciad, il Niger, Iraq e Iran. Al contrario tra i Paesi che, nonostante la crisi economica, riescono ad affrontare la quotidianità con solare leggerezza, improntata ad una filosofia di vita positiva, ci sono le Nazioni Sud-americane, tra cui Paraguay, Messico, Guatemala, Panama ed El Salvador. In Europa invece Albania, Cipro, Italia e Portogallo fanno buona compagnia alla Grecia e rientrano anch’essi nella classifica dei paesi più ansiosi. Infine l’Italia, insieme alla Spagna, risulta anche tra i paesi più arrabbiati.

donna rilassata nella natura

Come calmare l’ansia

Si può calmare l’ansia in tante maniere abbastanza diverse. Una delle soluzioni più semplici e immediate è quella di prendere un ansiolitico. Ne puoi trovare sia di tipo farmaceutico che di tipo naturale, cercandolo tra gli scaffali dei prodotti di erboristeria. Ma se l’ansia è diventata una compagna di vita troppo assidua, probabilmente è meglio che cominci a valutare delle soluzioni alternative meno invasive. Una tra tante è la pratica dello Yoga della respirazione, ma puoi anche semplificare queste tecniche abbastanza impegnative limitandoti a concentrare il tuo pensiero su una situazione distensiva e respirare in maniera regolare e ritmata. Tra l’altro, visto che come calmare l’ansia è diventato un problema comune a troppe persone, gli psicoterapeuti hanno messo a punto una serie di tecniche, semplici quanto efficaci, come la meditazione antistress. Infine un’altra cosa che aiuta moltissimo un soggetto ansioso a combattere l’ansia è la vita in campagna, almeno durante i fine settimana, a pieno contatto con la natura, i fiori, la piante e gli animali,. Si tratta di luoghi ideali per riappacificare l’anima, magari prediligendo alimenti anti stress ed avendo la premura di dedicare attenzione a noi stessi, senza il disturbo continuo e caotico dei rumori della città.

Come superare l’ansia

Al di là delle tecniche per calmarla, quando questa malattia scatena continuamente le sue crisi senza una ragione particolare e non si sa più come uscirne, allora bisogna cercare di capire esattamente come superare l’ansia, in modo da poter affrontare la quotidianità più serenamente. Anche se esistono moltissimi sistemi capaci di contenere l’ansia, quando si decide di contrastare seriamente il problema la prima cosa che ci si chiede è se l’ansia si possa superare da soli o con un professionista. In realtà, a meno di non possedere competenze straordinarie, la soluzione più logica per superare l’ansia una volta per tutte è quella di rivolgersi ad un professionista del settore.

Tra l’altro anche i terapeuti più affermati scelgono di chiedere aiuto ad un collega di fiducia quando si trovano nelle condizioni di dover superare una situazione ansiogena non motivata. Si tratta di una scelta giustificata dal fatto che le origini dell’ansia non motivata sono di origine inconscia. Quando si verifica una situazione del genere l’aiuto esterno è sempre necessario.

Come affrontare lucidamente il male

Quando l’ansia diventa patologica e opprimente si configura una situazione di malessere che guasta la vita e mette seriamente a repentaglio i rapporti sociali. In questi casi per un soggetto ansioso affrontare lucidamente il male diventa prioritario al di là di qualsiasi terapia. Ciò non vuol dire che la terapia medica non serve o non può dare i frutti sperati, ma perché, soprattutto se la situazione è degenerata, ci vorrà del tempo affinché le cure facciano effetto. Ma in questo frattempo non si può rischiare di giocarsi i risultati di una vita di sacrifici e di lavoro.

Quindi bisogna capire come affrontare lucidamente il male e continuare a vivere in una maniera il più possibile normale. Anche in questo frangente l’aiuto di un professionista è indispensabile. Infatti sarà uno specialista a consigliarti l’assunzione di alcuni farmaci ad effetto misurato, per supportare la terapia a lungo raggio. E sarà compito dello stesso specialista metterti a conoscenza delle tecniche che servono a raggiungere il giusto livello di distacco e ad evitare di perdere il controllo.