prostatiteLa prostatite è un termine ampio che comprende una serie di condizioni che coinvolgono l’infiammazione della prostata. I principali sintomi della prostatite sono febbre, minzione difficile o dolorosa che porta alla minzione frequente, dolore pelvico.
Vediamo quali sono i diversi tipi di prostatite, i sintomi e come affrontare un percorso di guarigione.
Prostata
La prostata è una ghiandola con dimensioni di circa 3 o 4 cm di diametro, di circa 20 gr, presente solo nei maschi. Si trova alla base della vescica e circonda la parte iniziale dell’uretra, il canaletto che porta l’urina fuori dalla vescica.
Una percentuale del liquido spermatico di un’eiaculazione è prodotto dalla prostata. Questo liquido è una secrezione alcalina con pH elevato, è una miscela che protegge l’ambiente acido della vagina, agevolando la fecondazione dell’uovo. A causa della sua posizione anatomica, le malattie che colpiscono la prostata sono spesso causa di sintomi associati a difficoltà di minzione e problemi alla vescica, con una minzione dolorosa e un debole flusso urinario.
Prostatite
prostatite-sintomi-colite
La medicina allopatica divide la prostatite in 4 casi:
1. Prostatite acuta
2. Prostatite batterica cronica
3. Prostatite cronica non batterica o sindrome da dolore pelvico cronico
4. Prostatite asintomatica con infiammazione
La sindrome da dolore pelvico cronico o prostatite cronica non batterica, senza infiammazione è detta anche prostatodinia.

Piccola parentesi su una delle cause più frequenti che provocano problemi al tratto urinario e spesso anche alla prostata. La causa risultata più evidente è la colite, che consiste in un’infiammazione dei tessuti che rivestono sia il colon che il retto e le cui conseguenze sono delle ulcere che possono provocare sanguinamento e fuoriuscita di muco, a volte anche pus. La colite non va confusa con la diarrea ed è da considerarsi una patologia, mentre la diarrea è un suo sintomo, o per meglio dire uno dei suoi sintomi più frequenti e evidenti.
Vediamo cosa si può dire per ogni singolo caso:

Prostatite acuta
La prostatite acuta è una condizione infiammatoria, di solito causata da un’infezione batterica della prostata. I batteri che causano la prostatite acuta sono gli stessi che di solito causano infezioni del tratto urinario, quali E. coli, Klebsiella e Proteus. La contaminazione della prostata è data dall’invasione di batteri presenti nell’uretra o nella vescica, di solito a causa dell’urina precedentemente contaminata.
Tra i principali fattori di rischio della prostatite acuta possiamo trovare:
– Infezione del tratto urinario, detta anche cistite
– L’uso del catetere vescicale
– Traumi locali per l’uso prolungato della bicicletta o passeggiate a cavallo
– Infezione da HIV detta anche AIDS
– Uretrite, malattia trasmessa sessualmente

I sintomi della prostatite acuta
La prostatite acuta può verificarsi sia nei giovani che negli uomini di una certa età, anche se non è l’età la causa della patologia, tutt’al più può essere un aggravamento il naturale deterioramento dell’organismo, i loro sintomi principali sono:
– Febbre
– Brividi
– Disuria
– Difficoltà a urinare
– Dolore pelvico
– Urina torbida
– Malessere
– Dolori muscolari e articolari

I sintomi della prostatite acuta possono essere molto intensi, solitamente il medico richiede che il paziente sia ricoverato in ospedale, o una somministrazione massiccia di farmaci, ma l’alternativa migliore è l’uso di pochi e ottimi rimedi naturali.
La diagnosi della prostatite acuta
La diagnosi della prostatite acuta viene effettuata attraverso la valutazione congiunta dei risultati clinici e l’esame rettale, che spesso dimostrano una prostata dolorosa. Così come le infezioni del tratto urinario, l’urino-coltura viene anche utilizzata per identificare eventuali batteri responsabili dell’infezione. Questa la versione ufficiale della medicina, che propone violenti antibiotici per il nostro organismo, che debilitano il nostro sistema immunitario senza risolvere alcunché.

Varie diagnosi mediche
Il semplice test delle urine

Esami del sangue
La misurazione del PSA che dicono può aiutare, ma che è stato ben riscontrato essere del tutto poco attendibile

I marcatori dell’attività infiammatoria ed emocromo che solitamente presenta leucocitosi
Il trattamento della prostatite acuta
La prostatite acuta prevede secondo la medicina occidentale un trattamento che viene effettuato con antibiotici per un periodo medio di quattro settimane, ma come ho già accennato gli antibiotici hanno ampiamente dimostrato di non essere la soluzione ma piuttosto possono procurare un forte aggravamento.
Non sono i batteri che causano la prostatite e neanche eventuali infezioni al tratto urinario, i batteri sono amici del nostro organismo e lo squilibrio batterico è provocato maggiormente dagli antibiotici, mentre esiste una sola strada per fare in modo che l’equilibrio ritorni, seguire un percorso fatto solo ed esclusivamente di metodi naturali.
Intanto la medicina ufficiale cosa fa? Il medico, quando si rende conto che un antibiotico non ha sortito alcun effetto positivo, lo cambia!! Ossia cambia marca e tipo di antibiotico….in base ai risultati degli esami delle urine…
I sintomi di solito cominciano a svanire con 48 ore di terapia antibiotica, ma in realtà è solo un beneficio momentaneo. Dopo sette giorni di trattamento, gli esami delle urine risultano essere negativi e non vi sono più batteri nelle urine, ma questo non vuol dire aver risolto la patologia, poiché a distanza di giorni o settimane lo squilibrio ritorna, in quanto gli antibiotici non sono in grado di rimuovere le cause che provocano lo squilibrio batterico.
Per alleviare il dolore, gli analgesici comuni e antinfiammatori potrebbero essere utilizzati, se non ci fossero controindicazioni. E in ogni caso hanno il solo beneficio di ridurre i sintomi nell’immediato, alleviando così i dolori.

Prostatite batterica cronica
La prostatite batterica cronica è una possibile complicanza della prostatite acuta non trattata adeguatamente.
Le conseguenze sono molto meno gravi rispetto al caso di prostatite acuta e i sintomi possono essere più leggeri. Nella maggior parte dei casi, le conseguenze sono limitate a disuria, ossia dolore per la minzione, minzione frequente e disagio a causa di dolori diffusi. La febbre, quando presente, è solitamente bassa.
Come si può notare, molti dei sintomi della prostatite cronica sono simili a quelli della cistite, definita anche infezione della vescica, che può causare spesso confusione nella diagnosi. È importante sapere che negli adulti e nei giovanissimi viene considerata un’infezione rara, cosicché la prostatite dovrebbe essere sempre una delle diagnosi proprio dei pazienti maschi, con caratteristiche simili a quelle di un tratto urinario con sintomi di infezione. Va da sè che il legame colite e cistite è sempre molto stretto e non va comunque sottovalutato.
La diagnosi di prostatite cronica viene effettuata anche attraverso la lettura della storia clinica. In questo caso, durante l’esame rettale, è possibile effettuare il massaggio prostatico per stimolare la secrezione di fluidi per le analisi di laboratorio. Il massaggio prostatico non dovrebbe mai essere eseguito durante la presenza della prostatite acuta, a causa del rischio di stimolare il rilascio di batteri nel sangue. L’urino-coltura raccolta dopo il massaggio prostatico è anche una possibilità per capire se la diagnosi riguarda la prostatite cronica.
I batteri che causano prostatite cronica sono generalmente gli stessi della prostatite acuta. Il paziente con sintomi di prostatite cronica, pus nell’esame delle urine, ma le cui colture di urina e colture secrezione prostatica sono persistentemente negative, si potrebbe associare a un’infezione da clamidia.
Il trattamento classico della prostatite cronica è simile alla prostatite acuta, della durata di circa 4 o 6 settimane, sempre ovviamente con farmaci, in questo caso antibiotici. I pazienti che hanno infezioni ricorrenti sono soliti richiedere dei trattamenti prolungati, prima di rendersi conto della loro inutilità e dell’aggravamento della situazione.
Prostatite cronica non batterica o sindrome da dolore pelvico cronico
La sindrome da dolore pelvico cronico è una malattia con sintomi urologici e disagi nella zona pelvica. Il termine sindrome da dolore pelvico cronico è più corretto rispetto alla prostatite cronica non batterica, perché spesso nella patologia non è inclusa la prostata, anche se i sintomi sembrerebbero quelli della prostatite cronica.
La sindrome da dolore pelvico cronico è una diagnosi che avviene per esclusione, ossia solo dopo aver costatato che non c’è presenza di prostatite batterica e altri sintomi da dolore pelvico, che possono essere causati ad esempio da tumori, infezioni urinarie, emorroidi e patologie del testicolo.
I sintomi della sindrome da dolore pelvico cronico includono anche quelli di una prostatite cronica, ma anche altri come il dolore pelvico, anale e disagio nei testicoli.
Non esiste un trattamento specifico per la sindrome da dolore pelvico cronico. Quando non esclude una prostatite batterica cronica, quattro settimane di cura antibiotica è una prassi piuttosto diffusa. Nei casi in cui non è possibile determinare la causa del dolore, il trattamento viene limitato all’uso degli analgesici.
Soluzioni naturali per la prostatite
Non esiste una soluzione univoca, la soluzione non è mai in un singolo trattamento come molti semplicisticamente sono portati a credere dalla medicina ufficiale, esistono invece tanti aspetti che messi insieme possono essere la “soluzione”, a patto di agire per se stessi seguendo un percorso che grazie alla propria costanza e perseveranza punta dritto alla guarigione.
Tra i migliori rimedi naturali che abbiamo sperimentato personalmente e che riteniamo siano efficaci dal punto di vista del primo approccio alla patologia, troviamo:
Saw Palmetto o Serenoa Repens
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Il Saw Palmetto è una piccola palma che viene coltivata sulle coste del sud-est degli Stati Uniti, le aree dell’Europa mediterranea e l’Africa, ed è talvolta usato per il trattamento della prostatite, grazie ai componenti attivi di questa pianta che aiutano le parti colpite dall’infiammazione alla prostata.
Il trattamento naturale con saw palmetto può in alcuni casi ridurre le dimensioni della prostata anche nel giro di un mese e non ha effetti collaterali.
Semi di Zucca
Grazie al loro contenuto di curcubitacina, aiutano a prevenire l’ingrossamento della prostata, i semi di zucca sono un ottimo rimedio fai da te da usare come trattamento per l’ingrossamento della prostata. Si consiglia di mangiarne un cucchiaio al giorno in una sola volta e nella loro condizione naturale, ossia senza sale e crudi, ogni giorno prima di colazione.
Epilobio
L’epilobio è risultato molto efficace nel trattamento dell’infiammazione della prostata, definita dai medici come prostatite, condizione patologica che colpisce a qualsiasi età ma anche uomini giovani tra i 30 ei 45 anni, si manifesta con minzione dolorosa e dolori nel retto, talvolta con sanguinamento nelle urine. Di solito è causata da un’infezione del tratto urinario o dovuta a infezioni che si trasmettono con il sesso.
Per combattere queste infezioni dal punto di vista dei sintomi, molti erboristi propongono l’epilobio, esistono diversi modi di assumerlo, ad esempio come tisana oppure in gocce in forma di tintura madre che credo sia anche la migliore forma, esiste quindi anche come infusione della pianta essiccata. E’ venduto anche in capsule, sempre come decongestionante della prostata.
Radice di Ortica
Alcuni benefici dell’estratto di radice di ortica hanno dimostrato valenza proprio nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (IPB). Il suo utilizzo con altre preparazioni a base di erbe come la Serenoa Repens o Saw Palmetto è stato benefico nel ridurre i sintomi della IPB.
I sintomi della IPB, come la minzione frequente durante la notte, incapacità di urinare, minzione dolorosa, hanno avuto miglioramenti e sollievo dopo l’assunzione dell’estratto di radice di ortica. Si pensa anche che inibisca le cellule della prostata a diventare cancerose.
Una corretta alimentazione per la prostatite
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I rimedi naturali possono essere come un grande alleato nell’affrontare la prostatite e i suoi sintomi, ma usati da soli non sempre portano benefici nel lungo termine, ed è per questo motivo che è spesso necessario affrontare la patologia tenendo conto di più aspetti messi insieme.
Uno degli aspetti fondamentali da includere nei cambiamenti del proprio stile di vita può essere la dieta per ridurre l’infiammazione della prostata, perché esistono prove che riducendo o eliminando il consumo degli alimenti che possono causare infiammazione si possono avere già dei miglioramenti, è inoltre possibile sostituire i predetti alimenti con cibi che addirittura aiutano a migliorare l’infiammazione e le condizioni generali dell’intero organismo.
Ad esempio è benefico includere nella propria alimentazione il consumo di frutta e verdura fresca, cereali integrali, bere più acqua del solito. Evitare inoltre cibi raffinati, cibi fritti, latticini, caffeina.
Un buon modo per iniziare è seguire il seguente video corso gratuito!