Il melone è uno dei frutti più buoni che ci siano: dissetante in estate, saziante in inverno e si abbina splendidamente anche con il salato. Ma possono davvero mangiarlo tutti?

No, chi soffre di colite, colon irritabile, dovrebbe eliminarlo dalla sua alimentazione.
E i diabetici?
Affronteremo tutte queste domande di seguito.

Colite e melone: che rapporto esiste?

I cibi che fermentano sono assolutamente vietati per chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile.

Cosa s’intende per colite?
Quando si parla di questo disturbo si allude a pazienti con sintomi di questo tipo: pancia gonfia, dolore all’addome, difficoltà di evacuazione, meteorismo etc…anche se in realtà le forme di irritazione del colon non definiscono necessariamente una colite.
In questi casi la dieta è molto importante, soprattutto eliminare gli alimenti ricchi di zuccheri che, una volta digeriti, restano nell’intestino richiamando acqua.

melone giallo
In linea di massima, i frutti da evitare quando si ha un colon facilmente irritabile sono:
mango, anguria, susine, pesche, mele, pere, nashi, melone, pistacchi e yogurt, formaggi a pasta molle, crema pasticcera, gelato, anacardi e via dicendo.

Melone e colite: che differenza c’è fra cocomero, anguria e melone?

Il nome cocomero, viene usato prevalente nell’Italia centrale e deriva dal latino cucumis, che significa “cetriolo”.
Il termine anguria deriva dal greco tardo angoúrion, che significa “anguria” o “cetriolo selvatico”).
Il nome melone viene usato per fare distinzione tra il melone d’acqua (cocomero o anguria) e il melone di pane (come il melone cantalupo). Il termine melone deriva dal francese melon d’eau, che a sua volta ha origine latine, mēlōne(m).
A livello di vitamine e sali minerali si eguagliano, pertanto non si può stabilire con certezza se, dal punto di vista nutrizionale, sia migliore un melone o un’anguria.

Il melone è un frutto o una verdura?

Generalmente definito frutto in realtà fa parte delle verdure perché è della famiglia delle cucurbitacee, nella cui classe di ortaggi rientrano anche le zucche.

Le calorie e gli zuccheri del melone: è un frutto che fa ingrassare?

Il melone contiene soltanto 34 calorie per 100 grammi, circa 8 grammi di carboidrati e 0,9 grammi di fibra alimentare, è inoltre ricco di acqua e fibre e per questo può essere più ostico da digerire, anche senza per questo favorire l’accumulo di grasso adiposo nei soggetti.
Il tipico frutto estivo dimostra di avere un elevato potere saziante ed è inoltre è dissetante poiché ricco di acqua e quindi aiuta a mantenere una buona idratazione.
Essendo però il suo indice glicemico molto alto è sconsigliato ai diabetici soprattutto se abbinato ad altri alimenti ad alto indice glicemico come la pasta e il pane. E’ inoltre sconsigliato a chi soffre di disturbi gastrici e di colite.

Chi deve stare attento alla linea e segue una dieta non deve aver timore di consumare troppi meloni: si tratta di un alimento fresco che non fa ingrassare, ma anzi, nelle dovute quantità e con un minimo di attenzione, può essere integrato nel regime alimentare per dimagrire.

Quanto melone si può mangiare al giorno?

Dato il suo esiguo contenuto calorico, il melone può essere mangiato anche tutti i giorni, ma come per tutti gli alimenti dobbiamo porgere attenzione alle quantità, ok che non fa aumentare di tanto l’apporto calorico della nostra dieta quotidiana, ma può farne aumentare il contenuto in zuccheri in modo non indifferente e creare, soprattutto se si è anziani, un accumulo indesiderato glucosio nel sangue.
Si tratta infatti di un frutto ad elevato indice glicemico, per cui chi ha problemi nella gestione del glucosio non deve esagerare nella sua assunzione. In generale una porzione adeguata, tale da non creare problemi ad un organismo, corrisponde a circa 150 grammi.

Melone e colite: proprietà e valori nutrizionali

Diamo un’occhiata ai valori nutrizionali del melone:

Acqua 90,15 gr
Proteine 0,84 gr
Grassi 0,19 gr
Fibre 0,9 gr
Carboidrati 8,16 gr
Calcio 9 mg
Ferro 0,21 mg
Magnesio 12 mg
Fosforo 15 mg
Potassio 267 mg
Vitamina C 36,7 mg (61,2% RDA)
Vitamina B1 0,041 mg (2,9% RDA)
Vitamina B2 0,019 mg (1,2% RDA)
Vitamina B3 0,734 mg (4,1% RDA)
Vitamina B5 0,105 mg (1,8% RDA)
Vitamina B6 0,072 mg (3,6% RDA)
Folati 21 µg (10,5% RDA)
Vitamina A 7169 µg (21,1% RDA)
Beta-carotene 2020 µg
Vitamina K 2,5 µg (3,6% RDA)
Indice glicemico 75
Colesterolo 0 g

Il melone è frutto consumato soprattutto in estate, ma dovrebbe esser mangiato tutto l’anno, visto che si rivela estremamente salutare.

Scopriamone le proprietà:

  • è ricco di antiossidanti, soprattutto beta-carotene, pertanto aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi;
  • favorisce il corretto funzionamento dell’apparato visivo;
  • aiuta a ridurre la pressione arteriosa e nella regolarizzazione dei battiti cardiaci;
    abbassa il colesterolo cattivo nel sangue;
  • stimola anche il sistema immunitario e protegge da stati influenzali e raffreddore. E’ per questo molti dottori suggeriscono di mangiarlo anche in inverno, quando con l’arrivo del freddo è più facile la diffusione di virus;
  • diuretico e depurativo;
  • svolge un ruolo importante nella protezione dalle alterazioni cellulari e dalle patologie tumorali

Quali sono le regioni con maggiori coltivazioni in Italia?

La Campania con i suoi oltre 9.000 ettari di orticole in coltura protetta, rappresenta un altro bacino importante per la produzione di meloni in Italia. Tra gli areali più importanti inoltre vanno ricordati quelli della maremma laziale, della Toscana e dell’Umbria.
Al Nord Italia, la tipologia principalmente coltivata è ancora quella del retato italiano.

Quanti e quali sono i vari tipi di melone?

In primis si suddividono in: estivi ed invernali.
I primi si possono reperire sino ad ottobre, mentre i secondi vengono raccolti prima della fine dell’estate e prima che si realizzi la loro completa maturazione, in maniera tale da essere consumati sino a Dicembre inoltrato.

melone a tavola

Vediamo le varietà più diffuse:

Melone Cantalupo: melone estivo dalla polpa arancione, la buccia più o meno liscia o rugosa che dal verde può andare sul grigiastro.

Melone retato: melone estivo, dalla forma sferica o ovaleggiante e dal sapore dolcissimo. A caratterizzarne l’aspetto è l’esterno, con la buccia praticamente avvolta in un reticolo più o meno fitto, di colore grigio-verde (polpa più succosa) oppure giallo-verdognolo (polpa dai sentori agrumati, di arancia).

Melone giallo o Melone d’inverno: da consumare fra settembre e novembre, viene consumato fino al periodo natalizio grazie alla sua lunga conservabilità (in luoghi adatti, molto freschi, areati e asciutti). La superficie esterna è giallo o giallo-verde, la polpa invece è chiara e succosa.

Come capire quando è ben maturo?

Quando il melone sta per maturare perde il colore verde e diventa giallo, ocra o marroncino, per quelli estivi, mentre quelli invernali è molto più difficile scegliere il momento giusto. Il profumo: quando il caratteristico profumo dolce si sente intensamente anche senza scalfirne la scorza con l’unghia, significa che è arrivato il momento della raccolta.

Melone e colite: domande e risposte

Alcune delle domande più interessanti che riguardano il tema melone, poste da soggetti affetti da colon irritabile:
I dolci col melone sono tollerati da un colon irritato?
Purtroppo no
E’ vero che un melone mangiato freddo può causare dolori alla pancia?
Sì può causare congestione
Meglio evitare i semi in caso di colite?
Sì è meglio evitarli
Fanno più male i formaggi stagionati o il melone, in caso di colon irritato?
Il melone è sempre sconsigliato mentre invece si può mangiare con moderazione i formaggi stagionati come il Grana Padano