come-si-manifestaTutti, più o meno, sappiamo cos’è la colite, la cui definizione medica precisa è Sindrome del colon irritabile, una dicitura che descrive meglio l’insieme di sintomi con cui questo disturbo, assai diffuso tra la popolazione sia maschile che femminile, si manifesta.
In questa sede vogliamo porre l’accento proprio su tale aspetto, ovvero sui sintomi più comuni della colite, su come accorgersi di esserne affetti e di come si arriva ad una diagnosi certa della stessa.
In tante occasioni alcuni pazienti credono di essere afflitti da coliti, solo perchè ignorano, di fatto, come si può manifestare.
Per quanto reversibile e assolutamente non responsabile di complicazioni gravi come, ad esempio, il cancro al colon, la Sindrome del colon irritabile è un disturbo fastidioso, che a volte, soprattutto nei momenti in cui si trova in fase acuta, può seriamente compromettere le attività quotidiane, rapporti sociali e in alcuni casi anche la produttività lavorativa. Avendo già accennato a come si manifesta un tumore al colon e come distinguerlo dalla colite, in questo articolo informativo ci occuperemo di altro.

Con quale “biglietto da visita” la colite entra nella vita di una persona?

La maggior parte dei pazienti affetta da questa patologia lamenta stipsi o diarrea (in genere alternate), dolori e crampi all’addome che in genere diminuiscono con la defecazione e/o con l’esplulsione dei gas intestinali. Nella maggior parte dei casi, i sintomi certi più frequenti sono: un gonfiore all’addome piuttosto pronunciato, flatulenza, presenza di abbondante muco nelle feci (che, specie se accompagnato da febbre, indica spesso un’infezione locale, da curare il prima possibile).
Tuttavia c’è un piccolo particolare, a livello di diagnosi, che quando si parla di disturbi dell’intestino non andrebbe mai sottovalutato. L’insieme dei sintomi sopra descritti, sebbene accompagnino praticamente ogni caso di colite ulcerosa, non sono esclusivi di tale malattia, ma possono invece essere correlati ad altri stati morbosi. Da questa considerazione nasce la difficoltà di giungere ad un diagnostico certo, che invece potrà arrivare soltanto dopo che il medico, attraverso un’accurata anamnesi e gli esami del caso, riuscirà ad escludere eventuali altre patologie. Per questa ragione il dottor Lombardi spinge sull’importanza di seguire il 2°pacchetto del P.I.P., in modo tale da avere, oltre i consigli per guarire dall’irritazione, anche una terapia continuativa, mediante visite via Skype .

Ma il soggetto, prima ancora di recarsi dal dottore, può capire di essere affetto proprio da colite?

Ci si interroga di frequente su quali sianoo i segni evidenti ed inequivocabili che permettano di stabilire senza possibilità d’errore se i malesseri che si avvertono siano dovuti alla Sindrome del colon irritabile.
In realtà, non è certo osservando il volto o lo stato esterno di un corpo che sia possibile capire se questa condizione sia presente o meno, ma alcune caratteristiche possono indirizzare la persona e indicare in maniera verosimile se siano i sintomi di una colite o meno.
Ad esempio, la colite non dà dolore durante la notte, ma soltanto nelle ore diurne giorno, pertanto, in caso si venga colpiti da crampi nelle ore notturne, è bene comunicare questa informazione medica al dottore di famiglia.
E ancora: quando le funzioni intestinali, prima più o meno regolari, cambiano repentinamente la modalità con la quale si presentano, ad esempio passando da periodi di forte stitichezza ad altri di continue scariche liquide, è auspicabile non sottovalutare l’evento e invece avvertire tempestivamente il medico.
Sintomi a dir poco evidenti, come gravi anemie, sangue rosso vivo nelle feci, febbre persistente e bruschi cali di peso, dovranno spingere l’individuo a contattare il prima possibile un gastroenterologo, perché si tratta di fattori potenzialmente molto pericolosi.
Anche la mente e le emozioni, come abbiamo visto nel caso di una diarrea emotiva improvvisa, giocano un ruolo significativo nella comparsa della colite, spesso favorita da stati ansiosi prolungati e da pesanti periodi di stress psichico e/o fisico. Non è una coincidenza se i soggetti nevrotici, gli ansiosi e i depressi, tendono a lamentare quasi sempre, in concomitanza dei loro disturbi, anche la presenza di sintomi intestinali di vario grado ed entità.
Ecco perché, particolarmente in caso di colite, il corretto dialogo fra medico e paziente risulta fondamentale per combattere con le giuste armi questo male. Una accurata descrizione dei sintomi avvertiti infatti, unita ad un quadro generale del carattere e della personalità del paziente stesso, è il primo fondamentale passo per condurre il dottore verso una giusta diagnosi. Anche questo aspetto è una delle chiavi di successo del programma intensivo personalizzato.
Eseguiti degli accertamenti specifici, strumentali per escludere la presenza di altre malattie dell’apparato intestinale e dintorni (ulcere, celiachia, calcoli alla colecisti, intolleranze alimentari ecc.), risulterà assai più facile prescrivere una terapia appropriata.
Parlando di come si può manifestare la colite è giusto ricordare la particolare attenzione che dovrebbero avere le donne che soffrono di endometriosi, non a caso molto esposte ai rischi di incorrere nella sindrome del colon irritabile.